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Dove mangiare a La Thuile: i sapori della valle D’Aosta

Dove mangiare a La Thuile: i sapori della valle D’Aosta

Pensi alla montagna e immagini salubri passeggiate d’estate e divertenti sciate d’inverno. Eppure la montagna può essere anche golosa, pigra e rilassata. Dipende dal gusto che si vuol dare alla propria vacanza. In alta Val d’Aosta, per esempio, nella Valdigne di La Thuile, ci sono mille sapori con cui concludere a cena, o spezzare per pranzo, una giornata fra i monti al cospetto di monte Bianco, Ruitor e Grandes Jorasses.  Ed ecco allora che la domanda raddoppia: oltre che dove mangiare a La Thuile sorge la seconda: che cosa scegliere? Dolce o salato?

Dove mangiare a La Thuile

Dove mangiare a La Thuile: dolci sorprese

 Già, perché il borgo, già di per se, è stato ribattezzato “città del cioccolato”, grazie all’arte dei maestri pasticcieri della famiglia Collomb che da due generazioni manda avanti Chocolat (www.chocolat-collomb.it), una graziosa pasticceria a picco sulla Dora dove da alcuni anni è nata, con tanto di brevetto, la “tometta di La Thuile”, 350 grammi di gustoso piacere che fonde insieme nocciole del Piemonte Igp, cioccolato al latte e crema gianduia.

Dove mangiare a La Thuile

Cominciare a ritroso dal “dessert” non deve ingannare: a La Thuile si ritrovano tutti i sapori della Vallée, da quelli più tradizionali alle riletture più sperimentali e gourmand. Un ottimo indirizzo da inserire nella lista di dove mangiare a La Thuile è quello di Le Coq au vin dello chalet Eden (www.chaleteden.it). Il nome non poteva essere più calzante per questo scrigno di sapori a 200 metri dagli impianti di risalita. Bosco da fiaba, verso le pendici del Ruitor, una casa di legno e pietra a fare da contorno al piccolo regno della famiglia Jacquemod et voilà: qui non c’è solo il “pollo al vino”, come il nome scelto da bio-ristorante potrebbe far pensare, ma c’è anzi tutta la saggezza della cucina di montagna che mischia ingredienti a chilometro zero e prodotti biodinamici in una raffinata proposta, rispettosa della stagionalità e del territorio. Così può capitare di trovare in carta, anche grazie alla collaborazione con un agriturismo di bassa valle, La Vrille di Verraes, antiche ricette come “lo pelò”, una zuppa contadina a base di castagne, fagioli e noce moscata.

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Dove mangiare a La Thuile: sapori bio

In questo “eden” di La Thuile tutto ha un’origine biodinamica, dalle trote di Lillaz, al ragù di cinghiale cacciato in valle, al cervo al Fumin. Al contrario, per provare un connubio fra i sapori tradizionali con quelli di importazione si può scegliere il Pepita cafè (ristorantepepitacafe@alice.it, facebook.it/pepita-cafe), un locale che serve anche pizza, a due passi dal centro del borgo dove Mauro Matta e Daniela Corda hanno riversato tutto l’amore per la terra d’origine (di lui), la Sardegna, rileggendolo in chiave valdostana, ma innovativa.

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Del resto un minimo comune denominatore fra i monti valdostani e il mare di Sardegna c’è, e lo si ritrova in quel nome – pepita – che ricorda l’antica tradizione mineraria tanto cruciale sia in valle che nella terra dei quattro mori. Al “Pepita” le paste sono fatte in casa e quelle ripiene hanno nomi non autoctoni, come “culurgiones”, grandi ravioloni ripieni di pecorino, menta e patate. Qui si può trovare la loro declinazione in patois, alla valdostana, dove accanto alle patate spuntano fonduta al parmigiano e porcini. Il maialino c’è, ma si sposa ai sapori del luogo, i sorbetti sono serviti on the rocks, come sui monti.

Dove mangiare a La Thuile

Cioccolato, sapori isolani; chiedersi dove mangiare a La Thuile significa avere delle sorprese. Come quelle legate all’antico castello dei La Salle: oggi al suo posto ci sono seconde case soleggiate nella zona di Bathieu, mentre il castello “moderno” di La Thuile è l’hotel Chateau Blanc (www.hotelchateaublanc.it), un’antica dimora in pietra del ‘700 che la famiglia Martinet ha recuperato e restaurato personalmente, creando anche una cantina dove degustare, per golosi aperitivi e merende, alcune delle “materie prime” che rendono grande e gustosa la Val D’Aosta. Fontina e Bleau d’Aosta fra i formaggi, moccetta (una sorta di bresaola di cervo) e boudin (insaccato scuro a base di patate bollite, lardo, barbabietole rosse, sangue di maiale e spezie) fra i salumi sono i degni compagni di un buon calice valdostano.

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Dove mangiare a La Thuile: ma soprattutto cosa bere?

Che cosa scegliere? C’è il pluripremiato Muscat Chambave oppure lo Chaudelune della Cave du vin blanc de Morgex et de la Salle. E’ un vino da meditazione, giallo paglierino e fruttato, ottenuto dalla vendemmia invernale delle uve del vitigno Priè Blanc, che cresce alle pendici del monte Bianco. Questo dice l’etichetta, ma il suo gusto è poesia: la vendemmia viene effettuata dopo le prime gelate a temperature al di sotto del punto di congelamento, il che consente di ottenere una singolare concentrazione zuccherina e aromatica nei piccoli acini infreddoliti il cui succo riposa in bacche di ginepro

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Giornalista professionista scrive di cronaca, sport invernali e società per Il Giornale, Sci, Stile e Quattroruote. Dopo Tuttoturismo, Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Repubblica Viaggi e Corriere.it, oggi viaggia fra la Brianza, Parma e le alpi e scrive anche per il web col portale Il Turista. Ha seguito dieci anni la Coppa del Mondo di sci alpino per Infront Italy e Sky Sport, poi lo scialpinismo per Ismf, la Federsci internazionale. Fra i suoi punti d’orgoglio dieci nipoti, due ascese al Monte Bianco e la prima maratona di Milano, chiusa fieramente all’ultimo posto.

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