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	<title>Cinque Terre Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Cinque Terre Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Visitare le Cinque Terre: cosa vedere e scoprire da Monterosso a Vernazza</title>
		<link>https://www.travelfar.it/visitare-le-cinque-terre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2016 10:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Quattro Stagioni: Mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ il modo migliore. Visitare le Cinque Terre a piedi: la fatica vi infiammerà l&#8217;appetito. In più è solo camminando [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/visitare-le-cinque-terre/">Visitare le Cinque Terre: cosa vedere e scoprire da Monterosso a Vernazza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ il modo migliore. <strong>Visitare le Cinque Terre</strong> a piedi: la fatica vi infiammerà l&#8217;appetito. In più è solo camminando sul crinale, sporgendovi tra <strong>vigne</strong> testarde sferzate dalla carezza del <strong>basilico</strong> e del <strong>timo</strong>, che potrete capire che la dolcezza turchese del mare è solo illusione. Almeno per quelli che hanno i piedi piantati per terra. Anzi, conficcati nella roccia. “Lo so che sembra strano dirlo. Ma quelli delle Cinque Terre sono paesi di montagna. Con una anima di pietra”, riflette Maurizio Bordoni, chef del ristorante “Cappun Magru” di<strong> Groppo di Manarola</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui il mare è forse a meno di cinquecento metri, appena oltre una balza. Ma l’onda è un presenza discreta. C’è ma senza farsi vedere. Eppure è vero: in questi luoghi nel passato, prima dello tsunami del turismo, si è sempre lavorata la terra. La poca ricchezza veniva dal <strong>bosco</strong> e i sapori erano quelli dell&#8217;orto, dell’aia e della stalla. Con il<strong> mare</strong> c’è sempre stato un rapporto di amore e odio. I vecchi lo spiegano senza perdere troppo tempo: in dialetto le parole che indicano il “mare” e il “male” hanno lo stesso suono.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Manarola.jpg" rel="lightbox[2058]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2061" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Manarola-1024x625.jpg" alt="Visitare le Cinque Terre" width="1024" height="625" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Manarola-1024x625.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Manarola-300x183.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Manarola.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Visitare le Cinque Terre: voltare le spalle al mare</h2>
<p style="text-align: justify;">Un caso? Per nulla. Chè tra queste scogliere a picco coi più<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/borghi-sul-mare-piu-belli-della-liguria/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>bei borghi </strong></a></span><span style="color: #000000;"> del mare di Liguria </span>le onde hanno da sempre regalato solo rombo di vento e di burrasca, sibilo cattivo della mareggiata che s’accanisce contro le rocce allontanando le genti dalle coste. Spingendole più in alto, verso i crinali, verso i sentieri che rigano il monte. Lassù dove si srotolano le <strong>stradine tortuose</strong> che portano a quei <strong>santuari</strong> che, visti dal mare, sono solo puntini lontani. <strong>Visitare le Cinque</strong> terre significa anche salire, non solo immergersi. Ora, che i treni affollati scaricano senza sosta visitatori in infradito da ogni parte del mondo sembra quasi incredibile. Ma queste sono zone che hanno conosciuto la durezza di una vita quotidiana fatta di poco. Quasi di niente.</p>
<p style="text-align: justify;">E che hanno sempre puntato lo sguardo verso il crinale come rifugio dove guadagnarsi da vivere, raccontano quelli coi capelli grigi. A cui fa eco Cristiane Utsch, tedesca per nascita e ligure per amore, anche nella cadenza, indecisa tra la lenta cantilena del dialetto e le ruvide consonanti della parlata materna. E a suo modo, anche in questo caso, è una battaglia tra<strong> terra</strong> e <strong>mare</strong>. “C&#8217;è una immagine che racconta questo contrasto meglio di tante parole: ed è quella delle vecchie contadine con la gonna scura ripiegata in grembo che zappavano caparbiamente le terrazze di terra magra riportata con fatica a mano per dare nuova vita allo strapiombo sul blu. Ma lo facevano girando sempre le spalle al mare“.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-vigneti-e-sentieri.jpg" rel="lightbox[2058]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2060" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-vigneti-e-sentieri-1024x768.jpg" alt="Visitare le Cinque Terre" width="1024" height="768" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-vigneti-e-sentieri-1024x768.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-vigneti-e-sentieri-300x225.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-vigneti-e-sentieri.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Visitare le Cinque Terre: vino, cozze e acciughe</h3>
<p style="text-align: justify;">“Ora le persone vengono a <strong>visitare le Cinque Terre</strong> sognando una vacanza al mare e si mettono a tavola cercando le onnipresenti orate, i soliti branzini. Ma qui a parlare di pesce significava citare quasi esclusivamente le saporite <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/acciughe-di-monterosso/" target="_blank" rel="noopener"><strong>acciughe</strong></a></span> che si sono sempre pescate a <strong>Monterosso</strong> &#8211; prosegue Bordoni che alla passione per la cucina abbina un sincero amore per la sua terra. Da capire e riscoprire con rigore da filologo. &#8211; Le acciughe però qui, come negli altri borghi, arrivavano via terra, grazie ad una donna magra come un pesciolino che, lentamente, passava di casa in casa portando il pescato che poi ogni famiglia salava e preparava”.</p>
<p style="text-align: justify;">E stiamo parlando di un rituale antico, che ancora regge per fortuna al mutare dei tempi, mentre ormai quasi perduto ricordo sono le discese in gruppo delle donne dei <strong>paesi abbarbicati</strong> in alto che sciamavano giù verso le onde: dove con le federe dei cuscini strette in pugno, preziosa bisaccia da riempire, razziavano dagli scogli collane di cozze con cui condire la pasta del giorno di festa. Per poi risalire verso il bosco, i ripidi campi. Verso le terrazze ispide di<strong> vigneti</strong> affacciate a strapiombo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelle sono le stesse vigne che si specchiano ancora oggi sul mare ma che occorre salvaguardare per difendere l&#8217;intero territorio. Le viti qui sono coltivate nelle terrazze protette dai muretti a secco innalzati in secoli di fatica da uomini mai domi. Per ogni muretto che cede, per ogni vite che viene abbandonata, è un pezzo delle <strong>Cinque Terre</strong> che rischia di franare. Perché le Cinque Terre sono splendide, ma fragili. E le frane sono una maledizione che fa il paio con quella delle mareggiate.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-barche.jpg" rel="lightbox[2058]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2063" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-barche-1024x768.jpg" alt="Visitare le Cinque Terre" width="1024" height="768" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-barche-1024x768.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-barche-300x225.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-barche.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare le Cinque Terre: il Patrimonio dell&#8217;Unesco</h4>
<p style="text-align: justify;">Un destino amaro per questo territorio che l’Unesco ha voluto “<strong>Patrimonio dell&#8217;Umanità</strong>” e dove, in pochi anni quasi tutto è cambiato: nonostante il volenteroso impegno del <strong>Parco nazionale</strong> che si impegna per la tutela delle Cinque Terre ora queste rive non vivono certo più di fatica aspra di contadini. Ma dei dollari certo poco nostrani di turisti arrivati da lontano per percorrere <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/levanto-a-framura-la-ciclabile-sul-mare/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sentieri</strong> </a></span>affacciati su un mare <span style="color: #000000;">che commuove</span>, quando dalla svolta di un sentiero l&#8217;azzurro pare dipinto. E sembra impossibile possa avere fatto paura. Ora arrivano frotte di americani, canadesi. Persino australiani e cinesi che vengono per <strong>visitare le Cinque Terre</strong> e per mettersi in posa per alcune delle foto più invasive sui social di mezzo mondo. Ma ben prima che ragazzi in bermuda invadessero questi borghi una volta arrivava gente da altre spiagge d&#8217;Italia. E veniva qui non certo per villeggiare. Ma per pescare.</p>
<p style="text-align: justify;">A <strong>Vernazza</strong> tre fratelli calabresi, a <strong>Manarola</strong> due immigrati dalla Campania: la storia recente delle terre piccole affacciate su questo mare grande è fatta anche dell’eredità di immigrati arrivati a vivere della fatica della rete. In un mondo di montanari preoccupati dall&#8217;idea di tuffare i piedi nell‘acqua.<br />
Ancora una volta la stessa storia: la gente non abituata alla pesca, spaventata dall’assenza di approdi e dalla forza del mare ha preferito salire verso il crinale. La riprova più evidente è <strong>Corniglia</strong>, l’unica “terra” che al mare ha rinunciato in partenza. E si è arroccata a oltre cento metri sul mare. O, se si preferisce, a 377 gradini sopra la strada ferrata che collega in un lampo questi brandelli di paradiso mediterraneo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-sentieri.jpg" rel="lightbox[2058]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2064" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-sentieri-1024x684.jpg" alt="Visitare le Cinque Terre" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-sentieri-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-sentieri-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-sentieri.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare le Cinque Terre: cinque lingue lungo la via dell&#8217;Amore</h4>
<p style="text-align: justify;">Insomma, il paradosso regna sovrano. Dal Nebraska o dal Queensland si parte per un viaggio che porta sino a quaggiù, dove il sogno è visitare le <strong>Cinque Terre</strong> e tuffarsi in un archetipo di <strong>mare Mediterraneo</strong>. Ma senza sapere che qui è la terra che conta. Mentre i sentieri oggi percorsi da scandinavi in pedule e racchette da cime alpine sono le autostrade sterrate profumate di salsedine che un tempo separavano mondi lontani.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanto lontani che persino la lingua cambia. Nel mondo nostro fatto di reti globali pare una assurdità: ma ognuna delle <strong>Cinque Terre</strong> ha un proprio dialetto che spesso presenta differenze profonde. Il fatto curioso che le dissonanze maggiori si trovano tra <strong>Riomaggiore</strong> e <strong>Manarola</strong>. Che sono proprio i due paesi più vicini, uniti da quella che tutti conoscono come la celebre “<strong>Via dell‘Amore</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Riomaggiore-dal-mare.jpg" rel="lightbox[2058]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2065" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Riomaggiore-dal-mare-1024x680.jpg" alt="Visitare le Cinque Terre" width="1024" height="680" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Riomaggiore-dal-mare-1024x680.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Riomaggiore-dal-mare-300x199.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Riomaggiore-dal-mare.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Paesi dove nei caldi e affollati d’estate, è meglio muoversi in treno, saltabeccando tra stazioni incise nella roccia, ma soprattutto a piedi, lungo <strong>sentieri buoni per tutte le gambe</strong> dove fare andare lo sguardo tra le diverse <strong>sfumature del blu</strong> di cielo e di mare. E dove anche il rosmarino e l’agave svelano che pure le foglie conoscono le sfumature. In questo caso tutte quelle del verde. Dopo la camminata poi è bello fermarsi per regalarsi un respiro lungo e un boccone. Fosse anche solo di focaccia da sbocconcellare mentre si guarda il mare. Che, come dice la canzone, &#8220;fa paura perché si muove anche di notte. Non sta fermo mai&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dimenticare che anche solo sbranare una focaccia sulla ripida marina di <strong>Riomaggiore</strong>, tra le barche in secca, o sulle scalinate di <strong>Manarola</strong> diventa, per la magica atmosfera, qualcosa di diverso. Un tuffo in un mondo che sembra cristallizzato nel tempo. Un’emozione multicolore come le case che non potendo allargarsi hanno dovuto lievitare verso l’alto. Mentre torrenti un tempo impetuosi e ora imbrigliati scorrono sotto l’acciottolato delle strade.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-mare-mosso-a-Monterosso.jpg" rel="lightbox[2058]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2066" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-mare-mosso-a-Monterosso-1024x684.jpg" alt="Visitare le Cinque Terre" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-mare-mosso-a-Monterosso-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-mare-mosso-a-Monterosso-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-mare-mosso-a-Monterosso.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare le Cinque Terre: la poesia del panorama</h4>
<p style="text-align: justify;">Poi verrà il tempo di rimettersi in cammino fino al paese successivo dove finalmente sedere di fronte ad una tavola per assaggiare sapori più intensi perché semplici. Come il pesto figlio del<strong> basilico</strong> profumato, i muscoli (il colorito nome locale delle cozze) ripieni, i ravioli.</p>
<p style="text-align: justify;">Gonfi degli stessi sapori che profumano le <strong>scogliere</strong>. La scelta di locali è ampia, le terrazze incastrate tra piazzette e carrugi offrono viste da batticuore e quando, col calare della sera, le frotte dei turisti del mordi e fuggi svaniscono sui treni le <strong>Cinque Terre</strong> si riappropriano del loro silenzio appena rigato dal fischiare del vento. In quei momenti, mentre il <strong>vino bianco</strong> appanna il vetro di un bicchiere viene in mente quel “meriggiare pallido e assorto” che<strong> Montale</strong>, uomo e poeta di queste terre, rese immortale. Resta poi lo sguardo che fugge verso il largo, l’azzurro che vira nel blu quando il sole declina. All’alba torneranno gli instancabili camminatori sui sentieri, i contadini testardi sulle monorotaie che solcano le viti. Ma soprattutto “il palpitare lontano di scaglie di mare tra le fronde“. Detto così sembra una frase fatta. Ma da queste parti è poesia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Vernazza.jpg" rel="lightbox[2058]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2067" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Vernazza-1024x620.jpg" alt="Visitare le Cinque Terre" width="1024" height="620" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Vernazza-1024x620.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Vernazza-300x182.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-le-Cinque-Terre-Vernazza.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
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		<title>Da Levanto a Framura, la ciclabile sul mare della Liguria</title>
		<link>https://www.travelfar.it/levanto-a-framura-la-ciclabile-sul-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Galli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 13:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Quattro Stagioni: Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Bonassola]]></category>
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		<category><![CDATA[Mare. Cliclabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo liguri: non buttiamo via nulla”. E così che da queste parti han riciclato, dopo quarant&#8217;anni di abbandono, perfino le gallerie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo <strong>liguri:</strong> non buttiamo via nulla”. E così che da queste parti han riciclato, dopo quarant&#8217;anni di abbandono, perfino le gallerie rugose della ferrovia vecchia, facendone una delle ciclabili più belle ed accoglienti di tutta la Liguria. Da Levanto a Framura, la ciclabile sul mare e ritorno, passando per <strong>Bonassola</strong>, ecco le nuove “<strong>Tre Terre</strong>” che fanno sistema, proprio accanto alle più blasonate “<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/visitare-le-cinque-terre/" target="_blank"><strong>Cinque Terre</strong></a></span>”. Il tutto grazie ad un treno che non c’è più. O meglio passa ancora, ma più in la, sotto le verdi balze dell’entroterra. In auto sarebbe un lungo viaggio fra colline scoscese e strade impervie tra i <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/borghi-sul-mare-piu-belli-della-liguria/"><strong>borghi di Liguria</strong></a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-tunnel-tra-levanto-e-bonassola-1.jpg" rel="lightbox[1882]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1886" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-tunnel-tra-levanto-e-bonassola-1-1024x684.jpg" alt="Levanto a Framura, la ciclabile sul mare" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-tunnel-tra-levanto-e-bonassola-1-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-tunnel-tra-levanto-e-bonassola-1-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-tunnel-tra-levanto-e-bonassola-1.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A piedi? Bello, certamente, ma bisogna calcolare una mezza giornata di escursione fra tratturi e scalette spacca fiato da lasciare agli amanti del <strong>trekking</strong> più che delle spiagge. Ed ecco che allora qui la ruota ha sconfitto non solo le gambe, ma perfino il ferro del treno e tutti, d’estate come d’inverno, turisti ed abitanti, si spostano <strong>in bici</strong> con una pedalata che, in sei chilometri e meno di mezz’ora, unisce tre mondi diversi. Per scoprire le molte spiagge della zona, questa è la miglior scorciatoia. Che appunto da <strong>Levanto a Framura, </strong>la ciclabile sul mare è bella. Ma anche comoda.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-spiaggia-dalla-pista-ciclabile1.jpg" rel="lightbox[1882]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1885" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-spiaggia-dalla-pista-ciclabile1-1024x684.jpg" alt="Levanto a Framura, la ciclabile sul mare" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-spiaggia-dalla-pista-ciclabile1-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-spiaggia-dalla-pista-ciclabile1-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-spiaggia-dalla-pista-ciclabile1.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Da Levanto a Framura, la ciclabile sul mare dove prima c&#8217;era il treno</h4>
<p style="text-align: justify;"> C’è chi la paragona alla <strong>High Line</strong>, la sopraelevata newyorchese dismessa e rinata a parco urbano in centro a Manhattan. Ma qui, tra gli ulivi cantati da <strong>Montale</strong>, scomodare la “grande mela” non serve: basta avere una bici munita di luce e, tutt’al più, un golfino per i tratti più ombreggiati in galleria. Perché il mare qui lo si respira anche da sottoterra: sotto le arcate ad ogiva c’è chi corre, chi pattina, chi pedala, chi si gode il fresco e l’alternanza di luce e ombra regalata dalle finestre nella roccia. La “terra” più lontana è <strong>Framura</strong>, una manciata di borghi appesi alla montagna: da Castagnola giù per <strong>Costa, Setta, Ravecca ed Anzo</strong> tutti scendono a mare lungo una “<strong>Creusa de ma</strong>” e l’appuntamento è per tutti alle spiagge Arena, Vallà o Torsei, davanti al porticciolo dove uno scoglio e una Madonnina riparano dai marosi. Qui c’è anche un avveniristico ascensore per i più pigri e da <strong>Levanto</strong> a <strong>Framura</strong>, la ciclabile sul mare conduce dritta alle arcate dove oggi ci si crogiola al sole o si gioca a calcio balilla fra le barche dei <strong><a href="https://www.travelfar.it/acciughe-di-monterosso/"><span style="color: #008000;">pescatori</span></a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-la-cueva-di-framura2.jpg" rel="lightbox[1882]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1884" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-la-cueva-di-framura2-1024x684.jpg" alt="Levanto a Framura, la ciclabile sul mare" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-la-cueva-di-framura2-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-la-cueva-di-framura2-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-la-cueva-di-framura2.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’aperitivo alla Cueva  è un rito: “Era la grotta dove dormivano <strong>i pescatori</strong> per non tornare in montagna: il treno per distribuire il pesce nei paesi passava all’alba e non si poteva rischiare di perderlo”, spiega Carlo, cultore delle tradizioni locali. Meno di un chilometro e ci si può riposare nella caletta rocciosa di porto Pidocchio oppure sulla sabbia fine di <strong>Bonassola</strong>.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Da Levanto a Framura, la ciclabile sul mare per andare in cerca di sapori</h4>
<p style="text-align: justify;">Il paese, protetto dalle arcate del treno, è un susseguirsi di piazzette dove ancora si gira scalzi e i bimbi giocano a pallone. Di nuovo in sella, meno di tre chilometri ed ecco <strong>Levanto</strong> la “capitale” di queste terre: qui si può scegliere tra le onde buone per il surf e i fondali per i sub ma anche le colline più adatte a perdersi in quel “labirinto” – così lo hanno soprannominato &#8211; di sentieri e paesini che sono oggi il paradiso non solo per escursionisti e biker. Ma anche vignaioli. Come la famiglia Bertolotto: una vetrina in città dove fare acquisti e i vigneti di<strong> Bosco, Albarola e Vermentino</strong> dove lavorare sodo fin dall’alba. “Non è questione di campanile, ma rispetto al <strong>Cinque Terre</strong> Dop, il nostro <strong>Levanto Bianco</strong> Dop è meno secco; e facciamo pure un po’ di rosso!”, spiegano Mario e Santina.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-lungomare-levanto2.jpg" rel="lightbox[1882]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1887" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-lungomare-levanto2-1024x684.jpg" alt="Levanto a Framura, la ciclabile sul mare" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-lungomare-levanto2-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-lungomare-levanto2-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Levanto-a-Framura-la-ciclabile-sul-mare-lungomare-levanto2.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In bici è meglio bilanciare i calici con un assaggio di <strong>focaccia</strong>, quella originale, solo farina, acqua, sale e ovviamente olio ligure da addentare bollente nei tanti forni del paese che ha conservato la sua tradizionale divisione in due, in un derby di arte e storia. C’è il<strong> borgo vecchio</strong> con il <strong>castello medievale</strong> e la chiesa di Sant’Andrea, la loggia del mercato e la torre dell’orologio e poi i vicoli Finollo e Paraxo che con via Guani e Garibaldi incorniciavano l’antico porto canale. “Eravamo gente di montagna: il mare una volta portava solo buriane di vento e pirati”, ripetono tutti. Eppure, sul lungomare trapuntato di ville e giardini, sembra impossibile che tutto quel blu possa far male.</p>
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		<title>Acciughe di Monterosso, i segreti del pane del mare</title>
		<link>https://www.travelfar.it/acciughe-di-monterosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 21:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Quattro Stagioni: Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori: a tavola]]></category>
		<category><![CDATA[Acciughe]]></category>
		<category><![CDATA[Cappun magru]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Branzini e orate, speriamo, ci perdoneranno. Ma noi tifiamo per le acciughe di Monterosso. No, non è un problema di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Branzini e orate, speriamo, ci perdoneranno. Ma noi tifiamo per <strong>le acciughe di Monteross</strong>o. No, non è un problema di sapori. Ma è una scelta di vita. Che quale altro pesce ha (finora) rifiutato il diktat modaiolo di riso e sushi ed è rimasto testardamente immerso nel sale? E ancora quanti sono i pesci che alle lusinghe dell’allevamento hanno sempre replicato con lo sberleffo e continuano ad obbligare i pescatori a coraggiose levatacce nel cuore della notte? Pochi, pochissimi. E di questi le acciughe sono forse l’alfiere. Se a questo si aggiunge che persino il leggendario gastronomo romano <span style="color: #000000;"><strong>Marco Gavio Apicio</strong></span>, qualcosa come mezzo secolo prima di Cristo, le citava con l’acquolina e si inventava la ricetta di una “terrina di acciughe senza acciughe” pare inutile andare oltre. E se le orate si offenderanno, pazienza.<br />
Anche perché<strong> le acciughe di Monterosso </strong>valgono un viaggio. E qui, <span style="color: #000000;">cuore di<strong> Liguria</strong></span>, lo sanno bene: e se per secoli l’hanno chiamata “pan do mâ” (il pane del mare) un motivo ci sarà. Qui, e solo qui, nasce infatti l’acciuga di Monterosso. Che come è logico per un piccolo oggetto di culto goloso ha anche una casa e un “compleanno“. In via Servano, subito dietro il Comune del piccolo centro (il più grande e attrezzato delle<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/visitare-le-cinque-terre/"><strong> Cinque Terre</strong></a></span>), si trova il Centro di salagione dell’acciughe dove si ripete un rito antico. Che ha il suo momento topico tra il 24 e il 29 di giugno. Giorni magici e benedetti, nientemeno che, da San Giovanni e San Pietro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Le-acciughe-di-Monterosso-la-lavorazione.jpg" rel="lightbox[1221]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1224" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Le-acciughe-di-Monterosso-la-lavorazione-1024x684.jpg" alt="Le-acciughe-di-Monterosso,-la-lavorazione" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Le-acciughe-di-Monterosso-la-lavorazione-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Le-acciughe-di-Monterosso-la-lavorazione-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Le-acciughe-di-Monterosso-la-lavorazione.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Le acciughe di Monterosso, la beffa di una lampada</h4>
<p style="text-align: justify;">In quelle notti, la prassi e la tradizione vogliono infatti che le <strong>acciughe di Monterosso</strong>, migranti instancabili, dopo un viaggio lungo mesi che le porta a pinneggiare attraverso il <strong>Mediterraneo</strong> arrivino davanti alle coste di <strong>Monterosso</strong>. E per i pochi pescatori rimasti inizia la festa. Grazie alla beffa delle lampare che illuminano il mare, promettendo nuvole truffaldine di cibo ai pesci, le acciughe vengono intrappolate nelle reti e trasportate a terra dove inizia una lavorazione che se non è antica come Apicio probabilmente poco ci manca. Dopo la decapitazione e l’eviscerazione (e tutto si fa ancora a mano), <strong>le acciughe di Monterosso</strong> finiscono a strati in<strong> barili di legno</strong> o vasi di terracotta, dove vengono immersi di nuovo. Ma questa volta nel sale che viene pressato con un peso che le terrà a bada per almeno un mese. Prima di entrare in commercio ( e provarle con pane e burro o con una tiepida polenta vale più di tante parole).<br />
Molto più rapida l’attesa invece per i pesci che vengono cucinati freschi e che, vuole la tradizione, sono diversi da quelli pescati altrove. Chè qui, sarà la salinità del mare o il periodo dell’anno, risultano saporiti ma nello stesso tempo più delicati.<br />
Uno dei ristoratori di punta della zona, Maurizio Bordoni, nel suo celebrato <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/visitare-le-cinque-terre/">Cappun Magru</a></strong></span> a Groppo di Manarola (va bene, non è Monterosso ma saranno al <span style="color: #000000;">massimo 10 km</span><strong>) </strong>lo sostiene da tempo e le propone sempre. Ed è un vero piacere vederle spodestare i branzini e le orate. Un piacere semplice per di più: visto che “la morte” dell’acciuga è a crudo, con olio (ligure, non serve dirlo) e limone e, se proprio si vuole esagerare, si osi un nonnulla di aglio e prezzemolo<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qui, e non solo qui, per turisti e ghiottoni, la <strong>spiaggia</strong> offre il riposo più banale. Ma a volere abbandonare l’ipnosi della sdraio e cercare qualcosa di diverso si possono risalire i sentieri e le gradinate di pietra della costa, sfiorare le viti da cui nasce lo <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="http://www.cantinacinqueterre.com/it/vini-grappe-e-spumanti/11-sciacchetra.html" target="_blank"><strong>Sciacchetrà</strong></a></span>, il rarissimo e ammaliante vino dolce “rinforzato”, camminare tra i pruni e gli sterpi di cui scrisse il poeta e, alla sera, scendere nei due o tre locali del paese (da non perdere <span style="color: #000000;"><strong>il Ciliegio</strong></span>, abbarbicato in alto, ben sopra il mare che luccica come nelle canzoni) e passare in rassegna i molti volti di questi pesci poveri ma buoni.<br />
Per i giorni poi della “Sagra dell’acciuga salata”, alla metà di settembre, i carruggi del paese profumano di pesce, aria di mare e sentori di <strong>vermentino</strong>. Ed ecco perché chi si trovi in questi luoghi comincerà a fare il tifo con noi che per le acciughe di Monterosso di cui non vorremmo buttare nulla.  E alla fine viene in mente il ligure<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/visitare-genova-dal-porto-ai-caruggi-di-de-andre/"><strong> De Andrè</strong> </a></span>che raccontava come le acciughe facciano il pallone. &#8220;Se non butti la rete non te ne resta una&#8221; cantava. Dopo averle mangiate è facile capire perché.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Le-acciughe-di-Monterosso-la-tradizione.jpg" rel="lightbox[1221]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1225" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Le-acciughe-di-Monterosso-la-tradizione-1024x684.jpg" alt="Le-acciughe-di-Monterosso,-la-tradizione" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Le-acciughe-di-Monterosso-la-tradizione-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Le-acciughe-di-Monterosso-la-tradizione-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Le-acciughe-di-Monterosso-la-tradizione.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
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