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Portici di Bologna: cosa vedere e sapere, la storia e il Patrimonio Unesco

Portici di Bologna: cosa vedere e sapere, la storia e il Patrimonio Unesco

Si fa presto a dire portico. Che in fondo, si potrebbe obbiettare, è solo un pezzo di casa che sporge. E che per stare in piedi ha bisogno di qualche colonna. Ma in realtà è molto di più. Almeno qui, Si perché i portici di Bologna, solo in centro storico, si allungano per 38 km mentre aggiungendo quelli fuori porta si arriva a 53 km. E non esiste al mondo un posto che ne abbia così tanti. Non solo: il portico che da solo è più lungo al mondo è sempre qui: misura quasi 3 chilometri e ottocento metri per 666 arcate. E va da porta Saragozza fino alla cima del colle dove si trova il Santuario della Madonna di San Luca. Un simile patrimonio. ovviamente, deve essere valorizzato: ed è per questo che è stata ufficialmente proposta la candidatura dei portici di Bologna  per diventare Patrimonio Mondiale UNESCO.
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I portici di Bologna: e la storia dell’Università

Un patrimonio che merita una bella gita ma che prima di partire obbliga ad una domanda: perché i portici di Bologna sono stati costruiti? La risposta è semplice: per colpa degli studenti. Si perché l’Università, dopo la sua fondazione alla fine dell’anno Mille cominciò ad attirare studenti e professori. E servivano case. Così gli abitanti iniziarono ad ampliare i piani alti e i soffitti usando delle sorte di prolungamenti delle travi di sostegno, come fossero mensole, sulle quali costruire stanze nuove. Ma una sporgenza senza sostegno regge poco peso: così si iniziarono ad aggiungere delle colonne per impedire che questi “abusi edilizi” d’atri tempi crollassero miseramente al suolo. E divenne la prassi anche perché oltre a garantire più spazio abitativo i portici di Bologna iniziarono a fornire protezione dalle intemperie e dal sole. E spazi utilizzabili anche per le attività produttive.

La riprova arriva dal fatto che nel 1288 il Comune stabilì che le case da costruire dovessero avere il portico mentre quelle esistenti lo dovessero aggiungere. Non solo: si stabilì anche che fossero spazi pubblici costruiti da privati e che avessero precise caratteristiche come quella di permettere il passaggio di un uomo a cavallo e di non essere invasi da proprietà private. Anche allora evidentemente piaceva trasgredire visto che sono arrivati sino a noi verbali di contravvenzione per cittadini poco rispettosi delle regole.Ma soprattutto sono arrivati sino a noi i portici. Alcuni, meta di una sosta nella nostra passeggiata,  sono antichissimi e addirittura in legno e mantengono lo stile originario visto che, è ovvio, i primi portici furono appunto in legno e solo in seguito rifatti in mattoni e  pietra.

Le vecchie colonne in legno

Uno dei più celebri è il portico di Casa Isolani in strada Maggiore. E’ altissimo e antico: si innalza infatti per 9 metri e sostiene un allargamento del palazzo che si trova al terzo piano. E’ antico perché risalirebbe alla metà del 1200 con travi in legno e lo dimostra  lo stile romanico-gotico. Tutto di legno era anche il portico di palazzo Grassi in via Marsala ma nei primi anni del ‘900 la struttura molto danneggiate venne restaurata e rimasero solo poche colonne in legno che si vedono ancora oggi. Da ricordare, tra gli otto portici ancora in legno quello di casa Azzoguidi in via San Nicolò, che risale al 1300, e di casa Ramponesi in via del Carro.

Ma quali sono gli altri tratti di portici di Bologna che meritano di essere visitati in una passeggiata speciale sotto le volte affacciate sulla strada della città? In una città come Bologna detta la Dotta non si può che partire dai portici della zona universitaria come quelli di via Zamboni. In questa strada nel cuore del centro si trovano portici tra di loro molto diversi ma che rappresentano il meglio di quelli costruiti nel Settecento. Tra quelli più importanti quelli che si trovano davanti a palazzo Poggi. Oggi sede della Università di Bologna, l’Alma Mater.

Il Pavaglione: lo struscio vicino al mercato di un tempo

Un altro tratto di porticato da percorrere certamente è quello chiamato Pavaglione che si trova da via Farini a via De’Musei. Qui si trova l’Archiginnasio, prima sede dell’Università. Il nome deriva curiosamente da una contrazione di una parola dialettale che indica il termine perché in questo spazio protetto si commerciava anticamente. Ora è uno dei portici più centrali ed eleganti, è lungo 139 metri, con negozi di lusso e caffè famosi come il celebre Zanarini.

Se poi vorrete camminare a lungo e vedere vetrine svoltate verso via Indipendenza, la strada che da piazza Maggiore porta alla stazione. E’ una lunga teoria di portici su entrambi i lati con alcuni alberghi di gran classe e negozi di ogni genere ma non per forza turistici. Anche per questo per molti una passeggiata lungo questa strada è una delle esperienze più tipicamente bolognesi.

Concludiamo con alcune curiosità sui portici di Bologna: il più alto arriva a dieci metri e si trova in via Altabella. Ma d’altra parte qui si trova anche il palazzo dell’Arcivescovo e questo spiega la grandiosità. Al contrario il più piccolo si trova in una piccola strada chiamata, curiosamente, via Senzanome. Il portico è largo appena una novantina di centimetri.

Mercantini di Natale? No, per Santa Lucia

Il più largo invece avvolge la basilica di Santa Maria dei Servi in strada Maggiore. Il portico prende il nome di portico dei Servi ed è amatissimo dai bolognesi: qui si tiene la Fiera di Santa Lucia e intere generazioni di bolognesi legano questo posto al Natale ben prima che arrivassero i mercatini importati dal nord. La Fiera si svolge qui dal XVI secolo e rivela ancora una volta il legame tra la città e i suoi portici. Che sono posti dove camminare, comprare, incontrarsi. Insomma vivere.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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