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	<title>Città delle Arti e delle Scienze Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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		<title>Cosa vedere a Valencia, la città di Calatrava e del Sacro Graal</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2016 22:04:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madrid ha scelto il ruolo di capitale e madre nobile del regno. Barcellona sta cercando di liberarsi dalla movida per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-a-valencia/">Cosa vedere a Valencia, la città di Calatrava e del Sacro Graal</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/visitare-madrid-e-i-suoi-quartieri/" target="_blank" rel="noopener">Madrid</a> </span></strong>ha scelto il ruolo di capitale e madre nobile del regno. <strong><a href="https://www.travelfar.it/guida-di-barcellona-in-catalogna/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #008000;">Barcellona</span></a></strong> sta cercando di liberarsi dalla movida per diventare un avamposto di Europa similnordica. Ma coi piedi nel Mediterraneo. <strong>Valencia</strong> invece ha osato di più: ha scelto di scommettere sul futuro. Per poi mostrare la fierezza del suo passato. <strong>Terza città di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-in-spagna/" target="_blank" rel="noopener">Spagna</a></span></strong>, con ottocentomila abitanti e duemila anni di storia &#8211; prima i Romani, poi i Mori e quindi gli <strong>Aragona</strong> &#8211; ma per decenni sinonimo cheap di paella e sonnolenta vita di provincia è oggi una delle capitali del turismo internazionale &#8211; tra le prime dieci d’Europa &#8211; con un centro storico recuperato e una serie di eventi da vera e propria capitale. E alla domanda <strong>cosa vedere a Valencia </strong>la risposta è: molte cose.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-Jardin-del-turia.jpg" rel="lightbox[2090]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2104" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-Jardin-del-turia-1024x768.jpg" alt="Cosa vedere a Valencia" width="1024" height="768" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-Jardin-del-turia-1024x768.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-Jardin-del-turia-300x225.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-Jardin-del-turia.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Valencia: il fiume Turia deviato</h2>
<p style="text-align: justify;">Non male per una città che molti spagnoli ricordavano solo per le bizze del<strong> suo fiume, il Turia</strong>, che nel 1957 fece quello che, più o meno combinò l’Arno a Firenze nel 1966. E’ ricordata come «<strong>la gran riada</strong>» del 1957 e vide le acque limacciose arrivare a cinque metri per le strade. Ci furono morti e danni miliardari ma quando il fango defluì rimase una speranza e una promessa: non deve succedere mai più.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto fatto. Il fiume capriccioso fu deviato lontano e sul suo corso prosciugato nacque un gigantesco <strong>parco urbano</strong>. In quella striscia di otto chilometri verde che prima era azzurra iniziò a sbocciare la nuova Valencia: a partire dalla<strong> Città delle Arti e delle Scienze</strong>, icona dell’archistar <strong>Calatrava</strong>, si spalanca ora il <strong>Jardin del Turia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ da qui che occorre partire per scoprire la città, magari affittando una bicicletta e girovagando tra palme e aranci, fontane e piante sfiorando il <strong>Parque de la Cabecera</strong> e il Bioparc &#8211; uno zoo del nuovo millennio &#8211; ma anche tornando bambini: imperdibile è il<strong> Gulliver</strong>, una folle distesa di scivoli dove i bambini, novelli lillipuziani, scalano e scivolano lungo le dita, i capelli e la gambe di questa gigantesca figura di 70 metri. Ma poi basta proseguire e anche i bambini ben più adulti si potranno compiacere all’immenso acquario dell’<strong>Oceanogràfic</strong> o nel <strong>Palau de les Arts</strong>, entrambi nella <strong>Ciudad de las Artes y las Ciencias</strong>, la città nella città progettata da <strong>Santiago Calatrava</strong> e <strong>Félix Candela</strong> a metà anni ’90.</p>
<h3>I colori del Mediterraneo in un palazzo</h3>
<p style="text-align: justify;">Per gli appassionati di architettura è un complesso di cinque strutture che ospitano aree tematiche dedicate a arte, scienza e natura e che sfrutta il bianco del cemento e il contrasto tra la luce e l’acqua di stagni artificiali per citare i colori del <strong>Mediterraneo</strong>. I turisti, più semplicemente, lo inseriscono al primo posto nell&#8217;elenco di cosa vedere a Valencia. Per tutti il nuovo simbolo della città.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-barrio-del-carmen.jpg" rel="lightbox[2090]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2105" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-barrio-del-carmen-1024x431.jpg" alt="Cosa vedere a Valencia" width="1024" height="431" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-barrio-del-carmen-1024x431.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-barrio-del-carmen-300x126.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-barrio-del-carmen.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Valencia: il nuovo si mescola con l&#8217;antico</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma lo abbiamo detto: la città ha guardato avanti per riscoprire il suo ieri. Quindi, riprendendo il cammino nel <strong>Jardin del Turia</strong> è divertente contare i ponti che una volta scavalcavano l’acqua: sono diciotto e vanno da quelli secolari a quelli progettati l’altro ieri. In una continua contaminazione tra moderno e antico che difficilmente dispiace perché ognuno trova ciò che cerca nella lunga lista di cosa vedere a Valencia.</p>
<p style="text-align: justify;">Una gratificazione per gli occhi che si realizza anche quando si torna nel cuore della città: ovvero nel <strong>quartiere del Carmen</strong>. Qui la storia si calcola in millenni. Tra le antiche <strong>cerchie di mura</strong> si alternarono vincitori e vinti, cristiani e arabi e ognuno ha lasciato un segno e un ricordo tra le strade labirintiche e i palazzi aristocratici. Il solo consiglio per scoprirlo è di non seguire i consigli e andare a zonzo oltre le porte medievali delle <strong>Torri di Quart</strong> e delle <strong>Torri di Serranos</strong>, sostando qua e la fra la <strong>calle de Roteros</strong>, la plaza de la Reina e la <strong>calle de Caballeros</strong>. Questo, almeno fino a che il sole è alto. Poi, magia valenciana, tutto si trasforma e questi reticolo di pietre e slarghi diventa il nocciolo travolgente della <strong>vita notturna</strong>.</p>
<h4>Tapas e movida nel centro storico</h4>
<p style="text-align: justify;">Seguite la folla e annusate l’aria: troverete il posto giusto per sperimentare le tapas di pesce e fare confidenza con i vini di <strong>Utiel-Requena</strong>. Tanto, con doverosa lentezza, c’è tempo il mattino dopo per proseguire la scoperta del centro della città vecchia magari sostando al <strong>El mercat</strong>. Il nome non inganna: qui si trova lo storico mercato. Le sue cupole di ferro, cristallo e ceramica svettano dal 1839 e da allora la gente si mette in fila per comprare pesce e verdure ma &#8211; ricordatelo &#8211; qui siamo a Valencia. Nuovo e antico giocano insieme. I banchi sono quelli della tradizione: ma si può comprare online e la merce arriva a casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-cattedrale.jpg" rel="lightbox[2090]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2106" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-cattedrale-1024x576.jpg" alt="Cosa vedere a Valencia" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-cattedrale-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-cattedrale-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Valencia-cattedrale.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Valencia: la cattedrale e le sue storie</h4>
<p style="text-align: justify;">Noi invece proseguiamo e andiamo a sud verso la splendida<strong> Borsa della Seta</strong>, un gioiello gotico benedetto anche dall’Unesco. Poco più in là, ancora, <strong>Plaza del Ayuntamiento</strong> e altre piazze dove i valenciani si danno <span style="color: #000000;"><strong>appuntamento</strong>.</span> Ma prima di tornare al parco o ancora meglio, andare a scoprire le spiagge occorre dedicare un po’ di tempo alla <strong>cattedrale</strong>: le sue stratificazioni sono quasi un libro di storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui ci fu un<strong> tempio romano</strong>, poi una <strong>moschea</strong> infine, dal 1238, la cattedrale voluta proprio dopo la riconquista dai Mori ma lo stile non è certo definito. Si mescolano <strong>romanico</strong>, gotico e <strong>barocco spagnolo</strong>. I soliti innamorati del mistero poi ricordano che qui, in una cappella laterale si conserva una coppa speciale: si dice sia il <strong>Sacro Graal</strong>, il calice dell’Ultima cena. Ovviamente nessuno sa se sia vero ma in fondo poco conta. La devozione non cerca conferme: ma un’emozione. La stessa che si prova assistendo ad un rituale, assolutamente laico ma non per questo meno nobile, che si svolge tutti i giovedì dell’anno a mezzogiorno davanti alla <strong>Porta degli Apostoli</strong>. E questo accade dal 1200.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui otto serissimi personaggi vestiti di scuro esercitano la giustizia con un processo orale in lingua valenciana le cui sentenze sono inappellabili. E’ il <strong>Tribunal de las Aguas</strong> e la materia di cui si occupa è la gestione delle acque e nessuno ne osa sorridere. <strong>Valencia</strong> ama il futuro e costruisce astronavi di cemento. Ma le cose del passato le tratta seriamente. Forse perché ha capito che l’oggi senza l’ieri fatica a diventare un domani migliore.</p>
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