<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Lyabi-Hauz Archivi - Travelfar</title>
	<atom:link href="https://www.travelfar.it/tag/lyabi-hauz/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.travelfar.it/tag/lyabi-hauz/</link>
	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 14 Nov 2018 15:32:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.6.2</generator>

<image>
	<url>https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cropped-cropped-travelfar-logo-32x32.png</url>
	<title>Lyabi-Hauz Archivi - Travelfar</title>
	<link>https://www.travelfar.it/tag/lyabi-hauz/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Viaggio in Uzbekistan: cosa vedere tra Bukhara e Samarcanda lungo la via della Seta</title>
		<link>https://www.travelfar.it/viaggio-in-uzbekistan/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2015 21:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari: Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Bukhara]]></category>
		<category><![CDATA[Khiva]]></category>
		<category><![CDATA[Lyabi-Hauz]]></category>
		<category><![CDATA[Madrasa]]></category>
		<category><![CDATA[Registan]]></category>
		<category><![CDATA[Samarcanda]]></category>
		<category><![CDATA[Tamerlano]]></category>
		<category><![CDATA[Thaskent]]></category>
		<category><![CDATA[Uzbekistan]]></category>
		<category><![CDATA[Via della Seta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.travelfar.it/?p=604</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una delle prime cose che si capisce durante un viaggio in Uzbekistan è che qui la tintarella è roba da cafoni. Lei, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/viaggio-in-uzbekistan/">Viaggio in Uzbekistan: cosa vedere tra Bukhara e Samarcanda lungo la via della Seta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una delle prime cose che si capisce durante un <strong>viaggio in Uzbekistan</strong> è che qui la tintarella è roba da cafoni. Lei, Tarifa, occhi a fessura e sorriso sguainato, scuote la testa, si stringe nello scialle multicolore e rincara la dose: &#8220;le donne abbronzate sono brutte . E basta&#8221;. Tutto il resto è fiato sprecato così com’è inutile provare a ribattere che anche le sopracciglia unite nel mezzo con colpi decisi di trucco non sono il massimo, che gli incisivi d&#8217;oro non troveranno mai ospitalità su Vogue, che fieri mustacchi femminili dalle nostre parti fanno rabbrividire. Qui siamo a <strong><span style="color: #000000;">Bukhara</span>, </strong>nel cuore dell&#8217;<strong>Uzbekistan </strong>profondo, Tarifa ha le granitiche certezze di una adolescente che ben conosce le regole del bon ton e tanto basta: una donna non prende il sole. E se gli scialli non sono sufficienti si spalanchino gli ombrelli.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-ragazza-con-ombrello-per-le-strade-di-Khiva.jpg" rel="lightbox[604]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-913 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-ragazza-con-ombrello-per-le-strade-di-Khiva-1024x685.jpg" alt="Viaggio in Uzbekistan, ragazza con ombrello per le strade di Khiva" width="1024" height="685" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-ragazza-con-ombrello-per-le-strade-di-Khiva-1024x685.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-ragazza-con-ombrello-per-le-strade-di-Khiva-300x201.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-ragazza-con-ombrello-per-le-strade-di-Khiva.jpg 3872w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Parasole e scialli, altro che chador e burka. Mentre mezzo mondo islamico infagotta le proprie donne nella penitenziale prigionia dei veli qui, in <strong>Uzbekistan</strong>, le donne si coprono per loro scelta. Ma non è integralismo: è vanità.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Un viaggio in Uzbekistan: sorrisi e sorprese</h2>
<p style="text-align: justify;">Insomma, materia antica e molto femminile che brilla anche negli sguardi delle stesse fanciulle che sciamano per strada, in particolare, nei giorni di festa: e che di fronte all&#8217;uomo, meglio se straniero, non abbassano certo lo sguardo. Anzi, gli occhi te li ficcano negli occhi e per i sorrisi non scelgono le mezze misure. Se poi questo non basta, senza perdersi in remore, passano alla fase due: e compunte si fermano, ti sorridono e ti apostrofano con un trillante &#8220;hallo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbeksitan-matrimonio-a-Khiva.jpg" rel="lightbox[604]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-914 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbeksitan-matrimonio-a-Khiva-1024x753.jpg" alt="Viaggio in Uzbeksitan, matrimonio a Khiva" width="1024" height="753" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbeksitan-matrimonio-a-Khiva-1024x753.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbeksitan-matrimonio-a-Khiva-300x220.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbeksitan-matrimonio-a-Khiva.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Poco importa che il repertorio in inglese si areni quasi subito e si ritrovino poi a cinguettare in tagiko: quello che conta è parlare, sorridere, conoscersi. In fondo, provare a capirsi. Ma, sia chiaro e sia maledetto chi pensa male, tutto questo è assolutamente candido, senza doppi fini. Per davvero.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché il bello di questa terra lontana, dove l’Islam è religione e non febbre, dove la tradizione dei khan conquistatori è storia e non un presente di guerra, dove ogni città è un gioiello, dove<span style="color: #000000;"><strong> madrase</strong></span> e minareti paiono finti tanto sono belli, è anche nella sua gente: che al sorriso non rinuncia. E se schifa l&#8217;abbronzatura ama invece chi viene da lontano. Tarifa, certo, ma non solo. Come lei i mille ragazzi, e persino i militari, che durante un <b>viaggio in Uzbekistan tra Bukhara e Samarcanda</b> per strada ti salutano, ti vengono vicino, ti stringono la mano. E magari, ti fermano per chiederti una foto: da scattare abbracciati con te, fieri che uno straniero, uno col taglio degli occhi diverso, si metta in posa e sorrida. E peggio per lui se non ha almeno qualche dente d&#8217;oro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/bukhara-donna-al-mercato.jpg" rel="lightbox[604]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-665 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/bukhara-donna-al-mercato-1024x718.jpg" alt="Viaggio in Uzbekistan - Donna al al mercato di Bukhara" width="1024" height="718" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/bukhara-donna-al-mercato-1024x718.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/bukhara-donna-al-mercato-300x210.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/bukhara-donna-al-mercato.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;"><b>Un viaggio in Uzbekistan:cosa vedere nel</b><b>le città del mito</b></h4>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché chi decida di andare in viaggio in Uzbekistan e abbia un minimo di sana curiosità lo deve mettere in conto: verrete fermati, qualcuno vi parlerà, molti vi saluteranno. Ma pochi, pochissimi, vi stresseranno per vendervi qualcosa. Gli altri, i più, vi guarderanno fieri e consapevoli di essere i figli dei figli di <span style="color: #000000;"><strong>Tamerlano</strong></span> e gli eredi dei cavalieri di Alessandro Magno che nel IV secolo qui, nell’antica <strong>Samarcanda</strong>, prese in moglie la figlia di un capo locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ogni città in <strong>Uzbekistan</strong> ha una storia che profuma di leggenda e ogni nome vale un batticuore: <span style="color: #000000;"><strong>Samarcanda</strong></span>, per dire, ma anche <strong>Bukhara</strong> o <strong>Khiva</strong>, luoghi inzuppati di miti dove svolazzano ancora i fantasmi dei mercanti della <strong>Via della Seta</strong>, terre di serragli e carovane, dove per secoli hanno galoppato razziatori di schiavi e orde di guerrieri. Quei combattenti che sembra di rivedere nel volto dei vecchi, quelli sì con la pelle abbronzata, con i lineamenti da mongoli e i sorrisi a pettine e che potrebbero ancora oggi assediare le mura arcigne dell’Ichon-Qala, il cuore antico di <strong>Khiva</strong>: da più di tre secoli chiuse a proteggere la città, che si fida pur sapendo che sono di fango. Ma non per questo sono disposte a cedere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-le-mura-di-fango-di-Khiva.jpg" rel="lightbox[604]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-916 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-le-mura-di-fango-di-Khiva-1024x685.jpg" alt="Viaggio in Uzbekistan, le mura di fango di Khiva" width="1024" height="685" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-le-mura-di-fango-di-Khiva-1024x685.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-le-mura-di-fango-di-Khiva-300x201.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-le-mura-di-fango-di-Khiva.jpg 1400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Alla scoperta di madrase e mercati</h4>
<p style="text-align: justify;">E proprio dall’alto dei bastioni color della terra è bello fare andare lo sguardo e immaginare gli eserciti che hanno solcato queste steppe, fino all’ultimo passaggio dei sovietici che hanno lasciato sgraziate tracce di sé nella capitale <strong>Tashkent</strong>, irta di palazzoni grigi e mausolei di cupezza brezneviana. Ma il resto no, il resto del paese a quell&#8217;eredità non ha voluto cedere. Per esempio a <strong>Bukhara</strong>, patria degli omonimi <strong>tappeti,</strong> la gente si ritrova ancora al tramonto intorno alla <span style="color: #000000;"><strong>Lyabi-Hauz</strong></span>, una piazza costruita intorno a una delle 200 vasche che, una volta, davano acqua agli abitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui, davanti alle facciate delle antiche madrase, oggi camerieri senza fretta vi serviranno saporiti <span style="color: #000000;">piatti di plov</span>, ovvero <strong>riso e verdure e uvetta</strong>, o ciclopiche porzioni di naan, il pane che pare un ciambellone, cotto in forni di terracotta che si ritrovano identici ben più a sud, nel cuore dell’ India. Quei forni che profumano l’aria nelle strade meno battute, mentre donne vestite di colore cuociono le focacce piatte che è bello sbranare, bollenti, a grandi morsi, mentre ci si perde nei mercati: come il <strong>bazar Siab</strong> di <strong>Samarcanda</strong>, un’accaldata babele di banchi, odori e sapori che non fa paura, una distesa di frutta e verdure, stoffe e gente che si accalca e si affanna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma dove nella zona dei formaggi le donne vi porgeranno un cucchiaio: per farvi assaggiare che il loro yogurt fatto in casa è più buono di quello del vicino. E anche questo è un ricordo che porterete a casa per sempre dopo <b>viaggio in Uzbekistan</b>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbejista-al-mercato-di-Bukhara-le-venditrici.jpg" rel="lightbox[604]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-917 size-full" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbejista-al-mercato-di-Bukhara-le-venditrici.jpg" alt="Viaggio in Uzbekistan, le venditrici al mercato di Bukhara " width="706" height="540" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbejista-al-mercato-di-Bukhara-le-venditrici.jpg 706w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbejista-al-mercato-di-Bukhara-le-venditrici-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 706px) 100vw, 706px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;"><b>Viaggio in Uzbekistan. La </b> steppa e palazzi</h4>
<p style="text-align: justify;">Non vi basta? Allora osate l&#8217;inosabile nelle terre pudiche dell’Islam. Durante il vostro viaggio in Uzbekistan <strong> </strong>alzate la macchina fotografica e iniziate e mettere a fuoco: la gran parte guarderà in macchina, molti si atteggeranno in posa. Tutti verranno da voi a chiedervi di sbirciare il display per vedersi. E pavoneggiarsi un po’. I più giovani e disinvolti alla fine vi scarabocchieranno da qualche parte l&#8217;indirizzo di posta elettronica: “mandami la foto” è il messaggio, “ti scriverò” è la promessa. Che avere un amico lontano, in una terra come l’Italia di cui si conosce poco se non il nome di calciatori e degli altri eroi delle sfide in Champions League è bello. E ci si può vantare con gli amici.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro, tutto questo si paga: si paga con un volo di sette ore per raggiungere <span style="color: #000000;"><strong>Tashkent</strong></span> e poi con voli interni verso le altre piste dell&#8217;Uzbekistan su Tupolev che alla caduta del Muro erano già maggiorenni da un po’. Oppure si paga anche con trasferte lunghe su strade senza curve e senza fine che attraversano un deserto rosso o una steppa che i russi, senza fantasia ma concreti, chiamavano “della morte”. Il premio però c’è, e si vede. Sono le madrase del <strong>Registan di Samarcanda</strong>, forse il monumento più emozionante dell’<strong>Asia centrale</strong>, e sono i cortili silenziosi immersi nell’ocra della madrasa <span style="color: #000000;"><strong>Mir-i-Arab </strong>di<strong> Bukhara</strong></span>, dove la scia candida di un jet in cielo sembra quasi un’offesa.</p>
<h4>Khiva, un museo a cielo aperto</h4>
<p style="text-align: justify;">Profanazione dell’oggi a un mondo che sembra fermo a ieri. Ma il premio arriva per davvero durante il vostro <strong>viaggio in Uzbekistan </strong>una volta che a <strong>Khiva</strong> il sole è tramontato dietro il minareto Kalta Minor e le vie si sono svuotate. Allora vale la pena di ripercorrere le strade buttando l’occhio intorno, godendosi le facciate illuminate dei palazzi prima di andare a dormire nelle cellette della madrasa Mohamed Amin Khan trasformata in albergo. Fuori dalle mura la statua di <strong>Tamerlano</strong> è avvolta nelle ombre. Ma sicuramente anche lui, senza farsi accorgere, sorride.</p>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"> </span></h4>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-uomo-per-le-strade-di-Samarcanda.jpg" rel="lightbox[604]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-918 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-uomo-per-le-strade-di-Samarcanda-1024x685.jpg" alt="Viaggio in Uzbekistan, uomo per le strade di Samarcanda" width="1024" height="685" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-uomo-per-le-strade-di-Samarcanda-1024x685.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-uomo-per-le-strade-di-Samarcanda-300x201.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Uzbekistan-uomo-per-le-strade-di-Samarcanda.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/viaggio-in-uzbekistan/">Viaggio in Uzbekistan: cosa vedere tra Bukhara e Samarcanda lungo la via della Seta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
