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	<title>Acquario Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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		<title>Guida di Genova,  cosa vedere dal porto ai caruggi di De André</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2016 16:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nei carrugi guardatevi in giro. Perché i protagonisti di questa storia sono tutti lì, intorno a voi. Ci sono Bocca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nei carrugi guardatevi in giro. Perché i protagonisti di questa storia sono tutti lì, intorno a voi. Ci sono <strong>Bocca di Rosa</strong> e <strong>Marinella</strong> che spettegolano con le dita unte di focaccia, la graziosa di <strong>via del Campo</strong> che sgrana gli occhi color di foglia, <strong>i quattro amici</strong> al bar che s’annegano nel Pigato e discutono di anarchia e di libertà. E più in alto <strong>la gatta con una macchia nera</strong> che torna alla sua soffitta arrampicata su piazze minuscole come francobolli tra vertigini di case-grattacielo, in mezzo ad archi scuri e ripide scalinate. Che una guida di Genova può partire anche da qui.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché Genova, è ovvio,  è una città di mare. Ma  per scoprirla<strong> dal porto ai caruggi di De André</strong>, si deve  camminare in salita anche oggi che la gente nei vicoli ha le cravatte al collo o le guide multilingue dei turisti scesi dai jet. Eppure in questi vicoli dove &#8211; solo il solito <strong>De André</strong> ha saputo cantarlo con amore &#8211; «il sole del buon Dio non da i suoi raggi» resiste un <strong>mondo confuso e caotico</strong>, antico e molto fiero, un mondo di canzoni e vita che ribolle. Tutto da scoprire.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-il-cento-rstorico.jpg" rel="lightbox[2092]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2096" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-il-cento-rstorico-1024x683.jpg" alt="Visitare Genova, dal porto ai caruggi di De André" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-il-cento-rstorico-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-il-cento-rstorico-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-il-cento-rstorico.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Guida di Genova: viaggio tra  il popolo dei vicoli</h4>
<p style="text-align: justify;">Qui, fianco a fianco, tra <strong>mescite di vino sfuso</strong> e rumorose <strong>kebaberie</strong>, confettifici preziosi e botteghe pakistane, locali da <strong>movida modaiola</strong> e annoiate lucciole sudamericane, convivono e si intrecciano le mille anime di una città che, come ha scritto uno storico venuto da lontano «<strong>ha un corpo fragile</strong>, stretta com’è tra un mare troppo profondo e montagne troppo alte». Ma che forse proprio grazie alla forsennata voglia di vincere questi limiti è stata guardata per secoli con riverenza da chi le si inchinava chiamandola «<strong>la Superba</strong>». E il lampeggiare del faro della <strong>Lanterna</strong> sembrava fare rimbalzare sulle onde la definitiva sentenza: genovese quindi mercante.</p>
<p style="text-align: justify;">«Sembra una beffa però che di quella grandezza per molto tempo non si sia trovata più traccia &#8211; spiega, con una vena amara, chi guarda il mare fare i capricci a <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/borghi-sul-mare-piu-belli-della-liguria/" target="_blank" rel="noopener">Boccadasse</a></strong></span>». Proprio qui sopra, in un sottotetto, un giovane pittore di nome <strong>Gino Paoli</strong> decise di tradire i pennelli per le note per fare brillare il suo sguardo di poeta. Raccontando <strong>la sua Genova</strong>, tanto amata anche se in declino. Sì, perché la città tra Ottocento e Novecento era <strong>un polo del triangolo industriale</strong> e il vero, frenetico, porto dell’Italia che diventava grande. <strong>Porto</strong> e industria: <strong>Genova</strong> si era focalizzata su quella via per crescere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-porto-antico.jpg" rel="lightbox[2092]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2097" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-porto-antico-1024x680.jpg" alt="Visitare Genova, dal porto ai caruggi di De André" width="1024" height="680" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-porto-antico-1024x680.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-porto-antico-300x199.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-porto-antico.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Genova e la rinascita dopo il 1992</h4>
<p style="text-align: justify;">Poi, ogni guida recente di Genova lo racconta, arrivarono le crisi, le industrie iniziarono a chiudere. E Genova a soffrire. Poi, nel 1992, l’<strong>Expo</strong> dedicato al genovese<strong> Cristoforo Colombo</strong> portò un vento nuovo ed è partita la corsa per regalare di nuovo a Genova un suo <strong>ruolo di città d’arte e di cultura.</strong> Ha iniziato <strong>l’Acquario</strong> a cui hanno fatto seguito le mostre a <strong>Palazzo Ducale</strong> poi il recupero dei <strong>Palazzi dei Rolli.</strong> Anche se poi è proprio dal centro antico che è doveroso partire &#8211; è uno dei più vasti d’Europa &#8211; per una camminata tra<strong> odori, sapori e culture diverse.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questi spazi striminziti, le <strong>case si intrecciano</strong> e quasi dalle finestre si tocca quella di fronte. Qui l&#8217;unica cosa da fare è perdersi, sollevando negli angoli gli occhi alle <strong>edicole votive che venivano donate dalle corporazioni</strong> per illuminare le strade di notte. Un vagare nei luoghi degli eroi rassegnati di <strong>De André</strong> che poi porterà ad un altro mondo: vicino ma diversissimo. E&#8217; quello di <strong>via Garibaldi</strong>, definita, non a caso, la «<strong>Via Aurea</strong>», dove dopo il 1550 si diedero battaglia a colpi di palazzi le <strong>maggiori famiglie della città</strong>. Persino il grande <strong>Rubens,</strong> arrivato in città, restò senza parole vedendo quegli edifici splendidi che oggi ospitano il municipio e banche, antiquari e negozi di lusso, uffici pubblici e privati. Intorno poi le cosiddette <strong>Strade Nuove</strong> che dal 2006 sono incluse nella <strong>Lista del Patrimonio dell’Umanità Unesco</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il cammino continua e un&#8217;altra sosta obbligata è alla <strong>cattedrale di San Lorenzo</strong> dove si vuole sia passato anche il Santo diretto verso <strong>la Terra Santa</strong>. E&#8217; una tradizione come tante. Ma in una terra di viaggiatori non è la più improbabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-i-palazzi-di-via-Garibaldi.jpg" rel="lightbox[2092]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2098" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-i-palazzi-di-via-Garibaldi-1024x768.jpg" alt="Visitare Genova, dal porto ai caruggi di De André" width="1024" height="768" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-i-palazzi-di-via-Garibaldi-1024x768.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-i-palazzi-di-via-Garibaldi-300x225.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Genova-dal-porto-ai-caruggi-di-De-André-i-palazzi-di-via-Garibaldi.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">La guida di genova: uno sguardo dall&#8217;alto</h4>
<p style="text-align: justify;">Poi il cammino prosegue, tra la casa di <strong>Cristoforo Colombo</strong> e una salita all&#8217;alta <strong>Spianata del Castelletto</strong> dove una sosta è d&#8217;obbligo per ammirare il balletto metallico di navi e rimorchiatori. Sullo sfondo evanescente del <strong>mare.</strong> Quindi ancora a piedi nei vicoli stretti di questa <strong>gran casbah d’Occidente</strong> dove tutto si mescola e si confonde per arrivare al <strong>Porto Vecchio</strong>. Un tempo era l&#8217;approdo, ora, dalle <strong>Colombiadi</strong>, è la piazza affacciata sul blu, il luogo del turismo e del tempo libero.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui si trovano infatti l’<strong>Acquario</strong> e la bolla di acciaio e vetro della <strong>Biosfera,</strong> il museo marittimo battezzato <strong>Galata e</strong> il<strong> Bigo</strong> &#8211; immaginato da un figlio di Genova famoso nel mondo come <strong>Renzo Piano</strong>: l&#8217;enorme struttura che sembra una gru e che invece è ormai uno dei simboli della città. Con buona pace della <strong>Lanterna</strong>. Ma qui ci sono anche i <strong>vecchi Magazzini del cotone</strong> e nuovi luoghi dedicati ai bambini e allo svago. Proprio dove, una volta, i camalli coi muscoli testi spostavano le ricchezze arrivate da chissà dove ora ci sono le frotte di turisti che vengono a<strong> visitare Genova, </strong>cercando<strong> il nuovo e l&#8217;antico,</strong> l&#8217;est e l&#8217;ovest che si fondono</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui, guardando in controluce il tramonto attraverso un bicchiere di vino bianco ci si può preparare alla movida del centro, alla fiumana di ragazzi che scendono da <strong>piazza delle Erbe</strong>. Probabilmente in mezzo a loro, senza voler troppo apparire, ritroverete anche <strong>Marinella</strong> e la graziosa di <strong>via del Campo</strong>. Senza essere sfacciati dedicate loro un sorriso e riprendete a esplorare. Tanto, lo sapete, vi resterà sempre quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi che abbiamo visto Genova.</p>
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