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	<title>Piemonte Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Piemonte Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Guida di Biella: cosa vedere in città e nei dintorni</title>
		<link>https://www.travelfar.it/guida-di-biella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2019 14:40:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p>“Biella tra l&#8217;monte e il verdeggiar de&#8217; piani”. A volte i poeti hanno il dono della sintesi, così <strong>Giosuè Carducci</strong> scatta la fotografia di quella &#8220;<strong>Bièla&#8221; piemontese</strong> che, nel Medioevo, dominò sulla pianura, protetta dall’abbraccio largo delle <strong>Alpi</strong> e del <strong>monte Rosa</strong> che, ancora oggi, fa capolino nelle belle giornate di cielo azzurro, per far capire chi comandi veramente e come la guida di Biella racconti sia il retaggio del lavoro dell&#8217;uomo sia i doni della natura.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-La-piazza-del-Duomo.jpg" rel="lightbox[10559]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10562" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-La-piazza-del-Duomo-1024x558.jpg" alt="guida di Biella" width="1024" height="558" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-La-piazza-del-Duomo-1024x558.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-La-piazza-del-Duomo-300x163.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-La-piazza-del-Duomo-768x418.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-La-piazza-del-Duomo.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Guida di Biella: la storia e la tradizione</h2>
<p>Biella è un <strong>ritratto di signora della provincia italiana</strong>: grazia, dettagli e operosità ne scandiscono le ore. Arte, natura e possibilità riempiono l’agenda del visitatore. Al <strong>centro del Piemonte</strong>, ad una <strong>ottantina di km da Torino</strong>, racconta la sua lunga storia con evidenti tracce del lascito medievale. Ed il <strong>battistero di san Giovanni</strong> con le sue forme mignon, sgranocchiate dal tempo, è il testimonial più riuscito di questa eredità oltre ad essere uno degli edifici più significativi del<strong> romanico piemontese.</strong> Costruito <strong>tra il VII e l&#8217;XI secolo</strong>, è a pianta centrale con quattro absidi semicircolari divise da lesene. Sopra la porta si trova un tipico esempio di quella che era l&#8217;arte del reimpiego di materiale antico: e infatti spicca un bassorilievo romano raffigurante Ercole con un cupido.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-centro.jpg" rel="lightbox[10559]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10567" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-centro-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-centro-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-centro-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-centro-768x432.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-centro.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Il benvenuto a Biella non può che partire da qui: nella<strong> città “piana”</strong> si trovano la basilica e il rinascimentale <strong>chiostro dedicato a san Sebastiano,</strong> mentre il barocco è rappresentato dalla chiesa della <strong>santa Trinità</strong>. Poi si sale ai piani alti. Sì, perché <strong>Biella è una magia a due piani</strong>, come molte delle città che provano a reggere il confronto con una cornice montuosa e maestosa. E allora ecco il <strong>borgo del Piazzo,</strong> un <strong>antico borgo medievale</strong> che corrisponde alla parte alta della città, raggiungibile con una <strong>funicolare</strong>. Centro di Piazzo è <strong>piazza Cisterna</strong>, un tempo sede del municipio e del mercato, con il Palazzo del Dal Pozzo, i portici medievali e la casa Teccio, una delle case più suggestive della città. Qui si trova anche la <strong>chiesa romanica di San Giacomo</strong> e vicino alla chiesa il <strong>Palazzo Gromo Ternengo,</strong> originario del XVI secolo e restaurato nell&#8217;800.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-la-parte-alta-della-città.jpg" rel="lightbox[10559]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10563" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-la-parte-alta-della-città-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-la-parte-alta-della-città-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-la-parte-alta-della-città-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-la-parte-alta-della-città-768x432.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-la-parte-alta-della-città.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>La città alta e quella bassa</h3>
<p>Poi, arriva il momento di lasciare andare le gambe e passeggiare per scoprire il centro della città, andando a zonzo fra <strong>palazzi signorili, portici e strade lastricate</strong>, lungo le quali si ritrovano le antiche porte che un tempo chiudevano l&#8217;accesso alla città alta e ridiscendere alla zona chiamata di <strong>Biella Piano</strong>, la zona ovviamente pianeggiante, attraversata da <strong>via Italia</strong> che è considerata la strada principale nel centro. E il <strong>cuore commerciale</strong> e i suoi edifici storici ospitano boutique e negozi ed è il posto giusto per fare una pausa rilassante in uno dei suoi tanti caffè magari a poca distanza dal t<strong>eatro Sociale Villani</strong>, cuore pulsante della cultura cittadina.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-parco-Burcina.jpg" rel="lightbox[10559]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10565" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-parco-Burcina-1024x643.jpg" alt="" width="1024" height="643" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-parco-Burcina-1024x643.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-parco-Burcina-300x188.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-parco-Burcina-768x482.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Il-parco-Burcina.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Dopo aver esplorato il centro la guida di Biella porta ad affacciarsi al territorio circostante che può vantare molte aree protette tra cui occorre sicuramente citare l&#8217;area dell&#8217;<strong>Oasi Zegna</strong> e il <strong>parco Burcina.</strong> Quest&#8217;ultimo è un&#8217;area protetta, ricca di <strong>boschi di oltre 57 ettari</strong> con una altitudine che va dai 500 ad oltre 800 metri. Oltre a proteggere il territorio questo è uno straordinario punto di osservazione: da qui si gode un ampio panorama dalla <strong>collina morenica di Serra</strong> alla <strong>pianura del Canavese</strong> fino alle <strong>risaie del territorio vercellese</strong>. Il punto da non perdere poi è la <strong>valle dei rododendri</strong> che si allarga per oltre due ettari e che a maggio, nel periodo della fioritura, offre uno spettacolo floreale unico.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Loasi-zegna.jpg" rel="lightbox[10559]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-10566 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Loasi-zegna-1024x576.jpg" alt="Guida di Biella" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Loasi-zegna-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Loasi-zegna-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Loasi-zegna-768x432.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Biella.-Loasi-zegna.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>L&#8217;oasi Zegna e i suoi sentieri</h4>
<p>Un altro capitolo dedicato alla guida di Biella e dei suoi dintorni è quello che presenta<strong> l&#8217;Oasi Zegna,</strong> una <strong>area naturalistica protetta nata negli anni &#8217;30</strong> dalla volontà dell&#8217;imprenditore <strong>Ermenegildo Zegna</strong> che volle proteggere una fetta di territorio offrendo anche alla gente della zona uno spazio per lo sport e il tempo libero. Per farlo si costruì una strada panoramica e si iniziò una complessa opera di riforestazione con oltre <strong>500mila tra conifere, rododendri e ortensie.</strong> Ora in quell&#8217;oasi, oltre ad avere una rete di sentieri per escursioni e camminate, si possono praticare molte attività sportive immersi nel verde dell&#8217;<strong>Alta Valsessera</strong>.</p>
<p>A non molta distanza da Biella poi si trova il <strong>santuario di Oropa</strong>, un luogo di devozione di particolare importanza dove ancora, dopo sei secoli, ogni anno <strong>arrivano oltre 800mila fedeli</strong> e pellegrini. Il suo patrimonio artistico è molto prezioso ma al cuore di tutto sta la famosa <strong>statua lignea della Vergine Nera</strong> che è il simbolo stesso del Santuario: è per lei che i pellegrini che affollano ogni giorno il santuario ed è a lei che le loro preghiere. Si trova conservata nella <strong>Basilica Vecchia,</strong> in un sacello decorato con splendidi affreschi del 14 ° secolo. Vicino al Santuario si trova il <strong>Sacro Monte con 19 cappelle</strong> che mostrano la vita della Vergine, con centinaia di statue multicolori e che rappresentano un esempio straordinario della devozione a partire dal 1600.</p>
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		<title>Viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe: tartufi e vini</title>
		<link>https://www.travelfar.it/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-langhe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 09:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Partenza: Idee in valigia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da un piemontese, rigoroso e austero, è la risposta che non t’aspetti: «Il segreto delle Langhe? E’ la luna. Qui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da un piemontese, rigoroso e austero, è la risposta che non t’aspetti: «Il segreto delle <strong>Langhe</strong>? E’ la luna. Qui certe notti è enorme e sembra che ti corra incontro, che ti si avvicini e ti scruti mentre viaggi sulle colline. E con la sua luce fa la magia». Non il tartufo o i mitici grappoli di <strong>nebbiolo</strong> e dolcetto, non il latte delle candide vacche o le impareggiabili <strong>nocciole gentili</strong>. No: la luna. Un convitato evanescente che non siede a tavola e non occhieggia dai menu. Ma che, lo diceva anche un fiero figlio di questa terra come <strong>Cesare Pavese</strong>, conta. Anzi: «bisogna crederci per forza». E allora crediamoci e guardiamo in alto e partiamo per un <strong>viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe</strong>, concediamo un ruolo alla luna e pensiamo che l’atmosfera, lo spirito di questi luoghi è fatto di alchimie strane che riguardano ogni cosa. In queste zolle benedette ovviamente anche i vini.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-i-borghi-tra-i-colli.jpg" rel="lightbox[3489]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3494" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-i-borghi-tra-i-colli-1024x336.jpg" alt="viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe" width="1024" height="336" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-i-borghi-tra-i-colli-1024x336.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-i-borghi-tra-i-colli-300x99.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-i-borghi-tra-i-colli.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe: il Barolo e gli altri</h2>
<p style="text-align: justify;">Ovvero, pare superfluo dirlo, <strong>dolcetto, barolo </strong>e<strong> barbaresco</strong>, i blasonati figli di vigneti talmente coccolati da parere gioielli sparpagliati come ornamenti ad ingentilire le colline. Il risultato è affascinante per lo sguardo di chi passa ma il bello è che tanta grazia e passione finiscono nelle bottiglie. Per chi assaggia la meraviglia raddoppia e permette di ritrovare le mille sfumature di questo pezzo di <strong>Piemonte</strong>. Che rivela tanti volti diversi. Cosi il <strong>dolcetto di Dogliani</strong> sarà estremamente diverso da ogni altro dolcetto ma anche all’interno della stessa zona &#8211; parliamo di pochi chilometri di distanza &#8211; sapori e profumi esprimeranno sfumature differenti. Che sia il terreno, il clima, l’esposizione al sole o la mano di chi lavora poco conta per noi. Quello che è bello fare è cercare di cogliere il maliardo balletto delle differenze.<br />
Sfumature che oggi fanno esplodere il sempre più fiorente<strong> turismo del vino</strong> che porta tanta gente qui per un viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe ma che non basta a fare dimenticare che qui, in un passato non troppo lontano, si faceva una vita grama di tanta fatica e pochi soldi, di lunghe ore di lavoro e fame arcigna. Quella che<strong> Beppe Fenoglio</strong>, un altro celebre autore di casa, raccontò in una sola parola: la malora.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-Grinzane-Cavour.jpg" rel="lightbox[3489]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3497" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-Grinzane-Cavour-1024x620.jpg" alt="viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe" width="1024" height="620" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-Grinzane-Cavour-1024x620.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-Grinzane-Cavour-300x182.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-Grinzane-Cavour.jpg 1186w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Erano gli anni in cui il vino era più che altro un liquido alimento e in cui la <strong>polenta</strong> era monotono pasto quotidiano per la gente dei campi che poteva contare, in alternativa, solo su minestrone e <strong>bagna cauda</strong>. Ora, per molti, questi piatti sono oggetto di compiaciuta ricerca gastronomica tanto che il <strong>peperone quadrato d’Asti</strong> e il cardo gobbo si sono trasformati, loro malgrado, in presidi da tutelare. Ma per i parsimoniosi langhetti di un tempo erano piuttosto l’unica rustica pietanza disponibile: perché si trovava nell’orto mentre la sola aggiunta erano le <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/acciughe-di-monterosso/" target="_blank">acciughe</a></strong></span> che arrivavano dalla <strong>Liguria</strong>: i cartunè, ovvero i carrettieri, portavano verso il mare il vino e riportavano indietro il pesce sotto sale. Per un rapporto antichissimo che seguiva le vie del sale aperte già ai tempi dei Romani.<br />
Poi, grazie al cielo, tutto è cambiato &#8211; a parte la luna che resta sempre quella. I vini hanno conquistato il blasone delle guide e le tavole del mondo che conta, il <strong>tartufo bianco</strong> d’<strong>Alba</strong> va all’asta come se fosse un quadro di Van Gogh &#8211; tra l’altro spesso le quotazioni tra i due non sono distanti- e un piatto di <strong>tajarin</strong> &#8211; magari con una sontuosa grattata di «trifula» &#8211; non è più prelibatezza esclusiva per il giorno di festa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-Cantina-di-Barolo.jpg" rel="lightbox[3489]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3496" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-Cantina-di-Barolo-1024x552.jpg" alt="viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe" width="1024" height="552" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-Cantina-di-Barolo-1024x552.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-Cantina-di-Barolo-300x162.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-Cantina-di-Barolo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe: i piatti della tradizione</h3>
<p style="text-align: justify;">«Oggi la cucina delle Langhe è molto ricca anche se, pare un paradosso, non nasce da materie prime in origine preziose», spiegano gli esperti e gli appassionati. «Il risultato sono piatti estremamente riconoscibili e tra questi spiccano ancora oggi, per importanza e carattere, le paste ripiene e le carni».<br />
Insomma: non solo vermigli calici panciuti colmi di <strong>nebbiolo</strong> o tartufi bianchi profumati d’autunno. Perché forse è meno noto ma da queste parte resiste un culto assai laico e terragno ma altrettanto radicato che, come tutti i culti, ha suoi rituali e i suoi officianti. Gli stessi che in un alba di gelo di fine dicembre si ritrovano col tabarro addosso per celebrare il bue grasso. No, non suoni irriguardoso: chi non crede deve solo salire a <strong>Carrù</strong> l’ultimo giovedì prima di Natale per un viaggio nella cucina e nei<strong> sapori delle Langhe</strong> e per capire cosa sia la <strong>Fiera</strong> dedicata a questi monumentali bovini. La razza è la pura piemontese, la stazza delle bestie evoca Suv a quattro ruote motrici e l’affezione della gente è da finale di Champions. Il tutto nella surreale oscurità prima dell’alba quando i ciclopici buoi vengono scaricati tra bruma e muggiti nella piazza del paese che trattiene il fiato. «Non si può capire se non si è gente di<strong> Langa</strong>», allarga le braccia uno dei tanti che alle 6 del mattino è già li, bastone di legno in pugno e cappello calato sugli occhi. A soppesare con lo sguardo del conoscitore quale sia il più bel bue da coscia del contado.<br />
«I buoi anticamente erano usati per il lavoro e solo a fine carriera venivano macellati. Oggi, ovviamente non è più così ma resiste l’abitudine di allevarli per la carne &#8211; spiega uno dei macellai che si aggirano per la fiera, che nel 2010 ha celebrato i 100 anni anche se pare abbia addirittura<strong> origini mediovali</strong>, a riprova di una tradizione che non si è persa neppure nei distratti giorni nostri. Non foss&#8217;altro per la prelibatezza di quelle carni destinate ai bolliti e a pantagrueliche costate. E davvero pare difficile immaginare una più saporita conclusione sulle tavole di una onorata carriera nei campi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-la-festa-del-bue-di-Carrù.jpg" rel="lightbox[3489]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3493" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-la-festa-del-bue-di-Carrù-1024x768.jpg" alt="viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe" width="1024" height="768" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-la-festa-del-bue-di-Carrù-1024x768.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-la-festa-del-bue-di-Carrù-300x225.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-la-festa-del-bue-di-Carrù.jpg 1037w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe: la sagra di Carrù</h4>
<p style="text-align: justify;">«Un tempo, nel giorno della fiera, si arrivava a Carrù a piedi, o al massimo sui carri, dopo avere viaggiato tutta la notte. Per questo per scaldarsi si beveva una<strong> tazza di brodo</strong> e si faceva <strong>colazione col bollito</strong>», svelano i camerieri delle<strong> osterie nel centro</strong> del paese che da appena dopo l’alba sono tutti esauriti, zeppi di curiosi e langhetti che brindano col dolcetto e si godono lesso, testina, gallina e cotechino ovviamente abbinati a «<strong>bagnet ross</strong>» e «<strong>bagnet verd</strong>». Per chi non si voglia negare nulla non manca anche la <strong>salsa al rafano.</strong> Sarà lo suggestione dell&#8217;ambiente, il freddo della levataccia o i profumi che filtrano dalla cucina: ma al momento giusto l‘istintiva diffidenza per una colazione così estrema lascia il posto ad un sano appetito.<br />
D&#8217;altra parte anche questo è un tuffo in una tradizione che forse, al di là dei panorami da ammirare in un viaggio nella cucina e <strong>nei sapori delle Langhe</strong>, è la vera grande ricchezza di una terra che per secoli ha dovuto fare i conti con scaramucce astiose, guerre di confine e sfruttamento da parte di una nobiltà distaccata e esosa. Tanto che ai tempi di Napoleone ci fu da queste parti chi si innamorò delle idee di libertà che arrivavano da oltre le montagne. Poi si tornò al <strong>Piemonte</strong> sabaudo ma la fatica del vivere restò quella. Abbinata ad una saporita cultura contadina che ancora si respira guardando le proposte dei ristoranti che coraggiosamente in alcuni casi si ostinano a proporre il menù: ovvero una decina di piatti dall’antipasto al dolce che vengono serviti in sequenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-i-colori-dellautunno.jpg" rel="lightbox[3489]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3495" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-i-colori-dellautunno-1024x572.jpg" alt="viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe" width="1024" height="572" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-i-colori-dellautunno-1024x572.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-i-colori-dellautunno-300x168.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nella-cucina-e-nei-sapori-delle-Langhe-i-colori-dellautunno.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un pranzo che diventerebbe coraggiosa scelta esistenziale altrove da qui, lontano da questi campi ordinati dove i <strong>borghi</strong> resistono appollaiati sulle <strong>cime delle colline</strong>, dove le strade hanno acciottolati sonori e colori caldi di mattoni mentre i vigneti sono allineati come eserciti ben addestrati ma con le foglie. Ben radicati figli di un sapere antico. Che sa anche trasformarsi in sapore. Stiamo parlando di una di quelle scorpacciate bonarie &#8211; qui si chiama <strong>«merenda sinoira</strong>» &#8211; che iniziavano al pomeriggio e finivano chissà quando e che spiegano, almeno un po’, perché ancora oggi tanti scelgano queste terre per un viaggio goloso, alla ricerca di una anima che non deve essere perduta. Soprattutto quando permette di assaggiare ricette che sono patrimonio strettamente locale. Che altrove si ignora. O peggio si trascura.<br />
Non solo consuetudini però, ma soprattutto affetto come quella di <strong>Luigi Einaudi</strong>, il secondo presidente della Repubblica. La sua famiglia, per traversie economiche, aveva dovuto vendere i possedimenti per permettergli di studiare e lui, appena ne ebbe la possibilità, ricomprò le<span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/in-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-piu-belle-cantine/" target="_blank"> terre e i vigneti</a></strong></span>, rimise in sesto le tenute ampliandole. E le ricomprò proprio qui, nella zona forse allora meno celebrata delle <strong>Langhe</strong> ma nei paesi dove era nato, a riprova di un legame speciale che è proprio di questa gente, abbarbicata a queste dolci colline e a questi appezzamenti squadrati.<br />
Forse, come spesso accade è il caso o forse, viene da pensare, il merito è davvero della luna. In certe sere di mezzo inverno e quasi primavera di cielo sereno, quando lo sguardo sorvola le colline durante un <strong>viaggio nella cucina e nei sapori delle Langhe</strong>, pare davvero essere straordinariamente vicina. E sembra essere sempre sul punto di sussurrare un segreto fondamentale.</p>
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		<title>In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 11:15:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori: a tavola]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Cantine]]></category>
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		<category><![CDATA[Strade del vino del Trentino Alto Adige]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo del vino]]></category>
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		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Wine resort]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno l&#8216;autunno porta molte cose: l&#8217;aria che si fa frizzante, la tavolozza della natura che cambia i colori, il desiderio di stare davanti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ogni anno l<strong>&#8216;autunno</strong> porta molte cose: l&#8217;aria che si fa frizzante, la tavolozza della natura che cambia i colori, il desiderio di stare davanti ad un fuoco a parlare. Emozioni certo, ma anche appuntamenti molto più concreti. Perché questa, è ovvio, è la stagione della <strong>vendemmia</strong>, dei <strong>vigneti</strong> carichi, della pigiatura. Del profumo di vino. Un aroma che da qualche anno ha conquistato sempre più appassionati. Ma non parliamo di sommelier e degustatori: no, pensiamo ai <strong>turisti del vino</strong>, la grande schiera di appassionati che scelgono di fare un viaggio scegliendo come mete cantine e <strong>aziende vinicole</strong>, wine resort e tenute. Cambia il nome ma la morale è sempre la stessa: si dorme con vista sui vigneti, spesso si sbircia nelle cantine e quasi sempre si può assaggiare e magari portarsi a casa qualche bottiglia. Per ricordare quelle notti e quelle atmosfere stappando nelle proprie case. Ecco allora perché è tempo di andare in <strong>vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine.<a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-panorama-della-Franciacorta.jpg" rel="lightbox[3458]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3475" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-panorama-della-Franciacorta-1024x491.jpg" alt="In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine" width="1024" height="491" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-panorama-della-Franciacorta-1024x491.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-panorama-della-Franciacorta-300x144.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-panorama-della-Franciacorta.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine: una nuova moda</h2>
<p style="text-align: justify;">Questo fenomeno, come detto, appare in forte crescita e se le prime a partire sono state le grandi aziende, spesso quelle il cui blasone ha contribuito a lanciare il nettare di<strong> Bacco</strong> tricolore nel mondo, ora ci sono anche medie e piccole realtà che attirano turisti. Con una ricetta pressoché imbattibile: atmosfera calda e accogliente, antiche sale che profumano di storia, <strong>splendidi pano</strong>rami e assaggi golosi. Una proposta che paga: secondo il sito winenews.it questo tipo di turismo già muove un <strong>giro d’affari</strong> da 5 miliardi di euro, attirando visitatori soprattutto dall’estero (gli stranieri sfiorano il 90%, in particolare dalla Germania, gli Usa e l&#8217;Estremo oriente). Ma il bello è che questi che sembrano grandi numeri sono, in realtà, una nicchia: gli addetti ai lavori dicono che il <strong>turismo del vino</strong> muove solo il 20% delle sue potenzialità. Quindi immaginate quanto ci sia ancora da fare.<br />
Ma quali sono le zone più battute? Al primo posto c&#8217;è sicuramente la <strong>Toscana</strong> &#8211; i marchi <strong>Brunello </strong>e<strong> Chianti</strong> sono tra i più noti al mondo &#8211; seguiti da Piemonte, Veneto e Friuli mentre al sud le regioni più dinamiche sono la <strong>Sicilia </strong>e la<strong> Puglia</strong>. Ecco allora una serie di indirizzi per andare in vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine, per  fermarsi a dormire e degustare. E godersi tutti i profumi dell&#8217;autunno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-aziende-vinicole-nella-natura.jpg" rel="lightbox[3458]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3476" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-aziende-vinicole-nella-natura-1024x587.jpg" alt="In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine" width="1024" height="587" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-aziende-vinicole-nella-natura-1024x587.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-aziende-vinicole-nella-natura-300x172.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-aziende-vinicole-nella-natura.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>Lombardi</strong>a uno degli indirizzi più noti, e più prestigiosi d&#8217;Italia, è quello dell&#8217;<strong>Albereta</strong> Relais &amp; Chateaux, il resort di 57 camere e suite immerso nelle colline della <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-in-franciacorta-la-terra-del-vino/" target="_blank">Franciacorta</a></strong></span> e della stessa proprietà delle vicine cantine Bellavista e Contadi Castaldi (e per gli appassionati non occorre dire altro). Il resort si trova circondato da vigne e giardini e la vista spazia sino ad abbracciare il vicino<strong> Monte Orfano</strong>, l’arco delle <strong>Alpi</strong> e il lago di <strong>Iseo</strong>. A disposizione poi una Spa, un ristorante gastronomico, un bistrot e molte coccole che si pagano. Le stanze qui partono da 260 euro a notte.<br />
E&#8217; invece più spostato verso l<strong>&#8216;Oltrepò</strong> il wine resort Prime Alture a <strong>Casteggio</strong> in provincia di Pavia. Si tratta di una tenuta posta sul 45° parallelo, specializzata in <strong>Pinot Nero</strong> e Merlot che offre 6 suite battezzate con il nome dei vitigni, oltre a degustazioni di vini ed alimenti del territorio.<br />
Spostandoci verso est si arriva alle <strong>Strade del vino del Trentino Alto Adige </strong>&#8211;  una delle destinazioni classiche per coloro che amano andare in vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine &#8211;  dove vale la pena di sostare a <strong>Castel Corba</strong>, su un&#8217;altura che sovrasta il comune di <strong>Appiano</strong>. L&#8217;edificio venne costruito agli inizi del XIII° secolo e ora ospita 48 camere dove si può vivere il sogno di dormire in una torre o tra i merli del <strong>castello</strong> dedicando il giorno alle visite ai <strong>vigneti</strong> sottostanti accompagnati da un enologo mentre le botti riposano in un bunker antiaereo scavato nella roccia. I prezzi partono a 110 euro per notte.<br />
Non vi basta il castello e volete di più? Allora osate un&#8217;isola, per la precisione Mazzorbo, non lontano da <strong>Torcello </strong>e<strong> Burano</strong>, dove si coltiva ancora la Dorona, una antica vite autoctona, in una vigna murata. Si sta a pochi minuti di minuti di vaporetto da <strong>piazza San Marco</strong> ma l&#8217;atmosfera è quella antica quasi dei tempi dei dogi. Si mangia in una osteria sul bordo della laguna e si dorme nelle stanze della tenuta padronale Venissa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-emozioni-autunnali.jpg" rel="lightbox[3458]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3477" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-emozioni-autunnali-1024x709.jpg" alt="In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine" width="1024" height="709" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-emozioni-autunnali-1024x709.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-emozioni-autunnali-300x208.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-emozioni-autunnali.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se invece volete rocce e pietre intorno a voi proseguite il cammino e puntate verso il <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> e i suoi colli dove si inerpicano i campanili dei borghi spettinati dalla bora. Qui si produce Pinot grigio e Chardonnay e si può scegliere come base la tenuta <strong>Lis Neris</strong>, un nome celebre nel campo della enologia del nord est. Ci sono quattro appartamenti nella casa padronale che si affaccia sulle <strong>Prealpi</strong> e si mangiano prodotti del territorio. Non si sa se sia vero: ma gli esperti dicono che il sapore della <strong>bora</strong> si trovi anche nel retrogusto del vino nel bicchiere.</p>
<h4 style="text-align: justify;">In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine: la Toscana la fa da padrona</h4>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; probabilmente la <strong>Toscana</strong> la regione che offre più indirizzi speciali per chi voglia andare in vacanza nei <strong>wine resort</strong> e nelle più belle cantine. Uno di questi è il Castello Vicchiomaggio, costruito nel 1400 in cima ad una collina che domina la valle di Greve, a soli 18 km da <strong>Firenze</strong>. Nel Medioevo il castello giocò un ruolo fondamentale nei conflitti tra Firenze e<strong> Siena</strong> e qui da sempre si è prodotto <strong>il vino</strong>. Per dormire ci sono camere, suites e appartamenti e c&#8217;è anche un ristorante ricavato nei saloni rinascimentali del castello. Ci si sposta di pochi chilometri ma si resta nel medioevo arrivando alla <strong>Badia a Coltibuono</strong>, un <strong>monastero del 1050</strong> anticamente dedicato all’ospitalità dei viandanti. Nel XV° secolo l&#8217;azienda ebbe un ulteriore sviluppo, sotto il patronato di <strong>Lorenzo de&#8217; Medici</strong>, e nel 1846 la fattoria divenne una delle principali della zona. Ora si dorme in stanze ricavate tra le antiche mura e si passeggia tra sale affrescate, nel chiostro e nel giardino rinascimentale. Infine a <strong>Monteriggioni</strong>, baluardo della <strong>Val D’Elsa</strong> cantato da Dante dove si dorme in un palazzo del &#8216;700 chiamato Castel Pietraio. Si beve <strong>Chianti</strong> ovviamente ma si assaggiano anche grappe e olio vicino a querce secolari ammirando la vallata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-Piemonte.jpg" rel="lightbox[3458]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3474" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-Piemonte-1024x683.jpg" alt="In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-Piemonte-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-Piemonte-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-Piemonte.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine: la Langa e il Piemonte</h4>
<p style="text-align: justify;">Bere un bicchiere di barolo leggendo qualcosa nella sala che fu la biblioteca del presidente <strong>Luigi Einaudi</strong>. Non è una fantasia strampalata ma la realtà per chi scelga le otto stanze e le due suites dei <strong>Poderi Einaudi</strong> e il loro relais per una vacanza nelle<strong> Langhe</strong>, intorno a <strong>Dogliani</strong>. La tenuta è ora gestita dei discendenti del presidente che fu costretto a venderla per pagarsi gli studi tornando poi a comprare quelle zolle, dove si coltiva <strong>Barolo, Barbera, Dolcetto</strong>, appena ne ebbe le possibilità. I mobili sono quelli originali della casa e godono di una vista eccezionale sul digradare delle dolci colline della<strong> Langa</strong>. Per chi voglia coccolarsi si può anche mangiare grazie ad un personal chef. Sempre nel cuore delle Langhe, a <strong>La Morra</strong>, si trova il Palas Cerequio Barolo Cru Resort una dimora immersa tra le vigne. Tutte le nove suite del Palas, ognuna con il nome di un cru di <strong>Barolo</strong>, sono dotate di un’area wellness ma quello che rappresenta qui il vino lo si capisce visitando il vicino <strong>Caveau del Barolo</strong> dove sono custodite oltre 6000 bottiglie dal 1958 a oggi, protette da un ambiente a temperatura e umidità controllate.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-natura-e-vigneti1.jpg" rel="lightbox[3458]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3478" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-natura-e-vigneti1-1024x690.jpg" alt="In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine" width="1024" height="690" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-natura-e-vigneti1-1024x690.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-natura-e-vigneti1-300x202.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-natura-e-vigneti1.jpg 1140w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Visitare il lago d&#8217;Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte</title>
		<link>https://www.travelfar.it/visitare-il-lago-dorta-da-omegna-a-san-giulio-fino-al-sacro-monte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Galli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 09:21:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari: Italia - Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Lago d'Orta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“E’ difficile convivere con un vicino ingombrante”, sorride Gaudenzio, fermando il rastrello fra le aiuole. Se quel vicino, poi, si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“E’ difficile convivere con un vicino ingombrante”, sorride Gaudenzio, fermando il rastrello fra le aiuole. Se quel vicino, poi, si chiama “Maggiore” come il lago, il perché è presto detto. E allora diciamolo: il Verbano è forse il dirimpettaio famoso, ma il <strong>lago d’Orta</strong> è tutta un’altra cosa. Da chiamare col suo antico nome: <strong>Cusio</strong>. Piccolo lago coraggioso, proprio come quel “piccolo mondo antico” che Antonio Fogazzaro immaginò fra Valsolda e Lugano, ma che poi la Tv, con la regia di Mario Soldati, ambientò su queste rive <strong>piemontesi</strong>, rendendole per sempre famose, nel film del 1941 con Alida Valli. Le coordinate del <strong>lago D’Orta</strong> sono importanti: non siamo ancora in Valsesia; non siamo lontani dalla <strong>val D’Ossola</strong>. Però, le definizioni “per esclusione” non piacciono alla gente del posto che, infatti, ti sciorina le sue “eccellenze”. Dal passato arrivano, santi, sacri monti, partigiani e un’”età del ferro” che ha concentrato nella zona i marchi mondiali più prestigiosi di casalinghi ed elettrodomestici. Scrittori, registi, monache, sportivi e perfino uno chef stellato come <strong>Antonino Cannavacciuolo</strong> hanno, invece, eletto, in tempi moderni, il piccolo Cusio come dimora. E per visitare il <strong>lago d&#8217;Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte</strong> tutte queste cose è meglio tenerle a mente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Pontile-sul-lago-a-Orta.jpg" rel="lightbox[2407]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2424" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Pontile-sul-lago-a-Orta-1024x699.jpg" alt="Visitare il lago d'Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte" width="1024" height="699" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Pontile-sul-lago-a-Orta-1024x699.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Pontile-sul-lago-a-Orta-300x205.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Pontile-sul-lago-a-Orta.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare il lago d&#8217;Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte: la storia</h4>
<p style="text-align: justify;">Ne capisci le ragioni ad <strong>Omegna</strong>, dove il lago sembra una piccola macchia d’inchiostro che si allarga appena rispetto alla “calligrafia” del fiume. Eppure, come diceva <strong>Gianni Rodari</strong>, fra i “vip” del <strong>Cusio</strong>, “In principio la terra era tutta sbagliata” e quindi a casa sua anche il fiume va al contrario. “La Nigoglia scorre in su e la legge la facciamo noi”, è scritto, in dialetto, sotto i portici del Comune: già, questo torrente non si immette nel lago, ma ne esce, corre verso nord e, attraverso le acque di <strong>Strona</strong> e <strong>Toce</strong>, va ad alimentare proprio quel ”grande fratello” del <strong>lago Maggiore</strong> che, quindi, anche al piccolo Cusio deve le sue acque. <strong>Omegna</strong> è un borgo con tante storie: non ci sono solo la cultura e la fantasia con Gianni Rodari, ma anche la storia, con il partigiano Filippo Beltrami, l’industria ferriera e il suo distretto e l’epopea di <strong>Lagostina</strong>, <strong>Girmi</strong>, <strong>Bialetti</strong> e <strong>Alessi</strong>. Qui una cascatella artificiale fa incontrare le acque del fiume e del lago ed il paese ruota tutto intorno a questo passaggio fiorito che da forma a Largo Cobianchi. Da un lato case colorate dai profili irregolari si snodano, fra portici e botteghe fino alla collegiata di Sant’Ambrogio di Piazza Beltrami che vanta affreschi del 1547 sui santi patroni del Cusio e poi giù fino alla casa di Rodari, al 56 di via Mazzini.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Omegna-laromanticapasserella.jpg" rel="lightbox[2407]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2417" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Omegna-laromanticapasserella-1024x552.jpg" alt="Visitare il lago d'Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte" width="1024" height="552" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Omegna-laromanticapasserella-1024x552.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Omegna-laromanticapasserella-300x162.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Omegna-laromanticapasserella.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’altro lato del paese lo profila una passerella sospesa sul torrente: un’invenzione moderna, che permette un gesto antico, quello di chiacchierare con chi, dalle case, si affacci ai balconi del retro, fra panni stesi e fiori al sole. Seguendo la passeggiata a picco sulla <strong>Nigoglia</strong> si arriva al “<strong>Parco della fantasia</strong>” che riesce a mettere insieme le invenzioni della “cosmogonia” di Rodari alla vocazione industriale di questo angolo fiero di Piemonte.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Museo-delle-produzioni-industriali.jpg" rel="lightbox[2407]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2420" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Museo-delle-produzioni-industriali-1024x737.jpg" alt="Visitare il lago d'Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte" width="1024" height="737" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Museo-delle-produzioni-industriali-1024x737.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Museo-delle-produzioni-industriali-300x216.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Museo-delle-produzioni-industriali.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare il lago d&#8217;Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte: le fabbriche</h4>
<p style="text-align: justify;">Lo chiamano “Forum” e, dal 1997, al posto dell’ex ferriera Cobianchi è un giardino incorniciato da una serie di negozi, bar ed esposizioni. A dare il benvenuto è la “linea” di Osvaldo Cavandoli, protagonista degli spot di <strong>Lagostina</strong> che aprì i battenti nella zona nel 1919. Negli anni Trenta è da qui che <strong>Bialetti,</strong> con la sua <strong>moka</strong>, insegnò a bere il caffè al mondo. Poco prima era arrivata, su a Cireggio, anche Girmi. Oggi i marchi sono tutti “esteri”, fusi o acquisiti. “Il sogno della gente era il posto fisso in fabbrica così si sono abbandonati mestieri più antichi, dal vino alla pesca”, spiega Enzo Lomaglio dalla bottega di famiglia, lungo la provinciale che si segue per visitare il<strong> lago d&#8217;Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte</strong>. “Questo è uno dei laghi più puliti d’Italia, eppure nessuno pesca per professione” chiude lui allargando le braccia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Il-centro-del-paese.jpg" rel="lightbox[2407]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2419" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Il-centro-del-paese-1024x684.jpg" alt="Visitare il lago d'Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Il-centro-del-paese-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Il-centro-del-paese-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Il-centro-del-paese.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare il lago d&#8217;Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte: il lago</h4>
<p style="text-align: justify;">Tutti però, prima o poi, giungendo sul <strong>Cusio</strong>, cercano la “star”, quella <strong>Orta</strong> che accarezza il lago, sporgendosi da una penisola ricca di vegetazione. Il paese ti da il benvenuto con i suoi tetti in ardesia scura. Un gomitolo di <strong>vicoli</strong> e scalette acciottolate ricama uno dei <strong>borghi</strong> più vezzosi del Belpaese. Niente auto. Solo piedi. E buone scarpe. Che servono davvero se, oltre a <strong>piazza Motta</strong> e al cinquecentesco <strong>palazzo della Comunità</strong> con il suo portico, si vogliono scoprire gli angoli più reconditi. Per chi non tema la stanchezza c’è la salita della “Motta” che conduce alla <strong>parrocchiale dell’Assunta</strong> che svetta sul centro. In paese chi ha qualche primavera in più misura la sua salute percorrendola almeno una volta al giorno. Se il fiato è corto si può fare uno stop a mezza via anche per sbirciare gli eleganti ambienti di <strong>palazzo Penotti Ubertini</strong> che da alcuni anni ospita mostre ed eventi aperti al pubblico nelle sue sale settecentesche. Tornati a “riva”, <strong>via Olina</strong> e<strong> via Bossi</strong> compongono il “budello” del centro. Il lago si scorge solo da alcuni vicoli che regalano una teoria di case barocche fra portali in bugnato, logge e cortili. Sul lungo lago <strong>i pontili dell’approdo</strong> sono trasformati in eleganti lounge bar, come all’Hotel San Rocco. Ma quando cala la sera il lago fermo si fa scuro. E visitare il lago d&#8217;Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte significa rallentare il passo, farsi prendere dal tempo dei luoghi. Assaporare anche il silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Il-centro-di-Orta-la-sera.jpg" rel="lightbox[2407]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2418" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Il-centro-di-Orta-la-sera-1024x661.jpg" alt="Visitare-il-lago-d'Orta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte---Orta-Il-centro-di-Orta-la-sera" width="1024" height="661" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Il-centro-di-Orta-la-sera-1024x661.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Il-centro-di-Orta-la-sera-300x194.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Orta-Il-centro-di-Orta-la-sera.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E allora ci si “ripara” fra le osterie di<strong> piazza Regazzoni</strong> e “in salotto”: <strong>piazza Motta</strong> è tutta un brulicare di bar. La notte qui è color miele con le luci del borgo che rivaleggiano con quelle <strong>dell’isola di San Giulio</strong>. Le barche beccheggiano pigre, in attesa dei turisti dell’indomani, e le panchine sulla riva sono un posto in prima fila con l’emozione. Per visitare il <strong>lago d&#8217;Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte</strong> e coglierne la suggestione questa panchina può essere un buon punto di partenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-vista-di-Pella-dallIsola-San-Giulio.jpg" rel="lightbox[2407]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2421" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-vista-di-Pella-dallIsola-San-Giulio-1024x684.jpg" alt="Visitare il lago d'Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-vista-di-Pella-dallIsola-San-Giulio-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-vista-di-Pella-dallIsola-San-Giulio-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-vista-di-Pella-dallIsola-San-Giulio.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare il lago d&#8217;Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte: l&#8217;isola</h4>
<p style="text-align: justify;">“Se ad Omegna si lavora, qui si prega e basta”, sintetizzano i marinai, pronti a regalarvi un “up grade” spirituale, sbarcandovi in 10 minuti sull’isola che “calamita santità”. Qui stava il barone Lamberto secondo <strong>Rodari</strong> ma, stando agli annali, vi era già sbarcato, nel IV d.C. secolo <strong>San Giulio</strong>, navigando a bordo del suo mantello per scacciare serpenti e draghi e fondare la sua centesima chiesa. Ci riuscì: la sua storia si ritrova nelle <strong>basilica romanica</strong> che porta il suo nome. Con la sua mole di pietra sembra “tenere a galla” l‘intera isola: tanto robusto l’esterno, tanto etereo è il suo interno fra affreschi barocchi ed un ambone in marmo nero del XII secolo, fra i capolavori da non perdere. Nel 1973, sull’isola, giunsero da Viboldone, fuori Milano, anche cinque<strong> benedettine</strong>: oggi sono una settantina e sono riuscite a costruire un piccolo ponte, profumato di mughetto, per circolare indisturbate fra i due edifici del monastero, anche durante il giorno che “spetta” ai turisti. Il loro convento non è aperto al pubblico, ma il<strong> laboratorio di restauro</strong> – fra <strong>arazzi</strong>, <strong>icone</strong> e libri antichi &#8211; è noto in tutto il mondo. Hanno studiato all’Opificio delle pietre dure di Firenze, o meglio: dalla Toscana sono venuti a tenere dei corsi a domicilio, data la regola della clausura. <strong>Clausura</strong>: quindi silenzio. Sull&#8217;isola oltre a un piccolo negozio che profuma d&#8217;antico c&#8217;è solo il ristorante San Giulio.  <strong>San Giulio</strong> ha un’unica strada: la chiamano “<strong>via del silenzio</strong>” e alcune massime impresse su insegne di ferro battuto aiutano la concentrazione, mentre le brume e gli scorci sul lago calmo e denso, completano la magia. Poco prima dell’imbrunire come Cenerentola, tutti in barca di nuovo ad <strong>Orta</strong>: perché sull’isola si è solo ospiti. E non si deve scordarlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Sacro-monte-Orta-interno-cappella.jpg" rel="lightbox[2407]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2422" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Sacro-monte-Orta-interno-cappella-1024x684.jpg" alt="Visitare il lago d'Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Sacro-monte-Orta-interno-cappella-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Sacro-monte-Orta-interno-cappella-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Sacro-monte-Orta-interno-cappella.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare il lago d&#8217;Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte: le statue</h4>
<p style="text-align: justify;">E allora che lo si vede: “Già stati al<strong> Sacro Monte</strong>?”, chiede il capitano della barca col sorriso di chi sa già come vanno le cose. “E’ la casa di San Francesco, noi qui siamo pervasi dalla santità”, scherza fra il serio e il faceto. Una mezz’ora di salita a piedi dal centro di <strong>Orta</strong>, o più comodamente in auto o con un disneyano trenino turistico, ed eccolo, il <strong>Sacro Monte di Orta</strong>. Fra i 50 complessi devozionali italiani di questo tipo, quello di Orta è l’unico dedicato al poverello di Assisi e non alla Passione di Gesù. “Perché lui è l’alter Christus”, spiega la guardia parco e con le sue sofferenze in vita ha rispecchiato ed incarnato il messaggio di Gesù. <strong>Venti cappelle</strong>, ognuna con uno stile, dal <strong>Rinascimento</strong>, al <strong>Barocco</strong>, al <strong>Rococò</strong>. Centinaia di affreschi e diorami con 376 statue in terracotta policroma, realizzati in quasi due secoli a partire dal 1583, concorrono a riprodurre “in 3D” la vita del santo. Ogni <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="http://orta.net/sacromonte/intro_it.html" target="_blank">cappella</a> </strong></span>sembra la puntata di un “reality”, fra <strong>statue a grandezza naturale</strong> che hanno fattezze molto realistiche. “Diciamo pure reali!”, precisa la guardia parco. Somigliano, anzi ritraggono, la gente dell’epoca che ispirò alcuni personaggi. A qualcuno andò bene, qualcuna, pare, si ritrovò troppo somigliante a un diavolo. Quel che conta , in fondo, è passare alla storia. In tutte le cappelle c’è una grata da cui ammirare le scene: simboleggia la <strong>Chiesa cattolica</strong> che è l’unico “filtro” per interpretare i vangeli, in contrasto con il credo protestante che “ridimensionava” il ruolo della Chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Sacro-Monte-cappella-XII-dettaglio.jpg" rel="lightbox[2407]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2423" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Sacro-Monte-cappella-XII-dettaglio-1024x863.jpg" alt="Visitare il lago d'Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte" width="1024" height="863" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Sacro-Monte-cappella-XII-dettaglio-1024x863.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Sacro-Monte-cappella-XII-dettaglio-300x253.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-il-lago-dOrta-da-Omegna-a-San-Giulio-fino-al-Sacro-Monte-Sacro-Monte-cappella-XII-dettaglio.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare il lago d&#8217;Orta da Omegna a San Giulio fino al Sacro Monte: la vista</h4>
<p style="text-align: justify;">“L’obiettivo dei <strong>Sacri Monti</strong> era insegnare per immagini e rinsaldare la fede”, aggiunge la guardia parco, “tanto più in epoca di <strong>Riforma</strong> e Controriforma”. L’idea era di portare “a domicilio” l’esperienza del pellegrinaggio ai luoghi sacri dato che raggiungere Gerusalemme non era impresa alla portata di tutti. “Li costruirono perché li volle la Chiesa e ne crearono sempre più perché piacquero alla gente”, spiegano dal parco che oggi, a prescindere dalla spiritualità dei visitatori – e sono circa 60mila l’anno -, è un vero giardino dell’anima fra oasi di silenzio che profumano di piante aromatiche e fiori. L’autunno è un buon periodo per la visita: c’è la <strong>festa di San Francesco</strong> mentre<strong> San Giulio</strong> ricorda la fondazione del convento. Tutto sembra fermo nel tempo. Eppure quegli occhi delle statue ti seguono e dopo secoli ti parlano di un messaggio ancora moderno. Lodare il creato e viverlo appieno. Affacciandosi dal viale Gaudenzio Ciana il panorama su<strong> Orta</strong> e <strong>San Giulio</strong> è, guarda caso, divino. Già, l’isola delle monache: in lontananza sembra ferma, quasi dipinta. Poi una finestra si muove. E si chiude sul mondo, mentre, forse, una porta si apre sull’anima.</p>
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