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	<title>Cassata Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Cassata Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Mangiare a Trapani: guida ai sapori della Sicilia e ai ristoranti migliori</title>
		<link>https://www.travelfar.it/mangiare-a-trapani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2016 09:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Quattro Stagioni: Mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non fidatevi delle apparenze. Seduti a tavola vi propongono la pasta con il pesto e vi raffigurate già scorci di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non fidatevi delle apparenze. Seduti a tavola vi propongono la pasta con il pesto e vi raffigurate già scorci di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/borghi-sul-mare-piu-belli-della-liguria/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Liguria</strong></a></span>. Poi incappando nel cuscus rabbrividite per la gaffe e vi correggete: “Scusate, ovviamente siamo in <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/le-cose-da-vedere-a-tunisi-dalla-medina-alle-spiagge/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tunisia</a></strong></span>”. Poi scoprite il<strong> tonno</strong> in tutte le salse: e vi pensate nel sud della <strong>Sardegna</strong>. Sbagliando ancora una volta.<br />
Siamo a <strong>Trapani</strong> invece, terra sospesa tra due mari e cento anime diverse, estrema punta della <strong>Sicilia</strong> benedetta dai numi del mangiare bene che qui si accaparrarono il meglio tra campi e onde. Creando ricette che magari citano piatti già mangiati altrove. Ma che quaggiù diventano speciali. E c’è un motivo per cui <strong>mangiare a Trapani i</strong> significa fare un viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché qui sono tante le popolazioni che si sono fermate, che l’hanno colonizzata. E, da questo punto di vista, arricchita. Così il cuscus è ovviamente un lascito <strong>arabo</strong> come la <strong>cassata</strong>, il pesto è traccia dei <strong>marinai di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-genova/">Genova</a></span></strong> che buttavano le ancore in porto ritornando dall’Oriente. Ma anche gli viaggiatori arrivati dalla <span style="color: #008000;"><strong>Spagna</strong></span>, per esempio, hanno fatto la loro parte insegnando lo scapece. E ancora, andando indietro nel tempo, le olive e l&#8217;origano le concessero in eredità i <strong>Greci </strong>arrivati dalle isole del <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-del-dodecanneso/"><strong>Dodecanneso</strong></a></span>. E pure i <strong>Fenici</strong>, solitamente bistrattati dalle nostre parti ovviamente filo-romane, ci fecero un bel dono: con la tecnica delle <strong>tonnare</strong> e la “coltivazione” del sale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-le-case-sul-mare.jpg" rel="lightbox[3545]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3547" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-le-case-sul-mare-1024x684.jpg" alt="mangiare a Trapani i sapori della Sicilia" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-le-case-sul-mare-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-le-case-sul-mare-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-le-case-sul-mare.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Mangiare a Trapani i sapori della Sicilia: gusti multietnici</h2>
<p style="text-align: justify;">Insomma, mangiare a Trapani i sapori della Sicilia vuol dire fare una esperienza <strong>multietnica</strong>”. E da un luogo che è estrema frontiera sul blu, ultimo balcone sporto su quel mare che presuntuosamente chiamiamo “Nostro” &#8211; ma che fu di tanti &#8211; non ci si potrebbe aspettare migliore lezione.<br />
Una lezione da ripassare camminando e respirando i profumi che filtrano dalle finestre del centro. Che per prendere il tempo alla città occorre proprio partire dalle strade acciottolate di questa fetta di terra protesa a tagliare le acque &#8211; <strong>Drepanum</strong>, l&#8217;antico nome latino, significa proprio “falce” &#8211; dove da un lato comoda sabbia invita al tuffo sotto l’ombra dei <strong>bastioni spagnoli</strong> mentre dall&#8217;altro si accalcano ciclopiche <strong>navi da crociera</strong> e aliscafi. In mezzo, lento e in apparenza sonnacchioso, batte un cuore barocco di pietra e tufo.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui è bello perdersi nei vicoli che sbucano poi nei viali orgogliosi dei palazzi sbrecciati e delle <strong>chiese austere</strong> mentre, poco più in la, la gente fa la coda per il pesce. Che più che fresco è vivo. Una consuetudine che si spiega anche con la piacevolezza delle<strong> ricette</strong>: che spremono tutta la ricchezza del mare più povero.<br />
Nelle case ancora oggi si mangia pesce almeno cinque volte alla settimana. “E in alcune anche tutti i giorni», spiegano al mercato raccontando che le preparazioni più comuni, quelle a cui i trapanesi sono più legati, sono spesso quelle a base di pesce azzurro, del pescato a basso costo. La<strong> pasta con le sarde</strong> e il finocchietto, le sarde «allinguate», i pescetti fritti per accompagnare la <strong>pasta all&#8217;aglio</strong>: l&#8217;offerta è grande. E il sapore pure. Anche se lo scontrino del mercato, alla fine, non fa male.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-i-vicoli-del-centro.jpg" rel="lightbox[3545]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3553" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-i-vicoli-del-centro-1024x684.jpg" alt="mangiare a Trapani i sapori della Sicilia" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-i-vicoli-del-centro-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-i-vicoli-del-centro-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-i-vicoli-del-centro.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Il cibo e i carretti siciliani</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma c’è anche chi osa di più: e per spiegare cosa significhi mangiare a Trapani i sapori della Sicilia tira in ballo quasi la filosofia: “Per capire la nostra <strong>cultura gastronomica</strong> pensiamo all&#8217;arte, in particolare ai <strong>carretti siciliani</strong>: si tratta di poche assi di abete che di per sè non valgono nulla. Ma che dopo essere state lavorate e colorate diventano pezzi unici e preziosi. La stessa cosa accade in cucina: le materia prime sono magari umili: ma manipolate attentamente e trattate con cura danno vita a preparazioni irresistibili e speciali”.</p>
<h4 style="text-align: justify;">I sapori della Sicilia: il cuscus</h4>
<p style="text-align: justify;">Semola e carretti, zuppa e assi di legno. Detto così paiono mondi lontani ma in fondo non sono altro che volti diversi di una <strong>cultura fiera e antica</strong>, stratificata e arricchita dal fatto che con le onde sono arrivate lingue e saperi diversi. Ma che soprattutto deve dire grazie a <strong>terra e mare</strong> che, bontà loro, sono sfacciatamente generosi. Al punto che un piatto mitico e in apparenza banale come il <strong>cuscus</strong> tutto congiura per renderlo speciale: l&#8217;incocciatura della semola, la cottura e soprattutto l&#8217;aggiunta del brodo di pesce. E poi, ultimo elemento, la mano di chi lo prepara. Che diventa l‘ingrediente segreto. Tanto che &#8211; anche questa è certificata vox populi &#8211; pare impossibile trovare due cuscus uguali in città. Potete immaginare quante differenze si possano scoprire andando ad assaggiarlo pochi chilometri più in la.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-Vista-di-Erice.jpg" rel="lightbox[3545]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3550" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-Vista-di-Erice-1024x638.jpg" alt="mangiare a Trapani i sapori della Sicilia" width="1024" height="638" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-Vista-di-Erice-1024x638.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-Vista-di-Erice-300x187.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-Vista-di-Erice.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Da Erice a San Vito lo Capo</h4>
<p style="text-align: justify;">Magari a<strong> Erice</strong>, che dall&#8217;alto della roccia sembra proteggere <strong>Trapani</strong> dalle bizze delle onde, o a <strong>San Vito Lo Capo</strong> dove al cuscus dedicano ogni anno a settembre addirittura un festival. E, pare ovvio, anche questo è multietnico così come arrivavano da lontano le genti sulle navi. Come i <strong>pescatori</strong> che ancora oggi è facile incontrare seduti a terra nei fondaci delle vecchie case di via Corallai mentre districano le reti prima di uscire al largo. Per fare inciampare in una muraglia di corda la galoppata guizzante dei <strong>tonni</strong>. I locali re dei tre mari. Si, tre, non due.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-salina-e-mulini.jpg" rel="lightbox[3545]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3548" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-salina-e-mulini-1024x602.jpg" alt="mangiare a Trapani i sapori della Sicilia" width="1024" height="602" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-salina-e-mulini-1024x602.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-salina-e-mulini-300x176.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-salina-e-mulini.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Mangiare a Trapani: i tre mari</h4>
<p style="text-align: justify;">Per incontrarli basta percorrere la strada che in pochi minuti porta dall’aeroporto al centro sfiorando la geometrica scansione delle <strong>saline</strong>. Vista dall’alto sembrano un quadro di Mondrian. Ma senza colori: solo declinato in tutti i bianchi possibili. Qui, 3000 anni fa i <strong>Fenici</strong> impararono che la vampa del sole sa creare piccoli diamanti evaporando il mare. Il vento poi soffiando sui <strong>mulini</strong> dava la forza per spezzare i cristalli e farli arrivare sulle tavole. Ora, è ovvio, quelle saline non sono più quella fonte di favolosa ricchezza che furono ai tempi dei mitici navigatori del<strong> Mediterraneo. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia  regalano ancora sapore. Mentre i colori si miscelano poco lontano dove il blu del mare diventa il bianco del sale per poi sfumare nel rosso del prelibato <strong>aglio di Nubia</strong>. Che a sua volta si inchina al giallo del <strong>melone di Paceco</strong>. Una tavolozza che non riguarda solo quelli vengono a mangiare a Trapani i sapori della Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-il-centro-barocco.jpg" rel="lightbox[3545]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3549" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-il-centro-barocco-1024x684.jpg" alt="mangiare a Trapani i sapori della Sicilia" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-il-centro-barocco-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-il-centro-barocco-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-il-centro-barocco.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2005 l’arrivo dell’<strong>America’s Cup</strong> ha regalato a Trapani nuova visibilità nel mondo e un rinnovato entusiasmo. La quinta naturale delle case di pescatori è stata così rimessa a nuovo, piccoli locali e aggraziati <strong>bed and breakfast</strong> sono spuntati a riempire di chiacchiere forestiere il silenzio dei vicoli, musica e divanetti di tendenza hanno arricchito lo struscio dei ragazzi nelle sere d’estate. Fino all’arrivo di nuovi <strong>voli low cost</strong> che hanno fatto nascere un turismo prima solo sognato.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure basta poi avere la fortuna di essere tra queste strade nella <strong>settimana di Pasqua</strong> per capire che nessun moderno volo senza fronzoli o nessun <strong>lounge bar</strong> potrà incidere la vera anima della città e di quest&#8217;isola che regala sempre <span style="color: #000000;"><strong>emozioni</strong>.</span> Che in quei giorni scende in piazza per la Processione dei Misteri. E dietro le venti statue di legno, portate a braccia dai massari con le casacche scure, da 400 anni sfilano tutti. Per un rito che racconta la <strong>Passione</strong> ma soprattutto un pezzo profondo <strong>dell’animo siciliano</strong>. Lo stesso spirito che si ritrova passeggiando in certi scorci del centro, dove i panni sono ancora stesi come un festone e dove la lenta cantilena del dialetto rimbalza dalle finestre. E dove viene naturale cercare l’ombra nelle giornate di sole prima di inseguire la salvezza di una granite da gustare tra le vecchie case.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-il-vecchio-mercato-del-pesce.jpg" rel="lightbox[3545]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3551" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-il-vecchio-mercato-del-pesce-1024x684.jpg" alt="mangiare a Trapani i sapori della Sicilia" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-il-vecchio-mercato-del-pesce-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-il-vecchio-mercato-del-pesce-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-il-vecchio-mercato-del-pesce.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il centro della città infatti nonostante tutto continua ad offrirsi come un piatto barocco da assaporare adagio, un fondale di pietra chiara che di colpo emerge dall‘acqua. Per coglierlo appieno percorrete nell’ora arancione del calare del sole il <strong>viale delle Sirene</strong> o arrampicatevi sulle <strong>mura di Tramontana</strong>. Già i nomi dei luoghi sembreranno sussurrarvi antiche favole di marinai e racconti di mareggiate feroci.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sarà lo spettacolo del tramonto poi a regalarvi l’emozione che non si scorda. Da qui, magari facendovi accompagnare dalla suadente dolcezza di un bicchiere di <strong>zibibbo</strong> è facile lasciarsi andare e perdersi nel gioco dei colori. In primo piano la <strong>Torre di Ligny</strong>, appollaiata sull’ultima zolla di terra e poi oltre, in appena sfuocate, le silhouette già in distanza di<strong> Favignana</strong> e delle altre isole.<br />
In quel momento, prima che cali la sera, in un lampo capirete cosa significa vivere dove la terra definitivamente finisce. E dove inizia il blu.</p>
<h4>Gli indirizzi dove mangiare bene</h4>
<p><strong>Cantina siciliana</strong><br />
In centro, nel vecchio quartiere ebraico un locale ormai storico che accoglie con un ambiente profondamente siciliano con maioliche colorate, oggetti del passato e pezzi di carretti. Anche la cucina è in stile con l&#8217;imperdibile cuscus e altre ricette tradizionali, Da provare la seppia.<br />
<em>Via Giudecca, 36</em><br />
<em>Tel. 0923 28673</em><br />
<em>Chiuso mercoledì</em></p>
<p><strong>Serisso 47</strong><br />
In un locale caldo e accogliente con volte in pietra in una  traversa di orso Garibaldi, non lontano dal porto un locale che rispetta la tradizione dei piatti storici trapanesi solo in parte adattati e alleggeriti. Materia prima selezionata con molta cura, il pesce in particolare, e servizio attento.<br />
<em>Via Serisso 47/49</em><br />
<em>Tel. 0923 26113</em></p>
<p><strong>Caupona Taverna di Sicilia</strong><br />
Un piccolo locale di fronte alla chiesa del Purgatorio dove si sceglie tra un ristretto numero di portate ma sempre di buona qualità. Primi e secondo di pesce con porzioni ricche e sapori netti. Piccola carta dei vini locali.<br />
<em>Via San Francesco D&#8217;Assisi, 32 Piazza Purgatorio,</em><br />
<em>Tel. 0923 54661</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-san-vito-lo-capo.jpg" rel="lightbox[3545]"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3552" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-san-vito-lo-capo.jpg" alt="mangiare a Trapani i sapori della Sicilia" width="1000" height="667" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-san-vito-lo-capo.jpg 1000w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Trapani-i-sapori-della-Sicilia-san-vito-lo-capo-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
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		<title>Cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia</title>
		<link>https://www.travelfar.it/cosa-vedere-a-palermo-tra-storia-e-gastronomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Aug 2016 11:05:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori: a tavola]]></category>
		<category><![CDATA[Ballarò]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo Vecchio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si può mangiare anche ascoltando. Certo, di solito, piatti e sapori si pregustano con gli occhi, si assaggiano con il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si può mangiare anche ascoltando. Certo, di solito, piatti e sapori si pregustano con gli occhi, si assaggiano con il naso. E si assaporano, infine, spalancando le labbra. Ma a <strong>Palermo</strong> no: prima si ascoltano. E anche se le parole sono incomprensibili poco male. Sono già una promessa. Quasi certamente mantenuta. “Forse vi riferite alle abbanniate, le grida di chi vende nei mercati. Sono come il nostro marchio di fabbrica”, racconta stupendosi di dovere spiegare una tale ovvietà Carmelo, fiero pescivendolo di<strong> Ballarò</strong>. Tutto intorno a lui, oggi e da sempre, rimbomba una nenia strascinata che profuma di antico e di scirocco, una cantilena che mescola salmastro e fichi d’India, <strong>palazzi di baroni</strong> e mattoni scrostati, sogni e la fatica del campare. “Ed è un modo per attirare i clienti”. Non pubblicità, quella no. Quella è roba moderna, asettica, che cerca di convincere. Qui in ogni grido, piuttosto, c’è una storia nata e già finita, un’allusione. Appunto, un assaggio di un sapore, quel nonnulla che serve per capire <strong>cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia </strong>“Forse anche per questo non c’è luogo dove avvicinare di più i gusti di questa terra che nei mercati. Ed ecco perché la gente li frequenta e li ama tanto. Perché sono lo specchio della città”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-teatro-Massimo.jpg" rel="lightbox[2925]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2944" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-teatro-Massimo-1024x546.jpg" alt="cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia" width="1024" height="546" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-teatro-Massimo-1024x546.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-teatro-Massimo-300x160.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-teatro-Massimo.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia: mercati e quartieri</h2>
<p style="text-align: justify;">Uno specchio sicuramente un po’ ossidato ai bordi: la <strong>Vucciria</strong>, storico luogo di commerci diventato mito con un quadro di Guttuso e ora mesto reticolo di palazzi sfondati; <strong>Ballarò</strong>, oggi il più ricco e popoloso; il <strong>Capo</strong>, o quel che resta delle bancarelle di <strong>Borgo Vecchio</strong>. Ogni <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/mercati-di-palermo/" target="_blank"><strong>mercato</strong></a></span> è un quartiere, ogni quartiere un volto della città. Fusi insieme diventano la <strong>Palermo</strong> che ti sorprende, che non ti aspetti. Ma d&#8217;altra parte è giusto così, perché <strong>Palermo</strong> è una città strana, spesso vittima di luoghi comuni e figlia di molti padri e di ancora più madri. Un posto che miscela in sé l’anima greca e quella araba, ricercatezza e sorprese, l’agrodolce importato dalla Persia e le melanzane eredità dai <strong>saraceni</strong>, le olive delle piane tinte di verde e i capperi testardamente sbucati tra i muri a secco, i pomodori sfrontati che sanno di sole. Fateci caso: non ci sono però pesci. E non è un caso: che a <strong>Palermo</strong> c’è il mare. Ma questa città diffida delle onde. “E’ vero, arrivando la prima cosa che si nota è una montagna”, ammettono i palermitani che senza pensarci all’acqua quasi sempre volgono le spalle. “Il vero centro della città è un incrocio di palazzi barocchi e il lungomare quasi non si vede”.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia: il mare che non si vede</h3>
<p style="text-align: justify;">Per il mare, la tintarella e l’ozio dell’estate si andrà a <strong>Mondello</strong>, tra sdraio, ristoranti leziosi e villette liberty. Per gustare il pesce a<strong> Sferacavallo</strong>, a riempirsi di trionfi di squame a prezzo fisso vicino ai gazebo. Il centro invece le onde le tiene lontane, le intravvede al massimo in fondo al telescopio di case di <strong>via Vittorio Emanuele</strong>. O allo sbocco di<strong> via Cassari</strong>: un passo indietro sei nella <strong>Vucciria,</strong> tra vicoli e ambulanti che vendono bocconcini fritti e panini rustici, un passo dopo sei di fronte al blu della Cala dove un tempo contrattavano mercanti pisani, arabi e normanni. Ora, senza fascino alcuno, svettano ciclopici traghetti e motoscafi che la salsedine minaccia e che non sono certo quello ti aspetti quando scorri una guida di <strong>cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia</strong>.<br />
“E’ un peccato, perché la <strong>Vucciria</strong> di un tempo era bellissima. Ora è una desolazione – lamentano in tanti– C’erano bancarelle e vita, negozi e cibo di strada. Ognuno aveva la sua specialità. Ora tutto quello resta solo sulla tela di Guttuso”. Una immagine idealizzata di umanità fremente che non ritrovi passando davanti ai sempre più sparuti pescivendoli di <strong>piazza Caracciolo</strong>. Poco più in là invece c&#8217;è chi fa la coda per un <strong>panino farcito con polmone</strong> e milza: bolliti e poi soffritti nello strutto vanno a farcire una pagnotta che, i gusti sono dogmi, c’è chi preferisce “schietta”, ovvero al naturale, oppure “maritata”, con l’aggiunta di ricotta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-banchi-di-un-mercato.jpg" rel="lightbox[2925]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2945" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-banchi-di-un-mercato-1024x683.jpg" alt="cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-banchi-di-un-mercato-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-banchi-di-un-mercato-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-banchi-di-un-mercato.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia: tra Street food e griffe di moda</h4>
<p style="text-align: justify;">Adesso si chiama <strong>street food</strong>, lo si nobilita con l’inglese. Per secoli, dai tempi dei macellai ebrei del ghetto, è stato piuttosto il cibo di chi non poteva sognare altro. E che spiegava la scelta anche con la necessità di riscaldarsi nei giorni di freddo invernale. Un freddo palermitano, sia chiaro. Anche quando lungo <strong>via della Libertà</strong>, davanti alle vetrine dei sarti del lusso globalizzato, le signore ostentano, sotto le palme, colli di pelo e gli uomini sciarpe e piumini, il sole resta sempre una carezza. E il brivido è al massimo quello della sorpresa di un nuovo scorcio oltre il portone di un palazzo, al di là del muraglione che toglie la prospettiva ad una piazza. Lungo <strong>via Maqueda</strong> o <strong>via Vittorio Emanuele</strong>, gli assi della croce barocca che disegna a volo d’uccello la città, o in una delle tante stradine dei quattro mandamenti che la formano dove, ad ogni passo anche il più distratto, percepisce di camminare su sedimenti di vite e frammenti di storia, ricordi di speranze e di giorni complicati. Ma d’altra parte qui hanno dominato, e mangiato,<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/sicilia-orientale-da-trapani-a-marsala/" target="_blank"><strong> fenici</strong> </a></span>e greci, arabi e svevi, francesi e spagnoli. E come ha scritto <strong>Roberto Alajmo</strong>, uno scrittore che qui è nato e insiste a vivere: “<strong>Palermo</strong> è una cipolla, è fatta a strati. Ogni volta che ne sbucci da sotto ne spunta uno diverso”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-Mondello.jpg" rel="lightbox[2925]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2946" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-Mondello-1024x568.jpg" alt="cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia" width="1024" height="568" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-Mondello-1024x568.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-Mondello-300x166.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-Mondello.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia: rumore di traffico e cannoli</h4>
<p style="text-align: justify;">Un’immagine questa che vale per molte delle tante facce di questa città nobilissima e popolana, difficile ma nello stesso tempo ossequiosa. Una città di viali e di vicoli. Proprio di fronte allo sfarzo da melodramma dorato del<strong> teatro Massimo</strong>, in una viuzza inondata dall’odore di kebab, convive il piccolo teatro dei pupi della famiglia Cuticchio cosi come gli stucchi e i velluti del <strong>caffè Spinnato</strong>, tempio nobile e borghese del <strong>cannolo</strong> e della <strong>cassata</strong>, stanno a una manciata di passi dalle graticole delle botteghe di <strong>Borgo Vecchio</strong>. Qui, sui marciapiedi sempre invasi di carrozzerie, gente e rumore, il vapore delle cucine improvvisate gareggia con il fumo dei motorini smarmittati. E il mare è a due passi: ma pare impossibile da raggiungere sempre un po&#8217; nascosto com&#8217;è da spigoli e angoli intrecciati e dalle facciate che paiono indecise. Perplesse se proseguire o cedere al vuoto che male si tollera come raccontano le  decorazioni delle chiese, simbolo del passare dei secoli e dei conquistatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-piazza-san-Domenico.jpg" rel="lightbox[2925]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2947" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-piazza-san-Domenico-1024x666.jpg" alt="cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia" width="1024" height="666" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-piazza-san-Domenico-1024x666.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-piazza-san-Domenico-300x195.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-piazza-san-Domenico.jpg 1180w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia: romanico e barocco</h4>
<p style="text-align: justify;">La cattedrale della <strong>Santissima Assunta</strong> lo accenna con parole di pietra: nasce moschea costruita sulle fondamenta di una basilica, e poi devia dal <strong>romanico normanno</strong> per imbizzarrissi nel gotico. Il risultato è un miscuglio che sembra inseguirsi come una spirale. E se <strong>Palermo</strong> piace e fa innamorare è forse proprio perché non si vergogna di essersi tanto concessa, di avere tanto vissuto.<br />
Le rughe, i segni ci sono tutti: ma poi si stemperano, con innata lentezza nella quotidianità di chi ha dalla propria la tolleranza dell’esperienza. Così i ragazzi, puntigliosi nel seguire le più effimere delle mode, scandiscono le notti bevendo birre e mangiando arancine senza curarsi troppo della immobile grandiosità barocca della chiesa di <strong>Sant’Ignazio all’Olivella</strong> mentre poco più in là persino i turisti spesso dimenticano di alzare la testa per ammirare le facciate dei palazzi seicenteschi che incombono sui <strong>Quattro Canti</strong>, la piazza che rappresenta il cardine della città e che finisce invece per ridursi solo ad un miscuglio chiassoso di auto, semafori, clacson e meste carrozzelle in attesa. Forse solo alla sera, quando viene il buio, un accenno di quiete invade i vicoli: i <strong>mercati</strong> ritirano le merci, le bancarelle, sempre più spesso gestite da uomini venuti da molto lontano, si spopolano.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-banchi-di-cibo-di-strada.jpg" rel="lightbox[2925]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2948" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-banchi-di-cibo-di-strada-1024x500.jpg" alt="cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia - banchi di cibo di strada" width="1024" height="500" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-banchi-di-cibo-di-strada-1024x500.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-banchi-di-cibo-di-strada-300x146.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Palermo-tra-storia-e-gastronomia-banchi-di-cibo-di-strada.jpg 2865w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Cosa vedere a Palermo tra storia e gastronomia: tra terra e mare</h4>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;ombra di silenzio sembra distendersi su questa città sfatta e fiera, che non abbassa mai lo sguardo anche se soffre. Con calma, con ritualità mediterranea, i <strong>palermitani</strong> e i turisti tra un po’ si spargeranno per la cena, per un rituale che poco conta se sceglierà la terra o il mare, il<strong> cibo di strada</strong> o l’accoglienza di una <strong>trattoria</strong>. Magari, come spesso accade una coppia di ragazzi coi capelli lunghi, la chitarra e uno zufolo passeranno a chiedere spiccioli e riempire la sala di note meticce. Ascoltate e mangiate insieme: sentirete voci e sapori che vengono da lontano. E ad ogni boccone, se fate attenzione, sembra di masticare la storia.</p>
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