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	<title>nero di Troia Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>nero di Troia Archivi - Travelfar</title>
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		<title>La cucina della Puglia: cosa mangiare tra Foggia e Lecce. Pane, olio, vino</title>
		<link>https://www.travelfar.it/cucina-della-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2018 11:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sapori: a tavola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lasciate perdere Lino Banfi e le sue proverbiali «orecchiettole». Chè raccontare la cucina della Puglia, e la sua gastronomia, vuol [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/cucina-della-puglia/">La cucina della Puglia: cosa mangiare tra Foggia e Lecce. Pane, olio, vino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lasciate perdere Lino Banfi e le sue proverbiali «orecchiettole». Chè raccontare <strong>la cucina della Puglia</strong>, e la sua gastronomia, vuol dire infatti andare ben oltre il tormentone e il luogo comune. Per tuffarsi invece in un ventaglio di materie prime straordinarie che, da sole, valgono il viaggio. Nonché il pasto. E per capirlo basta cedere alla tentazione del matrimonio più semplice e irresistibile: <strong>pane e olio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In Puglia infatti, granaio generoso sin dai tempi dei <strong>Romani</strong> e dei loro litigiosi dirimpettai, nasce uno dei pani più prelibati d&#8217;Italia: il <strong>pane di Altamura</strong> (e non sarà un caso se si tratta del primo, nel gruppo dei prodotti da forno, ad avere ottenuto il marchio europeo Dop).</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-pane-di-Altamura.jpg" rel="lightbox[9642]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-9650" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-pane-di-Altamura-1024x652.jpg" alt="cucina della Puglia" width="1024" height="652" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-pane-di-Altamura-1024x652.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-pane-di-Altamura-300x191.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-pane-di-Altamura-768x489.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-pane-di-Altamura.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Partiamo dal pane</h2>
<p style="text-align: justify;">Questa pagnotta, dote fortunata di una manciata di comuni in<strong> provincia di Bari</strong> (Altamura certo, ma anche, tra gli altri, <strong>Gravina e Minervino</strong>) ha sfamato per secoli pastori e contadini prima di guadagnarsi disciplinari e regolamenti multilingue che, di fatto, non sono altro che fotocopia di quella ricetta che ogni buon fornaio di queste terre conosce da sempre. E se anche <strong>Orazio</strong> nelle «Satire» parla con trasporto di questo pane un motivo ci sarà.</p>
<p style="text-align: justify;">Un motivo che sta nel sapore, reso particolare dalla <strong>scelte dei grani,</strong> ma anche nella capacità di «durare» del pane stesso: che garantiva, giorno dopo giorno, alle magre bisacce dei pastori la sicurezza di un pasto comunque sostanzioso. L&#8217;Altamura infatti, che si abbina con piacere a ogni pietanza, con la sua mollica paglierina è in grado di reggere ben più di qualche giorno e si sublima con il companatico più antico e umile: l&#8217;olio. Proprio un altro dei simboli della cucina della Puglia che vanta <strong>cinque tipologie di oli premiati dall&#8217;Europa</strong> (su un totale di 38 oli italiani Dop. E anche l&#8217;oliva <strong>Bella di Daunia</strong> ha il suo marchio).</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-le-olive.jpg" rel="lightbox[9642]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-9646" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-le-olive-1024x527.jpg" alt="cucina della Puglia" width="1024" height="527" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-le-olive-1024x527.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-le-olive-300x154.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-le-olive-768x395.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-le-olive.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Da Foggia a Lecce: la cucina della Puglia e sua maestà l&#8217;olio</h3>
<p style="text-align: justify;">Da<strong> Foggia a<span style="color: #008000;"> <a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-lecce/">Lecce</a></span>, da Taranto a Brindisi</strong>, passando ovviamente per <strong>Bari,</strong> ogni provincia della Puglia ha il proprio olio e questa ricchezza si ritrova nei panorami e sulle tavole. Nei piatti, con una declinazione di color oro che profumano di frutta e pizzicano di piccante, e nelle campagne che grazie a quasi <strong>cinquanta milioni di alberi di ulivo</strong> si tingono di una infinita serie di sfumature dal verde al bruno. E nel contrasto con il <strong>blu del cielo e il turchese del mare</strong> si arricchisce la tavolozza che tratteggia la cucina della Puglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Pane e olio quindi. Ma non solo perché la cucina della Puglia ha molti simboli. Volendo, è una questione di principio, non cedere alla facile lusinga della <strong>orecchietta</strong> è doveroso infatti cercare nuovi abbinamenti per il pane e, scelta quasi obbligata, è facile farsi ammaliare dalla <strong>soppressata di Martina Franca</strong>. Che con il <strong>capocollo</strong> prodotto nella stessa zona è un po&#8217; l&#8217;orgoglioso portabandiera della norcineria regionale.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-capocollo-di-martina-franca.jpg" rel="lightbox[9642]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-9647" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-capocollo-di-martina-franca-1024x458.jpg" alt="cucina della Puglia" width="1024" height="458" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-capocollo-di-martina-franca-1024x458.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-capocollo-di-martina-franca-300x134.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-capocollo-di-martina-franca-768x344.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-capocollo-di-martina-franca.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carne magra di maiale,</strong> spalla e coscia, tagliata finemente con una piccola parte di grasso, sale pepe e vino: ecco la ricetta di questo salume che poi stagiona un paio di mesi prima di finire, a fette, sul solito pane. Vincendo, dettaglio non banale, condizioni climatiche che in teoria, non sarebbero certo quelle ideali per la carne conservata. Ecco perché, per il <strong>capocollo</strong>, è fondamentale la concia e l&#8217;affumicatura. E il sapore intenso, arricchito di aromi, si imprime fatalmente nel ricordo di chi ha la fortuna, nel piccolo territorio di produzione che sconfina sino alla terra dei Trulli, a <strong>Locorotondo </strong>e <strong>Alberobello</strong>, di trovare una tavola amica dove sedersi a pranzare.</p>
<h4>Apicio e i lampascioni</h4>
<p style="text-align: justify;">Un pranzo che, i pugliesi non avrebbero dubbi, non può definirsi completo senza almeno un assaggio di <strong>lampascioni</strong>. Siamo onesti: il nome sgraziato non evoca brividi lussuriosi da gourmet e la difficoltà di preparazione sembra sconsigliarli ai non pugliesi. Ma la <strong>gente delle Murge</strong> sa bene che questo bulbo, lontano parente della cipolla, è in realtà una prelibatezza e anche il solito <strong>Apicio</strong>, l&#8217;onnisciente guru della gastronomia antica, lo cita più volte. Ecco perché vale allora la pena di provarlo senza formalizzarsi se si finisca per impiattarlo dopo averlo <strong>lessato, cotto sotto la cenere </strong>o<strong> fritto</strong>. E&#8217; probabile che vi piacerà comunque.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-Canestrato.jpg" rel="lightbox[9642]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-9648 size-full" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-Canestrato.jpg" alt="" width="1022" height="617" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-Canestrato.jpg 1022w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-Canestrato-300x181.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-il-Canestrato-768x464.jpg 768w" sizes="(max-width: 1022px) 100vw, 1022px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non amate il gusto amarognolo di questo bulbo? Poco male, la cucina della Puglia, regione in apparenza omogenea ma che già <strong>Federico II</strong> tripartiva nettamente, sa offrire materia anche a chi schifa i vegetali e si accalora per il formaggio. E, per fortuna, non si deve più sobbarcare la fatica aspra della transumanza per ottenere il piacere del <strong>canestrato pugliese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un formaggio di <strong>latte ovino,</strong> a pasta dura, che prende il nome dai <strong>canestri di giunco</strong> dove, la tradizione è una gran cosa, viene posto a stagionare prima di titillare il palato. Se giovane, magari abbinato a verdure crude o come merenda, se stagionato e occorrono non meno di dieci mesi, <strong>grattugiato sulla pasta</strong>. E alla fine, siamo buoni, con le orecchiette sarebbe davvero un&#8217;accoppiata vincente.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-i-rossi-della-regione-sono-sempre-più-apprezzati.jpg" rel="lightbox[9642]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-9649 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-i-rossi-della-regione-sono-sempre-più-apprezzati-1024x603.jpg" alt="" width="1024" height="603" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-i-rossi-della-regione-sono-sempre-più-apprezzati-1024x603.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-i-rossi-della-regione-sono-sempre-più-apprezzati-300x177.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-i-rossi-della-regione-sono-sempre-più-apprezzati-768x452.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cucina-della-Puglia-i-rossi-della-regione-sono-sempre-più-apprezzati.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Sapori da bere. E i vini della Puglia</h4>
<p style="text-align: justify;">Per finire però l&#8217;ultimo accenno va ai <strong>vini</strong>: che mangiare va bene ma occorre anche sapere bere. Una necessità che in Puglia si declina con il piacere. <strong>Aleatico, Negroamaro, Primitivo, nero di Troia</strong>: l’enologia locale sa proporre dei piccoli classici che dopo decenni di «schiavitù» (i prodotti pugliesi venivano esportati per “tagli” fondamentali di blasonati vini del nord) ora hanno conquistato l&#8217;attenzione di chi sa cosa c‘è nel bicchiere. Ed è bello scoprire che dai tempi del <strong>poeta latino Marziale</strong> poco è cambiato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora wine lovers e sommelier decantano la potenza ricca di frutto e i toni speziati del Primitivo o la struttura grande e complessa dei migliori <strong>Negroamaro</strong>. E fioccano bicchieri e voti da lode per bottiglie che, ancora, si possono acquistare senza accendere un mutuo. Mentre il Primitivo lotta con il mitico <strong>Zinfandel della California</strong> per stabilire quale sia l’originale e quale la copia. Ed è ovvio a questo punto che non sono solo “orecchiettole“.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/cucina-della-puglia/">La cucina della Puglia: cosa mangiare tra Foggia e Lecce. Pane, olio, vino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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