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	<title>Po Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Po Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Guida dei Castelli di Parma più belli, un itinerario tra rocche e sapori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 16:17:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Arte e gola, melodramma e ricette. Parma è una delle poche città d&#8217;Italia dove stomaco e cuore vanno sempre d&#8217;accordo. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/castelli-di-parma/">Guida dei Castelli di Parma più belli, un itinerario tra rocche e sapori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Arte e gola, melodramma e ricette. <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-parma/"><strong>Parma</strong></a></span> è una delle poche città d&#8217;Italia dove stomaco e cuore vanno sempre d&#8217;accordo. Sulle cupole delle chiese esplode la forza degli affreschi di <span style="color: #000000;"><strong>Correggio</strong> </span>mentre nelle <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/i-ristoranti-di-parma-mangiare-nella-citta-del-prosciutto-e-del-formaggio/"><strong>trattorie</strong></a></span> si degustano prosciutto stagionato 24 mesi e <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/parmigiano-reggiano/"><strong>Parmigiano.</strong></a></span> Nei palchi del <strong>teatro Regio</strong> si soppesano gli acuti dei cantanti lirici  che omaggiano <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/parma-e-le-terre-di-giuseppe-verdi/"><strong>Giuseppe Verdi</strong> </a></span>e nel retropalco si affettano culatelli e si stappano bottiglie di lambrusco. Non basta? Allora pensiamo <strong>ai castelli di Parma</strong>,  alle storie del <span style="color: #000000;">Mondo Piccolo </span>di <strong>Giovannino Guareschi</strong> dove un pretone come <strong>don Camillo </strong>e un sindaco coi baffi come Peppone si azzuffano da mattina a sera. Ma fanno pace davanti ad un salame.</p>
<p style="text-align: justify;">E ancora le terre del <strong>Grande Fiume</strong>, i calanchi del <strong>monte Appennino</strong>, chiese romaniche e ricette diventate un mito. E ai palazzi dove il fantasma non fa mai paura. Il tutto in una terra fortunata dove si stratificano i lasciti dei signori che si sono succeduti, dai <strong>Farnese</strong> ai <strong>Landi</strong>, dai <strong>Rossi</strong> ai <strong>Pallavicino.</strong> Tutte stirpi di signori che hanno scritto la storia e lasciato una lunga teoria di castelli  che meritano la visita. Dopo la visita, per rilassarsi, c&#8217;è sempre la possibilità di una sosta golosa con un panino al prosciutto e una scodella di malvasia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Torrechiara.jpg" rel="lightbox[754]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-756" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Torrechiara-1024x728.jpg" alt="castelli di Parma - Torrechiara" width="1024" height="728" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Torrechiara-1024x728.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Torrechiara-300x213.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Torrechiara.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Castelli di Parma: il castello di Torrechiara</h4>
<p style="text-align: justify;">Come pied-à-terre per l’amante, è forse uno dei più clamorosi della storia. Sicuramente lo è tra i <strong>castelli di Parma</strong>. Si chiama <span style="color: #000000;">castello di<strong> Torrechiara</strong> </span>e fu costruito a metà del 1400 dal nobile <strong>Pier Maria Rossi</strong> per la bella Bianca Pellegrini. A vederlo per la prima volta è impossibile non identificarlo con il più classico castello delle favole: arcigni torrioni adagiati su <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vini-dei-colli-di-parma/"><strong>colline piene di vigneti</strong></a></span>, le montagne sullo sfondo, sale affrescate e una romantica loggia. E non a caso qui hanno girato <span style="color: #000000;"><strong>il film Ladyhawke</strong></span>. Una storia di amore, cappa e spada.</p>
<p style="text-align: justify;">A volere la rocca fu il <strong>nobile Rossi, </strong>conte di <strong>Berceto</strong> e marchese di San Secondo, che seppe unire le doti di guerriero a quelle di umanista. E sotto l&#8217;armatura batteva un cuore. Lo dimostra il fatto che questo capitano d’armi per i Visconti e gli Sforza finì per capitolare alle armi muliebri di Bianca Pellegrini. Così Rossi lasciò la moglie nel <strong>castello di San Secondo</strong> e per l’amante inventò questo gioiello di architettura militare diventato, buffo contrasto, alcova e tempio d’affetti. E la <strong>Camera d’Oro</strong>, affrescata splendidamente, rappresenta il trionfo dell’amore gotico in pittura.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, il <strong>castello di Torrechiara, </strong>monumento nazionale, è visitabile tutti i giorni tranne il lunedì, e altrettanto degna la visita al borgo che lo circonda. E ai ristoranti che si trovano a pochi passi. Qui, infatti, si produce la Malvasia, il tipico <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vini-dei-colli-di-parma/"><strong>vino bianco dei colli Parmensi,</strong></a></span> e a pochi chilometri si trova Langhirano, il cuore della zone del <span style="color: #000000;"><strong>Prosciutto di Parma</strong></span> Dop. Dopo una visita tanto amore può fare venire appetito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/fontanellato.jpg" rel="lightbox[754]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-757" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/fontanellato-1024x733.jpg" alt="Castelli di Parma - Fontanellato" width="1024" height="733" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/fontanellato-1024x733.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/fontanellato-300x215.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/fontanellato.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Castelli di Parma: la rocca di Fontanellato</h4>
<p style="text-align: justify;">Quasi novecento anni. E non sentirli. O almeno non farli troppo notare. Sembra infatti ancora pronta per la guerra e per sbeffeggiare gli assedianti la<span style="color: #000000;"><strong> rocca Sanvitale di Fontanellato</strong></span>. Che dal 1124, anno della edificazione della prima torre, troneggia nel centro del paese. C’è tutto quello che deve esserci: il fossato, il ponte – che fu levatoio – il mastio arcigno di merli con le torri. Persino una balconata per passeggiare protetti. E una serie di affreschi degni un grande museo. Si perché questo castello fu la dimora dei <strong>conti Sanvitale</strong> che l’abitarono, praticamente, fino a ieri. Ovvero al 1948 quando fu ceduto al Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei secoli i conti arricchirono la rocca di tesori: intorno al 1520, ad esempio, il conte Giangaleazzo e sua moglie <strong>Paola Gonzaga</strong> decisero di concedersi un regalo. E chiamarono il<strong> Parmigianino</strong> ad affrescare quella che da allora si chiama la sala di Diana e Atteone in onore delle figure dipinte dal maestro. Non solo: mescolati ai mobili antichi e ad altre opere si trova anche una scultura del Canova anche se forse la più grande meraviglia la provoca <strong>la camera ottica</strong>: si tratta di un impianto plurisecolare ricavato in una delle massicce torri dove, attraverso prismi e specchi si vede l’esterno in una immagine rovesciata.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa curiosa è che il fenomeno avviene in un stanza senza finestre. Per noi moderni abituati al cinema è una ovvietà: in passato quasi una stregoneria. Intorno alla rocca,<span style="color: #000000;"> il paese</span><strong>, </strong>piacevole da esplorare. Gli indirizzi che meritano una sosta sono diversi anche perché Fontanellato si trova in una zona baciata dagli dèi protettori dei golosi e dai <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cucina-tipica-di-parma/"><strong>protettori della cucina</strong></a></span>: qui si possono assaggiare la classica spalla cotta – da mangiare rigorosamente tiepida e tagliata al coltello- e la rara <span style="color: #000000;">spalla cruda di Palasone</span>. Si dice che questo salume sia stato codificato addirittura intorno all’anno Mille. Se sia vero non si sa: ma sicuramente anche la spalla, così come i <strong>castelli di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-parma/">Parma</a></span></strong>, i suoi anni li porta bene.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/castelli-di-Parma-Colorno.jpg" rel="lightbox[754]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-759" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/castelli-di-Parma-Colorno-1024x768.jpg" alt="castelli di Parma - Colorno" width="1024" height="768" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/castelli-di-Parma-Colorno-1024x768.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/castelli-di-Parma-Colorno-300x225.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/castelli-di-Parma-Colorno.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Castelli di Parma: la Reggia di Colorno</h4>
<p style="text-align: justify;">A pensarci oggi fa abbastanza sorridere: ma questa reggia nacque per la caccia alla volpe. Almeno; questo è quello che recitano i libri di storia che a questo palazzo, stretto tra le case di Colorno e i gorghi pigri del torrente Parma, hanno dedicato molte pagine. D’altra parte è logico: iniziata nel 1660 dal duca Ranuccio Farnese, <span style="color: #000000;">la <strong>reggia di Colorno</strong> </span>divenne nei secoli uno dei più importanti palazzi nobiliari d’Europa. E tra i più importanti tra i <strong>castelli di Parma</strong>. Prima di venire sconfitto dai mutamenti dei tempi e dai rovesci delle corti. Qui i Farnese chiamarono i più celebri architetti fino a quando, alla metà del 1700, arrivò Carlo di Borbone che iniziò a spogliarla dei suoi tesori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Borbone infatti, diventato re di Napoli, pensò bene di portarsi al sud buona parte delle ricchezze della reggia che tuttavia, ancora alla fine del ‘700, risplendette, grazie alle feste e agli sfarzi di <strong>Don Filippo di Borbone</strong> e della moglie Babette, figlia del Re Luigi XV. Furono gli anni degli ampliamenti, della ricchezza vestita da pietà cristiana. E intorno al palazzo nacque anche un convento. Questo periodo d’oro proseguì fino all’epoca napoleonica quando sul <strong>ducato di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-parma/">Parma</a></span></strong> regnò <strong>Maria Luigia D’Austria</strong>, seconda moglie austriaca dell’imperatore francese. Ma il ducato finì, arrivò il regno sabaudo e la reggia smise di brillare. Dopo decenni di abbandono solo nel 1978 si inizio il ripristino e ora la Reggia è un gioiello di storia e di sapori, una delle più splendide tra i castelli di Parma<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ospita infatti <span style="color: #008000;"><strong><span style="color: #000000;">Alma</span></strong></span><span style="color: #000000;">, la Scuola Internazionale Di Cucina Italiana che fu diretta da <strong>Gualtiero Marchesi</strong>. Qui dove si governava, ora si cucina. E da tutto il mondo si viene per imparare i segreti delle ricette italiane. D’altra parte i tesori del territorio non mancano. Così come le occasioni di compiacere il palato: non lontano da qui si trova il <strong>cuore del territorio del mitico culatello</strong>, il re dei salumi. Per sviluppare il suo sapore ha bisogno di estati afose e inverni umidi di brume. Forse, per un re, anche se dei salumi, sapere di avere anche una reggia vicina aiuta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Soragna-letto-Lupi-l.jpg" rel="lightbox[754]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-758" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Soragna-letto-Lupi-l-1024x768.jpg" alt="Castelli di Parma - Soragna" width="1024" height="768" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Soragna-letto-Lupi-l-1024x768.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Soragna-letto-Lupi-l-300x225.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Soragna-letto-Lupi-l.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Castelli di Parma: la <span style="color: #000000;">Rocca di Soragna</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Qui ci abita ancora un principe del Sacro Romano Impero con diritto di battere moneta. Ma la cosa curiosa è che lo si può incontrare tranquillamente ogni giorno uscire dal palazzo in bicicletta. La <strong>Rocca di Soragna</strong><span style="color: #000000;"> </span>è nata nel 1385 e da allora troneggia su questo paese della Bassa parmense con il suo grande parco e la caratteristica che ogni castello che si rispetti garantisce: il fantasma. Lo spirito residente, unico tra i <strong>castelli di Parma</strong>, è quello di <strong>Donna Cinerina</strong>, al secolo Cassandra Marinoni da Milano, uccisa dal cognato nel 1573. La poverina ovviamente non la prese bene: e da allora vaga per le sale del castello di Soragna lamentandosi. Tra l’altro si dice che sia particolarmente attiva quando qualcosa di brutto sta per accadere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma si sa: i fantasmi sono fatti cosi. Spettri a parte il palazzo merita la visita: le sale affrescate sono splendide e il parco concilia riflessioni rasserenanti. Quindi uscite e cercate una trattoria. Qui una volta la prassi erano lunghe merende a base di salame e <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/parmigiano-reggiano/"><strong>Parmigiano.</strong></a></span> Voi riprendete l’uso e mettetevi a tavola. La differenza tra l&#8217;uno e l&#8217;altro è, banalizzando all&#8217;estremo, che uno apprezza dopo la stagionatura mentre l’altro si consuma giovane. È una bella sfida. Per capire chi la vince ci vorranno senz’altro parecchie fette. Ma i <strong>castelli di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-parma/">Parma</a></span></strong> non hanno fretta.</p>
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