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	<title>Fonterutoli Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Cosa vedere a Castellina in Chianti: il borgo, la storia, i dintorni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 15:58:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si viene per il vino, per la bellezza delle sue colline. Si viene per la storia che trasuda dalle pietre [&#8230;]</p>
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<p>Si viene per il vino, per la bellezza delle sue colline. Si viene per la storia che trasuda dalle pietre delle sue case. Oppure  per il patrimonio artistico. Quale che sia il motivo le cose da fare e vedere a <strong>Castellina in Chianti</strong> sono tante. E si cominciano a cogliere ben prima di essere arrivati. Infatti, già il viaggio verso questa cittadina di meno di <strong>3000 abitanti</strong> in <strong>provincia di Siena</strong> regala da subito mille suggestioni lungo i saliscendi delle<strong> colline del Chianti</strong> tra cui sembra quasi accoccolata. E da dove ha attraversato i secoli dovendosi difendere e proteggere.</p>
<h2>Le cose da sapere e da vedere a Castellina in Chianti</h2>
<p>Nell&#8217;XI secolo <strong>Matilde di Toscana</strong> cedette il comune di <strong>Salingolpe</strong> &#8211; come si chiamava un tempo Castellina &#8211; alla famiglia dei <strong>Conti Guidi.</strong> Per la sua posizione strategica tra <strong>Siena</strong> e <strong>Firenze</strong>, Castellina fu allora trasformata in una <strong>roccaforte</strong> e nel corso degli anni, mentre infuriavano le battaglie tra nord e sud, la <strong>città fu distrutta</strong>, ricostruita e fortificata più volte. E in una di questi rifacimenti pose la sua firma<strong> Giuliano da Sangallo</strong>, uno dei più grandi architetti ingegnere del <strong>Rinascimento,</strong> che disegnò la fortificazione dando l&#8217;assetto che ancora oggi si nota con le mura a forma di esagono e un camminamento che oggi è quasi sotterraneo e  che ancora colpisce: si chiama la <strong>via delle Volte.</strong></p>
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<p>Fermatevi a buttare lo sguardo dalle feritoie che sbirciano sul <strong>panorama del Chianti</strong> mentre l&#8217;altro lato del passaggio è segnato da porte di cantine e di passaggi che paiono sempre segreti. Da qui si può proseguire lungo la parallela  <strong>via Ferruccio</strong>, la vera strada principale del paese di oggi, dove si trovano <strong>negozi, laboratori e locali</strong> dove fermarsi mentre si ammirano i palazzi dei potenti dell&#8217;epoca come il <strong>palazzo Banciardi</strong> e il<strong> palazzo Squarcialupi</strong>.</p>
<h3>I segni della guerra. E i reperti del passato</h3>
<p>Quindi passiamo senz&#8217;altro alla <strong>chiesa di San Salvatore</strong> che, purtroppo, durante la guerra, è stata devastata ma poi ricostruita e che ospita alcune <strong>opere rinascimentali importanti</strong> prima di<strong> salire alla Rocca</strong> e alla sua torre del XIV secolo, da cui si può godere di una splendida vista sulla città e sulla campagna ma non solo. All&#8217;interno, infatti, è ospitato il <strong>Museo archeologico del Chianti</strong> dove sono ospitati gli oggetti ritrovati nella zona circostante e che testimoniano la lunga storia di questo pezzo di <strong>Toscana.</strong> Abitata sin dalla più antica epoca. Nel museo, ci sono infatti <strong>resti dell&#8217;età del Bronzo, etruschi</strong> e ciò che resta del <strong>medioevo di Castellina</strong>. E il bello è che per entrare meglio in questa atmosfera sono disponibili dei video e delle postazioni interattive che avvolgono da subito il visitatore.</p>
<p>A questo punto una tappa per<strong> un calice di Chianti</strong> è doveroso prima di riprendere a scoprire cosa vedere a Castellina in Chianti e nei dintorni. La prima meta è <strong>Montecalvario</strong> che si trova a breve distanza, <strong>raggiungibile con una breve passeggiata.</strong> Qui nel 16° secolo fu trovata <strong>una tomba etrusca</strong> che purtroppo però nel corso dei secoli fu saccheggiata portando via gli oggetti di maggior valore ma resta comunque la struttura formata da quattro sale. Si dice che il <strong>carro etrusco che si trova nel museo</strong> provenga proprio da qui.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno.jpg" rel="lightbox[11692]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11697" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-1024x465.jpg" alt="" width="1024" height="465" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-1024x465.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-300x136.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-768x349.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Fonterutoli e la sua leggenda</h4>
<p>Uscendo poi da Castellina e seguendo la <strong>statale 222</strong> si arriva al borgo di <strong>Fonterutoli</strong> che storicamente era il confine<strong> tra Siena e Firenze</strong>. Per giustificare questo limite ovviamente c&#8217;è una <strong>leggenda che risale al 1200</strong>. Vuole il racconto che per trovare il punto dove fissare il confine le due città decisero di far partire, al canto del gallo, dal loro centro due cavalieri: dove si fossero incontrati li sarebbe stato il limite. Ma i <strong>fiorentini bararono</strong> lasciando un gallo nero senza cibo in modo che questi cominciasse a cantare prima dell&#8217;alba. In questo modo il fiorentino partì  per primo e percorse più strada arrivando a incontrare <strong>il senese proprio qui a Fonterutoli</strong>. Da allora il <strong>gallo nero</strong> divenne il simbolo della <strong>lega militare del Chianti</strong> e poi anche del vino <strong>Chianti classico.</strong></p>
<p>Storie a parte il borgo merita di essere visitato: quello che fu un castello è ora una villa e il borgo è stato restaurato dalla famiglia dei <strong>marchesi Mazzei</strong> che la possiedono da <strong>24 generazioni</strong> ed è ora una delle cantine più celebri della zona. Anche perché proprio un antenato della stirpe, <strong>Ser Lapo</strong>, firmò un <strong>documento nel 1398</strong> dove per la prima volta si parla di Chianti come vino. Voi visitate il luogo, fermatevi a mangiare se volete e poi visitate la<strong> necropoli etrusca di Poggino</strong> che si trova tra i boschi intorno. Quindi uscite oltre le case e guardate all&#8217;orizzonte. In fondo, se è sereno, si vede il <strong>campanile di Siena</strong>. E le colline del Chianti sono un abbraccio.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli.jpg" rel="lightbox[11692]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11698" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-1024x561.jpg" alt="vedere a Castellina in Chianti" width="1024" height="561" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-1024x561.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-300x164.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-768x420.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Come arrivare a Castellina in Chianti</h4>
<p>L&#8217;auto è sicuramente il modo più comodo e veloce. Arrivando da Nord e quindi da <strong>Firenze</strong> percorrere la <strong>superstrada Firenze- Siena</strong> uscendo a <strong>San Donato</strong>. Quindi seguire la provinciale 101.<br />
Da Sud, quindi da <strong>Siena</strong> sempre seguire la superstrada Firenze- Siena uscendo però a<strong> Badesse</strong> e poi immettersi sulla 222.</p>
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