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Guida dei templi di Bangkok: dal Buddha d’oro al Wat Arun

Guida dei templi di Bangkok: dal Buddha d’oro al Wat Arun

L’affascinante cultura della Thailandia è uno dei primi motivi per visitare questo paese la cui cultura è fortemente influenzata dalla religione che è prevalentemente quella buddista: il 95% della popolazione professa questo credo mentre l’Islam rappresenta circa il 4% degli abitanti e il Cristianesimo solo meno dell’1%. Una fede profonda implica evidentemente l’importanza dei luoghi di culto: non a caso sono centinaia i templi di Bangkok (in tutto il paese si dice siano oltre 26mila) conosciuti in thailandese come “wat“.

templi di Bangkok

Alcuni dei templi di Bangkok sono di piccole dimensioni, situati giusto in fondo a piccoli “soi“, ovvero a strade laterali e vicoli che si spingono ben fuori dal traffico turistico. Altri fanno parte di enormi complessi pieni di sale, scuole e statue venerate, guadagnandosi un posto in tutte le guide su Bangkok. Ecco l’elenco dei più importanti tra i templi di Bangkok, una lista per forza di cose parziale ma che racchiude quelli da non perdere in base al valore storico e alla bellezza.

Un consiglio prima, però: ricordati di vestirti in modo adeguato oppure potresti avere problemi ad entrare. Ci sono regole infatti che per quanto non rigidissime si devono seguire per rispettare i costumi e le credenze religiose dei thailandesi mentre si viaggia per il loro bellissimo paese. Questo significa indossare capi che coprono le spalle e le ginocchia, evitare abiti strappati e trasparenti e i pantaloni della tuta. Poi ricorda che le foto possono essere proibite in alcuni templi: controlla se ci sono indicazioni e se se vuoi fare una foto a un monaco devi sempre chiedere il permesso.

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I templi di Bangkok: Wat Arun

Quasi tutti i templi di Bangkok hanno qualcosa di speciale. Il Wat Arun in particolare. Lo prova il fatto che si trovi riprodotto persino sulla banconota da dieci bath. Questo tempio consiste di cinque phra prang, ovvero torri, che si specchiano nel Chao Praya. Il Buddha sdraiato, che ora si trova a Wat Pho, in passato era collocato qui e la costruzione delle meravigliose torri, ricoperte da minuscoli pezzi di ceramica cinese colorata, fu iniziata dal re Rama II (1809-1824) e completata dal re Rama III (1824-1851). Sebbene le torri siano la più ovvia delle attrazioni in realtà sono solo una piccola parte del complesso, che ospita anche incantevoli edifici bianchi, Ovviamente arrivando al tempio la vista è grandiosa ma forse il punto di vista migliore per ammirarlo è in realtà dall’altra parte del fiume, in particolare al tramonto. Il ristorante dell’Arun Residence offre splendide viste e buon cibo.

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Proprio accanto al Palazzo reale si trova il tempio di Wat Pho, il più antico e più grande di Bangkok e molto probabilmente, uno dei templi più famosi di tutta la Thailandia. Questo tempio è spesso indicato come il Tempio del Buddha sdraiato dato che ospita il celebre Buddha di 46 metri, alto 15 metri, che si trova nel centro del tempio. Le piante dei piedi della statua sono intarsiate di madreperla e raffigurano i 108 segni auspici del Buddha, mentre la statua stessa è ricoperta di foglie d’oro.
Secondo i libri di storia thailandese, dopo essersi trasferito nel palazzo Reale, il re Rama I riconobbe il vecchio tempio come un sito di straordinaria importanza religiosa e ordinò nel 1788 di restaurarlo. Questo primo recupero richiese sette anni, cinque mesi e 28 giorni. Durante il regno di Re Rama III ebbe luogo un altro grande periodo di restauro che durò 16 anni e sette mesi.
Wat Pho è anche sede di una autorevole scuola di massaggi dove i massaggiatori thailandesi si preparano dal 1955. I visitatori possono partecipare a un massaggio tradizionale thailandese o iscriversi a corsi di diversa durata. Oltre al tempio l’area è ricca di altri edifici e si potrebbe passare una intera giornata vagando intorno ed ammirando le tante cose da vedere prima di tornare a concentrarvi sullo shopping.

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 I templi di Bangkok: Wat Saket e il Monte d’oro

Wat Saket, o Tempio del Monte d’Oro, si trova in cima a una collina artificiale, da cui si domina la grande città di Bangkok che vista da quassù sembra quasi tranquilla. La città sembra quieta: ma ricorda che salire fin quassù in una giornata calda e umida potrebbe essere parecchio faticoso. Usa un mezzo di trasporto per evitare di ridurti ad un bagno di sudore.
Il tempio di Wat Saket è un antico tempio risalente al periodo Ayutthaya. Precedentemente chiamato Wat Sakae, il nome fu cambiato durante il regno di re Rama I. Il Monte d’Oro, costruito sotto il dominio del re Rama V, è alto 77 metri e nella parte superiore sono conservate molte delle reliquie buddiste rinvenute nell’antica città di Kapilavastu in India.
Da vedere anche le numerose immagini del Buddha, la sala del tempio,  la sala delle Scritture e l’albero di Sri Maha Bodhi. Ma forse più dei singoli dettagli è l’insieme che rende questo uno dei posti da non perdere quando visiti Bangkok.

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I templi di Bangkok:  Il Buddha d’oro

Un altro tra i templi di Bangkok che non possono essere persi durante una visita in città c’è sicuramente il Wat Traimit che si trova a Chinatown.  Il tempio è anche conosciuto come “Il Tempio del Buddha d’oro” perché custodisce la più grande immagine di Buddha in oro massiccio nel mondo.  Per secoli non si seppe quale fosse il materiale – e il valore della statua – finché per caso negli anni ’50 alcuni operai, scrostando la vernice che la ricopriva, svelarono che sotto era tutto metallo prezioso. L’immagine è alta più di tre metri, pesa circa cinque tonnellate e mezzo ed è molto probabile che abbia tra i 700 e gli 800 anni e che venne portata a Bangkok dopo che re Rama I aveva stabilito Bangkok come nuova capitale. Nel 2008, un nuovo edificio di tre piani è stato eretto per ospitare l’immagine del Buddha d’oro. Il primo piano contiene un museo dedicato alla storia di Chinatown e al passato degli immigrati cinesi a Bangkok. Il secondo piano contiene un’esposizione sulla storia del Buddha d’oro. Alcuni dei rivestimenti che l’hanno protetto per secoli sono esposti qui. L’ultimo piano contiene l’immagine del Buddha d’oro.

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La visita a Bangkok può essere faticosa quindi concedetevi doverose pause per scoprire i sapori della cucina thai scegliendo tra i tantissimi ristoranti della città. Poi, rifocillati, proseguite il viaggio tra i templi di Bangkok  arrivando a Wat Bowonniwet nel quartiere Phra Nakhon, fondato nel 1826, che ospita la sede della setta monastica di Thammayut, una versione riformata del buddismo thailandese. Visto lo status di tempio reale, i visitatori dovrebbero prestare particolare attenzione a vestirsi correttamente; pantaloncini e indumenti senza maniche non sono ammessi. Il legame con la famiglia reale è antico: nel 1836 il principe Mongkut divenne il primo abate del tempio e lo rimase fino al 1851 quando fu incoronato re Rama IV. Diversi altri membri della famiglia reale vissero nel tempio e tra questi anche il re Rama IX. Originariamente c’erano due templi separati da un canale, il Wat Rangsi Sutthawat e il Wat Mai. Nel 1923 i due templi vennero fusi nel Wat Bowonniwet che ora è formato da molti edifici monumentali tra cui una sala delle investiture, una biblioteca delle Scritture che conserva gli antichi testi buddisti scritti su foglie di palma essiccate oltre a residenze reali e quartieri dedicati ai monaci. La struttura più importante resta un chedi dorato di 50 metri  che custodisce reliquie sacre che si possono vedere solo un giorno all’anno, di solito a luglio.

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 I templi di Bangkok: il tempio di marmo

Uno dei templi più belli di Bangkok è il Wat Benchamabophit, noto ai più come “Il tempio di marmo“. Anche questo è considerato un tempio reale ed è oggetto di grande devozione. Il nome ufficiale del tempio è Wat Benchamabophit Dusitwanaram, che significa “Il monastero del quinto re nei pressi del palazzo di Dusit” e per capirne il senso occorre tornare indietro nel tempo.
Alla fine del diciannovesimo secolo, infatti, il re aveva costruito il palazzo di Dusit, un grande complesso di palazzi reali. Quando la struttura fu terminata, nel 1899, il il re ordinò la costruzione del tempio di marmo sul sito di un antico tempio risalente agli inizi del XIX secolo. E lo volle in marmo di Carrara.

L’ingresso è scandito da quattro imponenti colonne di marmo e persino l’ampio cortile è in marmo bianco lucido; tutto l’insieme è uno straordinario esempio di architettura locale resa però particolare dalla materia usata che si mescola con bellissime sculture in oro. Il marmo bianco e le finestre decorate dorate conferiscono all’insieme un aspetto delizioso, anche grazie ai mille riflessi della luce del sole. Ai lati dell’ingresso si trova un grande leone di pietra, a guardia del tempio e nella sala dell’ordinazione si trova l’immagine principale del Buddha, il Phra Buddha Chinnarat. Le ceneri del re Rama V sono sepolte sotto la statua di bronzo del Buddha. Il Wat Benchamabophit è un tempio attivo e i quartieri privati dei monaci sono dall’altra parte del canale separati dall’area del tempio. A partire dalle 6 del mattino, i fedeli vengono qui per portare offerte di cibo ai monaci a differenza di altri templi, dove i monaci escono per strada per ricevere cibo.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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