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	<title>Illinois Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Illinois Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Guida di Chicago, cosa vedere nella città del vento e del blues</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2017 09:37:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chicago viene spesso trascurata per colpa delle invadenti New York o San Francisco: ed è un vero peccato. Si. perché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chicago viene spesso trascurata per colpa delle invadenti <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/week-end-a-new-york/"><strong>New York</strong> </a></span>o <strong>San Francisco</strong>: ed è un vero peccato. Si. perché alla “<strong>Windy City</strong>”, la città del vento come viene chiamata (e basta capitare da queste parti in una tersa giornata di inverno per sperimentarne il gelido motivo), non viene attribuito il ruolo che merita come centro di cultura, arte e architettura del <strong>mondo a stelle e strisce</strong>. Non ci credete? Eppure basta poco per capirlo: è sufficiente alzare gli occhi alle torri che sovrastano la città – e non esiste simbolo migliore per il luogo che ha battezzato il <strong>primo grattacielo</strong>&#8211; o, se preferite, porgere orecchio agli onnipresenti accordi <strong>blues </strong>e<strong> jazz</strong>. Non a caso ogni <strong>guida di Chicago</strong> vi dirà che questi generi fondamentali nella storia della musica hanno avuto qui la loro incubatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">E persino il genio di <strong>Louis Daniel Armstrong</strong>, nato negli stati del sud, emigrò ben presto nella capitale dell’Illinois per crescere come musicista. Diventando il maestro della tromba e del jazz.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-palazzi.jpg" rel="lightbox[4063]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4070" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-palazzi-1024x684.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-palazzi-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-palazzi-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-palazzi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Guida di Chicago: il lago davanti e lo sport nel cuore</h2>
<p style="text-align: justify;">Situata sul bellissimo e enorme <strong>lago Michigan</strong> (per capire le dimensioni: è largo anche 190 km. Il mare Adriatico si estende in media per 150 km) offre anche molti altri motivi di interesse a partire da una buona qualità della vita– ci sono <strong>parecchi ristoranti</strong> che meritano una sosta e locali vivaci oltre a splendidi negozi lungo il <strong>Magnificent Mile  </strong>– ma anche e forse soprattutto una enorme offerta di <strong>sport</strong>. Qui la gente impazzisce per le varie discipline (dal football coi <strong>Bears</strong> al basket con i <strong>Bulls </strong>dai<strong> Blackhawks</strong> dell’hockey al baseball rappresentato dai <strong>Cubs </strong>e dai<strong> Red Socks</strong>) e quando la squadra locale dei <strong>Cubs</strong> ha vinto le <strong>World Series</strong> dopo 108 anni l’intera Chicago è come impazzita. Quando tre milioni di persone scendono in piazza per fare festa significa che un fuoricampo fa davvero battere il cuore a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-tifosi-dei-Cubs.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4069" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-tifosi-dei-Cubs-1024x701.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="701" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-tifosi-dei-Cubs-1024x701.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-tifosi-dei-Cubs-300x205.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-tifosi-dei-Cubs.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">La capitale del Midwest</h3>
<p style="text-align: justify;">La scena musicale poi, l’abbiamo detto, offre assoli  buoni per ogni palato (con ovviamente molto spazio al <strong>blues</strong>) ma ci sono anche <strong>festival</strong> di fama, una <strong>orchestra sinfonica</strong> di classe mondiale, una <strong>decina di università</strong> e alcuni <strong>musei</strong> formidabili – uno per tutti <strong>l’Art Institute</strong> con la sua vasta collezione di impressionisti francesi &#8211; senza dimenticare il <strong>Millennium Park</strong>, che ha aperto nel 2004, ed è considerato uno dei giardini più grandi al mondo, celebre per le sue molte sculture e opere d’interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Una guida di Chicago non può dimenticare poi che qui sono stati girati alcuni film entrati nel mito (uno per tutti: <strong>The Blues Brothers</strong>) e allora capirete che la città del vento è davvero<strong> una capitale</strong>: da qui alla costa orientale degli <strong>Usa</strong> ci sono circa 1000 miglia e oltre 2000 per quella ovest. In mezzo Chicago ospita 2,7 milioni di persone nel suo cuore e quasi 10 milioni nella regione e questo la rende la più grande metropoli di questa fetta di paese. Anche per questo probabilmente Chicago è <strong>la più americana</strong> delle città americane e come tale vive le sue tante contraddizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è così ormai da molto tempo: non a caso da qui, proprio dal centro della città, parte la mitica <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-sulla-route-66/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Route 66</strong></a></span>, la strada che attraversa l&#8217;America fino in <strong>California</strong>. La strada dei motel, del Boss e della <strong>Grande Depressione</strong>. La strada a<strong> stelle e strisce </strong>per eccellenza<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-museo.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4076" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-museo-1024x684.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-museo-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-museo-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-museo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Il centro e i palazzi da record</h4>
<p style="text-align: justify;">Il centro della città è conosciuto come <strong>The Loop </strong>ed è la parte dove la <strong>metropolitana</strong> sferragliante corre sospesa sui viadotti di metallo ossidato: The Loop è anche il cuore degli <strong>affari</strong> di Chicago, sede degli uffici più importanti, della<strong> Borsa</strong>,  del Municipio e della contea di Cook oltre ad essere un bosco di alberi di cemento di cento piani.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio qui, nel<strong> 1884</strong>, è stato costruito <strong>il primo grattacielo</strong> in acciaio e muratura, <strong>l’Home Insurance Building</strong>: aveva dieci piani all’inizio che divennero quindici in un secondo tempo. Oggi sembra patetico come il gioco di un bambino: ma nacque da questo che oggi appare come un minuscolo palazzotto la gara verso l’alto delle città del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-Millemium-Park.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4077" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-Millemium-Park-1024x684.jpg" alt="guida-di-Chicago--Millemium-Park" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-Millemium-Park-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-Millemium-Park-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-Millemium-Park.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Le torri delle archistar</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma la nostra guida di Chicago vi suggerisce quindi di guardare ben più in alto: poco distante si innalza l’ex <strong>Sears Tower</strong> che ora si chiama <strong>Willis Tower</strong> ed è uno uno degli edifici più <strong>alti del mondo</strong> (tolse il primato alle <strong>Twin Tower</strong> di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/week-end-a-new-york/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>New York</strong></a></span>) anche se dal 1973 al 1998 non esisteva nulla che lo potesse superare. E’ alto <strong>527 metri</strong> e al centotresimo si trova la panoramica &#8220;<strong>Skydeck</strong>&#8220;: la vista è emozionante anche perché ci si sente sospesi nel vuoto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non solo giganti: in città grandi architetti come Louis Sullivan, Mies van der Rohe e <strong>Frank Lloyd Wright</strong> e la sua <strong>Prairie School of Architecture</strong> hanno tutti lasciato il segno creando uno stile caratteristico che spinge a camminare con il naso per aria. Ma non solo: perché Chicago non è solo interessante solo per la sua dote di mattoni e palazzi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-insegne-e-sapori-stranieri.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4075" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-insegne-e-sapori-stranieri-1024x636.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="636" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-insegne-e-sapori-stranieri-1024x636.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-insegne-e-sapori-stranieri-300x186.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-insegne-e-sapori-stranieri.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Chicago è infatti un hub cosmopolita che nel tempo ha attirato immigrati da tutto il mondo tanto che si dice che Chicago sia <strong>la città più irlandese</strong> al mondo (al di fuori dell’isola di smeraldo, s’intende). La dimostrazione arriva il giorno di <strong>San Patrizio</strong> quando si svolge il “<strong>River Dyeing</strong>”: l’acqua del <strong>fiume Chicago</strong> che attraversa la città viene colorata letteralmente di <strong>verde</strong>. Ma qui si trovano anche grandi comunità d vietnamiti, latini e ovviamente italiani che hanno con il tempo cambiato la sua fisionomia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo dimostra una frase pronunciata nel diciannovesimo secolo da <strong>Mark Twain</strong> che scrisse: &#8220;E’ impossibile per il visitatore occasionale cercare di tenere il passo con Chicago. Lei cresce e si sviluppa più velocemente delle profezie che la riguardano”. Oltre un secolo dopo, le sue parole suonano ancora molto vere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-strade-e-gente.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4072" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-strade-e-gente-1024x846.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="846" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-strade-e-gente-1024x846.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-strade-e-gente-300x248.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-strade-e-gente.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>I film e i personaggi</h4>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>guida di Chicago</strong> però non può cantarne solo le lodi dimenticando  le sue  zone d’ombra. Che ci sono; e non sono poche. Tralasciando l’epopea della <strong>mafia</strong> degli anni ’30 (e ricordiamo che <strong>Al Capone</strong> veniva proprio da qui come racconta un altro film epico su Chicago: <strong>Gli intoccabili</strong>) si deve tenere a mente che qui esistono zone di fortissimo disagio e degrado e esistono ancora le cicatrici di una storia meno gloriosa: quella della segregazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella città che ha spinto al top i simboli della integrazione della <strong>gente di colore</strong> (citiamo, ad esempio <strong>Barack Obama</strong>, <strong>Oprah Winfrey </strong>e<strong> Kanye West</strong>) la ghettizzazione infuria in certe aree. Alcuni quartieri di <strong>West e South Side</strong> hanno guadagnato alla città un triste soprannome inventato dai funamboli dell’hip-hop:  <strong>Chiraq</strong>. Il significato? Semplice: è la contrazione di &#8220;<strong>Chicago&#8221; </strong>e<strong> &#8220;Iraq</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché qui in alcuni anni si sono  contati più morti per strada, uccisi dalle pallottole,  che in Iraq. Ma chi voglia partire per un viaggio non si spaventi: è un destino amaro di solo alcuni quartieri. <strong>Wicker Park</strong>, ad esempio, è invece il sogno dei giovani e belli e ricchi che abitano splendide case di mattoni rossi e passeggiano con i loro labrador al guinzaglio per raggiungere locali di tendenza. Poco lontano <strong>Logan Square</strong>, <strong>Humboldt Park</strong> e<strong> Ukrainian Village</strong> sono la zona degli artisti che hanno colonizzato i palazzi suddivisi in <strong>loft</strong> da condividere. Una volta qui erano tutti immigrati latini: ora si incontrano gli <strong>hipster</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-barche-sul-lago.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4071" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-barche-sul-lago-1024x684.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-barche-sul-lago-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-barche-sul-lago-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-barche-sul-lago.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Guida di Chicago: le informazioni utili</h4>
<p style="text-align: justify;">La guida di Chicago vi ricorda che i <strong>periodi migliori </strong> per visitare la città sono la primavera e l&#8217;autunno anche se in entrambe  le stagioni<strong> le piogge </strong>e i temporali sono frequenti. D&#8217;estate può fare <strong>molto caldo</strong> con temperature che arrivano anche oltre trenta gradi ed un alto tasso di umidità che rende il clima fastidioso. Gli inverni invece sono molto freddi con <strong>abbondanti nevicate</strong> e spesso <strong>raffiche di vento</strong> gelato. Le  temperature possono scendere sotto lo zero per  molti giorni consecutivi: portatevi dei capi molto caldi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-la-metro-sopeaelevata.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4074" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-la-metro-sopeaelevata-1024x575.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="575" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-la-metro-sopeaelevata-1024x575.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-la-metro-sopeaelevata-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-la-metro-sopeaelevata.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare in città si atterra all&#8217;aeroporto di <strong> Chicago O&#8217;Hare</strong>  chiamato comunemente  solo the <strong>International Airport,</strong> a circa 30 km a nord-ovest della città e collegato, la corsa dura <strong>45 minuti circa</strong>,  con l&#8217;efficiente servizio di trasporti pubblici locali. Per il<strong> taxi</strong> calcolate circa 50 dollari di spesa e non meno di 40 minuti a seconda del traffico. C&#8217;è anche un aeroporto più vicino che si chiama <strong>Chicago Midway International</strong> Airport ma qui i voli sono molto meno frequenti e spesso si tratta di collegamenti locali. Per spostarsi in città usate la capillare <strong>metro</strong> che nel Loop corre sopraelevata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-un-locale-del-centro.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4073" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-un-locale-del-centro-1024x605.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="605" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-un-locale-del-centro-1024x605.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-un-locale-del-centro-300x177.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-un-locale-del-centro.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Chicago? C&#8217;è la pizza</h4>
<p style="text-align: justify;">Per finire parliamo di gola. La <strong>scelta gastronomica</strong> a Chicago è molto ampia ovviamente: per mangiare cibo messicano si sceglie di solito la zona di  <strong>Pilsen</strong> mentre di gran moda è ora scegliere le panetterie e i locali di <strong>Little Ucraina</strong> popolati da una clientela trendy.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi amate la <strong>pizza alta</strong> Chicago è il luogo che fa per voi visto che qui ci si vanta di averla inventate e ci sono diverse catene di locali che si contendono il ruolo di vero artefice della pizza &#8220;<strong>stile Chicago</strong>&#8220;. La città poi ospita alcuni degli indirizzi più famosi d&#8217;America per le bistecche (<strong>Morton&#8217;s</strong> per tutti) e diversi indirizzi di locali stellati: tra questi c&#8217;è <strong>Alinea</strong> che si trova tra i primi dieci nella liste dei  migliori cinquanta ristoranti al mondo.</p>
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		<title>Viaggio sulla Route 66: cosa vedere, le città e il percorso</title>
		<link>https://www.travelfar.it/viaggio-sulla-route-66/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2017 08:30:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si scrive viaggio sulla Route 66. Si legge on the road. Perché questa non è una strada, o meglio non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si scrive viaggio sulla <strong>Route 66</strong>. Si legge <strong>on the road</strong>. Perché questa non è <strong>una strada</strong>, o meglio non solo. Questa nastro d&#8217;asfalto srotolato dall&#8217;alba al tramonto per <strong>2448 miglia</strong> (che tradotto significa circa 4000 km) vibra per gli arpeggi di <strong>Woody Guthrie</strong> e gli assoli del<strong> Boss</strong>, ricorda i sogni calpestati dei furibondi di <strong>Steinbeck</strong>, palpita per il rombo dei chopper di quando <strong>Easy Rider</strong> non era solo un film ma uno stile di vita, si specchia in una serie di istantanee divenute icone, come i motel di<strong> Hopper</strong> e i <strong>Ray Ban</strong> di James Dean, i <strong>dinner</strong> affogati nella polvere e i macchinoni con le ali sul baule, il mito del viaggio e quello della frontiera, natura capricciosa, fischiare sgarbato del vento e tante vite. Spesso vendute a prezzo di saldo.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, ecco perché un la <strong>Route 66</strong> non è solo un percorso ma un&#8217;esperienza su quella che, non a caso, viene chiamata &#8220;<strong>The</strong> <strong>mother road</strong>&#8220;, la madre di tutte le strade. Per gli americani, è ovvio, ma anche per noi che quel pellegrinaggio lo sogniamo da quando eravamo bambini. E vivevamo invece tra la via Emilia e il west.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12010" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio-1024x536.jpg" alt="" width="1024" height="536" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio-1024x536.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio-300x157.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio-768x402.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Viaggio sulla Route 66: nasce il mito on the road</h2>
<p style="text-align: justify;">La Route 66 è un sogno nato nel passato, in particolare nel <strong>1926,</strong> quando venne ideato il progetto di creare una <strong>arteria che attraversasse il continente</strong> e che fosse aperta tutto l&#8217;anno. Per farlo è servito creare un corridoio lastricato che tagliasse nel bel  mezzo tutta l&#8217;America rurale partendo da <strong><a href="https://www.travelfar.it/guida-di-chicago/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #008000;">Chicago</span></a></strong> e arrivando sino ad oltre<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-a-los-angeles-in-tre-giorni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> Los Angeles</strong></a></span>, attraversando <strong>otto stati</strong> e <strong>tre fusi orari</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come un&#8217;arteria che trasporta il sangue la &#8220;strada madre&#8221; ha nutrita le piccole comunità sparse nelle enormi distese di campi degli <strong>stati centrali degli Usa</strong>, ha dato lavoro a generazioni di camionisti e ha visto scorrere le carrette delle famiglie costrette a lasciare le proprie case durante la <strong>Grande Depressione</strong>, quelli partiti con pochi stracci e molta speranza e diretti verso un mitizzato Ovest di benessere, tagliando l&#8217;intero paese perché la Route 66 è stato per molti una scorciatoia per la libertà. Ma anche l&#8217;avvio del <strong>tour</strong> nell&#8217;orrore: durante la Seconda guerra su questo asfalto si incolonnarono i camion che portavano i soldati pronti per imbarcarsi per la <a href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-e-vedere-in-normandia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="color: #008000;">Normandia</span></strong></a> e i campi di battaglia. Altra dimostrazione che la storia recente degli Usa è stata scritta lungo questi rettilinei tirati nel nulla.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-il-mito-delle-due-ruote.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4030" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-il-mito-delle-due-ruote-1024x435.jpg" alt="Viaggio sulla Route 66" width="1024" height="435" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-il-mito-delle-due-ruote-1024x435.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-il-mito-delle-due-ruote-300x128.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-il-mito-delle-due-ruote.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>Una strada? No, un mito</h3>
<p style="text-align: justify;">La celebrità e il <strong>mito della Route 66</strong> comunque sono poi cresciuti negli anni &#8217;50, quando i <strong>turisti</strong> hanno iniziato a percorrerla grazie alla diffusione delle auto e questa era la strada diretta per chi puntava verso<span style="color: #008000;"> <strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-a-los-angeles-in-tre-giorni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Los Angeles</a></strong></span>. Con il crescere del traffico si è sviluppato anche tutto quello che stava intorno: e si crearono delle vere e proprie attrazioni turistiche oltre ad una rete capillare di <strong>motel</strong> e luoghi per la sosta.</p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso questa strada è stata l&#8217;incubatore di uno dei marchi globali più celebri al mondo. Proprio qui, sul bordo della “strada madre” a <strong>San Bernardino</strong> è nato un fast food destinato ad una certa notorietà. Il suo nome? <strong>Mc Donald&#8217;s.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-vecchi-diner.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4034" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-vecchi-diner-1024x661.jpg" alt="viaggio sulla Route 66" width="1024" height="661" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-vecchi-diner-1024x661.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-vecchi-diner-300x194.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-vecchi-diner.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Route 66: un&#8217;icona che sopravvive al tempo</h3>
<p style="text-align: justify;">Ma  se è stato un periodo di enorme successo è stato anche breve: è bastato che<strong> nel 1956</strong> la nuova legge federale sulle <strong>autostrade</strong> voluta dal presidente <strong>Dwight Eisenhower</strong> introducesse nuove regole per le strade interstatali, che da allora in poi dovevano garantire nuovi standard di sicurezza e velocità, per dare inizio al declino. Il traffico iniziò a scegliere altre strade, le stazioni di servizio cessarono miseramente per mancanza di clienti, le cittadine cresciute sul benessere portato da chi si metteva in viaggio sulla <strong>Route 66</strong> si scoprirono più povere e senza futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">La fine era iniziata. Nel <strong>1984</strong> addirittura la società che gestisce le autostrade a stelle e strisce l&#8217;ha <strong>cancellata</strong> dalla lista. <strong>La Route 66</strong> è stata dismessa ed ha cessato di esistere. Ovvio: si tratta di una scomparsa per la burocrazia. Lunghi <strong>pezzi di strada</strong> esistono ancora e possono essere percorsi ma spesso non sono collegati tra di loro e serve un navigatore per non perdersi. Quanto ne è rimasto oggi? Si dice l&#8217;80%. Ma per tutti noi un viaggio sulla <strong>Route 66</strong> resta reale e presente. Almeno nel ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-le-vecchie-stazioni-di-servizio.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4031" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-le-vecchie-stazioni-di-servizio-1024x612.jpg" alt="Viaggio sulla Route 66" width="1024" height="612" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-le-vecchie-stazioni-di-servizio-1024x612.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-le-vecchie-stazioni-di-servizio-300x179.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-le-vecchie-stazioni-di-servizio.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Asfalto come un parco nazionale</h4>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi dieci anni, le organizzazioni non-profit e del <strong>National Park Service</strong> degli <strong>Stati Uniti</strong> hanno studiato iniziative e persino distribuito borse di studio per proteggere e preservare ciò che resta di questo <strong>mito americano</strong> che attira persone da tutto il mondo disposte ad affrontare lunghe tappe su strade dissestate pur di poter vantare di avere percorso tratti della 66 originale per un viaggio all&#8217;insegna della nostalgia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il premio? Sfiorare <strong>motel d&#8217;epoca</strong>, distributori di benzina restaurati e piccole città sonnacchiose che però hanno conservato lo spirito di una epoca. E anche questo è il segreto del viaggio di una vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-simbolo-della-strada.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4035" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-simbolo-della-strada-1024x576.jpg" alt="viaggio sulla Route 66" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-simbolo-della-strada-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-simbolo-della-strada-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-simbolo-della-strada.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Otto stati da attraversare</h4>
<p style="text-align: justify;">Un viaggio sulla Route 66 permette di attraversare la bellezza di <strong>otto stati</strong> e quindi offre la possibilità di scoprire distese di <strong>deserto</strong>, <strong>montagne</strong>, zone agricole, le<strong> grandi città</strong> metropolitane e <strong>paesi</strong> di cui nessuno ricorda il nome. Le città sono certamente i posti giusti per le soste ma se si vuole penetrare lo spirito di quello che è stato la Route 66 è nei villaggi che occorrerebbe fermarsi. Lungo le <strong>Main street</strong>, mangiando nelle tavole calde che sembrano uscite da un <strong>telefilm</strong>, si ritrova l&#8217;immagine che per molti di noi è la vera icona della <strong>provincia americana</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo abbiamo detto: la Route 66 è nata per permettere alle persone di andare da un punto all&#8217;altro: ma oggi è <strong>la Route 66</strong> che si è trasformata nella stessa<strong> destinazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-la-fine-della-strada.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-4029 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-la-fine-della-strada-1024x636.jpg" alt="" width="1024" height="636" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-la-fine-della-strada-1024x636.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-la-fine-della-strada-300x186.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-la-fine-della-strada.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">L&#8217;inizio e la fine</h4>
<p style="text-align: justify;">La route 66 va da <strong>Chicago</strong>,<strong> Illinois</strong> a <strong>Santa Monica</strong>, in <strong>California</strong>. A Chicago, la partenza ufficiale, giusto per complicare un po&#8217; le cose si trova su due strade anche se il punto codificato è  su <strong>Jackson Blvd</strong> quasi all&#8217;angolo con <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-chicago/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Michigan Avenue</strong></a></span>. Il cartello ufficiale – quello dove tutti si scattano la foto &#8211; si trova su un alto palo (accanto ad una fermata dell&#8217;autobus per prevenire che qualcuno lo rubi).</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui per trovarlo alzate lo sguardo. A <strong>Santa Monica</strong> scovare il punto esatto è un po&#8217; più semplice: si trova precisamente all&#8217;intersezione di <strong>Lincoln Boulevard</strong> con <strong>Olympic Boulevard</strong>. Qui la strada non prosegue perché oltre c&#8217;è il mare. Ma i sogni, e la Route 66 è un sogno, non si fermano certo per un po&#8217; d&#8217;acqua.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-segni-del-passato.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4036" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-segni-del-passato.jpg" alt="viaggio sulla Route 66" width="955" height="729" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-segni-del-passato.jpg 955w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-segni-del-passato-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 955px) 100vw, 955px" /></a></p>
<h4>Basta qualche tappa per entrare nel mito</h4>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte delle persone che iniziano un <strong>viaggio sulla Route 66</strong> non percorrono l&#8217;intera lunghezza della strada. E il motivo è evidente: per godersela tutta occorre <strong>molto tempo</strong> e ora che ci sono lunghe deviazioni la percorrenza si allunga e di parecchio. Moltissimi quindi scelgono di percorrere alcuni tratti, saltando sulle veloci autostrade interstatali per risparmiare tempo tra le principali destinazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si dispone di tempo limitato l&#8217;idea migliore è quella di scegliere <strong>una sezione</strong> che si adatta con i propri interessi o che  si leghi con i propri piani (ad esempio, scegliendo quali tra le città principali lungo il tragitto andare a scoprire). Ovviamente la lista è quasi infinita. Ecco alcune idee.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-museo-dei-cowboy-in-Okaloma.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-4037 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-museo-dei-cowboy-in-Okaloma-1024x605.jpg" alt="" width="1024" height="605" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-museo-dei-cowboy-in-Okaloma-1024x605.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-museo-dei-cowboy-in-Okaloma-300x177.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-museo-dei-cowboy-in-Okaloma.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Gli stop imperdibili</h4>
<p style="text-align: justify;">Per chi sia un appassionato del mondo dei<strong> cowboys</strong> e del <strong>selvaggio West</strong> il tratto migliore del viaggio sulla Route 66 è quello che va dall&#8217;<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-arizona/"><strong>Arizona</strong></a></span> all<strong>&#8216;Oklaoma</strong> dove non ci si deve perdere il <strong>Cowboy &amp; Western Heritage National Museum</strong>. Qui sono nati alcuni miti dell&#8217;epopea western e a poca distanza, a Vinita, si svolge un celebre <strong>rodeo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel tratto del<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-del-texas-cosa-vedere-tra-citta-parchi-naturali-rodei-e-montagne/"><strong> Texas</strong> </a></span>si può pensare ad una sosta per una vera bistecca da cowboy al <strong>Big Texan Steak Ranch</strong> di Amarillo, dove dal 1960 si smazzano ciclopiche T boon steak da 72 once (ovvero due chili) prima della visita <strong>all&#8217;American Quarter Horse Association Heritage Center</strong> (tutto sui cavalli e la monta western).</p>
<p style="text-align: justify;">Il centro storico di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-albuquerque-in-new-mexico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Albuquerque</strong></a></span> e quello di <strong>Santa Fe</strong> sono entrambi ottimi posti per comprare abbigliamento in stile cowboy prima di fiondarsi verso a <strong>Oatman</strong>, in <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-arizona/"><strong>Arizona</strong></a></span>, che era una vera e propria città mineraria ai tempi della corsa all&#8217;oro e che ora mantiene in vita il culto di quello stile e di quel tempo. In <strong>California</strong> poi imperdibile la sosta al <strong>Calico Ghost Town</strong>. Avrete tutto quello che sognate: portate un cappello a larga tesa e preparatevi ad un duello.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-deserto-di-Mojave.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4038" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-deserto-di-Mojave-1024x625.jpg" alt="viaggio sulla Route 66" width="1024" height="625" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-deserto-di-Mojave-1024x625.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-deserto-di-Mojave-300x183.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-deserto-di-Mojave.jpg 1179w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Deserti e vecchie auto</h4>
<p style="text-align: justify;">Gli appassionati della <strong>natura selvaggia</strong> dovrebbero invece scegliere per il viaggio un tratto che passa nel <strong>deserto del Mojave</strong> in California, una delle aree meno popolate e spaventose tra quella attraversate dalla Route 66. Questa è stata per molto tempo la parte più pericolosa per la maggior parte dei conducenti perché l&#8217;acqua scarseggiava, le distanze tra i centri abitati assai lunghe distanze e le vecchie auto facilmente si surriscaldavano nel caldo del deserto.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi invece coltivi il mito molto americano del motore a scoppio dovrebbe scegliere come luoghi di sosta quelli immortalati nel celebre film d&#8217;animazione della <strong>Pixar</strong>, &#8220;<strong>Cars&#8221;</strong> che rievoca a cartoni il mito della &#8220;<strong>Mother road</strong>&#8220;. Gli autori del film hanno preso molti degli aspetti più significativi del mondo della Road 66 e delle soste potrebbero essere cadenzate in quelle cittadine che sembrano più avvicinarsi al mondo del motore a stelle e strisce: <strong>Amboy</strong>, CA, <strong>Seligman</strong>, AZ, <strong>Gallup</strong>, NM, o <strong>Baxter Springs</strong>, KS.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-un-posto-di-sosta.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-4039 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-un-posto-di-sosta-1024x434.jpg" alt="" width="1024" height="434" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-un-posto-di-sosta-1024x434.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-un-posto-di-sosta-300x127.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-un-posto-di-sosta.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Una sosta al motel</h4>
<p style="text-align: justify;">Infine i vecchi motel sono parte integrante dell&#8217;immaginario che si è sviluppato intorno ad un viaggio sulla Route 66: li troverete disseminati lungo tutto il percorso. <strong>Tucumcari</strong> in <strong>New Mexico</strong> una volta era conosciuta per la sua lunga fila di motel affacciati sulla Route 66 mentre alcuni indirizzi celebri dell&#8217;epoca resistono come il <strong>Blue Swallow Motel</strong>, uno dei più famosi sulla strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri invece sono stati recuperati e trasformati in alberghi di ottimo livello come la Posada a Winslow, in<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-arizona/"><strong> Arizona</strong></a></span>, e Fonda a <strong>Santa Fe</strong>. Ma sono solo alcuni: il bello della <strong>Route 66 è</strong> che non si ferma mai. E la sua storia va avanti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/viaggio-sulla-route-66/">Viaggio sulla Route 66: cosa vedere, le città e il percorso</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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