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	<title>Greci Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Greci Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Guida della Valle dei Templi: cosa vedere e sapere, la storia e i monumenti</title>
		<link>https://www.travelfar.it/guida-della-valle-dei-templi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 13:23:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; il sito archeologico più grande al mondo. Qui si trovano alcuni tra i più splendidi monumenti arrivati sino a noi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/guida-della-valle-dei-templi/">Guida della Valle dei Templi: cosa vedere e sapere, la storia e i monumenti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p>E&#8217; il sito archeologico <strong>più grande al mondo.</strong> Qui si trovano alcuni tra i più <strong>splendidi monumenti</strong> arrivati sino a noi dall&#8217;antichità. E <strong>Pindaro</strong>, un poeta vissuto qualcosa come cinque secoli prima di Cristo, la definì “<strong>la più bella delle città mortali&#8221;</strong>. Non serve altro, neppure sfogliare la guida della <strong>Valle dei Templi</strong> in <strong>Sicilia</strong>: basta arrivare in questi luoghi, tra <strong>Agrigento e il mare</strong>, per avere garantito un batticuore. Che qui ogni pietra parla e racconta.  E come scrisse <strong>Guy de Maupassant</strong> questo luogo è &#8220;uno strano e <strong>divino museo</strong> d’architettura”.</p>
<p>Si perché <strong>Akragas</strong>, l&#8217;antico nome di Agrigento, è un luogo veramente straordinario. E se pensate che la meraviglia del <strong>Partenone</strong> ad <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-atene/"><strong>Atene</strong></a></span> sia unica potreste arrivando qui capire che, estremo paradosso, <strong>i Greci</strong> hanno lasciato a noi in dote,  in <strong>Sicilia</strong>,  quello che neppure loro possiedono.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Ercole.jpg" rel="lightbox[12446]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12451" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Ercole-1024x576.jpg" alt="guida della Valle dei Templi" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Ercole-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Ercole-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Ercole-768x432.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Ercole.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
</div>
<h2>Guida della Valle dei Templi: una storia molto antica</h2>
<div align="justify">
<p>La città fu fondata infatti nel <strong>581 a.C.</strong> dai coloni arrivati qui da<strong> Gela</strong> ma che in realtà prevenivano dalle isole di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-creta/"><strong>Creta</strong></a></span> e <strong>Rodi</strong>. Scelsero questo posto perché quella che noi chiamiamo valle era, in realtà, un <strong>comodo altopiano</strong>, protetto da colli e con un paio di fiumi che fornirono le risorse per fondare la città. E iniziare a coltivare questa terra ancora oggi punteggiata da olivi secolari.</p>
<p><strong>Terra fertile</strong>, il mare vicino, intraprendenza. Fu così che <strong>Akragas</strong> smise presto di essere una semplice colonia per diventare nel corso del tempo la principale <strong>potenza economica della Sicilia</strong> al punto che si calcola che arrivò ad avere qualcosa come<strong> 200mila abitanti</strong>. Per l&#8217;epoca una megalopoli.</p>
<p>Questo successo durò fino al 406 quando i <strong>Cartaginesi</strong> assediarono e saccheggiarono la città che dopo le solite scaramucce, guerre e alleanze finite male finì nel 260 a.C. per far parte del dominio dell&#8217;<strong>Urbe</strong>. I <strong>Romani,</strong> concreti come sempre, si tennero la città, ne fecero un importante centro economico ma non poterono bloccarne il lento declino. Otto secoli dopo gli abitanti se ne andarono, le ricchezza svanì. Ma per fortuna <strong>rimasero i templi.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Giunone.jpg" rel="lightbox[12446]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12452" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Giunone-1024x448.jpg" alt="" width="1024" height="448" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Giunone-1024x448.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Giunone-300x131.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Giunone-768x336.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-tempio-di-Giunone.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>Templi dorici arrivati sino a noi</h3>
<p>Sono proprio loro le star: la <strong>guida della Valle dei Templi</strong> vi ricorderà che qui si trovano templi dorici, molti in eccellente stato di conservazione, ma anche ciò che resta di <strong>santuari, necropoli</strong> e persino un <strong>quartiere ellenistico romano</strong>. Che ancora oggi grazie agli scavi regala sorprese agli archeologi. Ma non solo agli addetti ai lavori: come si fa a restare indifferenti di fronte alla bellezza del <strong>Tempio di Giunone</strong>? In realtà il nome è frutto di un errore – a quale divinità fosse dedicato non lo sappiamo – ma poco conta.</p>
<p>Lo si incontra appena entrati nel <strong>Parco Archeologico</strong> sopra uno sperone roccioso. E sapendo che è stato innalzato nel <strong>V secolo a.C.</strong> e che ha resistito anche ad un<strong> incendio provocato dai cartaginesi</strong> colpisce per la sua imponenza. Spicca in alto su un basamento di quattro gradini, con <strong>tredici colonne</strong> sul lato lungo e si notano anche tracce di restauro romane. A raccontare <strong>quanta storia</strong> sia passata da queste parti.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Le-colonne-antiche-e-la-natura.jpg" rel="lightbox[12446]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12456" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Le-colonne-antiche-e-la-natura-1024x505.jpg" alt="Guida della Valle dei Templi" width="1024" height="505" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Le-colonne-antiche-e-la-natura-1024x505.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Le-colonne-antiche-e-la-natura-300x148.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Le-colonne-antiche-e-la-natura-768x379.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Le-colonne-antiche-e-la-natura.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Il tempio della Concordia</h4>
<p>Ma se la guida della Valle dei Templi vi suggerisce di soffermarvi davanti a questo colosso è di certo di fronte al <strong>Tempio della Concordia</strong> che resterete ammaliati: è insieme al <strong>Partenone</strong> il tempio dorico meglio conservato al mondo, è enorme, <strong>con 42 metri di lunghezza</strong> per 19,5 di larghezza, e fu costruito tra il <strong>450 e il 400 a.C.</strong> Prende il nome da un&#8217;iscrizione latina trovata nei suoi dintorni ma anche questa, probabilmente, è stata interpretata erroneamente.</p>
<p>Ma poco conta: quello che vale è che è ancora <strong>quasi perfetto</strong> grazie alla sua <strong>doppia vita</strong>. Nel VI secolo dopo Cristo la struttura pagana venne trasformata in <strong>chiesa cristiana</strong> dedicata a <strong>Pietro e Paolo</strong> e questo lo preservò tanto che le pareti della cella sono state proprio costruite dopo questa consacrazione. Ma fu solo che nel <strong>1748 il tempio</strong> tornò alle sue forme antiche, con la riapertura del colonnato e poco tempo dopo fu visto dal solito <strong>Goethe</strong>  che scrisse che &#8220;incarna la nostra idea di bello&#8221;. Secoli dopo possiamo solo dire che è proprio vero.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-tempio-e-statua-moderna.jpg" rel="lightbox[12446]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12458" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-tempio-e-statua-moderna-1024x543.jpg" alt="" width="1024" height="543" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-tempio-e-statua-moderna-1024x543.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-tempio-e-statua-moderna-300x159.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-tempio-e-statua-moderna-768x408.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-tempio-e-statua-moderna.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Le otto colonne di Ercole</h4>
<p>Due simili <strong>capolavori</strong> meriterebbero, da soli,  il viaggio. Ma la guida della Valle dei Templi ha ancora parecchi capitoli. Proseguendo il cammino lungo il percorso del parco si arriva infatti al <strong>Tempio di Ercole</strong>, il più antico di quelli di Akragas e uno dei più grandi. Purtroppo la gran parte è andata distrutta. Il luogo sacro, dedicato a Ercole secondo quanto ha lasciato <strong>scritto Cicerone</strong>, doveva innalzarsi su un basamento a gradoni dove spuntavano <strong>quindici colonne</strong> sui lati lunghi.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-La-magia-dei-resti-e-delle-colonne.jpg" rel="lightbox[12446]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12454" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-La-magia-dei-resti-e-delle-colonne-1024x528.jpg" alt="guida della Valle dei Templi" width="1024" height="528" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-La-magia-dei-resti-e-delle-colonne-1024x528.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-La-magia-dei-resti-e-delle-colonne-300x155.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-La-magia-dei-resti-e-delle-colonne-768x396.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-La-magia-dei-resti-e-delle-colonne.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Ora ne restano in piedi solo otto innalzate negli anni &#8217;20. Lo si deve alla volontà di un inglese, il capitano <strong>Alexander Hardcastle</strong>, che qui ebbe casa e si impegnò per riportare all&#8217;antica bellezza il <strong>parco archeologico</strong>.</p>
<p>Ma se volete specchiarvi veramente nella maestosità è necessario procedere e arrivare a ciò che resta del <strong>Tempio di Giove</strong>. Venne innalzato dagli <strong>abitanti di Agrigento</strong> per ringraziare il dio dopo una vittoria sui soliti nemici di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-cartagine/"><strong>Cartagine</strong></a></span>. E non badarono a spese per compiacere Zeus. Avrebbe dovuto essere infatti <strong>uno dei più grandi al mondo</strong>, piazzato su una alta piattaforma con una <strong>lunghezza i 113 metri</strong> e una larghezza di 56 metri.</p>
<h4>Giove e i suoi giganti</h4>
<p>Un po&#8217; più di un campo da calcio. E per rendere il tutto più maestoso al posto delle <strong>solite colonne</strong> a reggere la struttura c&#8217;erano dei <strong>talamoni,</strong> ovvero dei <strong>giganti in pietra</strong> di quasi otto metri. Quando ne vedrete uno ricostruito nel <strong>Museo archeologico di Agrigento</strong> capirete cosa voglia dire pensare in grande. Purtroppo tanta magnificenza ebbe vita breve: non fu mai completato e l&#8217;invasione dei <strong>cartaginesi</strong>, stavolta vincitori,  ne bloccò la conclusione.</p>
<p>Il resto lo fecero <strong>i terremoti</strong> e la brama degli uomini: le scosse lo fecero crollare a partire dal Medioevo e nel 1800 divenne <strong>una cava di pietra</strong> da saccheggiare. Buona parte di <strong>Agrigento</strong> e <strong>Porto Empedocle</strong> sono stati innalzate sfruttando i suoi antichi blocchi squadrati.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Quello-che-resta-del-tempio-di-Castore-e-Polluce.jpg" rel="lightbox[12446]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12453" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Quello-che-resta-del-tempio-di-Castore-e-Polluce-1024x519.jpg" alt="" width="1024" height="519" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Quello-che-resta-del-tempio-di-Castore-e-Polluce-1024x519.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Quello-che-resta-del-tempio-di-Castore-e-Polluce-300x152.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Quello-che-resta-del-tempio-di-Castore-e-Polluce-768x390.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-Valle-dei-Templi.-Quello-che-resta-del-tempio-di-Castore-e-Polluce.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Castore e Polluce: simbolo della città</h4>
<p>Ormai abbiamo percorso chilometri: ma la nostra guida della Valle dei Templi ci spinge a proseguire. Oltre ai resti del <strong>Tempio di Giove</strong> ecco il <strong>Tempio di Castore e Polluce</strong> che è diventato un po&#8217; <strong>il simbolo</strong> del Parco Archeologico e della città. Non era immenso come altri ma comunque si alzava su tre gradoni con <strong>34 colonne</strong> che il tempo ha fatto crollare.</p>
<p>E terra e detriti lo hanno coperto per secoli. Ma poi,<strong> nel 1836</strong>, alcuni archeologi decisero di dargli nuova vita: i resti ammassati furono allontanati e <strong>quattro colonne</strong> rimesse in piedi a dare vita a quello che fu l&#8217;angolo del tempio antico. Intorno altri resti, tracce di <strong>antichi luoghi di culto</strong> e pozzi. E il fascino di un balzo nel tempo.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-quartiere-ellenistico.jpg" rel="lightbox[12446]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12457" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-quartiere-ellenistico-1024x499.jpg" alt="Guida della Valle dei Templi" width="1024" height="499" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-quartiere-ellenistico-1024x499.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-quartiere-ellenistico-300x146.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-quartiere-ellenistico-768x374.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-della-Valle-dei-Templi.-Il-quartiere-ellenistico.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Un giardino profumato</h4>
<p>Un salto all&#8217;indietro che, oltre che dalle pietre dei templi, è dato dalla <strong>natura</strong>. L&#8217;ultima tappa della nostra visita infatti porta ad <strong>un giardino</strong>. Che una storia lega a doppi filo a quella dei suoi antichi abitanti.</p>
<p>A due passi dal <strong>Tempio dei Dioscuri</strong> ecco infatti il <strong>Giardino della Kolymbethra</strong>, un raro gioiello archeologico e agricolo citato come meraviglia già dallo storico <strong>Diodoro Siculo</strong>, nel I secolo a.C. Si tratta di una piccola valle che venne irrigata, per volontà del <strong>tiranno Terone</strong>, dando vita ad una specie di grande vivaio per i pesci che permise disviluppare intorno anche un parco pieno di <strong>agrumi, di mandorli e olivi secolari</strong>. Rimase così per secoli fino al recente passato quando fu di fatto abbandonato e solo con il <strong>Fai</strong> nel 2001 rivide la luce e riscoprì i suoi profumi.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-valle-dei-templi.-Il-giardino-della-Kolymbethra.jpg" rel="lightbox[12446]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12460" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-valle-dei-templi.-Il-giardino-della-Kolymbethra-1024x562.jpg" alt="guida-della-valle-dei-templi" width="1024" height="562" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-valle-dei-templi.-Il-giardino-della-Kolymbethra-1024x562.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-valle-dei-templi.-Il-giardino-della-Kolymbethra-300x165.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-valle-dei-templi.-Il-giardino-della-Kolymbethra-768x421.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-della-valle-dei-templi.-Il-giardino-della-Kolymbethra.jpg 1032w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>I rovi vennero tagliati, le piante secche rimesse a dimora, gli aranci potati. Oggi si passeggia in una specie di <strong>giardino dell&#8217;Eden</strong> siciliano calpestando i sentieri usati per secoli dai contadini tra i <strong>muretti a secco</strong>. Mentre da sottoterra sgorga ancora l&#8217;acqua portata dagli acquedotti antichi. Qui, in ogni stagione, ma soprattutto in estate, è bello cercare <strong>ombra e riposo</strong> e passeggiare senza meta. In fondo, ciò che resta del <strong>tempio di Vulcano</strong> e intorno profumo di <strong>zagara, cedri e bergamotti.</strong></p>
<p>Pensare che ci troviamo dove camminavano gli antichi coloni arrivati dalla <span style="color: #008000;"><strong>Grecia</strong></span> che combatterono con <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-cartagine/"><strong>Cartagine</strong></a></span> emoziona. E ci fa capire che questa forse non solo la <strong>Valle dei Templi</strong>. Ma, anche, in qualche modo,  la valle del tempo.</p>
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		<title>Cosa vedere a Segesta e Selinunte, i templi di Sicilia</title>
		<link>https://www.travelfar.it/vedere-a-segesta-e-selinunte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2016 22:34:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Itinerari: Italia - Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono due tra le attrazioni archeologiche più visitate e affascinanti della Sicilia. Ma non solo: quella che appaiono oggi come simboli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/vedere-a-segesta-e-selinunte/">Cosa vedere a Segesta e Selinunte, i templi di Sicilia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono due tra le attrazioni archeologiche più visitate e affascinanti della <strong>Sicilia</strong>. Ma non solo: quella che appaiono oggi come simboli di bellezza e armonia antica sono uno dei più clamorosi esempi delle mille battaglie che si sono combattute tra questi ulivi e queste spiagge.  E quindi vedere <strong>Segesta e Selinunte</strong> significa, un po&#8217; studiare la storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le due città infatti rappresentano ancora oggi il simbolo di due mondi &#8211; e due culture &#8211; ovvero quella della <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-grecia/"><strong>Grecia</strong></a></span> e <strong>Cartaginese</strong> &#8211;  sempre armati e battaglieri nel confrontarsi per il controllo della Sicilia. I <strong>Cartaginesi</strong> si allearono prima con Selinunte, mentre la nemica era alleata con <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-atene/"><strong>Atene</strong></a></span>; poi con Segesta e distrussero Selinunte, che fu ricostruita e distrutta ancora una volta, mentre Segesta crollò al cospetto del tiranno di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/siracusa-mangiare/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Siracusa</strong></a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, una lunga storia di battaglie e lotte che però ci hanno regalato nonostante questo un tesoro. Ecco allora una guida su <strong>cosa vedere a Segesta e Selinunte</strong> e la loro meraviglia.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-segesta-e-le-sue-colonne.jpg" rel="lightbox[1751]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2136" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-segesta-e-le-sue-colonne-1024x684.jpg" alt="Cosa vedere a Segesta e Selinunte" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-segesta-e-le-sue-colonne-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-segesta-e-le-sue-colonne-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-segesta-e-le-sue-colonne.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Segesta e Selinunte: lo splendore solitario dei templi</h2>
<p style="text-align: justify;">Poco lontano passa la superstrada, ci sono auto e paesi dove la storia continua la sua corsa. Ma c’è un luogo dove, invece, il tempo sembra essersi fermato anche se dista solo un’ora di viaggio, per esempio da<a href="https://www.travelfar.it/sicilia-orientale-da-trapani-a-marsala/" target="_blank" rel="noopener"><strong> <span style="color: #008000;">Trapani</span></strong> </a>e dai suoi voli low cost.  <strong>Segesta</strong>  se ne sta all’imbocco della tormentata valle del <strong>Belice</strong>, con tutti i suoi misteri ancora da decifrare. “Nel VI secolo a.C. la cittadina si alleò con i fenici, creando una forte rivalità con le altre cittadine alleate dei Greci,<strong> Selinunte</strong> in particolare”, spiega la guida.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi di questa rivalità è rimasto solo una gara in bellezza fra i templi e i monumenti. Il profumo delle zagare e il fruscio degli ulivi ci accompagnano nella visita. Che va gustata con calma, senza fretta, percorrendo le curve in salita verso l<strong>’acropoli</strong>, lasciando andare i pensieri cullati dalla magia dei luoghi.</p>
<h3>Il tempio mai terminato</h3>
<p style="text-align: justify;">Colpisce pensare che ogni cosa qui ebbe vita brevissima: <strong>il tempio principale non è nemmeno terminato</strong> e già la cittadina cadeva inghiottita nell’oblio, consegnata ai secoli e ai libri di storia. Per vedere chi avesse ragione in questo “concorso di bellezza “ fra templi e città ogni in rovina, riguadagniamo la costa. <span title="Standing alone, in glorious isolation in the midst of a rural landscape of rolling hills and with views to the sea, Segesta is perhaps Sicily’s most enchanting Greek Temple.">In piedi da solo, in isolamento gloriosa nel bel mezzo di un paesaggio rurale di dolci colline e con vista sul mare, <strong>Segesta</strong> è forse <strong>tempio greco</strong> più incantevole della <strong>Sicilia</strong>. </span><span title="Indeed, it is considered by many to be one of the best preserved and most beautiful of all the Greek sites in the Mediterranean.">In effetti, è considerato da molti come uno dei <strong>meglio conservati e più belli</strong> di tutti i siti greci del Mediterraneo. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span title="Indeed, it is considered by many to be one of the best preserved and most beautiful of all the Greek sites in the Mediterranean.">E su di lui restano molti misteri: le poche certezze riguardano l&#8217;epoca di costruzione e le dimensioni. Fu <strong>costruito </strong></span><span title="Built between 430 and 420 BC, the temple is 61m long and 26m wide, with 36 Doric columns."><strong>tra il 430 e il 420 aC</strong>, e il tempio è lungo 61 m con 26 metri di larghezza per la bellezza di <strong>36 colonne doriche</strong>.  manca il tetto e qualcuno pensa che un attacco nemico ne bloccò la costruzione prima che fosse completato. </span><span title="The absence of a roof is thought to be due to an attack on the settlement before the temple was completed. ">L&#8217;assenza di un tetto è pensato per essere a causa di un attacco contro l&#8217;insediamento prima che il tempio è stato completato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-il-teatro-di-segesta.jpg" rel="lightbox[1751]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2137" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-il-teatro-di-segesta-1024x684.jpg" alt="Cosa vedere a Segesta e Selinunte" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-il-teatro-di-segesta-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-il-teatro-di-segesta-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-il-teatro-di-segesta.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Lo spettacolo della piana dall&#8217;alto del teatro</h4>
<p style="text-align: justify;"><span title="Facilities for visitors include a car park, ticket office and bar at the entrance to the temple.">Le strutture per i visitatori includono il parcheggio, la biglietteria e un  bar poco lontano dall&#8217;ingresso al tempio. </span><span title="A ticket also gives access to the semi-circular theatre (2km), situated on top of the nearby Monte Barbaro, which dates back to the middle of the third century when the city was beginning to come under Roman rule.">Un biglietto dà anche accesso al<strong> teatro semicircolare</strong> (2 km), situata in cima al vicino <strong>Monte Barbaro</strong>, che risale alla metà del terzo secolo, quando la città cominciava ad essere sottoposta  al dominio romano. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span title="The theatre is accessible on foot, or during the summer, via a shuttle bus, and is the venue for a programme of concerts and Greek plays during the summer months">Il teatro è raggiungibile a piedi, o durante l&#8217;estate, attraverso un bus navetta, ed è la sede per un programma di concerti e rappresentazioni teatrali durante i mesi estivi. Tra le <strong>cose da vedere a Segesta e Selinunte </strong>ci sono anche le antiche <strong>tragedie</strong> arrivate sino a noi.</span></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-una-delle-rovine-di-selinunte.jpg" rel="lightbox[1751]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-2135 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-una-delle-rovine-di-selinunte-1024x684.jpg" alt="vedere a Segesta e Selinunte, i templi di Sicilia" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-una-delle-rovine-di-selinunte-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-una-delle-rovine-di-selinunte-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-vedere-a-Segesta-e-Selinunte-una-delle-rovine-di-selinunte.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Segesta e Selinunte, i templi di Sicilia: le rovine sul mare</h4>
<p style="text-align: justify;">Poco più di un’ora di strada e siamo di nuovo sulla riva. Ma il mare è un altro: è  il <strong>Mediterraneo</strong> più pieno. I più arrivano fin qui per gustarsi le onde placide di queste altre coste sabbiose, ma molti, armati di guide e curiosità vengono fin quaggiù anche per chiudere il cerchio: “Dopo <strong>Segesta</strong>, vuoi vedere anche la sua concorrente”, spiegano alle porte del Parco archeologico di Selinunte una delle <strong>aree archeologiche</strong> più estese d’ Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">La visita comincia dove tutto ha avuto inizio e, cioè, dove, con pazienza, si scavava il marmo per costruire gli edifici oltre duemila anni fa. Ecco, le <strong>cave di Cusa</strong> sono come un antipasto della scoperta: in questo canyon di calcare, fra ulivi e prezzemolo selvatico, rocchi di colonne mai terminate sono ancora imprigionati fra la roccia, segno che anche qui le sorti di gloria o sconfitta si consumarono rapidamente.</p>
<p style="text-align: justify;">A <strong>Selinunte</strong> si passeggia accompagnati da un’atmosfera solenne che si fa avanti anche fra le erbe e la vegetazione che giocano a nascondino con le pietre antiche. Su due colline diverse si conservano un santuario, un’intera città e l’acropoli con il mistero che avvolge le rovine al punto che i <strong>tre templi</strong> hanno per nome solo una lettera dell’alfabeto. <strong>Dorici</strong> e possenti, solo uno è in piedi dagli anni Cinquanta, mentre gli altri sembrano addormentati e implosi con le colonne “tagliate” a fette in un domino dalle proporzioni giurassiche.</p>
<h4>E poi la vita di oggi sul mare</h4>
<p style="text-align: justify;">La sera tutti si ritrovano nel piccolo <strong>borgo di Marinella</strong> e noi con loro: qui la movida è affidata ad un gruppo di locali affacciati sulla mezzaluna dorata della spiaggia. Un tempo questo era il porto da cui si partiva per spedizioni lontane. Oggi invece è un approdo sicuro dove tirar tardi. Alcuni pescatori poi, riposte reti e barche, estraggono microfono e karaoke: le ore piccole qui si attendono così, fra una grigliata e una sfida canora che permette di godere l&#8217;altro aspetto di questa terra. Perché tra le cose da vedere a <strong>Segesta e Selinunte</strong> c&#8217;è anche la vita che vi gravita intorno.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Segesta e Selinunte : le cave di pietra</h4>
<p style="text-align: justify;">Sebbene non facciano parte dell’area archeologica propriamente detta, le <span style="color: #000000;"><strong>cave</strong></span> dalle quali i Selinuntini traevano i materiali di costruzione sono molto interessanti da visitare, se non altro per la suggestiva bellezza del parco archeologico che le racchiude.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Olivi argentei</strong> a perdita d’occhio circondano i grandi rocchi di colonna abbandonati qui da più di duemila anni. Alcuni ancora attaccati alla roccia, altri già pronti per essere trasportati a <strong>Selinunte</strong>, i rocchi imponenti emanano qualcosa di misterioso, legato al segreto della costruzione dei templi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span title="Picnic tables are also available in the valley between the Acropolis and Collina Orientale"> </span></p>
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