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	<title>Ceausescu Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Ceausescu Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Guida di Bucarest, cosa vedere nella capitale rumena che cambia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 14:22:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Partenza: Pronti via]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Ceausescu non esiste più neppure un ritratto. E per trovare una sua immagine occorre frugare nel reparto calamite di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di <strong>Ceausescu</strong> non esiste più neppure un ritratto. E per trovare una sua immagine occorre frugare nel reparto calamite di una labirintica libreria. Il dittatore e la consorte sono ridotti al formato mignon, sotto forma di contenitori per il sale e il pepe. Di <strong>bandiere rosse</strong> poi neanche l’ombra. L’ultima si trova nei sotterranei dello spaventoso <strong>palazzo del Popolo</strong> voluto, al solito, dal<strong> Conducator</strong>. Ma è parecchi livelli sotto il livello del suolo, dove le pareti sono di cemento grezzo e ronzano i tubi del riscaldamento. Qui non verrebbe mai nessuno se non fosse per i turisti trascinati apposta a vedere quel drappo rosso. Come dire: il passato? Sta sotto terra. Come <strong>Ceausescu</strong> e questa bandiera. Noi guardiamo avanti.  La <strong>guida di Bucarest</strong>, capitale della <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/transilvania-dracula-castelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Romania</a></strong>,</span> due milioni di abitanti e un quarto del Pil dell’intera nazione, parte da qui.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-resti-del-passato.jpg" rel="lightbox[1630]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1656" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-resti-del-passato-1024x929.jpg" alt="guida-di-bucarest" width="1024" height="929" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-resti-del-passato-1024x929.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-resti-del-passato-300x272.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-resti-del-passato.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla voglia di futuro di questo luogo che  la provetta in cui si sta tentando di realizzare l’esperimento finale: far evaporare l’immagine di una città &#8211; e di un paese &#8211; arretrati, tristi, quasi allo sbando, stremati da burocrazia e corruzione. Per guadagnarsi l’assaggio di paradiso tanto sognato in <strong>Europa</strong>. E molti saluti al comunismo e al <strong>Conte Vlad, il Dracula</strong> storico che da queste parti, in <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-in-transilvania/"><strong>Transilvania</strong></a></span>,  era di casa.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Guida di Bucarest: la città di notte si diverte</h4>
<p style="text-align: justify;">«Qui adesso ci si diverte. Guarda che movida», giogioneggia in perfetto italiano Mihai, titolare di uno dei mille locali della zona di <strong>Lipscani</strong>, il quartiere che ogni guida di Bucarest indica come il <strong>cuore della movida</strong>. A vedere la folla di ragazzi che sciamano tra un pub e l’altro, in effetti, dell’autarchico torpore rumeno c’è ben poco. Data la confusione di lingue pare più che altro un <strong>Erasmus permanente</strong> ed effettivo, con le strobo e la musica al piano terra. E le facciate scalcinate ancora da restaurare tre metri più su.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-Lipscani.jpg" rel="lightbox[1630]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1657" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-Lipscani-1024x684.jpg" alt="guida-di-bucarest" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-Lipscani-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-Lipscani-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-Lipscani.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>Il nuovo volto della città</h4>
<p style="text-align: justify;">«E’ vero, qui tutto è <strong>cambiato in fretta</strong> e in parte si vede. Era la zona più degradata, un’enclave di povertà e in pochi anni questo è diventato <strong>il nuovo centro della</strong> città, la zona della vita, dei giovani, del divertimento-, aggiunge Calin Ile, manager di un grande albergo. – Lo sappiamo: all’estero la <strong>Romania</strong> sconta molti luoghi comuni. Ma qui, per le strade, vedete forse qualcosa che non va?». Non è solo per educazione nei confronti di Calin: ma la risposta è no.</p>
<p style="text-align: justify;">I viali come <strong>Cialea Victoriei</strong> sono una successione di vetrine delle griffe dei soliti noti, per terra non si trova una cicca, il traffico è da perenne ora di punta e le facciate dei palazzi intorno a <strong>piazza San Giorgio</strong>, avvolti in una ruffiana nebbiolina e illuminate dai proiettori gialli, intrigano per passeggiate mano nella mano. Se non fosse per le rom che vendono fiori agli angoli delle strade e per qualche raro palazzo abbandonato, con i soliti intonaci graffitati, ci si potrebbe sentire in una qualunque <strong>capitale di mitteleuropa</strong>. Coi prezzi in saldo, però.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-una-birreria.jpg" rel="lightbox[1630]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1658" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-una-birreria-1024x684.jpg" alt="guida-di-bucarest" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-una-birreria-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-una-birreria-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-una-birreria.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Guida di Bucarest: la meta ideale per un weekend</h4>
<p style="text-align: justify;">«Ecco perché Bucarest sta diventando una <strong>meta così apprezzata dagli europei</strong> per un weekend -, prosegue Calin. &#8211; Le low cost aiutano. Il resto lo fa l’offerta locale». Una astuta strategia di marketing? Forse; ma non solo. Chè davvero qui si incontrano frotte di ragazzi di casa nostra. E tutti confermano. «Si dorme in un tre stelle in centro a 45 euro a camera, si mangia con dieci euro. E ci si diverte fino a notte fonda», spiegano col sorriso dei vent’anni, e della terza birra in corpo, tre ragazzi arrivati dalla Toscana impegnati a fumarsi un nargilè al <strong>Macca Villacrosse passage</strong>, una graziosa galleria coperta in stile liberty.</p>
<p style="text-align: justify;">Loro e molti altri, come le comitive più mature intente a sbranare stinchi di maiale nelle sale tutte stucchi del <strong>Caru&#8217; cu Bere</strong>, la birreria più antica. Qui si spillano bionde dal 1879. Vista la folla perenne pare non intendano smettere a breve. O i tantissimi che si mettono in coda per la doverosa visita guidata al<strong> palazzo del Popolo</strong>, la ciclopica prova della paranoia di <strong>Ceausescu</strong>: 3100 stanze e un milione di metri cubi di marmo. Doveva essere il palazzo più grande al mondo, spiega la guida di Bucarest. Peccato: è solo il secondo. «Gli italiani sono tanti e crescono come numero», ammette Giorgio, la guida. Nella sua voce una cadenza già sentita: «L’accento? No, il rumeno non c’entra. E’ siciliano: ho fatto l’università a Catania».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-Macca-Villacrosse-Passage.jpg" rel="lightbox[1630]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1659 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-Macca-Villacrosse-Passage-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-Macca-Villacrosse-Passage-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-Macca-Villacrosse-Passage-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-Macca-Villacrosse-Passage.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>I segni della rivoluzione</h4>
<p style="text-align: justify;">Insomma, Bucarest si compiace di stupire. Anche se non dimentica, e non può farlo, i tragici racconti dei bambini degli orfanotrofi fuggiti sotto i tombini dopo il crollo del regime. O la miseria acida e feroce di certi quartieri dove la fame era la vicina di casa più presente. Mentre a <strong>piazza dell&#8217;Università</strong>, a perenne memoria, una specie di pietra miliare porta la scritta «<strong>Romania Km 0</strong> &#8211; Libertate, Democratie, <strong>Zona libera de neocomunism</strong>». Non serve sapere la lingua per capire.</p>
<p style="text-align: justify;">«Ne siamo consapevoli. Molto c’è ancora da fare, gli stipendi sono bassi, le crisi politiche che si susseguono non aiutano e in certe aree ci possono essere molte difficoltà, in particolare nelle campagne», allarga le braccia Vasile. A vent’anni era partito da qui per la Svizzera. Ora ha deciso di tornare. «Ho sempre lavorato nel turismo. Adesso ho capito che è nella mia terra che mi devo impegnare». Una scommessa e una sfida. Sicuramente una possibilità. In cui tanti stanno credendo. E che apparentemente, ad una occhiata svagata da turista, sta dando i suoi risultati con il nascere di nuovi alberghi. Fuori hanno i vezzi dei palazzi d&#8217;epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">Dentro il rigore del minimal metropolitano. Lo stesso effetto che fa notare il moltiplicarsi dei menu insaporiti d&#8217;esotismo nel ristoranti etnici: cozze e patate fritte o spaghetti alla carbonara sono più facili da trovare ormai delle <strong>mititei</strong>, le classiche polpette piccanti dei contadini. <strong>La guida di Bucarest</strong> attraverso i ristoranti è un atlante di sapori. La vera domanda, senza risposta, è scoprire cosa succederà ora, se la nuova classe media che parla inglese e pensa occidentale, saprà fare da traino e aiutare ad archiviare il retaggio di una dittatura e dei suoi danni. <a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-ricordi-della-rivoluzione.jpg" rel="lightbox[1630]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1660 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-ricordi-della-rivoluzione-1024x684.jpg" alt="" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-ricordi-della-rivoluzione-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-ricordi-della-rivoluzione-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-bucarest-ricordi-della-rivoluzione.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Storia e futuro</h4>
<p style="text-align: justify;">E sono tanti. Ecco perché vale la pena di perdere qualche ora passeggiando nell&#8217;apparentemente ingenuo Museo del villaggio «<span style="color: #000000;"><strong>Dimitrie Gusti</strong></span>». Al centro del <strong>parco Herăstrău</strong> sono stati trasportate decine di case, chiese e ed edifici della<a href="https://www.travelfar.it/transilvania-dracula-castelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #008000;"><strong> storia rumena</strong></span></a>, una specie di bignami di architettura e tradizioni, una guida di Bucarest e della Romania con i tetti in legno e le persiane colorate. Insomma, il catalogo del passato.</p>
<p style="text-align: justify;">A tre fermate di metropolitana, invece, ogni sera la gente giusta fa la fila per passare l&#8217;esame dei buttadentro del <strong>Bamboo club</strong>, dove bellezze vertiginose si dimenano a bordo piscina. E qui è l&#8217;essenza del futuro. In mezzo c&#8217;è la città reale e i suoi abitanti. Ovvero il presente: le prospettive quasi metafisiche di <strong>boulevard Unirii</strong>, la gente che passeggia sul <strong>viale Brătianu</strong> o l&#8217;ipnotico salmodiare dei fedeli sotto le icone della chiesa della <strong>Stavropoleos</strong>. Resta da capire quanto tempo impiegherà tutto questo per fondersi. E diventare la<strong> Bucarest di domani.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/guida-di-bucarest/">Guida di Bucarest, cosa vedere nella capitale rumena che cambia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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