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	<title>Duomo Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Duomo Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Milano insolita e da scoprire: cosa vedere di sera e di notte</title>
		<link>https://www.travelfar.it/milano-insolita-e-da-scoprire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Galli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2018 07:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si dice che l’estate faccia venire voglia di cultura, che nella bella stagione le grandi città siano più vuote, meglio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/milano-insolita-e-da-scoprire/">Milano insolita e da scoprire: cosa vedere di sera e di notte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si dice che l’<strong>estate </strong>faccia venire<strong> voglia di cultura</strong>, che nella bella stagione le grandi città siano più vuote, meglio godibili per chi abbia voglia di <strong>scoprire cose nuove</strong>. Poi però capiti a Milano, che negli ultimi anni ha superato anche <strong>Roma</strong> come<strong> numero di visitatori,</strong> e ti ritrovi incolonnato in lunghi peripli e in paziente attesa. Un biglietto per il paradiso, o almeno per una mostra dedicata ad una Milano insolita e da scoprire. Una coda per poter dire “Io c’ero” davanti al <strong>cenacolo</strong> vinciano di <strong>Santa Maria delle Grazie</strong> o accanto al<strong> Cristo del Mantegna</strong>. Già, Milano.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-e-da-scoprire-il-centor-dallalto.jpg" rel="lightbox[7662]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-9761" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-e-da-scoprire-il-centor-dallalto-1024x502.jpg" alt="Milano insolita e da scoprire" width="1024" height="502" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-e-da-scoprire-il-centor-dallalto-1024x502.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-e-da-scoprire-il-centor-dallalto-300x147.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-e-da-scoprire-il-centor-dallalto-768x376.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-e-da-scoprire-il-centor-dallalto.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Dai capolavori di Brera alla vita notturna</h2>
<p style="text-align: justify;">Con la <strong>pinacoteca di Brera</strong>, la biblioteca e <strong>pinacoteca Ambrosiana</strong> e il <strong>castello Sforzesco</strong> si riempiono giornate, agognate e meravigliose ma si vuota, talvolta, l’entusiasmo anche dei più coraggiosi dei globetrotter. Nella <strong>bucket list</strong> dei visitatori l’elenco si allunga sotto la <strong>Madonnina</strong>: ci sono le mostre di Palazzo Reale, dove in autunno arriverà un altro blockbuster come <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/mostra-di-picasso-a-milano/" target="_blank" rel="noopener">Picasso</a>,</strong></span> poi ci sono i musei “nuovi” o, meglio, che prima e dopo Expo 2015,  hanno cambiato il <strong>volto della città</strong>: ecco allora un tour de force e di piacere fra i quadri delle <strong>Gallerie d’Italia,</strong> le sperimentazioni del <strong>Museo del Novecento,</strong> della <strong>Triennale</strong>, del <strong>Mudec</strong>, della <strong>Fondazione Prada</strong> e, perché no, anche della Gam &#8211; <strong>Galleria d’arte Moderna</strong> con il suo sguardo sui giardini di via Palestro.</p>
<p style="text-align: justify;">La giornata scorre veloce, le gambe rallentano e la sera non resta che attendere un nuovo giorno di visite. Ora non più. Da qualche tempo, grazie all’intuizione di <strong>Milano Card</strong> e al suo circuito di visite guidate e libere, molte “attrazioni”, monumenti e luoghi d’interesse hanno deciso di <strong>fare le ore piccole</strong>. Aprendo la notte e non di giorno, regalando un&#8217;alternativa, intelligente e vivace per una <strong>Milano insolita e da scoprire fuori orario</strong> e lontano dalla pazza folla. Ecco la mappa di questa <strong>Milano by night.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-la-città-vista-dallalto.png" rel="lightbox[7662]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-7695" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-la-città-vista-dallalto-1024x513.png" alt="Milano insolita" width="1024" height="513" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-la-città-vista-dallalto-1024x513.png 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-la-città-vista-dallalto-300x150.png 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-la-città-vista-dallalto.png 1050w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">La Milano insolita e da scoprire: la cripta di San Sepolcro</h3>
<p style="text-align: justify;">Sapevate che il cuore della <strong>Milano Romana</strong>, di quando <strong>Mediolanum</strong> fu capitale dell&#8217;impero, oggi strizza l&#8217;occhio a <strong>Gerusalemme</strong> e al <strong>Santo Sepolcro</strong>? E&#8217; bello immaginare che romanità e cristianità abbiano trovato già da secoli un’ amalgama proprio nel <strong>centro di Milano</strong>, in una piazza alle spalle di <strong>Cordusio</strong> e della City degli affari, fra banche e Borsa. È qui che incrociavano il <strong>cardo e il decumano</strong> della <strong>Mediolanum</strong> dei secoli III e IV d.C.. Ed è qui che oggi sorgono la <strong>chiesa e la cripta di san Sepolcro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La chiesa, fondata nell’anno Mille, ai tempi delle crociate ed oggi barocca, confina con la <strong>pinacoteca Ambrosiana</strong> di cui oggi è proprietà: per <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/leonardo-da-vinci-a-milano/" target="_blank" rel="noopener">Leonardo era qui il vero centro di Milano</a></strong>,</span> come raccontano alcuni suoi disegni del <strong>codice Atlantico</strong> che proprio nella pinacoteca sono conservati. Attualmente la chiesa è in restauro ed anzi visitando la cripta, con biglietto per un percorso tutto underground nella Milano insolita e da scoprire, si contribuisce alla sua sistemazione.</p>
<h4>Visite guidate nella cripta</h4>
<p style="text-align: justify;">La cripta, poi, è un luogo di grande suggestione: vecchia più di mille anni, ha riutilizzato le pietre in <strong>marmo di Verona</strong> dell’<strong>antico foro Romano</strong> per consolidarsi ed era amatissima da <strong>san Carlo Borromeo</strong>. Il cardinale ed arcivescovo dei milanesi ci veniva a pregare all’alba, ma anche di notte. Era il Cinquecento: da <strong>Gerusalemme</strong> erano arrivate reliquie come il sacro chiodo e la terra del sepolcro. Et voilà, oggi, questi ambienti ipogei tornano alla loro funzione “notturna” con un’<strong>apertura esclusiva dalle 17 alle 21</strong> che nel week end propone visite guidate a partire<strong> dalle 15 alle 22</strong>, anche con possibilità di accesso al vicino <strong>foro Romano</strong> (da martedì a venerdì 17-20 e nel week end 15-18). Una piccola scala si insinua fra i mattoni rossi della chiesa e poi la meraviglia fra pietre, lapidi e colonnati.</p>
<p style="text-align: justify;">La cripta è stata <strong>chiusa per oltre 50 anni</strong>, ma dal 2018 una serie progetti di video arte e l’apertura serale hanno restituito il luogo a milanesi e turisti. Dopo Bill Viola e i suoi short movie, fino a settembre 2018 sarà <strong>Michelangelo Antonioni</strong> ad animare questo luogo sacro, in un gioco di rimandi di grande suggestione. Sì, perché Michelangelo regista rileggerà un altro <strong>Michelangelo</strong>, il genio del Rinascimento, attraverso un cortometraggio (15 minuti) dedicato al <strong>Mosè di san Pietro in Vincoli a Roma</strong>. A corredo del film realizzato nel 2004 in collaborazione con Istituto luce, una serie di immagini di Aurelio Amendola.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-larchivio-della-Cà-Granda.jpg" rel="lightbox[7662]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-7697" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-larchivio-della-Cà-Granda-1024x511.jpg" alt="Milano insolita" width="1024" height="511" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-larchivio-della-Cà-Granda-1024x511.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-larchivio-della-Cà-Granda-300x150.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-larchivio-della-Cà-Granda.jpg 1040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">La Milano insolita e da scoprire: archivio e Sepolcreto della Cà Granda</h3>
<p style="text-align: justify;">Oggi ci sono un <strong>ospedale ed un&#8217;università</strong>, ma un tempo, la <strong>Ca’ Granda</strong> era la vera casa dei milanesi, nosocomio, parrocchia, luogo di speranze e cura, ma soprattutto di memoria. Mentre il <strong>Policlinico di Milano</strong>, che qui ha sede, guarda al futuro con le sue nuove strutture in corso di realizzazione e l’<strong>università Statale</strong> continua a sfornare i milanesi di domani, ecco un luogo per recuperare quello che siamo stati e rivivere una Milano insolita e da scoprire.</p>
<p style="text-align: justify;">Università ed ospedale conservano un archivio che ha registrato ogni atto e passaggio, dalla fondazione nel Cinquecento, con tanto di pergamena firmata da <strong>Francesco Sforza</strong> e corroborata da una <strong>Bolla pontifica di Pio II</strong>, all’ultimo Consiglio di amministrazione, poche settimane fa. In mezzo? Il ricovero di <strong>Ernest Hemingway</strong>, il contratto di lavoro di <strong>Enzo Jannacci,</strong> il testamento di <strong>Bonvesin de la Riva</strong> e le tante grane dei monaci alle prese con una serie sterminata di terreni che arrivavano fino a <strong>Lodi e alla Svizzera</strong>. In una parola, un vero archivio di vite e avventure, che per anni è rimasto chiuso al pubblico.</p>
<h4>Gli affreschi che vide anche Hemingway</h4>
<p style="text-align: justify;">Pensi che un archivio sia sempre sinonimo di polvere e noia e che la fruizione non sia facile, ma i luoghi sono suggestivi. <strong>Affrescato dal Volpino</strong>, il percorso di visita abbraccia non solo la grande sala del Capitolo, ma anche il salone di lettura e poi scende alla <strong>cripta dell’Annunciata</strong> che era la parrocchia dell’ospedale fin dal 1637 e che incorpora anche un grande sepolcreto dove furono collocate le spoglie di 150mila pazienti, compresi, almeno per un primo periodo, i <strong>caduti delle Cinque Giornate</strong>. Qui anche <strong>Leonardo da Vinci</strong> è passato per approfondire i suoi studi di anatomia.</p>
<p style="text-align: justify;">La visita, organizzata grazie a Milano card ed Ar.Se – il percorso dei segreti è by night, dalle 17 alle 22 (martedì-venerdì), sabato dalle 15 alle 22, domenica dalle 14 alle 21. Sono molte le proposte guidate serali, precedute o seguite da <strong>cene nel giardino dello Speziere</strong>, per poter vedere più da vicino anche alcuni documenti specifici estratti di volta in volta da scaffali e caveau, alla presenza di esperti paleografi ed archivisti, mentre, tenendo d’occhio il calendario sempre in aggiornamento sul sito, sarà possibile anche prenotarsi per una delle visite al sepolcreto in compagni degli esperti del Labanof &#8211; <strong>laboratorio di anatomia forense</strong> che segue i principali cold case del Paese.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-la-Chiesa-di-San-Celso-e-il-suo-campanile.jpg" rel="lightbox[7662]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-7698" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-la-Chiesa-di-San-Celso-e-il-suo-campanile-1024x676.jpg" alt="Milano insolita" width="1024" height="676" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-la-Chiesa-di-San-Celso-e-il-suo-campanile-1024x676.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-la-Chiesa-di-San-Celso-e-il-suo-campanile-300x198.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-la-Chiesa-di-San-Celso-e-il-suo-campanile.jpg 1050w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">La Milano insolita e da scoprire; il campanile di San Celso</h4>
<p style="text-align: justify;">La <strong>basilica di San Celso</strong>, una delle chiese simbolo di Milano ha già molti record: <strong>mille anni di storia e 175 gradini.</strong> Svetta, a <strong>35 metri di altezza,</strong> discreta su corso Italia ed è stata per lungo tempo la meta preferita delle spose che qui venivano a far benedire il loro bouquet nella speranza di nozze liete, prospere e durature. Per questo la chiesa fu ribattezzata “dei sospiri”. Eppure la sua storia è ben più antica: Celso, giunto in città, forse dopo essere scampato ad un altro tentativo di martirio, fu arrestato e decapitato giovanissimo, per via della sua fede. Fu vittima delle <strong>persecuzioni di Nerone</strong>. Le sue spoglie furono ritrovate poi, nel secolo IV d.C., da un altro big della cristianità delle origini.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel <strong>Sant’Ambrogio</strong> milanese per cui la ricerca delle reliquie era uno dei principali modi anche per rinsaldare il fervore fra i cristiani di Milano. <strong>Celso</strong> era con <strong>Nazaro</strong>, sepolto proprio fra questi campi, dove ora sorge questa piccola chiesa che vigilava sull’uscita a sud della città. Nazaro fu traslato in <strong>corso di porta Romana</strong>, ai santi Apostoli, mentre Celso rimase qui. Il campanile è uno dei più antichi di Milano ed è rimasto inaccessibile per decenni.</p>
<h4>La città vista dall&#8217;alto</h4>
<p style="text-align: justify;">Ora però si può tornare a <strong>salire le sue strette scale</strong> per ammirare, dalla sua cella campanaria un panorama unico della città sui tetti e le viuzze della parte più autentica del Gran Milan. Le<strong> visite a pagamento</strong> (adatte a chi non abbia problemi ad affrontare i gradini a piedi) si svolgono <strong>ogni fine settimana</strong>, ogni 30 minuti in compagnia di guide specializzate con un percorso di circa 45 minuti. Ovviamente dalle 14.30 alle 20, l’orario migliore per godersi il tramonto.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-lhighline-sopra-la-galleria.jpg" rel="lightbox[7662]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-7699" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-lhighline-sopra-la-galleria-1024x671.jpg" alt="Milano insolita l'highline sopra la galleria" width="1024" height="671" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-lhighline-sopra-la-galleria-1024x671.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-lhighline-sopra-la-galleria-300x196.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-lhighline-sopra-la-galleria.jpg 1040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">La Milano insolita e da scoprire: l&#8217;Highline galleria e il cinema Bianchini</h4>
<p style="text-align: justify;">Per qualcuno somiglia ad un salotto così come la celebre galleria sottostante. Solo che da lassù il <strong>cielo è di cristallo</strong> e si confonde con le cupole e le coperture dei vetri della <strong>galleria simbolo di Milano</strong>. Ecco un luogo che di notte assume una sfumatura unica e poetica e permette di dare del tu ai tetti del centro di Milano. Non serve pensare alla highline di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/week-end-a-new-york/" target="_blank" rel="noopener"><strong>New York</strong></a></span> per immaginare e fare paragoni con il fascino di questa cugina meneghina.</p>
<p style="text-align: justify;">Vuoi mettere? Nella<strong> Grande Mela</strong> la highline è una stupenda passeggiata sospesa a mezza via fra gli alti grattacieli di <strong>Manhattan</strong>, recuperata grazie ad un <strong>percorso ferroviario</strong> in disuso. Alle nostre latitudini, la highline in salsa milanese si snoda nel cuore più chic della città offrendo prospettive sempre nuove ai suoi visitatori. Le guglie del <strong>Duomo</strong> da una parte, la <strong>Scala, Brera</strong> e i palazzi della city e economica dall&#8217;altra. All’orizzonte<strong> le Alpi</strong>; sotto tutto il resto del mondo che corre veloce. Fra le proposte di <strong>Milano Card per una Milano insolita</strong> e fuori orario, la visita agli esterni della Galleria è stata la pioniera ed oggi e una delle proposte più pop. L’entrata è da via Pellico 2, quattro piani in comodo ascensore ed eccoci su una passerella di 250 metri di meraviglie, da <strong>piazza Duomo a piazza della Scala</strong>. Da guardare fieramente naso all’ingiù.</p>
<h4>Un film quasi in cielo</h4>
<p style="text-align: justify;">Vuoi mettere <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/distretti-di-new-york/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Manhattan</strong></a></span>? E non è tutto: qui sono molti gli eventi che vengono organizzati per incorniciare la visita. La passerella, arricchita anche da un’installazione di <strong>Fontana Arte</strong> è sede di molti eventi, lunch, visite guidate ed approfondimenti. Di notte, dalle 21 (lunedì compreso) <strong>via al cinema</strong>, grazie alla collaborazione con <strong>Bianchini:</strong> qui le pellicole sono davvero sotto le stelle. I film in catalogo sono dei cult e degli evergreen da <strong>Colazione da Tiffany</strong> a <strong>Perfetti sconosciuti</strong>: amore avventura, sit com e grandi film, dalle 21, tutte le sere d’estate. Per i primi 50 fortunati. La galleria, anche senza cinema è “passeggiabile” da martedì a venerdì dalle 11.30 alle 14.30 e dalle 18 alle 21 (sabato e domenica no stop 11.30 – 21).</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-una-immagine-del-foro-antico.jpg" rel="lightbox[7662]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-7702" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-una-immagine-del-foro-antico-1024x582.jpg" alt="Milano insolita una immagine del foro antico" width="1024" height="582" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-una-immagine-del-foro-antico-1024x582.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-una-immagine-del-foro-antico-300x170.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-una-immagine-del-foro-antico.jpg 1040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">La Milano insolita e da scoprire: il foro Romano</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutti sapevano dove fosse,</strong> ma fino ad una trentina di anni fa, il leggendario incrocio fra il <strong>cardo ed il decumano</strong> di Mediolanum era solo un punto sulle mappe. Ci sono voluti i lavori di restauro della <strong>pinacoteca Ambrosiana</strong> nei primi anni Novanta per tornare a rivedere quelle pietre che erano rimaste sigillate nei secoli nelle segrete della grande istituzione culturale voluta da <strong>Federico Borromeo</strong> nel 1609, ad publicam utilitatem. E così, per tutti e per un pubblico anche moderno, da un paio di stagioni, <strong>il Foro,</strong> o meglio una piccola porzione di esso, è anche tornato visitabile per tutti gli amanti del loro passato che cercano la <strong>Milano insolita e da scoprire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E’ qui che la <strong>Milano Imperiale</strong>, capitale fra i secoli III e IV d.C. si snodava – cesellata e scolpita in prezioso <strong>marco bianco di Verona</strong> &#8211; nella sua platea forensis, fra <strong>la zecca e il mercato, la curia e il teatro</strong> (oggi visitabile nelle fondamenta del palazzo della Camera di Commercio), le tabernae, il palazzo imperiale e il tempio del Capitolium dedicato all’imprescindibile trade capitolina. Oggi l’ingresso al Foro è un porta a picco sul tempo e sul passato: cercate un piccolo e poetico “antro” su <strong>via dell’Ambrosiana</strong> – muovendo a destra attraversando piazza san Pio XI e costeggiando la mole della pinacoteca -: il Foro, dove spesso si organizzando anche aperitivi d’autore ispirati alla cucina d’epoca romana – si può visitare tutti i giorni dalle 18 alle 22. E se non è una Milano insolita e da scoprire questa non sappiamo proprio cosa possa esserlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-gli-aperitivi-serali-nel-foro-romano.jpg" rel="lightbox[7662]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-7701" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-gli-aperitivi-serali-nel-foro-romano-1024x612.jpg" alt="Milano insolita" width="1024" height="612" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-gli-aperitivi-serali-nel-foro-romano-1024x612.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-gli-aperitivi-serali-nel-foro-romano-300x179.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Milano-insolita-gli-aperitivi-serali-nel-foro-romano.jpg 1040w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
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		<title>Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi</title>
		<link>https://www.travelfar.it/visitare-orvieto-dal-duomo-alla-terra-degli-etruschi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 07:51:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Orvieto sta in alto, affacciata spavalda sulla rupe. O almeno così appare a chi distrattamente scivola sull’autostrada, a chi si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Orvieto sta in alto, affacciata spavalda sulla <strong>rupe.</strong> O almeno così appare a chi distrattamente scivola sull’autostrada, a chi si fa trasportare dal rombo sfacciato dei treni proiettile che rigano la piana. Ma voi non fatevi infinocchiare: la realtà è un’altra, il vero cuore della città è molto più in basso di quello che sembra, molto sotto il <strong>Duomo di Orvieto</strong>. E sta inciso nella roccia, protetto nel tufo, nascosto da una pietra che da sempre ha forgiato le case e regalato sicurezza. E che, materna, in passato ha conservato il cibo. “E’ così. Orvieto non sarebbe quella che è senza le sue caverne, le cantine e i cunicoli che la attraversano in profondità”, racconta la gente del posto-. In quegli antri, e quasi ogni casa ne ha uno, sono stati conservati buona parte dei segreti e dei sapori della nostra città”. Milleduecento <strong>grotte</strong> e speloche – e parliamo di quelle censite – che nei secoli sono state <strong>cantine</strong> per il vino, magazzini per <strong>salumi</strong> e <strong>formaggi,</strong> pozzi e cisterne per l&#8217;acqua, frantoi per l&#8217;olio, forni. Detto questo si capisce perché è dal basso che si deve partire. Facendo, oltre che un tuffo nello spazio, pure un salto nel tempo per riuscire a <strong>visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2012" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo-1024x682.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="682" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo-1024x682.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi: tra Umbria Toscana</h4>
<p style="text-align: justify;">“In questo modo si scavalcano anche i millenni e si riporta alla luce un diamante grezzo che va mostrato al mondo – aggiungono gli orvietani.  Seguendoli, e facendosi tramortire dai loro racconti, viene naturale lasciarsi alle spalle <strong>piazze</strong>, <strong>vicoli</strong> e palazzi  e persino il Duomo di Orvieto per migrare tra cisterne antiche e butti medievali, ambienti rinascimentali e claustrofobici cunicoli scavati a mano dai padri orvietani: ovvero gli etruschi. Quelli che ben sapevano che il vino mai avrebbe trovato luogo migliore per sublimarsi. E se è così da oltre due millenni vuol dire che è un destino che non si può cambiare come si scopre quando si arriva qui per <strong>visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi</strong>. Ecco che quindi, dopo avere ammirato la rupe e essersi inchinati di fronte alla verticale magnificenza del Duomo di Orvieto, è doveroso abbassare lo sguardo, cercare nuove prospettive. Perché, dopo un po’ lo capisci, è questo che devi fare se vuoi provare a capirla. Città fiera di essere diversa da come te la aspetti. Lo mise nero su bianco, nel 1300, persino Fazio degli Uberti che sentenziò che “Urbiveto è strana”. E se lo fate presente ancora oggi tra le pietre chiare ed eleganti di <strong>piazza Repubblica</strong> o di <strong>corso Cavour</strong> nessuno mostrerà d’adontarsi. “Certo che nessuno si offende: semplicemente perché è vero – sbottano in piazza del Popolo.- Siamo in<strong> Umbria</strong> ma siamo più che altro toscani e laziali. Lo racconta la storia, lo conferma l’accento. Anche quello che mangiamo è diverso”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2013" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca-1024x512.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="512" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca-1024x512.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca-300x150.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una dichiarazione che stupisce. Tanto che forse è meglio fermarsi per raccogliere le idee: Orvieto si protende verso il cielo ma il cuore è sottoterra. E’ in <strong>Umbria</strong> ma con irrequietezza insegue il profumo delle regioni vicine e sogna una vaga idea di <strong>Tuscia;</strong> è stata un potentissimo libero Comune ma poi per secoli ha vissuto sotto il dominio del papato. E soprattutto è celebrata per essere una delle patrie dell’olio. Anche se massaie e cuochi da sempre scelgono il lardo. Dopo avere riflettuto su tutto questo forse allora si comincia a pensare che quello che dicono alcuni sia vero: <strong>Orvieto è etrusca</strong>. E gli etruschi sono il popolo dei misteri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2010" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro-1024x680.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="680" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro-1024x680.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro-300x199.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Così anche noi facciamo prendere dal fascino misterioso di questa città e perdiamoci nelle sue strade, nel suo intrico fascinoso di angoli di pietre e mattoni, che stranamente in un luogo così ricco e splendente,  hanno vissuto un <strong>Medioevo</strong> fuori tempo massimo. Qui, nonostante la bellezza pervada ogni cosa,  a lungo la vita grama fu  condanna diffusa. E quelle che ora sono vie dello struscio, colonizzate dalle griffe e assediate dal gramelot di mille turisti, sono state a lungo vicoli stretti e malsani tanto che quando nel 1930 venne costruita la enorme caserma Piave &#8211; che ora incombe abbandonata mestamente dall’alto della rupe &#8211; in parecchie vie mancavano fognature e reti di illuminazione. La caserma, strano destino, portò vita nelle strade di quello che  fu prima <strong>Libero Comune</strong> e poi si spense lentamente diventando rifugio per  scaltri tombaroli e tronfi chiacchieroni che scolavano con impegno panatelle di vino bianco sognando di trovare la <strong>tomba etrusca</strong> intatta. Quella con il tesoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2011" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio-1024x683.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi: il pozzo di San Patrizio</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma questo è ieri, anzi molto prima. Prima che un progetto ambizioso partito dagli anni ‘70 consolidasse il tufo della rocca reso friabile come biscotto dall’eterno lavorìo delle acque, che gioielli unici come il palazzo del <strong>Capitano del Popolo</strong> o la <strong>torre del Moro</strong> venissero strappati al degrado del tempo e che alla funicolare ad acqua, meraviglia dell’800, fosse donata una nuova modernità. Riavvicinando la pianura alla cima della roccia e regalando di nuovo a milioni di turisti un modo facile e veloce per salire sulla rupe. Dove, a bocca aperta per lo stupore, tornare a sprofondare nella vertigine rinascimentale del <strong>pozzo di San Patrizio</strong>. Fu costruito per approvvigionare d’acqua la città: ma ad un occhio ben disposto sembra la gradinata di pietra che porta dritto al mondo degli inferi. “Il pozzo progettato dal Sangallo è una meraviglia dell’ ingegno ma ancora una volta dimostra che qui il sopra e il sotto sono collegati insieme”, spiegano le guide. – Senza capire questo legame, tra la pianura e la rupe, tra il tufo e la terra, ogni visita ad <strong>Orvieto</strong> resta incompleta”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2009" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground-1024x685.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="685" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground-1024x685.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground-300x201.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E allora che tufo sia e che la terra spalanchi le sue porte: facciamo come centinaia di altri e immergiamoci sotto la città seguendo quella che da qualche anno è diventata una delle attrazioni più di successo. Si chiama <strong>Orvieto Underground</strong> e prende il via in piazza del Duomo. E proprio per questo permette letteralmente di <strong>Visitare Orvieto, dal duomo alla terra degli Etruschi</strong>.  Curioso contrappasso: da una parte la tensione massima verso l&#8217;alto, dall&#8217;altra, a pochi passi, un baratro che si spalanca.  Una via verso il basso che attraverso visite guidate permette di assaggiare almeno un po&#8217; del fascino   in un <strong>labirinto di oltre mille grotte</strong> scavate nel corso dei millenni dagli orvietani, un lascito buio che è anche un catalogo straordinario di informazioni storiche ed archeologiche, solo di recente messo a disposizione di tutti e studiato dai ricercatori.  Ed è una città nella città, forse ciò che resta della antica Velzna etrusca; di certo sono cunicoli, scale,  sale sfalsate e passaggi che non ti aspetti fino al <strong>cuore di Orvieto</strong>. Che con pudore svela la sua più antica memoria.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi: pietre e vigneti</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma poi, ancora smarriti, si ritornano a rivedere le stelle, a percorrere di nuovo le strade al sole e i vicoli dove rimbombano i nostri passi. E altre stelle, meno spaziali brillano davanti a noi: le tessere della <strong>facciata del Duomo</strong>. Dall’alto degli spalti della trecentesca <strong>fortezza dell&#8217;Albornoz</strong> lo sguardo sembra spaziare senza sosta in quell’arazzo di pianura abbozzato nelle mille sfumature di verde, dal chiaro allo scuro, dall’ulivo al vigneto. Persino il bagliore supersonico dei treni giù in basso pare farsi piccino: e l’intero panorama finisce per assomigliare al plastico ferroviario di un gigante giocherellone. Quando il rombo del treno svanisce in distanza sembra di sentire che dal cuore di tufo della città filtra un sospiro. All’unisono l’alto e il basso, la roccia e la terra, il passato e il presente, parlano. Basta soltanto starli ad ascoltare.</p>
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