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	<title>Etruschi Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Etruschi Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba: cosa vedere, i paesi, Napoleone e la storia</title>
		<link>https://www.travelfar.it/guida-dellisola-delba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 10:11:34 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Strano destino: l&#8217;<strong>Imperatore</strong> qui c&#8217;è stato pochi mesi, palesemente controvoglia. E sempre sognando di andarsene. Eppure, ve lo conferma ogni <strong>guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba</strong>, non c&#8217;è angolo che non porti un suo ricordo, una sua traccia. Ecco perché in questi giorni in cui ricorrono i due secoli da quel fatale <strong>5 maggio</strong> in cui Napoleone “<strong>Ei fu</strong>”, è bello tornare  proprio qui. Nell&#8217;<strong>isola del ferro</strong> e di <strong>Bonaparte</strong>. Dove unire storia e voglia di andare.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Un desiderio che ci spinge verso la <strong>terza isola d&#8217;Italia,</strong> la stessa che, guardando la mappa, pare uno <strong>strano pesce</strong> con la testa rivolta alla <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-della-corsica-del-nord/"><strong>Corsica</strong></a></span> e la coda girata verso <strong>la Toscana</strong>. Con una curiosità in più: una fila di montagne corre lungo la spina dorsale dell&#8217;isola, e il suo punto più alto &#8211; il<strong> Monte Capanne</strong> &#8211; è esattamente dove sarebbe l&#8217;occhio del pesce.</div>
<div align="justify">Per arrivare sulla nostra<strong> isola a forma di pesce</strong> basta un&#8217;ora di traghetto da <strong>Piombino</strong> e durante il viaggio, appena si arriva in vista alla sua coda di roccia, ecco apparire una successione di <strong>baie sinuose e spiagge tranquille</strong>, sovrastate da pendii coperti di bosco. Per buona parte dell&#8217;anno appaiono deserte come rifugi sul mare. Sotto i quali luccicano i<strong> metalli.</strong></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Lisola-dallalto.jpg" rel="lightbox[12170]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12177 size-full" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Lisola-dallalto.jpg" alt="guida dell'isola d'Elba" width="1019" height="575" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Lisola-dallalto.jpg 1019w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Lisola-dallalto-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Lisola-dallalto-768x433.jpg 768w" sizes="(max-width: 1019px) 100vw, 1019px" /></a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">
<h2>Guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba: un pesce di metallo</h2>
<p>Si, perché già dall&#8217;antichità, <strong>l&#8217;isola d&#8217;Elba</strong> era conosciuta come un&#8217;<strong>isola di minerali.</strong> Ancora oggi le colline sono cosparse di <strong>cristalli lucenti</strong> che occhieggiano dalle pendici del <strong>monte Capanne</strong> dopo i mesi piovosi, come crochi in primavera. E all&#8217;estremità orientale dell&#8217;isola, nel comune di<strong> Capoliveri,</strong> si trova il <strong>monte Calamita</strong>. Il nome dice tutto: è, in pratica, una montagna con un <strong>enorme cuore di ferro</strong>. Al punto che, le leggende dicono, che sia in grado di<strong> deviare le navi</strong> e fare impazzire le bussole. Ovviamente non è vero.</p>
<p>Ma molte delle armi con cui le <strong>legioni romane</strong> conquistarono un impero furono forgiate col metallo scavato qui. Una storia di <strong>fatica e lavoro</strong> che proseguì dai tempi degli <strong>Etruschi</strong> sino agli anni &#8217;50 quando si cominciarono ad abbandonare gli scavi per <strong>puntare sul turismo</strong>. L&#8217;ultima miniera, la <strong>galleria del Ginevro</strong>, chiuse nel 1981. E il ferro rimase nella terra, nei ricordi e nel nome del suo porto più importante: <strong>Portoferraio</strong>.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12178" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio-1024x546.jpg" alt="Guida dell'isola d'Elba" width="1024" height="546" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio-1024x546.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio-300x160.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio-768x409.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Qui vivono 12mila dei <strong>32mila abitanti dell&#8217;isola</strong> ed è il punto di partenza di ogni <strong>vacanza all&#8217;Elba</strong>. Oltre che un luogo che intriga. La città si allarga dal porto verso l&#8217;<strong>anfiteatro naturale</strong> che la circonda e rivela, nel gomitolo del suo<strong> centro storico</strong>, la sua lunga storia. E lo smisurato <strong>bagaglio di leggende</strong>. Qui si cammina in salita in <strong>strade a scalini,</strong> ci si ferma in piazzette che si spalancano all&#8217;improvviso tra<strong> case colorate</strong> come i loro balconi fioriti e si respira<strong> l&#8217;aria di mare</strong>. La stessa che ricorda che, per il mito, qui sono sbarcati gli <strong>Argonauti</strong> ma anche, in realtà i pirati contro i quali <strong>Cosimo I de Medici</strong> innalzò mura e torri di guardia.</p>
<h3>L&#8217;imperatore Napoleone: esule e sovrano</h3>
<p>Ma il passeggero più importante che attraccò qui, lo sappiamo, è colui di cui in queste ore ricorre l&#8217;anniversario: <strong>Napoleone Bonaparte</strong>. L&#8217;imperatore arrivò il <strong>3 maggio del 1814</strong> con il titolo di “<strong>sovrano dell&#8217;isola</strong>”. E suona strano visto che si trattava di un esilio conseguenza di una batosta come quella della <strong>battaglia di Lipsia.</strong> Lui però, mantenne l&#8217;aplomb imperiale e ricevette con distacco il benvenuto ossequioso delle autorità che lo videro scendere dalla nave. Non rimase a lungo: <strong>solo 9 mesi.</strong></p>
<p>Ma sfogliando le pagine della guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba si capisce che lasciarono il segno. La sua presenza, di fatto, diede vita alla<strong> vocazione turistica dell&#8217;isola</strong> del ferro (un imperatore è davvero un <strong>ospite vip</strong>) e, in più, lui fece sforzi importanti per migliorare le strutture di quello che dopo i fasti imperiali di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-nei-dintorni-di-parigi-una-guida-da-saint-denis-a-versailles/"><strong>Versailles</strong></a></span> dovette sembrargli un triste scoglio. Anche se non poteva immaginare che poco dopo lo avrebbe atteso il vero esilio sull&#8217;isola di <strong>Sant&#8217;Elena.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-12179 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone-1024x475.jpg" alt="Guida dell'isola d'Elba" width="1024" height="475" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone-1024x475.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone-300x139.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone-768x356.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Scelse come abitazione la <strong>villa dei Mulini</strong>, strategicamente appollaiata <strong>sopra Portoferraio</strong>, da dove poteva controllare cosa accadesse in mare. E, secondo i maligni, sedersi su una panchina del giardino per guardare malinconicamente verso nord, verso la <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-francia/"><strong>Francia</strong></a></span> perduta. La casa fu poi ristrutturata su <strong>disegno di Bonaparte</strong> che scelse anche gli arredi che però si sono persi. Anche se i mobili di oggi sono antichi e fanno capire l&#8217;atmosfera. Da vedere poi è anche la <strong>villa San Martino</strong> dove visse saltuariamente e dove si trovano ancora molte <strong>stampe dell&#8217;epoca</strong> e vignette prese da giornali inglesi. Inutile dirlo: la <strong>stampa dell&#8217;epoca nemica</strong> non perdeva occasione per sbeffeggiarlo.</p>
<h4>Capoliveri e il monte di ferro</h4>
<p>Noi, invece rendiamogli omaggio, ma andiamo a vedere gli altri paesi di quest&#8217;isola. Che pur piccola sa proporre molti volti diversi. Uno dei più suggestivi è quello del <strong>paese di Capoliveri</strong>, sulle pendici del <strong>Monte Calamita</strong> e forse fondato dagli <strong>etruschi</strong> e poi colonizzato da marinai arrivati dalla <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-grecia/"><strong>Grecia</strong></a></span>, <strong>Fenici, Romani.</strong> Qui si viene per vedere i <strong>negozietti,</strong> mangiare nei tanti <strong>locali</strong> ma anche solo fare una passeggiata. E ne vale la pena.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12180" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri-1024x459.jpg" alt="" width="1024" height="459" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri-1024x459.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri-300x135.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri-768x345.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Le due luminose<strong> piazze centrali</strong> sono piene di caffè ma per avere un po&#8217; d&#8217;ombra e tranquillità basta infilarsi nella rete di strade fuori dalla <strong>via Roma.</strong> Qui non ci sono auto &#8211; è troppo stretta e ripida &#8211; solo <strong>vicoli silenziosi</strong> e gradini che portano su o giù attraverso <strong>archi di pietra</strong>, poi improvvise piazze illuminate dal sole con vista sull&#8217;incombente montagna magnetica o sul <strong>mare blu</strong> che pare di vetro. Volendo ci si può anche concedere una visita alla <strong>miniera del Ginevro,</strong> la galleria di magnetite più <strong>grande d’Europa</strong>. Ora le luci sono fioche ma si può scendere fino a <strong>-24 metri sotto il livello del mare</strong> con il casco giallo e la guida per scoprire cosa voleva dire estrarre ricchezza dalle montagne.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-12182 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro-1024x429.jpg" alt="guida dell'isola d'Elba" width="1024" height="429" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro-1024x429.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro-300x126.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro-768x322.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma siamo sul mare: e prima di dedicarci alla scoperta delle spiagge proseguiamo questo piccolo viaggio tra le altre pagine della guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba. Prossima tappa <strong>Porto Azzurro</strong>, prima porto di pescatori, poi avamposto militare imposto da <strong>Filippo III</strong> di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-in-spagna/"><strong>Spagna</strong></a></span> che fece costruire il <strong>forte Langone</strong>. Era davvero inespugnabile se esiste ancora ed è usato come <strong>carcere.</strong> Noi, placidamente, partiamo da <strong>piazza Matteotti</strong>, il cuore del paese da dove camminare verso la <strong>passeggiata Carmignani,</strong> ovvero il lungomare. Prima di arrivare alla <strong>spiaggia di Barbarossa</strong> scegliete uno dei tanti locali dove premiarvi con <strong>pesce fresco e vino bianco locale</strong>.</p>
<h4>Guida dell&#8217;Elba: Marina di Campo e la dolce vita</h4>
<p>Il viaggio prosegue, l&#8217;isola è piccola ma grande e di<strong> cose da vedere</strong> all&#8217;Elba ce ne sono tante. Spostiamoci quindi verso ovest e arriviamo a <strong>Marina di Campo</strong> dove meno forte è il legame con le miniere. E più evidente la <strong>vocazione del turismo</strong>. Quello che fu un <strong>paese di pescatori</strong> è diventato un po&#8217; <strong>il centro del turismo balneare</strong> grazie ad una delle<strong> spiagge più celebri</strong> e alla nascita di strutture di ogni tipo. Qui vengono le famiglie ma anche i giovani che vogliono locali dove <strong>tirare tardi.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12183" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia-1024x405.jpg" alt="" width="1024" height="405" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia-1024x405.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia-300x119.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia-768x304.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Ma tutti, prima o poi, si sfiorano <strong>sul lungomare</strong> tra bancarelle, locali e <strong>profumo di salsedine.</strong> E per i più avventurosi non dimenticate che da qui <strong>parte la barca</strong> che porta all&#8217;<strong>isola di Pianosa.</strong> E&#8217; stato un <strong>carcere duro,</strong> chiuso al mondo, e questo ha mantenuto un <strong>ambiente incontaminato</strong>: oggi, con precise regole e <strong>visite guidate</strong>, si scoprono resti romani e nella macchia mediterranea u<strong>ccelli e animali che esistono solo qui.</strong> Sotto il mare, poi, i fondali sono da urlo.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-12184 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare-1024x519.jpg" alt="guida dell'isola d'Elba" width="1024" height="519" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare-1024x519.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare-300x152.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare-768x390.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Marciana, il borgo tranquillo</h4>
<p>Ma la guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba lo ripete,<strong> il mare </strong>qui ovunque sa far battere il cuore. Per cui girando intorno e buttando l&#8217;occhio ognuno potrà trovare le <strong>spiagge più belle.</strong> O quelle più adatte a lui. Noi, per concludere questo per forza parziale viaggio tra le cose da vedere all&#8217;Elba attraversiamo la schiena del pesce e arriviamo a <strong>Marciana Marina.</strong> E&#8217; il <strong>comune più piccolo,</strong> un borgo che ha mantenuto buona parte del suo aspetto anche se ora, è ovvio, è ben lontano da quando era <strong>la &#8220;piccola <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-marsiglia/">Marsiglia</a></span>&#8220;</strong> da cui partivano le navi cariche di<strong> botti di vino dell&#8217;Elba</strong> da portare sulla terraferma. Sul lungomare ci sono <strong>locali dove rilassarsi</strong>, le sue piazzette sono dei salotti dove guardare e farsi guardare e le piccole frazioni, come <strong>Poggio</strong>, appoggiate al monte sono <strong>oasi di verde e tranquillità</strong>.</p>
<p>Il <strong>periplo</strong> e la <strong>guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba</strong> sono quasi conclusi: abbiamo sbirciato quasi ogni &#8220;angolo del pesce&#8221;. Una sosta prima di tornare a <strong>Portoferraio</strong> però facciamola a <strong>Procchio</strong>. Qui ci sono alcune <strong>belle spiagge</strong>, un po&#8217; di sistemazioni e ci si trova quasi al <strong>centro dell&#8217;isola</strong>. Da qui è facile partire per andare <strong>verso est e verso ovest,</strong> per esplorare l&#8217;interno o spiaggiarsi sul mare. <strong>Napoleone</strong>, lo abbiamo detto, scalpitava per salpare e tornare a guerreggiare. Noi, da una curva della strada che vede il mare pensiamo che si sta molto bene qui. E che sulla schiena del <strong>pesce chiamato Elba</strong> vorremmo andare molto avanti e molto a lungo nel blu.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-12185 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare-1024x278.jpg" alt="guida dell'isola d'Elba" width="1024" height="278" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare-1024x278.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare-300x82.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare-768x209.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Come arrivare: il traghetto da Piombino e non solo</h4>
<p>Per <strong>arrivare all&#8217;isola d&#8217;Elba</strong> occorre prendere il <strong>traghetto da Piombino</strong> che arriva a Portoferraio con una<strong> tragitto di circa un&#8217;ora,</strong> un&#8217;ora e un quarto. Ci sono diverse compagnie di navigazione e in estate c&#8217;è anche una tratta che collega <strong>Portoferraio a Bastia</strong> in <strong>Corsica</strong>. In passato erano stati anche garantiti dei <strong>voli con paesi europei e scali italiani</strong> con il piccolo <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.elbaisland-airport.it/"><strong>aeroporto locale.</strong></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Cosa vedere a Castellina in Chianti: il borgo, la storia, i dintorni</title>
		<link>https://www.travelfar.it/vedere-a-castellina-in-chianti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 15:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/vedere-a-castellina-in-chianti/">Cosa vedere a Castellina in Chianti: il borgo, la storia, i dintorni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p>Si viene per il vino, per la bellezza delle sue colline. Si viene per la storia che trasuda dalle pietre delle sue case. Oppure  per il patrimonio artistico. Quale che sia il motivo le cose da fare e vedere a <strong>Castellina in Chianti</strong> sono tante. E si cominciano a cogliere ben prima di essere arrivati. Infatti, già il viaggio verso questa cittadina di meno di <strong>3000 abitanti</strong> in <strong>provincia di Siena</strong> regala da subito mille suggestioni lungo i saliscendi delle<strong> colline del Chianti</strong> tra cui sembra quasi accoccolata. E da dove ha attraversato i secoli dovendosi difendere e proteggere.</p>
<h2>Le cose da sapere e da vedere a Castellina in Chianti</h2>
<p>Nell&#8217;XI secolo <strong>Matilde di Toscana</strong> cedette il comune di <strong>Salingolpe</strong> &#8211; come si chiamava un tempo Castellina &#8211; alla famiglia dei <strong>Conti Guidi.</strong> Per la sua posizione strategica tra <strong>Siena</strong> e <strong>Firenze</strong>, Castellina fu allora trasformata in una <strong>roccaforte</strong> e nel corso degli anni, mentre infuriavano le battaglie tra nord e sud, la <strong>città fu distrutta</strong>, ricostruita e fortificata più volte. E in una di questi rifacimenti pose la sua firma<strong> Giuliano da Sangallo</strong>, uno dei più grandi architetti ingegnere del <strong>Rinascimento,</strong> che disegnò la fortificazione dando l&#8217;assetto che ancora oggi si nota con le mura a forma di esagono e un camminamento che oggi è quasi sotterraneo e  che ancora colpisce: si chiama la <strong>via delle Volte.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte.jpg" rel="lightbox[11692]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11696" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte-1024x566.jpg" alt="" width="1024" height="566" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte-1024x566.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte-300x166.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte-768x424.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Fermatevi a buttare lo sguardo dalle feritoie che sbirciano sul <strong>panorama del Chianti</strong> mentre l&#8217;altro lato del passaggio è segnato da porte di cantine e di passaggi che paiono sempre segreti. Da qui si può proseguire lungo la parallela  <strong>via Ferruccio</strong>, la vera strada principale del paese di oggi, dove si trovano <strong>negozi, laboratori e locali</strong> dove fermarsi mentre si ammirano i palazzi dei potenti dell&#8217;epoca come il <strong>palazzo Banciardi</strong> e il<strong> palazzo Squarcialupi</strong>.</p>
<h3>I segni della guerra. E i reperti del passato</h3>
<p>Quindi passiamo senz&#8217;altro alla <strong>chiesa di San Salvatore</strong> che, purtroppo, durante la guerra, è stata devastata ma poi ricostruita e che ospita alcune <strong>opere rinascimentali importanti</strong> prima di<strong> salire alla Rocca</strong> e alla sua torre del XIV secolo, da cui si può godere di una splendida vista sulla città e sulla campagna ma non solo. All&#8217;interno, infatti, è ospitato il <strong>Museo archeologico del Chianti</strong> dove sono ospitati gli oggetti ritrovati nella zona circostante e che testimoniano la lunga storia di questo pezzo di <strong>Toscana.</strong> Abitata sin dalla più antica epoca. Nel museo, ci sono infatti <strong>resti dell&#8217;età del Bronzo, etruschi</strong> e ciò che resta del <strong>medioevo di Castellina</strong>. E il bello è che per entrare meglio in questa atmosfera sono disponibili dei video e delle postazioni interattive che avvolgono da subito il visitatore.</p>
<p>A questo punto una tappa per<strong> un calice di Chianti</strong> è doveroso prima di riprendere a scoprire cosa vedere a Castellina in Chianti e nei dintorni. La prima meta è <strong>Montecalvario</strong> che si trova a breve distanza, <strong>raggiungibile con una breve passeggiata.</strong> Qui nel 16° secolo fu trovata <strong>una tomba etrusca</strong> che purtroppo però nel corso dei secoli fu saccheggiata portando via gli oggetti di maggior valore ma resta comunque la struttura formata da quattro sale. Si dice che il <strong>carro etrusco che si trova nel museo</strong> provenga proprio da qui.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno.jpg" rel="lightbox[11692]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11697" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-1024x465.jpg" alt="" width="1024" height="465" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-1024x465.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-300x136.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-768x349.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Fonterutoli e la sua leggenda</h4>
<p>Uscendo poi da Castellina e seguendo la <strong>statale 222</strong> si arriva al borgo di <strong>Fonterutoli</strong> che storicamente era il confine<strong> tra Siena e Firenze</strong>. Per giustificare questo limite ovviamente c&#8217;è una <strong>leggenda che risale al 1200</strong>. Vuole il racconto che per trovare il punto dove fissare il confine le due città decisero di far partire, al canto del gallo, dal loro centro due cavalieri: dove si fossero incontrati li sarebbe stato il limite. Ma i <strong>fiorentini bararono</strong> lasciando un gallo nero senza cibo in modo che questi cominciasse a cantare prima dell&#8217;alba. In questo modo il fiorentino partì  per primo e percorse più strada arrivando a incontrare <strong>il senese proprio qui a Fonterutoli</strong>. Da allora il <strong>gallo nero</strong> divenne il simbolo della <strong>lega militare del Chianti</strong> e poi anche del vino <strong>Chianti classico.</strong></p>
<p>Storie a parte il borgo merita di essere visitato: quello che fu un castello è ora una villa e il borgo è stato restaurato dalla famiglia dei <strong>marchesi Mazzei</strong> che la possiedono da <strong>24 generazioni</strong> ed è ora una delle cantine più celebri della zona. Anche perché proprio un antenato della stirpe, <strong>Ser Lapo</strong>, firmò un <strong>documento nel 1398</strong> dove per la prima volta si parla di Chianti come vino. Voi visitate il luogo, fermatevi a mangiare se volete e poi visitate la<strong> necropoli etrusca di Poggino</strong> che si trova tra i boschi intorno. Quindi uscite oltre le case e guardate all&#8217;orizzonte. In fondo, se è sereno, si vede il <strong>campanile di Siena</strong>. E le colline del Chianti sono un abbraccio.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli.jpg" rel="lightbox[11692]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11698" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-1024x561.jpg" alt="vedere a Castellina in Chianti" width="1024" height="561" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-1024x561.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-300x164.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-768x420.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Come arrivare a Castellina in Chianti</h4>
<p>L&#8217;auto è sicuramente il modo più comodo e veloce. Arrivando da Nord e quindi da <strong>Firenze</strong> percorrere la <strong>superstrada Firenze- Siena</strong> uscendo a <strong>San Donato</strong>. Quindi seguire la provinciale 101.<br />
Da Sud, quindi da <strong>Siena</strong> sempre seguire la superstrada Firenze- Siena uscendo però a<strong> Badesse</strong> e poi immettersi sulla 222.</p>
</div>
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		<title>Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 07:51:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Partenza: Idee in valigia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Orvieto sta in alto, affacciata spavalda sulla rupe. O almeno così appare a chi distrattamente scivola sull’autostrada, a chi si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Orvieto sta in alto, affacciata spavalda sulla <strong>rupe.</strong> O almeno così appare a chi distrattamente scivola sull’autostrada, a chi si fa trasportare dal rombo sfacciato dei treni proiettile che rigano la piana. Ma voi non fatevi infinocchiare: la realtà è un’altra, il vero cuore della città è molto più in basso di quello che sembra, molto sotto il <strong>Duomo di Orvieto</strong>. E sta inciso nella roccia, protetto nel tufo, nascosto da una pietra che da sempre ha forgiato le case e regalato sicurezza. E che, materna, in passato ha conservato il cibo. “E’ così. Orvieto non sarebbe quella che è senza le sue caverne, le cantine e i cunicoli che la attraversano in profondità”, racconta la gente del posto-. In quegli antri, e quasi ogni casa ne ha uno, sono stati conservati buona parte dei segreti e dei sapori della nostra città”. Milleduecento <strong>grotte</strong> e speloche – e parliamo di quelle censite – che nei secoli sono state <strong>cantine</strong> per il vino, magazzini per <strong>salumi</strong> e <strong>formaggi,</strong> pozzi e cisterne per l&#8217;acqua, frantoi per l&#8217;olio, forni. Detto questo si capisce perché è dal basso che si deve partire. Facendo, oltre che un tuffo nello spazio, pure un salto nel tempo per riuscire a <strong>visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2012" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo-1024x682.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="682" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo-1024x682.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi: tra Umbria Toscana</h4>
<p style="text-align: justify;">“In questo modo si scavalcano anche i millenni e si riporta alla luce un diamante grezzo che va mostrato al mondo – aggiungono gli orvietani.  Seguendoli, e facendosi tramortire dai loro racconti, viene naturale lasciarsi alle spalle <strong>piazze</strong>, <strong>vicoli</strong> e palazzi  e persino il Duomo di Orvieto per migrare tra cisterne antiche e butti medievali, ambienti rinascimentali e claustrofobici cunicoli scavati a mano dai padri orvietani: ovvero gli etruschi. Quelli che ben sapevano che il vino mai avrebbe trovato luogo migliore per sublimarsi. E se è così da oltre due millenni vuol dire che è un destino che non si può cambiare come si scopre quando si arriva qui per <strong>visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi</strong>. Ecco che quindi, dopo avere ammirato la rupe e essersi inchinati di fronte alla verticale magnificenza del Duomo di Orvieto, è doveroso abbassare lo sguardo, cercare nuove prospettive. Perché, dopo un po’ lo capisci, è questo che devi fare se vuoi provare a capirla. Città fiera di essere diversa da come te la aspetti. Lo mise nero su bianco, nel 1300, persino Fazio degli Uberti che sentenziò che “Urbiveto è strana”. E se lo fate presente ancora oggi tra le pietre chiare ed eleganti di <strong>piazza Repubblica</strong> o di <strong>corso Cavour</strong> nessuno mostrerà d’adontarsi. “Certo che nessuno si offende: semplicemente perché è vero – sbottano in piazza del Popolo.- Siamo in<strong> Umbria</strong> ma siamo più che altro toscani e laziali. Lo racconta la storia, lo conferma l’accento. Anche quello che mangiamo è diverso”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2013" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca-1024x512.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="512" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca-1024x512.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca-300x150.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una dichiarazione che stupisce. Tanto che forse è meglio fermarsi per raccogliere le idee: Orvieto si protende verso il cielo ma il cuore è sottoterra. E’ in <strong>Umbria</strong> ma con irrequietezza insegue il profumo delle regioni vicine e sogna una vaga idea di <strong>Tuscia;</strong> è stata un potentissimo libero Comune ma poi per secoli ha vissuto sotto il dominio del papato. E soprattutto è celebrata per essere una delle patrie dell’olio. Anche se massaie e cuochi da sempre scelgono il lardo. Dopo avere riflettuto su tutto questo forse allora si comincia a pensare che quello che dicono alcuni sia vero: <strong>Orvieto è etrusca</strong>. E gli etruschi sono il popolo dei misteri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2010" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro-1024x680.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="680" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro-1024x680.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro-300x199.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Così anche noi facciamo prendere dal fascino misterioso di questa città e perdiamoci nelle sue strade, nel suo intrico fascinoso di angoli di pietre e mattoni, che stranamente in un luogo così ricco e splendente,  hanno vissuto un <strong>Medioevo</strong> fuori tempo massimo. Qui, nonostante la bellezza pervada ogni cosa,  a lungo la vita grama fu  condanna diffusa. E quelle che ora sono vie dello struscio, colonizzate dalle griffe e assediate dal gramelot di mille turisti, sono state a lungo vicoli stretti e malsani tanto che quando nel 1930 venne costruita la enorme caserma Piave &#8211; che ora incombe abbandonata mestamente dall’alto della rupe &#8211; in parecchie vie mancavano fognature e reti di illuminazione. La caserma, strano destino, portò vita nelle strade di quello che  fu prima <strong>Libero Comune</strong> e poi si spense lentamente diventando rifugio per  scaltri tombaroli e tronfi chiacchieroni che scolavano con impegno panatelle di vino bianco sognando di trovare la <strong>tomba etrusca</strong> intatta. Quella con il tesoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2011" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio-1024x683.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi: il pozzo di San Patrizio</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma questo è ieri, anzi molto prima. Prima che un progetto ambizioso partito dagli anni ‘70 consolidasse il tufo della rocca reso friabile come biscotto dall’eterno lavorìo delle acque, che gioielli unici come il palazzo del <strong>Capitano del Popolo</strong> o la <strong>torre del Moro</strong> venissero strappati al degrado del tempo e che alla funicolare ad acqua, meraviglia dell’800, fosse donata una nuova modernità. Riavvicinando la pianura alla cima della roccia e regalando di nuovo a milioni di turisti un modo facile e veloce per salire sulla rupe. Dove, a bocca aperta per lo stupore, tornare a sprofondare nella vertigine rinascimentale del <strong>pozzo di San Patrizio</strong>. Fu costruito per approvvigionare d’acqua la città: ma ad un occhio ben disposto sembra la gradinata di pietra che porta dritto al mondo degli inferi. “Il pozzo progettato dal Sangallo è una meraviglia dell’ ingegno ma ancora una volta dimostra che qui il sopra e il sotto sono collegati insieme”, spiegano le guide. – Senza capire questo legame, tra la pianura e la rupe, tra il tufo e la terra, ogni visita ad <strong>Orvieto</strong> resta incompleta”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2009" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground-1024x685.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="685" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground-1024x685.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground-300x201.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E allora che tufo sia e che la terra spalanchi le sue porte: facciamo come centinaia di altri e immergiamoci sotto la città seguendo quella che da qualche anno è diventata una delle attrazioni più di successo. Si chiama <strong>Orvieto Underground</strong> e prende il via in piazza del Duomo. E proprio per questo permette letteralmente di <strong>Visitare Orvieto, dal duomo alla terra degli Etruschi</strong>.  Curioso contrappasso: da una parte la tensione massima verso l&#8217;alto, dall&#8217;altra, a pochi passi, un baratro che si spalanca.  Una via verso il basso che attraverso visite guidate permette di assaggiare almeno un po&#8217; del fascino   in un <strong>labirinto di oltre mille grotte</strong> scavate nel corso dei millenni dagli orvietani, un lascito buio che è anche un catalogo straordinario di informazioni storiche ed archeologiche, solo di recente messo a disposizione di tutti e studiato dai ricercatori.  Ed è una città nella città, forse ciò che resta della antica Velzna etrusca; di certo sono cunicoli, scale,  sale sfalsate e passaggi che non ti aspetti fino al <strong>cuore di Orvieto</strong>. Che con pudore svela la sua più antica memoria.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi: pietre e vigneti</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma poi, ancora smarriti, si ritornano a rivedere le stelle, a percorrere di nuovo le strade al sole e i vicoli dove rimbombano i nostri passi. E altre stelle, meno spaziali brillano davanti a noi: le tessere della <strong>facciata del Duomo</strong>. Dall’alto degli spalti della trecentesca <strong>fortezza dell&#8217;Albornoz</strong> lo sguardo sembra spaziare senza sosta in quell’arazzo di pianura abbozzato nelle mille sfumature di verde, dal chiaro allo scuro, dall’ulivo al vigneto. Persino il bagliore supersonico dei treni giù in basso pare farsi piccino: e l’intero panorama finisce per assomigliare al plastico ferroviario di un gigante giocherellone. Quando il rombo del treno svanisce in distanza sembra di sentire che dal cuore di tufo della città filtra un sospiro. All’unisono l’alto e il basso, la roccia e la terra, il passato e il presente, parlano. Basta soltanto starli ad ascoltare.</p>
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