Cosa fare e vedere alle isole Canarie, vulcani e mare da Tenerife a Fuerteventura

Cosa fare e vedere alle isole Canarie, vulcani e mare da Tenerife a Fuerteventura

Pensateci adesso che piove e fa freddo: non vorreste un posto facile da raggiungere dove la primavera dura tutto l’anno, dove Babbo Natale può parcheggiare la slitta e uscire in camicia, dove sembra di essere in Africa ma non serve passaporto e si è ancora nella vecchia Europa?  Se la risposta è (comprensibilmente) positiva allora significa che vi state chiedendo cosa fare e vedere alle isole Canarie e state sognando di spendere parte del vostro inverno in una di quelle destinazioni che stanno diventando sempre più di moda: le Canarie.

Complici i nuovi collegamenti low cost diretti (sono quattro ore di volo) e prezzi accettabili questo arcipelago sta conquistando nuovi appassionati che in poco tempo, appena ambientati sulle isole, iniziano a pontificare, come fossero nativi, di alisei, di corrente del Golfo e di sculture di lava. Forse se il loro numero aumenta un motivo ci sarà.

Cosa fare e vedere alle isole Canarie: la via dell’America

Politicamente le sette isole Canarie fanno parte della Spagna (e questo tranquillizza chi non ama esotismi spinti) ma geograficamente appartengono invece all’Africa (e questo spiega le temperature sempre bonarie) e da questo mix nasce parte del loro fascino.

Ovviamente l’influenza iberica è assoluta – le isole sono state colonizzate dagli spagnoli già nel 15° secolo – e di conseguenza oggi la lingua, l’architettura e anche quello che vi finirà nel piatto ricorda perfettamente ciò che troverete a Granada o Saragozza. Ma le Canarie sono state anche, assai a lungo, una stazione di sosta quasi obbligata sulla strada per l’America e anche questo si avverte: lo spagnolo usato a Lanzarote e Fuerteventura è più simile a quello che si parla a Cuba o in Venezuela rispetto alla rigorosa lingua della Castiglia che si sente nella Gran Via di Madrid mentre e lo stile di vita decisamente rilassato è in perfetto stile sudamericano.

Per gli amanti della storia che vogliano sapere cosa fare e vedere alle isole Canarie purtroppo assai poco è rimasto della cultura preispanica dei primi abitanti dell’arcipelago spazzati via in pochi anni dopo la conquista. Restano sono alcuni siti e un po’ di manufatti nei musei. E l’eco dei nomi dei luoghi che evocano tempi lontani.

Una collana di isole vulcaniche

Le isole (che si chiamano Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura, La Palma, La Gomera e El Hierro) hanno tutte origine vulcanica: ma come è giusto che sia ognuno ha una propria anima e un proprio stile. Anche se sono più o meno tutte amate dagli europei (in particolare del nord) che cercano sole e blu.

Tenerife, per esempio, è l’isola più grande e si vanta della sua ricchezza naturale: avere il mare intorno è ovvio ma qui c’è anche il monte Teide. Sale fino a 3718 metri e – estremo paradosso – è il più alto di Spagna. La capitale Santa Cruz è decisamente turistica (arrivano anche le navi da crociera) e ha una vita notturna piuttosto vivace anche se ultimamente si è un po’ ingentilita. Ma non mancano i neon e i resort per giovani anglosassoni fracassoni.

Quindi se volete sapere cosa fare e vedere alle isole Canarie sappiate che si può tirar tardi. La movida non manca. Per le spiagge poi c’è l’imbarazzo della scelta ma certamente merita una visita la zona di San Cristobal de La Laguna, una piacevole cittadina con un centro storico pittoresco e strette viuzze. La spiaggia di El Medani invece attira i surfisti mentre a nord, nella valle di La Orotava, si passeggia tra vigneti e piantagioni di banane. E il contrasto regala brividi da piccolo esploratore.

Fuerteventura è l’ovvia meta invece di chi ama il mare. Ha 152 spiagge di sabbia sahariana (l’Africa è a soli 100 km) e ampie pianure vulcaniche interrotte ogni tanto da mulini a vento e cactus. I venti rendono l’isola un parco giochi per i surfisti e il paradiso delle dune di sabbia.

Se volete stare soli, per un faccia a faccio con il vento, puntate su Cofete e i suoi tanti chilometri di sabbia incontaminata mentre per un po’ di mondanità scegliete Corralejo: era un piccolo villaggio di pescatori ma ora è un centro turistico pieno di vita. Pazienza: le sue dune e le spiagge sono sempre belle.

Cosa fare e vedere alle isole Canarie: il confine del mondo

El Hierro è la Cenerentola delle Canarie e fino all’arrivo di Colombo è stata ritenuta l’ultimo limite del mondo. Questa è l’isola più piccola e la meno visitata, penalizzata dal suo aspetto scuro, selvaggio e forse in apparenza ostile e dalla mancanza di spiagge dorate ma in compenso offre una atmosfera non artefatta e uno stil di vita decisamente tradizionale.

Meno di un quarto dei 9000 abitanti dell’isola vivono nella tranquilla capitale Valverde che ad onor del vero non è certo una metropoli dalle molte attrattive. Tuttavia proprio la apparente semplicità del luogo fa si che la gente del posto sia sempre felice di accogliere i turisti.

Qui l’ospitalità ha poi due nomi: queso herreño e vino de Frontera. Sono formaggi di capra e vini locali: tra cosa fare e vedere alle isole Canarie c’è anche il bere e il mangiare. Il sito più fotografato dell’isola è senza dubbio il paesaggio battuto dal vento di El Sabinar. Qui i forti venti da nord-ovest contorcono gli alberi di ginepro creando sorte di sculture vegetali. C’è un eccellente percorso in questa parte dell’isola, che porta dalla città di Sabinosa fino alla suggestiva Ermita de los Reyes. Attenzione però: il sentiero è lungo e ripido. E chi ha problemi alle ginocchia di prepari a sbuffare parecchio.

Cosa fare e vedere alle isole Canarie: spiagge e montagne

Gran Canaria è la terza isola per dimensioni e quella dove si passa in pochi chilometri dalle spiagge alle foreste ad un monte alto 1900 metri che si chiama Pico de las Nieves; non serve tradurlo ma è utile sapere che l’isola al centro e al nord è più fresca, a sud più secca e calda.

L’isola tanto per cambiare mostra subito la sua anima fatta di lava ed è molto amata da chi non sa fare a meno dello sport. E per gli amanti dell’esotico a ogni costo si fanno anche le passeggiate a dorso di cammello sulle coste sabbiose. Le stesse coste sono state abbastanza devastate dall’edilizia ma l’interno resta piacevolmente tranquillo e verdeggiante.

La capitale invece, Las Palmas, è sospesa tra i palazzoni di cemento e le case coloniali. In mezzo c’è pure una cattedrale gotica. Ma la parte migliore si scopre a piedi: sono i caminos reale, rete di sentieri disegnati per collegare i villaggi e la costa. Alcuni sentieri sfiorano vulcani spenti e vigneti lussureggianti e alle spalle di Maspalomas si cammina per oltre sette km tra dune che paiono sahariane. Quando in distanza si scorge il mare tutto quel blu sembra quasi fuori luogo.

La piccola Gomera e la grande Tenerife

La piccola La Gomera sconta la prossimità della sua ingombrante vicina, la grande Tenerife, e per questo la maggior parte dei suoi visitatori sono quelli che arrivano con le gite giornaliere. gite di un giorno dall’isola più grande. Approssimativamente circolare, La Gomera è tagliata da drammatiche gole coperte da palmeti e alberi di banano e le sue strade sembrano grovigli di asfalto. Per godere delle immagini migliori dell’isola fate sosta nei «miradores».

Alcuni sembrano balconi a picco sull’oceano. Un appunto: se cercate in particolare le spiagge sappiate che non sono molte. In compenso sono poco affollate. Il viaggio potrà partire da Playa de Santiago o dalla capitale San Sebastián (l’aeroporto è vicino alla prima, il porto alla seconda località). La capitale è piacevole e il posto giusto da scegliere come base. per te di base mentre siete nell’isola.

Le cose da vedere, a parte un paio di musei, non sono tante ma le strade sono tranquille, l’atmosfera piacevole e c’è una buona selezione di ristoranti che servono piatti tipici. A dominare il centro dell’isola è il Parco Nazionale di Garajonay, Patrimonio dell’Unesco dove si possono compiere alcune delle più belle escursioni dell’arcipelago tra foreste e cascate. E un mare di nuvole che coprono le colline.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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