• Arco di Trionfo di Parigi

Arco di Trionfo di Parigi: cosa vedere, sapere e come arrivare

Arco di Trionfo di Parigi: cosa vedere, sapere e come arrivare

L’Arco di Trionfo di Parigi si erge maestosamente al centro dei quella che è stata a lungo place de l’Etoile, proprio all’inizio degli Champs Elysées. Come dire: se si cerca un simbolo di Parigi (tolti forse la Tour Eiffel e il Louvre) è proprio qui che si deve venire. La storia di questo monumento si lega al nome di due dei più grandi uomini di Francia. E infatti l’Arco di Trionfo evoca epici ricordi. In alcuni casi grandissimi, in altri più dolorosi.

Arco di Trionfo di Parigi

Arco di Trionfo di Parigi: un sogno di grandezza

Il primo grande uomo che abbiamo citato è Napoleone che ordinò nel 1809 la costruzione dell’Arco per celebrare i suoi successi militari. Un gesto esagerato? Forse, ma d’altra parte l’imperatore amava pensare a se stesso come l’erede degli imperatori romani. E cosi, con molta modestia, pensò di fare costruire un arco ispirato a quello di Tito nel Foro di Roma.
Sfortunatamente il modello era sbagliato: Tito non vide concluso il suo monumento. E Napoleone scoprì suo malgrado di non essere imbattibile. E da essere un omaggio eterno diventò un simbolo imbarazzante di declino. L’idea era che il monumento dovesse essere completato in tempo per la parata in onore della nuova sposa di Napoleone, ma in realtà nel 1810 l’arco era cresciuto da terra solo pochi metri e un arco dipinto in tela fu innalzato per nascondere la vergogna. Quando finalmente l’Arco di Trionfo di Parigi fu definitivamente terminato, nel 1836, l’impero di Napoleone era sparito da tempo. E lui morto a Sant’Elena da 15 anni. Però si può dire che se lo ha mai visto sarebbe certamente stato orgoglioso di vederlo e scorgere i fregi con le battaglie tra cui la più famosa è la Partenza dei volontari di Rude. È passato alla storia come La Marseillaise.
Abbiamo parlato di due grandi uomini nella storia dell’Arco di Trionfo di Parigi: il secondo è ovviamente Charles de Gaulle a cui hanno intitolato la piazza in fondo agli Champs Elysées anche perché qui il 26 agosto 1944 avvenne uno dei momenti più noti della liberazione di Parigi dai nazisti. Le parole di De Gaulle sono ricordate in una targa di bronzo: “Qualunque cosa accada, la fiamma della resistenza francese non deve essere spenta e non si spegnerà”.

Arco di Trionfo di Parigi

Arco di Trionfo di Parigi: onore al Milite Ignoto

Dato il suo ruolo fondamentale nella storia della città , non sorprende che l’Arco di Trionfo di Parigi attiri molti visitatori ogni anno. La Tomba del Milite Ignoto, illuminata da una fiamma eterna che si trova qui, rappresenta tutti i francesi, oltre un milione e mezzo, che morirono durante la Prima Guerra mondiale. Ogni sera, alle 18.30, i membri delle associazioni di combattenti ravvivano la fiamma per onorare i Caduti. Questo accade ogni giorno, senza esclusione,  dal 1923. Basti pensare che persino il 14 giugno del 1940, quando i soldati tedeschi sfilarono sugli Champs Elysées questo omaggio fu rispettato. La visita al monumento prevede anche la possibilità di salire in cima – dopo 284 gradini,  ma c’è anche un ascensore – per ammirare uno splendido panorama sulla città dai  viali  fino a place de la Concorde. La visita dura circa un’ora. Poi potrete andare in una brasserie.

Arco di Trionfo di Parigi

Qualcosa che non sapevi sull’Arco di Trionfo di Parigi

Napoleone ha un doppio motivo per dispiacersi del destino del suo Arco. Che non è curiosamente il più grande del mondo. Nel 1982, in un attacco di fanciullesca competizione i coreani costruirono un arco proprio ai piedi della collina Moran nella capitale nordcoreana di Pyongyang. Quella sfida serviva per onorare il presidente Kim Il-sung, eroe della resistenza contro i giapponesi e si è ispirata al modello parigino. Ma deliberatamente costruito per essere leggermente più grande. L’arco coreano infatti è alto 60 metri di altezza e 50 metri di larghezza superando il modello di 10 metri di altezza e 5 metri di larghezza.

Arco di Trionfo di Parigi

Come arrivare all’Arco di Trionfo di Parigi

Un suggerimento: non provate ad entrare nell’Arco di Trionfo di Parigi attraversando i viali che lo circondano: sono perennemente invasi da un traffico mortale. C’è piuttosto un passaggio sotterraneo che sbuca sul lato dei numeri pari di Avenue des Champs Élysées. I biglietti per la visita tra l’altro sono venduti in questo sottopassaggio pedonale prima di salire al livello del suolo. Per arrivare il modo migliore è ovviamente la metro: potrete usare le 1, 2 e 6 scendendo alla stazione Charles-de-Gaulle-Etoile. E Parigi sarà ai vostri piedi.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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