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Guida di Santiago di Compostela: la città del Cammino

Guida di Santiago di Compostela: la città del Cammino

Ci si arriva a piedi inseguendo il sogno del camino di San Giacomo. Ma ci si potrebbe arrivare semplicemente anche con l’auto o il treno perché Santiago di Compostela, la città del Camino di San Giacomo e dei pellegrini, con il suo bellissimo centro storico, le strade di granito piene di atmosfera quella straordinaria cattedrale romanico-barocco proprio al centro è molto di più di un luogo dove poter dire di essere arrivati. Ma è un posto che da solo merita il viaggio. D’altra parte fino dal Medioevo, Santiago de Compostela, la città del Camino di San Giacomo, è stato un luogo sacro grazie alla presenza della cattedrale costruita sopra la tomba dell’Apostolo Giacomo. Ora, che sia proprio qui la tomba dell’apostolo ovviamente non è certo e la guida di Santiago di Compostela oggi è costretta ad ammetterlo. Ma questo nei secoli è stato un motivo sufficiente per fare crescere la devozione verso questo luogo dove decine di migliaia di persone ogni anno, da tutte le nazioni, arrivano a piedi, in bici o a cavallo. Con la famosa conchiglia che li identifica come pellegrini.

Santiago de Compostela, la città del Camino di San Giacomo

Guida di Santiago di Compostela: centomila pellegrini

Ogni anno infatti, oltre 100.000 pellegrini affrontano salite e lunghe ore di cammino per molti giorni sulle strade di Spagna per raggiungere la Plaza do Obradoiro, la piazza principale della città, circondata da magnifici edifici storici tra cui il Pazo de Raxoi (che oggi è la sede del municipio) e l’Hostal dos Reis Católicos, fondata nel 1492 come ospizio per pellegrini, e ora trasformato in un parador (ovvero un albergo di lusso). Il posto d’onore, però, va alla prima grata occhiata che si rivolge alle maestose torri gemelle della cattedrale, capolavoro di architettura barocca e simbolo della città.
Questo il punto di arrivo, abbiamo detto, almeno secondo la guida di Santiago di Compostela. Ma le cose da scoprire a nella città di San Giacomo, di certo non finiscono qui. Il centro storico è pieno di strade strette e tortuose fiancheggiate da edifici storici che meritano di essere esplorate senza fretta. In fondo, il pellegrinaggio è finito: ora ci si può attardare senza il timore di ritardare l’arrivo. Tra l’altro l’Università di Santiago de Compostela è stata fondata agli inizi del Sedicesimo secolo e ancora oggi la città attira una vivace e numerosa popolazione studentesca. Il risultato è che la vita notturna esclude la possibilità di annoiarsi e senza fatica si può tirare mattina.

Santiago de Compostela, la città del Camino di San Giacomo

Guida di Santiago di Compostela: spirito e gola

Certo, lo sappiamo, Santiago dovrebbe ispirare solo pensieri spiritualmente puri. Ma la Galizia è famosa per la sua cucina a base di pesce e la gastronomia da queste parti diventa arte. Nelle strade della città c’è solo l’imbarazzo della scelta tra le marisquerias – i locali dove si mangiano i prodotti della pesca – e le pulperias, specializzate in polpo. Difficile resistere. Anzi, sarebbe sbagliato partire senza assaggiare le piccole capesante della zona (non sono il simbolo dei pellegrini?) o i frutti di mare tra cui in particolare quelle che gli spagnoli chiamano percebes e in italiano sono le lepadi. Sono da noi quasi sconosciute: ma insieme ad un bianco della Galizia vi stregheranno. Poi sarà il momento di andare a vedere l’Oceano, dove la terra finisce. Ricordando che Santiago de Compostela è certamente un punto di arrivo. Ma può essere anche un ottimo punto di partenza.

Santiago de Compostela, la città del Camino di San Giacomo

Guida di Santiago di Compostela: a spasso per il centro

Il modo migliore per scoprire la città, almeno quello che suggerisce una buona guida di Santiago di Compostela, è iniziare a vagare nelle stradine del centro, quelle che hanno ottenuto il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.  La parte antica è un reticolo di strade e piazze circondate da palazzi imponenti, molti di epoca medievale. A mezzogiorno poi si può partecipare alla messa del pellegrino.  La  lastricata Praza do Obradoiro, di fronte alla facciata principale della cattedrale, è di per sé un gioiello e racchiude e molte gemme architettoniche. La prima è il Pazo de Xelmírez (accanto ai chiostri della cattedrale) che rappresenta probabilmente il miglior esempio rimasto di architettura civile romanica in Spagna: dietro la sua facciata del 18° secolo ha una struttura medievale ancora perfettamente conservata.

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Sul lato nord della piazza invece si trova l’Hostal dos Reis Católicos, con i suoi quattro cortili, è stato costruito da Ferdinando e Isabella, come un ricovero per i pellegrini ed è ora uno dei più bei alberghi della catena Paradores de Turismo de España. Il Colexio de San Xerome è un edificio medievale più piccolo con un portale finemente decorato del 15° secolo, mentre il Colexio de Fonseca, subito dietro di esso, è una scuola rinascimentale decorata sia all’interno sia all’esterno. Sull’altro lato della cattedrale si trova la Praza da Quintana e si divide in due parti: “Quintana de vivos” e “Quintana de mortos”. Questa piazza è perfetta per rilassarsi seduti ai tavoli di un dei bar e godersi gli spettacoli dei tanti artisti di strada e musicisti che si esibiscono. All’ingresso della piazza c’è una iscrizione che indica dove si trova la “Quintana de mortos”: questa, nella parte più bassa della stessa piazza, era la zona dove anticamente si trovava il cimitero di Compostela. Adiacente a questa piazza, la Praza das Praterias ha al centro la vistosa Fuente de los Caballos, una celebre fontana che prende il nome dai quattro cavalli che sputano acqua citata anche da Garcia Lorca in una sua poesia. Sotto i portici intorno alla piazza si trovano molti negozi che vendono gioielli in argento.

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Guida di Santiago di Compostela: la cattedrale

Per molti è il punto di arrivo del pellegrinaggio e comunque per tutti è il simbolo di Santiago de Compostela. La costruzione della cattedrale iniziò nel 1075, sovrapponendosi a precedenti edidifici di epoca romana, tra cui una basilica sotto il regno di Alfonso VI e su richiesta del vescovo Diego Peláez dal maestro costruttore Esteban. E’ a forma di croce latina con tre navate e pur avendo uno stile romanico nel corso del tempo ha subito importanti opere di ampliamento e rimaneggiamento che fanno si che, secondo quanto riporta la guida si Santiago di Compostela, oggi si  trovino  mescolati tra loro anche riferimenti e citazioni gotici, barocchi e neoclassici. Appena dentro si trova il Portico della Gloria, un capolavoro della scultura impreziosito con quasi 200 sculture di granito galiziano, risalente al 1188 e attribuito al maestro Matteo. Tra queste sculture si nota la rappresentazione di San Giacomo Apostolo che si trova sulla colonna divisoria e che sembra porgere il benvenuto ai pellegrini. Nell’atrio della cattedrale si trova la famosa colonna di Santiago dove i pellegrini si inginocchiano e appoggiano le dita della mano destra: il risultato è che il marmo mostra gli incavi provocati proprio da questo segno di devozione ripetuto milioni di volte.

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La facciata dell’Obradoiro della cattedrale è una delle più alte esecuzioni del barocco spagnolo così come l’Altare Maggiore che si trova proprio sopra la cripta dove si trova la tomba di San Giacomo Apostolo. Particolare poi è il Botafumeiro, un turibolo enorme – è il più grande del mondo – che è uno dei simboli della Cattedrale di Santiago de Compostela. Alto un metro e sessanta, viene utilizzato solo in occasione di messe solenni alcune volte all’anno e viene manovrato da quelli che sono chiamati “tiraboleiros”: il pendolo oscilla per tutta la lunghezza dei transetti creando uno spettacolo maestoso. Il primo Botafumeiro del sedicesimo secolo era completamente in argento e fu rubato nel 1809 dall’esercito di Napoleone.

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Museo del Duomo e del Tesoro

Il museo è posto nel chiostro della cattedrale costruito nel sedicesimo secolo e contiene cimeli della lunga storia di Santiago. Al primo piano si trovano la biblioteca e le sale che ospitano splendidi arazzi di artisti celebri come Goya e Rubens. Al piano terra si trova anche con l’esposizione di reperti risalenti all’epoca della costruzione della cattedrale. Tra gli oggetti del tesoro si trova anche il gigantesco contenitore per l’incenso Botafumeiro.

Il centro Galiziano di Arte Contemporanea appena fuori la Porta do Camino, è stato progettato dall’architetto portoghese Alvaro Siza. Si trova accanto al Museo do Pobo Galego ma racconta un aspetto molto diverso della vita e dell’arte della Galizia, con la sua collezione permanente di arte moderna locale. Molto di frequente ospita anche interessanti mostre temporanee.

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Guida di Santiago di Compostela: il museo dei pellegrini

Piccolo ma affascinante, questo museo su tre piani è dedicato ai mille anni di storia di Santiago de Compostela, la città del Camino di San Giacomo che a questo pellegrinaggio è indissolubilmente legata. La mostra spiega la tradizione del culto di San Giacomo e l’evoluzione dei percorsi che dal Medioevo ad oggi hanno seguito i pellegrini. Nel museo si spiega poi come il progressivo sviluppo del Camino ha influenzato la vita della città sia da punto di vista artistico sia della vita delle sue genti.

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Guida di Santiago di Compostela: il museo del Popolo Galiziano

Ospitato nel convento di Santo Domingo, che secondo alcuni documenti risalirebbe al 1220, questo museo fondato nel 1976 è dedicato alla storia del popolo galiziano, dalle loro origini celtiche in poi. Ci sono ampie schermi archeologici ed etnografici, mostre di architettura tradizionale, così come i modelli e display che mostrano mestieri e artigianato locale. In particolare ci sono sale dedicate al rapporto con il mare di questa popolazione, ai lavori tradizionali, alla musica e alle arti. Una cappella gotica del convento ospita la tomba della grande scrittrice romantica della Galizia: Rosalía de Castro. La chiesa del convento è una delle più grandi di Santiago, con tre navate e tre absidi e rappresenta una fusione di stili dal romanico al gotico. È stato dichiarato Monumento Nazionale nel 1912.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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