<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alma Mater Archivi - Travelfar</title>
	<atom:link href="https://www.travelfar.it/tag/alma-mater/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.travelfar.it/tag/alma-mater/</link>
	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Feb 2020 10:20:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.3</generator>

<image>
	<url>https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cropped-cropped-travelfar-logo-32x32.png</url>
	<title>Alma Mater Archivi - Travelfar</title>
	<link>https://www.travelfar.it/tag/alma-mater/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Portici di Bologna: cosa vedere e sapere, la storia e il Patrimonio Unesco</title>
		<link>https://www.travelfar.it/portici-di-bologna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 09:18:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Partenza: Idee in valigia]]></category>
		<category><![CDATA[Alma Mater]]></category>
		<category><![CDATA[Archiginnasio]]></category>
		<category><![CDATA[basilica di Santa Maria dei Servi]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[casa Azzoguidi]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Isolani i]]></category>
		<category><![CDATA[casa Ramponesi]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera di Santa Lucia]]></category>
		<category><![CDATA[La Dotta]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo Grassi]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo Poggi]]></category>
		<category><![CDATA[piazza Maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[Porta Saragozza]]></category>
		<category><![CDATA[portico dei Servi]]></category>
		<category><![CDATA[Santuario della Madonna di San Luca]]></category>
		<category><![CDATA[Strada Maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[via Indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[via Zamboni.]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.travelfar.it/?p=10935</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si fa presto a dire portico. Che in fondo, si potrebbe obbiettare, è solo un pezzo di casa che sporge. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/portici-di-bologna/">Portici di Bologna: cosa vedere e sapere, la storia e il Patrimonio Unesco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Si fa presto a dire <strong>portico</strong>. Che in fondo, si potrebbe obbiettare, è solo un <strong>pezzo di casa che sporge.</strong> E che per stare in piedi ha bisogno di qualche colonna. Ma in realtà è molto di più. Almeno qui, Si perché i <strong>portici di</strong> <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cose-da-vedere-a-bologna/"><strong>Bologna</strong></a></span>, solo in centro storico, si <strong>allungano per 38 km</strong> mentre aggiungendo quelli fuori porta si <strong>arriva a 53 km</strong>. E <strong>non esiste al mondo un posto</strong> che ne abbia così tanti. Non solo: il portico che da solo è <strong>più lungo al mondo</strong> è sempre qui: misura <strong>quasi 3 chilometri e ottocento metri </strong>per <strong>666 arcate</strong>. E va da <strong>porta Saragozza</strong> fino alla cima del colle dove si trova il <strong>Santuario della Madonna di San Luca</strong>. Un simile patrimonio. ovviamente, deve essere valorizzato: ed è per questo che è stata ufficialmente proposta la candidatura dei portici di Bologna  per diventare Patrimonio Mondiale UNESCO.</div>
<div align="justify"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Nella-zona-di-via-Zamboni-con-antichi-affreschi.jpg" rel="lightbox[10935]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10943" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Nella-zona-di-via-Zamboni-con-antichi-affreschi-1024x626.jpg" alt="Portici-di-Bologna" width="1024" height="626" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Nella-zona-di-via-Zamboni-con-antichi-affreschi-1024x626.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Nella-zona-di-via-Zamboni-con-antichi-affreschi-300x183.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Nella-zona-di-via-Zamboni-con-antichi-affreschi-768x469.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Nella-zona-di-via-Zamboni-con-antichi-affreschi.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></div>
<h2 align="justify">I portici di Bologna: e la storia dell&#8217;Università</h2>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Un patrimonio che merita una bella gita ma che prima di partire obbliga ad una domanda: <strong>perché i portici</strong> di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cose-da-vedere-a-bologna/"><strong>Bologna</strong></a></span> sono stati costruiti? La risposta è semplice: per <strong>colpa degli studenti</strong>. Si perché l&#8217;Università, dopo la sua <strong>fondazione alla fine dell&#8217;anno Mille</strong> cominciò ad attirare studenti e professori. E servivano case. Così gli abitanti iniziarono ad <strong>ampliare i piani alti</strong> e i soffitti usando delle sorte di prolungamenti delle travi di sostegno, come fossero mensole, sulle quali costruire stanze nuove. Ma una <strong>sporgenza senza sostegno regge poco peso</strong>: così si iniziarono ad aggiungere delle colonne per impedire che questi &#8220;<strong>abusi edilizi&#8221; d&#8217;atri tempi</strong> crollassero miseramente al suolo. E divenne la prassi anche perché oltre a garantire più spazio abitativo i portici di Bologna iniziarono a fornire protezione dalle <strong>intemperie e dal sole</strong>. E spazi utilizzabili anche per le <strong>attività produttive</strong>.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">
<p>La riprova arriva dal fatto che <strong>nel 1288 il Comune stabilì</strong> che le case da costruire <strong>dovessero avere il portico</strong> mentre quelle esistenti lo dovessero aggiungere. Non solo: si stabilì anche che fossero <strong>spazi pubblici costruiti da privati</strong> e che avessero precise caratteristiche come quella di permettere il <strong>passaggio di un uomo a cavallo</strong> e di non essere invasi da proprietà private. Anche allora evidentemente piaceva trasgredire visto che sono arrivati sino a noi <strong>verbali di contravvenzione</strong> per cittadini poco rispettosi delle regole.Ma soprattutto sono arrivati sino a noi i portici. Alcuni, meta di una sosta nella nostra passeggiata,  sono antichissimi e addirittura <strong>in legno</strong> e mantengono <strong>lo stile originario</strong> visto che, è ovvio, i primi portici furono appunto in legno e solo in seguito rifatti in mattoni e  pietra.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna-Antiche-colonne-in-legno.jpg" rel="lightbox[10935]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10946" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna-Antiche-colonne-in-legno-1024x523.jpg" alt="" width="1024" height="523" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna-Antiche-colonne-in-legno-1024x523.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna-Antiche-colonne-in-legno-300x153.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna-Antiche-colonne-in-legno-768x392.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna-Antiche-colonne-in-legno.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>Le vecchie colonne in legno</h3>
<p>Uno dei più celebri è il portico di <strong>Casa Isolani</strong> in <strong>strada Maggiore</strong>. E&#8217; altissimo e antico: si innalza infatti per <strong>9 metri</strong> e sostiene un allargamento del palazzo che si trova al terzo piano. E&#8217; antico perché risalirebbe alla <strong>metà del 1200</strong> con travi in legno e lo dimostra  lo <strong>stile romanico-gotico</strong>. Tutto di legno era anche il portico di <strong>palazzo Grassi</strong> in <strong>via Marsala</strong> ma nei primi anni del &#8216;900 la struttura molto danneggiate venne restaurata e rimasero solo poche colonne in legno che si vedono ancora oggi. Da ricordare, tra gli otto portici ancora in legno quello di <strong>casa Azzoguidi</strong> in via San Nicolò, che risale al 1300, e di<strong> casa Ramponesi</strong> in via del Carro.</p>
<p>Ma quali sono gli altri tratti di portici di Bologna che meritano di essere visitati in una passeggiata speciale sotto le volte affacciate sulla strada della città? In una città come <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cose-da-vedere-a-bologna/"><strong>Bologna</strong></a></span> detta <strong>la Dotta</strong> non si può che partire dai <strong>portici della zona universitaria</strong> come quelli di<strong> via Zamboni.</strong> In questa strada nel cuore del centro si trovano portici tra di loro molto diversi ma che rappresentano il meglio di quelli costruiti nel <strong>Settecento</strong>. Tra quelli più importanti quelli che si trovano davanti a <strong>palazzo Poggi</strong>. Oggi sede della Università di Bologna, l&#8217;<strong>Alma Mater.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Piazza-San-Francesco.jpg" rel="lightbox[10935]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10944" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Piazza-San-Francesco-1024x548.jpg" alt="" width="1024" height="548" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Piazza-San-Francesco-1024x548.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Piazza-San-Francesco-300x161.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Piazza-San-Francesco-768x411.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Piazza-San-Francesco.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Il Pavaglione: lo struscio vicino al mercato di un tempo</h4>
<p>Un altro tratto di porticato da percorrere certamente è quello chiamato <strong>Pavaglione</strong> che si trova da <strong>via Farini a via De&#8217;Musei.</strong> Qui si trova <strong>l&#8217;Archiginnasio</strong>, prima <strong>sede dell&#8217;Università.</strong> Il nome deriva curiosamente da una contrazione di una parola dialettale che indica il termine perché in questo spazio protetto si commerciava anticamente. Ora è uno dei <strong>portici più centrali ed eleganti,</strong> è lungo 139 metri, con negozi di lusso e caffè famosi come il <strong>celebre Zanarini</strong>.</p>
<p>Se poi vorrete camminare a lungo e vedere vetrine svoltate verso <strong>via Indipendenza</strong>, la strada che da <strong>piazza Maggiore</strong> porta alla stazione. E&#8217; una lunga teoria di portici su entrambi i lati con alcuni alberghi di gran classe e negozi di ogni genere ma non per forza turistici. Anche per questo per molti una passeggiata lungo questa strada è una delle <strong>esperienze più tipicamente bolognesi.</strong></p>
<p>Concludiamo con alcune curiosità sui portici di Bologna: il <strong>più alto</strong> arriva a <strong>dieci metri</strong> e si trova in via Altabella. Ma d&#8217;altra parte qui si trova anche il palazzo dell&#8217;Arcivescovo e questo spiega la grandiosità. Al contrario il <strong>più piccolo</strong> si trova in una piccola strada chiamata, curiosamente,<strong> via Senzanome.</strong> Il portico è largo appena una novantina di centimetri.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Via-dei-Musei.jpg" rel="lightbox[10935]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10947" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Via-dei-Musei-1024x661.jpg" alt="" width="1024" height="661" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Via-dei-Musei-1024x661.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Via-dei-Musei-300x194.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Via-dei-Musei-768x496.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Portici-di-Bologna.-Via-dei-Musei.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Mercantini di Natale? No, per Santa Lucia</h4>
<p>Il più largo invece avvolge la <strong>basilica di Santa Maria dei Servi </strong>in <strong>strada Maggiore.</strong> Il portico prende il nome di <strong>portico dei Servi</strong> ed è amatissimo dai bolognesi: qui si tiene la <strong>Fiera di Santa Lucia</strong> e intere generazioni di bolognesi legano questo posto al Natale ben prima che arrivassero i<span style="color: #008000;"> <a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/mercatini-di-natale-piu-belli/"><strong>mercatini</strong> </a></span>importati dal nord. La <strong>Fiera si svolge qui dal XVI secolo</strong> e rivela ancora una volta il legame tra la città e i suoi portici. Che sono posti dove camminare, comprare, incontrarsi. Insomma vivere.</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/portici-di-bologna/">Portici di Bologna: cosa vedere e sapere, la storia e il Patrimonio Unesco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le cose da vedere a Bologna: i portici e i sapori della Grassa e della Dotta</title>
		<link>https://www.travelfar.it/cose-da-vedere-a-bologna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jul 2016 09:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Partenza: Idee in valigia]]></category>
		<category><![CDATA[Alma Mater]]></category>
		<category><![CDATA[Asinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Basilica di San Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Ducati]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Garisenda]]></category>
		<category><![CDATA[La Dotta]]></category>
		<category><![CDATA[La Grassa]]></category>
		<category><![CDATA[Lamborghini]]></category>
		<category><![CDATA[Maserati]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[San Petronio]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Via Piella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.travelfar.it/?p=2529</guid>

					<description><![CDATA[<p>Chiamatela pure “la Grassa”. Bologna non si offenderà. Anzi, con un sorriso bonario, vi offrirà pure un tortellino crudo da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/cose-da-vedere-a-bologna/">Le cose da vedere a Bologna: i portici e i sapori della Grassa e della Dotta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chiamatela pure “la Grassa”. <strong>Bologna</strong> non si offenderà. Anzi, con un sorriso bonario, vi offrirà pure un tortellino crudo da assaggiare. Proprio come per secoli hanno fatto le arżdåure &#8211; le massaie &#8211; numi tutelari dell’autoctono culto per la gola. Perché “<strong>la Grassa</strong>” per antonomasia, non si diventa per caso. Soprattutto quando sei anche “<strong>la Dotta</strong>”, culla <strong>dell’Alma Mater Studiorum</strong>, la più <strong>antica università d’Europa</strong>. E anche se può parer blasfemo è proprio da qui che si deve partire: dallo strano binomio di <strong>palato e intelletto</strong>, dalla disfida tra pandette e ricettari. Altrove sarebbe paradosso. Qui è la chiave per aprire la porta della città. Tanto che per scoprire cosa vedere a Bologna &#8211; magari partendo dai suoi portici che sono i più lunghi del mondo– basta seguire il filo sottile di saperi e sapori intrecciati per sperimentare l’abbraccio di quella che, come scrisse <strong>Francesco Guccini</strong>, uno dei suoi più celebri figli adottivi, “è una vecchia signora dai fianchi un po’ molli”. Ma che come poche altre sa stringerti tra i suoi “portici-cosce” di mamma affettuosa. E che conosce il sorriso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-piazza-Maggiore-e-San-Petronio.jpg" rel="lightbox[2529]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-2544 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-piazza-Maggiore-e-San-Petronio-1024x683.jpg" alt="Cosa vedere a Bologna - i portici della Grassa e della Dotta" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-piazza-Maggiore-e-San-Petronio-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-piazza-Maggiore-e-San-Petronio-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-piazza-Maggiore-e-San-Petronio.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Le cose da vedere a Bologna: partiamo da piazza Grande</h2>
<p style="text-align: justify;">Il punto di partenza per scoprire le cose da vedere a Bologna è <strong>piazza Maggiore</strong>, la piazza dei veri bolognesi, millenario palcoscenico di pietre e passioni dove si sono succedute esecuzioni e tornei, baruffe da mercato e chiacchiere infinite dei “biassanot” , i romantici nottambuli disposti a tutto pur di tirare l’alba. Ma anche la quinta, attonita e sgomenta, per l’ultimo concerto per <strong>Lucio Dalla</strong>. Lui, lo gnomo con il baschetto e il clarino, abitava a due passi, in <strong>via D’Azeglio</strong>, e ora poco più in là, sul grigio del pavè splende la stella dorata col suo nome. E’ un onore in perfetto stile Walk of Fame hollywoodiano ma il vero omaggio lo fa, piuttosto, il busker con la chitarra acustica che all’angolo strimpella “<strong>Piazza Grande</strong>”. I bolognesi, pigramente seduti al tavolini del <strong>caffè Vittorio Emanuele</strong> sotto il portico del <strong>Palazzo del Podestà</strong>, fanno finta di niente. Ma canticchiano sottovoce.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi, ospiti, intanto godiamoci la terragna imponenza della facciata di <strong>San Petronio</strong>: alla fine del 1400 doveva diventare la chiesa più grande del mondo. La protervia è un peccato: non c’è riuscita e neppure la facciata è stata mai conclusa. Per di più, ultima beffa, la cattedrale è un’altra, la vicina <strong>San Pietro</strong>. Ma poi, il bolognese, se ha da chiedere una grazia è a Petronio che si rivolge. E questo ripaga di tutto. Per noi invece è tempo di partire per il nostro viaggio sotto i portici della Grassa: perché questa è una città da conquistare passo dopo passo, facendosi portare dalla curiosità di scoprire cosa ci sia dietro l’angolo, sotto il cielo intonacato dei portici.</p>
<h3>Grassa, Dotta e accogliente: una storia antica</h3>
<p style="text-align: justify;">Diceva Guido Piovene che “le bellezze di Bologna sono segreti bene avviluppati e nascosti nelle sue pieghe prosperose”. Ecco perché allora la meta del nostro<strong> </strong>lento viaggio alla scoperta di cosa vedere a Bologna &#8211; e mangiare<strong> &#8211; </strong>non può essere che il Quadrilatero, quel reticolo di vicoli con nomi eloquenti come via delle <strong>Pescherie</strong>, delle <strong>Calzolerie</strong> o delle <strong>Caprarie</strong>. Guardatevi intorno: pare che “la Grassa” ancora si pavoneggi della sua golosa opulenza. E che, come scriveva nel 1500 un viandante milanese, “a <strong>Bologna</strong> si facciano i salsicciotti migliori che mai si mangiassero. E benedetto chi ne fu l’inventore”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-Linterno-della-osteria-del-Sole.jpg" rel="lightbox[2529]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2545" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-Linterno-della-osteria-del-Sole-1024x857.jpg" alt="Viaggio a Bologna sotto i portici della Grassa e della Dotta" width="1024" height="857" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-Linterno-della-osteria-del-Sole-1024x857.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-Linterno-della-osteria-del-Sole-300x251.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-Linterno-della-osteria-del-Sole.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Cose da vedere a  Bologna: il  culto del cibo</h3>
<p style="text-align: justify;">Le vetrine delle salumerie ostentano panoplie di insaccati, le muraglia di forme di formaggio che prende il nome dalla vicina <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/parma-e-le-terre-di-giuseppe-verdi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parma</strong></a></span> svettano come barricate saporite. E la ricetta del vero<strong> ragù</strong> è stata pure depositata dal notaio. Come dire: ciò che la tradizione ha unito, l’uomo non sciolga. Ma in fondo anche questo non sorprende. La <strong>scuola di giurisprudenza</strong> nacque nel 1088 proprio al centro di questa pianura e già nel Medioevo frotte di chierici e studenti si riversarono nella <strong>colta Bologna</strong> che all’epoca sfidava <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cose-da-vedere-a-parigi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parigi</strong></a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre le Alpi regnavano i maestri e la cultura teologica. Qui gli scolari e la legge civile. A voler modernizzare: democrazia e laicismo. Ma anche soldi. I duemila studenti che allora fecero grande una cittadina di appena trentamila abitanti rivoluzionarono l’aspetto delle strade e le regole dell’economia. Nacquero i <strong>portici</strong> e le case schizzarono verso il cielo. Quella che fu “<strong>grassa”</strong> e <strong>“dotta</strong>” divenne anche <strong>“la turrita</strong>”. Ora le torri superstiti sono poco più di venti e le più celebri sono la <strong>Garisenda</strong> e quella degli <strong>Asinelli</strong> – per visitarla mettete in conto <strong>498 gradini</strong> -, verticale baluardo sul limitare di <strong>strada Maggiore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma ci furono giorni in cui su quella che appariva come una <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-e-vedere-a-dubai/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dubai</strong></a></span> anzitempo svettavano<strong> cento grattacieli</strong>. E ognuna portava il blasone di una famiglia o di una corporazione. Le stesse che accatastavano ricchezze infinite spedendo insaccati ben oltre il contado, lontano nel mondo grande. E per farlo sfruttarono un’altra delle sorprese celate tra i portici di una città che pare piantata coi piedi per terra. Ma che in realtà nasconde un’anima liquida.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-la-finestrella-di-via-Piella.jpg" rel="lightbox[2529]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2546" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-la-finestrella-di-via-Piella-988x1024.jpg" alt="Viaggio a Bologna sotto i portici della Grassa e della Dotta" width="988" height="1024" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-la-finestrella-di-via-Piella-988x1024.jpg 988w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-la-finestrella-di-via-Piella-290x300.jpg 290w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-la-finestrella-di-via-Piella.jpg 1300w" sizes="(max-width: 988px) 100vw, 988px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Bologna: l&#8217;acqua e i motori</h4>
<p style="text-align: justify;">Per scoprirlo basta proseguire il percorso curioso tra<strong> le cose da vedere a Bologna </strong>fino ad affacciarsi ad una finestrella in <strong>via Piella</strong> o ad un balcone di via<strong> Capo di Lucca</strong>: per magia si svelano panorami quasi veneziani, dove gorgoglia l’acqua come accadeva nel Medioevo quando qui arrivavano sulle chiatte enormi blocchi di marmo. Le pietre squadrate servivano a innalzare palazzi come l’<strong>Archiginnasio</strong> o quello della <strong>Mercanzia</strong> mentre la corrente faceva girare le ruote dei mulini. L’industria viveva allora con la forza della natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Da allora tutto è cambiato. Ora esistono i motori: e l’apparentemente paciosa Bologna ne è diventata una delle capitali. Qui, sono nate la <strong>Ducati</strong> e la <strong>Lamborghini</strong>, qui si replicava quella gran sagra del rombo chiamata “<strong>Motor Show</strong>” ma la passione per il motore a scoppio ha forse il suo simbolo più emozionante in<strong> via De’ Pepoli</strong>, uno sghembo vicolo nel cuore dei rossi palazzi del centro. Sul muro di una casa come tante sta una targa e sembra l’inizio di una favola. “Qui il primo dicembre 1914 nacque la <strong>Maserati</strong>”, c’è scritto. E sopra sta il tridente, simbolo della Casa e, a suo modo, simbolo di Bologna. Visto che, a meno di trecento metri di distanza, di nuovo in piazza Maggiore, il <strong>gigantesco Nettuno</strong> in bronzo nudo e corrucciato che domina sulla città, stringe proprio in pugno la sua arma a molte punte. “Al Żigànt”, il gigante come lo chiama la gente, sta li dal 1565 nel punto dove si incrociavano le prime strade dei Romani che fondarono <strong>Bononia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-portici-di-via-Zamboni.jpg" rel="lightbox[2529]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2547" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-portici-di-via-Zamboni-1024x837.jpg" alt="Viaggio a Bologna sotto i portici della Grassa e della Dotta" width="1024" height="837" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-portici-di-via-Zamboni-1024x837.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-portici-di-via-Zamboni-300x245.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-portici-di-via-Zamboni.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Bologna:  le strade e le osterie</h4>
<p style="text-align: justify;">La città intanto è cresciuta ma lui, insonne, vigila e rassicura tanto che ogni studente, prima di un esame, dovrebbe per forza fare due volte il giro della fontana. Se il 18 sia garantito non si sa. Ma è bello crederci. Così come piacevole  andare avanti nel nostro vagare senza tempo tra le cose da vedere a Bologna e  perdersi nelle strade del vecchio <strong>ghetto ebraico</strong>, infilarsi in <strong>via dei Giudei</strong> o in <strong>via dell’Inferno</strong> dove un tempo ribolliva la bolgia dei fabbri. Mentre adesso questo dedalo di case color porpora è l’antiporta silenzioso alla frenesia della <strong>zona dell’Università</strong> con le piadinerie e i mille <strong>pub, librerie e graffiti,</strong> ritrovi e tante vita che palpita tra una lezione e un’ennesima notte raminga in giro per osterie, un tempo simbolo di un modo di vivere rilassato e molto invidiato.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando il termine movida doveva ancora nascere e Bologna era ancora “<strong>la rossa</strong>”. Un colore che, in ogni caso, resta nei suoi muri che in alcuni casi si intricano dando vita a monumenti unici come la magica <strong>basilica di San Francesco</strong>, un sovrapporsi apparentemente casuale di edifici, stili e suggestioni di <strong>sette chiese</strong> capaci di diventare una. Qui, nel corso dei secoli, si sono succedute le eredità del popolo che senza nulla sapere di una città “dotta” e “grassa” ben capiva però di vivere in una terra fortunata.</p>
<p style="text-align: justify;">Per noi, arriva poi il momento di ritornare sui nostri passi, verso le vecchie strade del mercato. Li, dal 1465, apre le sue porte <strong>l’osteria del <span style="color: #000000;">Sole</span></strong>, una mescita che profuma d’antico e sulle cui panche studenti e operai, docenti dell’università e avvocati hanno bevuto un bicchiere e mangiato un panino con la mortadella. Il solito Piovene, sostiene che “andare a <strong>Bologna</strong> è come farsi abbracciare dal caldo grembo materno“. Un grembo grasso. Che profuma di buono</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-Scorcio-di-piazzetta-Prendiparte.jpg" rel="lightbox[2529]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2548" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-Scorcio-di-piazzetta-Prendiparte-1024x711.jpg" alt="Viaggio a Bologna sotto i portici della Grassa e della Dotta" width="1024" height="711" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-Scorcio-di-piazzetta-Prendiparte-1024x711.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-Scorcio-di-piazzetta-Prendiparte-300x208.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-a-Bologna-sotto-i-portici-della-Grassa-e-della-Dotta-Scorcio-di-piazzetta-Prendiparte.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/cose-da-vedere-a-bologna/">Le cose da vedere a Bologna: i portici e i sapori della Grassa e della Dotta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
