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	<title>Via Appia Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Via Appia Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Un tour dei castelli romani: cosa vedere da Castel Gandolfo ad Albano</title>
		<link>https://www.travelfar.it/tour-dei-castelli-romani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 17:21:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Partenza: Idee in valigia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un tour dei castelli romani vale la pena in ogni stagione. Ma se permettete un consiglio forse il momento migliore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/tour-dei-castelli-romani/">Un tour dei castelli romani: cosa vedere da Castel Gandolfo ad Albano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p>Un <strong>tour dei castelli romani</strong> vale la pena in ogni stagione. Ma se permettete un consiglio forse il <strong>momento migliore è l&#8217;autunno</strong>. Quando la città eterna, si sa, regala le sue <strong>ottobrate</strong>. E <strong>Roma</strong> sembra esprimere una bellezza ancora maggiore, con colori diversi, più caldi. E tutto sembra assumere un fascino speciale. Ma pochi sanno che l&#8217;ottobrata, in realtà andrebbe vissuta non nel <strong>cuore dell&#8217;Urbe</strong>. Ma appunto nei suoi dintorni. Il termine infatti, in passato, indicava le feste che venivano organizzate alla fine del periodo della vendemmia quando, per premiarsi, le famiglie facevano delle gite fuori porta a bordo di carri trainati da animali. Ora, i carri non ci sono più e <strong>Roma è una metropoli.</strong> Ma resta il fascino di andare a scoprire i dintorni della città eterna.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-il-palazzo-dei-papi.jpg" rel="lightbox[11647]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11651" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-il-palazzo-dei-papi-1024x450.jpg" alt="" width="1024" height="450" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-il-palazzo-dei-papi-1024x450.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-il-palazzo-dei-papi-300x132.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-il-palazzo-dei-papi-768x338.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-il-palazzo-dei-papi.jpg 1048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Il tour dei castelli romani</h2>
<p>La zona da esplorare è proprio quella definita <strong>dei Castelli</strong> che ora sono stati inseriti in un parco Regionale che racchiude <strong>borghi e ville, zone verdi e aree archeologiche. </strong> Insomma, le cose da vedere sono tante, in questi <strong>9500 ettari</strong> che coprono i <strong>colli Albani</strong> dove si trovano oggi ben <strong>17 comuni</strong> e alcuni dei borghi più interessanti di questa parte di<strong> Lazio.</strong><br />
Partiamo da nord, da uno dei luoghi più celebri. Non fosse altro perché qui, storicamente, viene il papa ha trascorrere le sue vacanze. Ed è così da secoli. Parliamo ovviamente di <strong>Castel Gandolfo</strong>, il luogo affacciato sul lago di Albano dove <strong>Urbano VII</strong> nel 1623 trasformò un palazzo di una nobile famiglia nel palazzo pontificio.</p>
<p>O meglio: nei<strong> palazzi pontifici</strong> perché questo complesso non è formato da un solo edificio ma da diverse ville – <strong>la Pontificia, la Barberini e villa Cybo</strong> &#8211; con uno splendido parco all&#8217;interno del quale si trova un osservatorio astronomico &#8211; conosciuto come «<strong>la specola vaticana</strong>» e i resti di una <strong>villa di Domiziano</strong>. E già quest&#8217;ultima meriterebbe il viaggio.<a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-I-girardini-del-palazzo-di-Castel-Gandolfo.jpg" rel="lightbox[11647]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11652" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-I-girardini-del-palazzo-di-Castel-Gandolfo-1024x312.jpg" alt="tour dei castelli romani" width="1024" height="312" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-I-girardini-del-palazzo-di-Castel-Gandolfo-1024x312.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-I-girardini-del-palazzo-di-Castel-Gandolfo-300x91.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-I-girardini-del-palazzo-di-Castel-Gandolfo-768x234.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-I-girardini-del-palazzo-di-Castel-Gandolfo.jpg 1078w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>Gli scorci sul lago</h3>
<p>Poi vale la pena di passeggiare per il centro del paese in perenne dislivello da dove si gode una bella vista sul lago fermandosi ad ammirare le <strong>chiese e i palazzi</strong> tra cui, certamente, la chiesa di <strong>San Tommaso da Villanova</strong>, realizzata da <strong>Gian Lorenzo Bernini.</strong></p>
<p>Scendendo verso sud, nel nostro tour dei castelli romani, si arriva ben presto ad <strong>Albano Romano,</strong> un altro borgo a due passi dal lago, arrampicato sui soliti colli. Con in più una ricchissima presenza di vestigia romane e di tradizioni. Si, perché vuole la leggenda che Albano sarebbe stata <strong>Albalonga</strong>, la città mitica fondata dal<strong> figlio di Enea</strong> secondo quanto scritto nell&#8217;<strong>Eneide.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Ad-Albano-Romano-le-antiche_terme.jpg" rel="lightbox[11647]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11653" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Ad-Albano-Romano-le-antiche_terme-1024x448.jpg" alt="" width="1024" height="448" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Ad-Albano-Romano-le-antiche_terme-1024x448.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Ad-Albano-Romano-le-antiche_terme-300x131.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Ad-Albano-Romano-le-antiche_terme-768x336.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Ad-Albano-Romano-le-antiche_terme.jpg 1047w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Sono racconti, è ovvio, ma quello che è certo è che qui si trovano oltre alla imponente <strong>cattedrale di San Pancrazio</strong> anche reperti molto antichi come i <strong>Cisternoni,</strong> un deposito sotterraneo voluto da <strong>Settimio Severo</strong> e tuttora utilizzato per il rifornimento idrico della città, <strong>l&#8217;anfiteatro romano</strong> e soprattutto il<strong> sepolcro degli Orazi e dei Curiazi</strong>: e qui si sprofonda davvero nel mito. L&#8217;edificio è di <strong>epoca imperiale</strong> e quindi non ha nulla a che vedere con gli eroi della storia più antica di Roma ma è comunque suggestivo con le sue forme che ricordano <strong>edifici dedicati ad Augusto</strong>.</p>
<h4>I sapori di Ariccia</h4>
<p>Proseguendo il viaggio e percorrendo la<strong> via Appia</strong> si arriva ad<strong> Ariccia,</strong> uno dei paesi di questa zona più eleganti nonostante le profanazioni della guerra. In particolare, qui rimangono alcuni <strong>edifici progettati da Gian Lorenzo Bernini</strong> che rappresentano un vero modello del barocco ma soprattutto l&#8217;impronta che il grande artista diede nella seconda metà del XVII secolo quando ripensò l’intero borgo, <strong>immaginando i palazzi, la viabilità e l&#8217;urbanistica.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Una-vista-di-Ariccia.jpg" rel="lightbox[11647]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11654" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Una-vista-di-Ariccia-1024x341.jpg" alt="tour dei castelli romani" width="1024" height="341" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Una-vista-di-Ariccia-1024x341.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Una-vista-di-Ariccia-300x100.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Una-vista-di-Ariccia-768x256.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani.-Una-vista-di-Ariccia.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il risultato più importante è piazza di Corte che comprende <strong>Palazzo Chigi,</strong> con i suoi saloni ricchi di decori e stucchi, il grande parco che la avvolge e la <strong>Collegiata di Santa Maria Assunta,</strong> ispirata al Pantheon di Roma.</p>
<p>Se avete tempo concedetevi una visita anche al santuario di<strong> Santa Maria di Galloro</strong> e alla <strong>chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari</strong> ma soprattutto omaggiate la vera divinità laica locale: qui si produce la famosa porchetta di Ariccia e qui si trovano <strong>le fraschette</strong>, le classiche osterie della zona che hanno una storia che merita di essere raccontata.<br />
Anticamente, dopo la vendemmia, i <strong>padroni delle osterie</strong> mettevano una frasca davanti alla porta per dire che era disponibile il vino nuovo. E questo ha dato il nome.</p>
<p>L&#8217;altra curiosità riguarda il fatto che in passato le fraschette davano solo da bere mentre il cibo occorreva portarselo e questo spiega perché vicino alle osterie iniziarono ad aprire bottegucce che proponevano <strong>pane, olive, formaggi e la famosa porchetta</strong>. Poi tutti si fuse: e ora qui in tanti vengono per assaggiare i sapori di una tradizione semplice e contadina.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-Una-delle-trattorie-di-oggi.jpg" rel="lightbox[11647]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11655" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-Una-delle-trattorie-di-oggi-1024x320.jpg" alt="" width="1024" height="320" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-Una-delle-trattorie-di-oggi-1024x320.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-Una-delle-trattorie-di-oggi-300x94.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-Una-delle-trattorie-di-oggi-768x240.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/tour-dei-castelli-romani-Una-delle-trattorie-di-oggi.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>E infine Genzano</h4>
<p>Dopo la sosta golosa un&#8217;ultima tappa del nostro tour dei castelli romani: la meta è <strong>Genzano,</strong> un altro paese allineato sulla<strong> via Appia</strong>, all&#8217;estremità del cratere del<strong> lago di Nemi.</strong> La prima cosa da fare è tuffarsi nel <strong>borgo medievale segnato dalla presenza dei cistercensi</strong> che governarono questo tratto di territorio e che ci hanno lasciato la chiesa di Santa Maria della Cima con l&#8217;annesso convento.</p>
<p>Tutto intorno poi piccoli edifici vecchi di secoli e in lontananza scorci del lago. Ed è proprio questo tratto che merita di essere visitato nei giorni del<strong> Corpus Domini,</strong> quando la strada viene ricoperta totalmente da<strong> un tappeto di fiori di circa 2000 m²</strong>: ed è questo il momento clou dell&#8217;antica e nota manifestazione dell&#8217;<strong>Infiorata</strong>.<br />
<strong>Roma non è lontana</strong>. Ma da quassù anche la campagna ha un fascino speciale.</p>
</div>
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		<title>Guida di Lecce: cosa vedere nella perla del barocco di Puglia</title>
		<link>https://www.travelfar.it/guida-di-lecce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Feb 2019 22:09:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Utai, utai, utai, megghiu te la casa mia nu truai&#8221;. Lo pensano i leccesi, ma anche i molti estimatori di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Utai, utai, utai,</strong> megghiu te la casa mia nu truai&#8221;. Lo pensano i leccesi, ma anche i molti estimatori di questo angolo barocco della <strong>Puglia</strong> che, nella <strong>capitale del Salento,</strong> tornano proprio perché si sentono come a casa e che ripetono: “Per quanto abbiano girato, di meglio non abbiamo ancora trovato”. <strong>Lecce ha il cuore d’oro</strong>: è quello della sua pietra bianca e porosa che il sole illumina rendendola calda, quasi gialla. E ogni guida di Lecce vi dirà che da qui occorre partire. Dalla pietra e dall&#8217;amore della gente.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-piazza-del-duomo-di-notte.jpg" rel="lightbox[10034]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10115" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-piazza-del-duomo-di-notte-1024x426.jpg" alt="" width="1024" height="426" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-piazza-del-duomo-di-notte-1024x426.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-piazza-del-duomo-di-notte-300x125.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-piazza-del-duomo-di-notte-768x320.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-piazza-del-duomo-di-notte.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Guida di Lecce: partiamo da Santa Croce</h2>
<p style="text-align: justify;">E’ <strong>fragile il calcare salentino</strong>, ma è così bello che il duomo oppure la basilica di santa Croce “non sarebbero venute così bene”, puntualizzano sempre gli abitanti quando, giunti in <strong>via Umberto I</strong> si resta come sospesi, naso all’insù ad ammirare le complesse, finissime decorazioni della facciata della<strong> chiesa plasmate da Gabriele Riccardi</strong>,  iniziata nel 1548 e completata più di 150 anni dopo.  Un dettaglio: in realtà la chiesa <strong>fu iniziata nel 1353</strong> ma non fu completata fino a quando finita la facciata. Una ricchezza che si ritrova nelle incisioni sul portale, sul rosone e sull&#8217;intero fronte della chiesa. <strong>Leoni, aquile, grifoni e figure umane</strong> sostengono cornici e spuntano in mezzo a una profusione di frutta, foglie e creature fantasiose.  E la guida di Lecce qui deve spendere parole per raccontare tanta ricchezza.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-palazzo_dei_celestini.jpg" rel="lightbox[10034]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10111" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-palazzo_dei_celestini-1024x601.jpg" alt="Guida di Lecce" width="1024" height="601" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-palazzo_dei_celestini-1024x601.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-palazzo_dei_celestini-300x176.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-palazzo_dei_celestini-768x451.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-palazzo_dei_celestini.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>Aria di barocco. E assaggi di bellezza</h3>
<p style="text-align: justify;">Anche  all&#8217;interno di respira<strong> aria di barocco</strong> con  le colonne che separano le navate sormontate da <strong>capitelli  ornati in maniera sontuosa</strong> e le cappelle laterali piene di pietre ornamentali. Sarebbe già tanto se vicino non ci fosse anche  facciata ampia e molto ornata del <strong>convento dei Celestini.</strong> Un tempo apparteneva alla chiesa, ma ora è il<strong> Palazzo del Governo</strong> e della prefettura. Ma la pietra resta la stessa.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-la-piazza-del-duomo.jpg" rel="lightbox[10034]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10112" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-la-piazza-del-duomo-1024x583.jpg" alt="Guida di Lecce" width="1024" height="583" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-la-piazza-del-duomo-1024x583.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-la-piazza-del-duomo-300x171.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-la-piazza-del-duomo-768x437.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-la-piazza-del-duomo.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso fascino che si ritrova,  <strong>girato l’angolo di via Vittorio Emanuele,</strong> quando  ti perdi nell’abbraccio largo di <strong>piazza Duomo</strong>. Ha la stessa  solennità di certi slarghi che incontri tra i  palazzi romani, non fosse per quel <strong>profumo e quella brezza</strong> che solo il vero Sud sa regalare. E che fa la differenza. L&#8217;ampia piazza del Duomo è racchiusa da una serie di notevoli edifici, il principale dei quali è <strong>la cattedrale stessa</strong>, con il suo alto campanile affusolato. Il più cupo dei due ingressi della cattedrale è rivolto verso il <strong>Palazzo Vescovile</strong>,  che ha una loggia e intagli decorati attorno alle finestre.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte alla piazza si trova anche <strong>il seminario</strong>, costruito nel 1701, con una facciata decorata e un cortile con una fontana. Poco distante da Corso Vittorio Emanuele II si trova la chiesa dei <strong>Teatini di Sant&#8217;Irene</strong>, iniziata nel 1591 e contenente <strong>uno degli altari più grandi della città</strong> nel suo transetto destro.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-il-pasticciotto-leccese.jpg" rel="lightbox[10034]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10113" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-il-pasticciotto-leccese-1024x377.jpg" alt="Guida di Lecce" width="1024" height="377" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-il-pasticciotto-leccese-1024x377.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-il-pasticciotto-leccese-300x110.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-il-pasticciotto-leccese-768x283.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-il-pasticciotto-leccese.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Una guida di Lecce: tra dolci e musica</h4>
<p style="text-align: justify;">Lecce ha il colore della sua pietra. Ma <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cucina-della-puglia/"><strong>mille sapori</strong></a></span>: è quello del <strong>pasticciotto</strong>, corposo e sincero, con cui è d’obbligo iniziare la giornata. <strong>Frolla spennellata di albume</strong>, strutto d’ordinanza, crema ma anche <strong>confettura alla frutta</strong>: un boccone goloso e micidiale che molti ritengono sia nato nella vicina <strong>Galatina</strong>, a supporto chissà, anche delle impegnative <strong>notti di taranta</strong>, per diventare poi un must di tutto il Salento. “Non lo mischiare coi frutti di mare”, ti suggerisce, chiarendo l’impegno calorico e metabolico, Francesca, allungandolo, ancora caldo, nel tovagliolo da una pasticceria di <strong>piazza sant’Oronzo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, tranne che in tavola, il segreto di Lecce è proprio nel mix con cui oggi sa distillare <strong>diverse culture</strong>. Basta girarsi e partire proprio da piazza Sant’Oronzo che racconta di <strong>un cuore romano</strong> e lontano. Poco oltre c’è <strong>il teatro di epoca augustea</strong> scoperto per caso a fine anni Venti e poi ci sono le rovine di <strong>un anfiteatro in tufo</strong> che, forse di età adrianea, potevano accogliere fino a 20mila persone.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Anfiteatro-in-piazza-SantOronzo.jpg" rel="lightbox[10034]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10116" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Anfiteatro-in-piazza-SantOronzo-1024x673.jpg" alt="" width="1024" height="673" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Anfiteatro-in-piazza-SantOronzo-1024x673.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Anfiteatro-in-piazza-SantOronzo-300x197.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Anfiteatro-in-piazza-SantOronzo-768x505.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Anfiteatro-in-piazza-SantOronzo.jpg 2041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Spuntano in sant’Oronzo, ma solo per metà, ad abbellire<strong> il salotto en plein air,</strong> cuore civile del centro. E’ bello pensare che l’altra metà della storia, giaccia ancora sottoterra per lasciare spazio a tanti altri capitoli, come quello della<strong> colonna della piazza</strong>, eretta come ex voto dopo la peste del Seicento, utilizzando le pietre con cui terminava<strong> la via Appia</strong> sul mare. Nel medioevo Lecce <strong>rivaleggiò in importanza e bellezza con Costantinopoli</strong> ed anche con <strong>Venezia</strong>.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-castello.jpg" rel="lightbox[10034]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10114" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-castello-1024x504.jpg" alt="Guida di Lecce" width="1024" height="504" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-castello-1024x504.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-castello-300x148.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-castello-768x378.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Il-castello.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Il castello di Carlo V</h4>
<p style="text-align: justify;">Nel 1539 <strong>Carlo V ci fece costruire un castello</strong> che ancora oggi è una quinta d’eleganza a pochi passi dal centro. Ha  una<strong> pianta trapezoidale</strong> e fu usato, ovviamente,  come fortezza per le attività militari, ma una parte di esso si trasformò in teatro. Oggi, continua in un ruolo culturale con i suoi<strong> bellissimi spazi interni</strong> con capitelli scolpiti e vetrate utilizzate come spazio espositivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Al piano terra si trova l&#8217;affascinante <strong>Museo della cartapesta</strong> che esplora un mestiere per cui Lecce è famosa. L&#8217;arte, sviluppata in <strong>Puglia nel XVII secolo</strong>, era particolarmente apprezzata per decorare chiese; vedrai statue in cartapesta e decorazioni a soffitto e potresti vedere anche <strong>negozi e botteghe</strong>  a Lecce dove questo artigianato è ancora praticato.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Un-fregio-barocco.jpg" rel="lightbox[10034]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10120" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Un-fregio-barocco-1024x610.jpg" alt="" width="1024" height="610" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Un-fregio-barocco-1024x610.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Un-fregio-barocco-300x179.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Un-fregio-barocco-768x457.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Un-fregio-barocco.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Gli spagnoli e il barocco</h4>
<p style="text-align: justify;">E’ però più tardi che Lecce diviene <strong>madrelingua barocca</strong>: la portarono<strong> gli spagnoli</strong> e la <strong>lezione della Controriforma</strong> e grazie a questa pietra morbida e malleabile, qui le decorazioni, più che altrove, sono un’impennata di virtuosismi, fra <strong>putti, pinnacoli, stucchi e bizzarre suppellettili.</strong> Per capire basta seguire <strong>via Libertini</strong> fino alla<strong> chiesa del Rosario</strong>, col suo opulento pulpito, oppure passare in rassegna l’espressione delle curiose cariatidi di <strong>piazza Falconieri,</strong> che decorano il prospetto di<strong> palazzo Marrese</strong>.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Castellodi_Corigliano_dOtranto.jpg" rel="lightbox[10034]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10119" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Castellodi_Corigliano_dOtranto-1024x606.jpg" alt="" width="1024" height="606" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Castellodi_Corigliano_dOtranto-1024x606.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Castellodi_Corigliano_dOtranto-300x177.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Castellodi_Corigliano_dOtranto-768x454.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Lecce.-Castellodi_Corigliano_dOtranto.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>La guida di Lecce. E dei paesi dove si parla greco</h4>
<p style="text-align: justify;">Eppure poco lontano c’è anche un cuore che batte in greco: fra Calimera – che significa proprio buon giorno in neo greco – <strong>Castrignano de’ Greci </strong>e<strong> Corigliano d’Otranto</strong> è il <strong>griko</strong> che risuona da negozi e botteghe di ben <strong>nove comuni ellenici.</strong> Non è proprio la lingua di Platone o quella che si parla nel cuore di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-atene/"><strong>Atene</strong></a></span>, ma molto ci somiglia perché in<strong> Salento tutto si è mischia</strong> e tutto prova a rimanere com’era, a testimoniare l’unione nella differenza e una sintesi perfetta fra culture.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Lecce.-Gallipoli-le-cae-e-la-spiaggia.jpg" rel="lightbox[10034]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10118" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Lecce.-Gallipoli-le-cae-e-la-spiaggia-1024x523.jpg" alt="" width="1024" height="523" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Lecce.-Gallipoli-le-cae-e-la-spiaggia-1024x523.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Lecce.-Gallipoli-le-cae-e-la-spiaggia-300x153.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Lecce.-Gallipoli-le-cae-e-la-spiaggia-768x392.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Lecce.-Gallipoli-le-cae-e-la-spiaggia.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fra un <strong>rustico</strong>, con la sua <strong>pasta sfoglia ripiena di mozzarella, besciamella, pomodoro, pepe e noce moscata</strong>, ed una <strong>puccia</strong>, il tipico pane di grano duro condito o farcito di olive (con nocciolo!) potrebbe anche venir voglia di farsi una nuotata “a mare”. Per smaltire i <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-tra-i-sapori-e-la-gastronomia-della-puglia/"><strong>sapori di Puglia</strong></a></span>. Ed anche in questo caso, Lecce è la virtù che sta nel mezzo. <strong>Otranto e l’Adriatico</strong> oppure lo <strong>Ionio con Gallipoli</strong> sono entrambi <strong>a mezz&#8217;ora di auto</strong>. Leuca con il suo <strong>finis terrae</strong> e l’abbraccio fra i due mari che compongono il Mediterraneo, solo poco oltre. Li chiamano i <strong>Caraibi del Salento. </strong>Ma, per fortuna, meglio del mare di casa davvero non c&#8217;è nulla.</p>
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