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Guida del Dodecanneso: alla scoperta delle isole dell’Egeo

Guida del Dodecanneso: alla scoperta delle isole dell’Egeo

E’ stato conteso e conquistato da sempre e tra le sue scogliere si sono sfidati persiani e Macedoni, bizantini e Cavalieri di Rodi, soldati italiani e sultani ottomani. E anche per questo il Dodecanneso sarà anche composto da una manciata di isole spesso poco più grandi di scogli ma le sorprese che regala ogni incontro con le sue rive sono infinite. Già a partire dal fatto che Dodecanneso significa, “dodici isole”. Mentre in realtà le isole sono 63. Di cui solo 26 abitate (in alcuni casi da meno di dieci persone). Ecco allora perché la guida del Dodecanneso è in realtà un viaggio alla scoperta di qualcosa che si crede di conoscere. Mentre poi svela sempre un volto nuovo.

Questa collana di isole più vicina alla costa turca che a Atene offre infatti la possibilità di tuffarsi tra mare azzurro e sabbie candide, paesaggi vulcanici, imponenti siti archeologici, chiese che sembrano dipinte, castelli medievali e villaggi tradizionali dove il silenzio spesso totale. Ma dove le cicale non smettono mai di cantare. E tutto questo è pervaso da un antico mix di culture che, appunto, risentono della storia in apparenza infinita di questa terra che è stata la culla della vita dell’Egeo. E di conseguenza nell’Europa antica.

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Guida del Dodecanneso: Rodi e il ritorno al Medioevo

Rodi è un’isola dove il presente incontra il passato in un contesto unico. Spiagge infinite, vallate dove si incontrano di colpo villaggi di montagna e tanti monumenti: l’isola dei Cavalieri ha letteralmente tutto. Solo qui si può pensare che una macchina del tempo faccia viaggiare lungo la sua gloriosa storia che attraversa ventiquattro secoli. E sfiorando le mura della città vecchia il tempo sembra fare un salto a qualche secolo fa. Raramente altrove si ha la possibilità di passeggiare per i vicoli di un centro storico medievale e quella di Rodi è una delle città medievali meglio conservate d’Europa. Ma non solo storia: il terreno montagnoso svela scenari naturali inattesi mentre le località balneari della costa orientale sono i luoghi più suggestivi e romantici di Rodi. Che poi si fa vanto delle sue spiagge. Tante, diverse e sempre belle.

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Mito e scienza: la guida del Dodecanneso arrivano a Kos deve mettere insieme i racconti fantastici di Ercole e i ricordi del periodo di Esculapio. Questo perché l’isola di Kos è stata il crocevia di culture e civiltà, un luogo misterioso dove la bellezza della Grecia antica incontra l’eleganza esotica orientale e la raffinatezza d’Italia. La ricca storia di Kos è visibile in tutta l’isola attraverso il patrimonio di monumenti che tuttavia non devono fare dimenticare le spiagge di Tigaki e le onde dove fare surf a Mastihari.

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Guida del Dodecanneso: spugne e scalatori nel blu

Come si può poi dimenticare nella nostra guida del Dodecanneso della natura di Kalymnos che un tempo fu la capitale dei pescatori di spugne mentre ora attira arrampicatori da tutto il mondo? Merito ancora una volta di panorami straordinari che riescono a unire le grotte e le falesie al blu profondo dove ora ci si può sfidare con oltre 1300 vie di arrampicata. Ecco perché ora Kalymnos è il luogo del cuore di chi guarda verso l’alto anche se poi non si devi dimenticare ciò che sta sotto le onde. E qui si trovano grotte sottomarine, antichi relitti, vibranti scogliere che sprofondano tra tavolozze di colori e una ricca fauna. Da scoprire con una maschera, le pinne e il piacere di seguire le correnti.

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Quindi è la volta di Karpathos e Kasos, i posti giusti per lasciarsi andare alla passione delle tante feste popolari. Quelle dove si brinda con vino vigoroso e si balla in fila, fino a tardi. E la gente del posto sarà lieta di insegnarvi due passi e i segreti dei passi da ripetere al ritmo del bouzouki.

Gli dei sono di casa a Olympos

D’altra parte una leggenda di qui dice che i primi abitanti di Karpathos andarono fino alla casa degli dei per rapirli e portarli a vivere con loro nel paese che non a caso si chiama Olympos. Gli dei, dice il mito, si trovarono assai bene. E non potrebbe essere diversamente se si pensa alle acque cristalline di Kyra Panagia, alle strette viuzze lastricate del villaggio di Olympos, a quello straordinario balcone sul blu che è il Pyles e alle rocciose  tradizioni rispettate dalla popolazione locale.

La nostra guida del Peloponneso prosegue. E vi parla di Nisyros, un’isola catturato dai pirati, conquistata dai cavalieri e sottomessa dai turchi unica per il suo paesaggio vulcanico, le spiagge scure e le sorgenti termali.  Il contrasto tra i colori delle pietre laviche del vulcano e le case imbiancate a calce del Mar Egeo sicuramente vi stupirà, mentre gli scenari lunari del cratere saturo dell’odore di zolfo vi faranno sembrare in un mondo lontano.

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Guida del Dodecanneso: Patmos l’isola dell’Apocalisse

E poi nella nostra guida del Dodecanneso merita un posto particolare Patmos.  L’isola dell’Apocalisse che ospita uno dei borghi più belli del Mar Egeo ma anche incantevoli baie, spiagge da sogno e paesaggi mozzafiato. Il tutto in una atmosfera particolare dove sia i pellegrini sia chi cerca il piacere di una vacanza al mare troverà ciò che desidera. L’anima di Patmos ha un fascino particolare e un carisma unico. Ecco perché è una isola dove tutti poi desiderano tornare.

Non ci si stanca mai della bellezza. E la guida del Dodecanneso ha sempre una nuova pagina da svelare. Come accade quando si sbarca a Symi, una piccola isola a due passi da Rodi ma con una propria forte personalità dove le case colorate che si inerpicano sulle pendici della collina al tramonto sembrano lo scenario di una fiaba dove palazzi neoclassici e case abbandonate di vecchi capitani si mescolano tra cortili di ciottoli e mosaici avvolti dai fiori delle bouganville. A sera poi salite al Kalderimi, il ponte di pietra che collega le due parti del paese: è chiamato anche il Ponte dell’Amore. Se non vi batterà forte il cuore qui non accadrà mai più da nessuna altra parte.

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La farfalla che nuota nel blu

Astypalea ha la forma di una farfalla e uno dei candidi paesi più belli della Grecia. E come per magia, vista la collocazione, fa da ponte tra le Cicladi e il Dodecanneso. Delle Cicladi, Astypalea prende la classica architettura tradizionale: case bianche e finestre blu, mulini a vento in pietra e cupole azzurre, vicoli labirintici e cortili fioriti sparsi sul pendio della collina sotto il castello veneziano di Guerini. E il bello è che le sue spiagge, belle rilassanti, non sono mai troppo affollate. Perché la farfalla è ancora un piccolo segreto da scoprire.

Nella nostra guida del Dodecanneso ora è la volta di Leros, un’isola tranquilla e autentica, con basse colline e ampie baie nascoste. Un’isola da esplorare con calma, fermandosi ogni tanto a respirare il profumo delle spezie portato dal meltemi prima di salire al castello di Panagia e fermarsi sotto i mulini a vento. Da quassù tutta l’isola sembra svelarsi ma non è così. E basta scendere a Lakki, un tempo porto militare italiano, per trovarsi nelle surreali ambientazioni di un paese che sembra piovuto dal passato. Quando qui sventolava il tricolore. Il cammino per scorrere tutta la guida del Dodecanneso è ancora lungo: ci sono ancora le soste a Agathonisi, Arki, Pserimos e Telendos a spronarci a partire.

Quindi tocca  a Lipsi, un arcipelago in miniatura di isole deserte e scogliere che ancora non è stato troppo profanato dal turismo. Il carattere autentico dell’isola è evidente vagando tra le piccole case tradizionali dipinte nei toni del bianco e del blu o andando alla scoperta di baie e calette riparate con acque turchesi sotto i riflessi dei raggi scintillanti del sole.

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Guida del Dodecanneso: la fuga porta a Kastelorizo

Ma vogliamo chiudere con la più lontana da Atene e forse la più piccolo. E’ curioso ma il suo nome invece la racconta come la più grande. Kastelorizo è già Asia Minore ma è in realtà profondamente greca. Qui si viene per immergersi nelle acque cristalline della più grande grotta sottomarina del paese, per visitare ammirare le case in stile neoclassico del lungomare o gustare il pesce fresco dei pescatori nelle taverne dove il mare lo si può toccare. O forse come diceva Mediterraneo, il film girato qui, per perdersi. E farsi portare lontano dalla bellezza, dal meltemi e da tutte queste sfumature di blu.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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