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Cosa fare e vedere in Normandia: dagli Impressionisti alle spiagge

Cosa fare e vedere in Normandia: dagli Impressionisti alle spiagge

Coste spazzate dal mare, villaggi graziosi di case a graticcio e fiori sui davanzali, fattorie coi tetti di paglia sparse sulle verdi colline dove ruminano mucche felici. La regione francese della Normandia è tutto questo e molto altro ovvero luoghi celebrati nella storia dell’arte e terre squassate dalla guerra, placidi panorami e ricordi di scontri feroci. Ecco perché il racconto di cosa fare e vedere in Normandia deve partire da lontano. Per concludersi poi, come è logico, sotto le mura apparentemente eterne di Mont Saint-Michel che sorge serena e maestosa, ignara delle maree di turisti e di acqua salata, a due  passi dalle lunghe dune basse che si specchiano nel mare bigio. Un mare dove è passata la storia.

Si tratta infatti delle stesse onde che hanno visto secoli fa l’arrivo dei progenitori dei Normanni: ovvero i vichinghi. Questi feroci razziatori, che hanno terrorizzato gran parte dell’Europa, sono gli antenati degli abitanti della Normandia di oggi che ben sanno che per queste terre ci si è sempre battuti, dai tempi dei commercianti romani che hanno navigato lungo la Senna alla bufera di fuoco e follia dello sbarco del 1944. Che con il tanto sangue versato ha accelerato la fine della guerra mondiale. Ma quello è ieri: oggi per i visitatori la visita a questa terra permette di unire golose concessioni alla gastronomia con la scoperta di un ricco patrimonio culturale che va dal tesoro di Bayeux alle cattedrali di Rouen e Coutances, dalla già citata abbazia di Mont Saint-Michel a tesori medievali come Honfleur, da località simbolo della Belle Epoque come Etretat e Trouville ai giardini pieni di colore che hanno ispirato gli Impressionisti.

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Cosa fare e vedere in Normandia: le diverse zone

Una guida che sveli cosa fare e vedere in Normandia partirà dalla costa ammettendo che anche se poche spiagge in Normandia possono competere con quelle della Bretagna per bellezza tuttavia sono molto popolari durante l’estate anche grazie alla relativa vicinanza con Parigi. Nel tratto tra Dieppe e Le Havre si trasformano in distese di ciottoli sovrastate da imponenti scogliere mentre ad occidente dello sbocco della Senna sono più piatte e sabbiose – è per questo che sono state scelte per lo sbarco del D-Day. All’interno poi la varietà e la ricchezza aumenta ancora e basta per esempio, avventurarsi nel Pays d’Auge, per trovarsi in un mondo placido e verde, disseminato di villaggi che sembrano avere resistito al correre del tempo e dove vale la pena di fermarsi a degustare gli oggetti di culto locali: i formaggi. E che siano Camembert, Livarot, Neufchâtel o il Pont-L’Évêque poco cambia: sono sempre Doc e buonissimi. Poi, sazi, si può risalire la bucolica valle della Senna a monte di quel gioiello che è il porticciolo di Honfleur per raggiungere l’abbazia di Jumièges, la città medievale di Rouen e, infine, la casa e i giardini di Monet a Giverny.
Una sola avvertenza però è d’obbligo per un’affidabile guida dedicata a raccontare cosa fare e vedere in Normandia: il clima. Qui può succedere che a marzo splenda il sole e che a luglio diluvi e, in ogni caso, spesso fischia il vento. La stagione turistica comunque dura praticamente da maggio a metà ottobre anche se pure primavere e autunno possono regalare belle atmosfere. Ricordate però che i piccoli borghi sul mare durante l’inverno, ovvero dalla metà di novembre e la metà di febbraio, probabilmente saranno praticamente deserti con ogni insegna spenta. Se invece il vostro obiettivo principale è quello di visitare le spiagge del D-Day, le troverete più tranquille e suggestive al di fuori dei mesi di luglio e agosto; il picco di visite poi raggiunge il top durante le commemorazioni dell’anniversario che ricorre a giugno.

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Cosa fare e vedere in Normandia: dagli impressionisti alle spiagge dello sbarco

Partiamo proprio allora dalle spiagge segnate dalla storia. Sono passati più di settanta anni dal D-Day e ormai pochi dei soldati alleati che hanno invaso la Normandia nel 1944 sono ancora qui per raccontarlo. I visitatori, tuttavia, ancora affollano i campi di battaglia, i cimiteri e fanno la coda davanti ai monumenti sparsi per le decine di chilometri di costa che si estende dalla foce della Senna in cinque settori distinti passati alla storia con i loro nomi in codice. Da est a ovest, Sword, Juno, Gold, Omaha e Utah presi d’assalto dai soldati del Commonwealth e dagli americani. Uno dei siti più noti è l’enorme cimitero americano di Colleville-sur-mer. Per capire cosa possa essere stato il combattimento si visitare le terribili scogliere di Pointe du Hoc o quella che è oggi la località balneare di Arromanches, dove nel 1944 due milioni e mezzo di uomini sono scesi a terra tramite l’imponente porto Mulberry, rimorchiato attraverso la Manica in sezioni di cemento e usato come testa di ponte. Il tempo è passato ma quello che resta del porto si vede ancora, esposto alle onde a poca distanza dalla riva.

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Per apprezzare invece cosa fare e vedere in Normandia senza subire le angosce dei ricordi di guerra si può poi percorrere la penisola del Cotentin, all’estremità occidentale della Normandia, dove è bello vagare per godersi il paesaggio battuto dal vento e fermarsi senza fretta nei deliziosi villaggi che si trovano poco lontano, sia ad est che ad ovest, di Cherbourg. A est, per esempio, si trova il porto medievale di Barfleur, con la sua lunga banchina di granito grigio su cui si affacciano ristoranti dove mangiare le celebri cozze locali e alcune pensioni mentre su tutto troneggia l’imponente faro Gatteville, il secondo più alto di Francia, da raggiungere con una breve ma breve ma frizzante passeggiata a piedi.
A ovest di Cherbourg, invece, la costa frastagliata si apre senza preavviso in piccole baie e spiagge riparate dove si trovano altri paesi che meritano una sosta come Port Racine, che detiene il record di più piccolo porto in Francia oltre che essere stato il ritiro molto amato di Prevert mentre la sosta a Goury è praticamente obbligata per ammirare il suo faro che è ora un Monumento storico e nelle giornate di tempesta regala suggestioni uniche. Si arriva quindi a Cherbourg un porto vivace che offre però anche una ampia scelta ristoranti raffinati e alcuni alberghi a buon prezzo. La sua attrazione principale è diventata ora la Cité de la Mer, un museo dedicato, come dice il nome, al mare che comprende un acquario e un sottomarino nucleare che si può visitare oltre ad una esposizione dedicata al Titanic; molti di coloro che sono morti nel disastro erano saliti a bordo del transatlantico proprio qui.

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Cosa fare e vedere in Normandia: Bayeux e il suo arazzo

Miracolosamente scampata alle devastazioni dello sbarco alleato, nonostante la sua vicinanza alle spiagge del D Day la città di Bayeux è tra le piccole grandi città da vedere in Normandia. Dominata da un’enorme cattedrale, di origine romanica ma poi rimaneggiata nel classico stile gotico, è una piacevole cittadina dalla atmosfera rilassante posta a cavallo del fiume Aure e che un tempo fu la capitale del popolo gallo dei Bajocasses. Il gioiello, naturalmente, è l’Arazzo di Bayeux, commissionato per l’inaugurazione della cattedrale nel 1077, che in realtà è un tessuto ricamato (e non un arazzo nonostante il nome) che racconta con i suoi vivaci colori la conquista normanna dell’Inghilterra ma ha anche un grande valore perché permette di comprendere meglio la vita quotidiana nel mondo medievale in questa zona. E’ formato da diverse pezze di tessuto per una lunghezza di oltre 68 metri e ora è conservato nel Centre Guillaume-le-Conquérant di Bayeux. Dopo un tuffo nella storia antica un salto in quella recente: ai tempi della Belle Époque. Il posto giusto sono le spiagge di Deauville, luogo di dolce vita per generazioni di parigini. Ci sono i casinò, gli ippodromi, le ville liberty e il cinema. Non fermarsi sarebbe un vero peccato.

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Proseguendo il nostro viaggio alla scoperta di cosa fare e vedere in Normandia arriviamo a Honfleur che è stato per secoli uno dei principali porti di Francia, alla foce della Senna, fino a quando durante il XIX secolo l’insabbiamento dei fondali ha reso impossibile l’attracco delle navi di grosse dimensioni. E Le Havre, sul lato opposto della Senna, ne ha approfittato per sottrarle spazio e ricchezza. Questa sabbia, se ha rovinato il porto, ha però di fatto preservato la cittadina da uno sguaiato sviluppo e ora Honfleur si è conservato come un delizioso piccolo borgo dove si vive ancora in un contesto antico. Il piccolo porto, da cui sono salpati famosi marinai come Samuel Champlain che fondò Quebec nel 1608, è circondato da splendi edifici e i palazzi colorati degli antichi lupi di mare. Sedetevi ai tavolini di uno dei tanti caffè a godervi la grazia di questo villaggio fatto di case di bambola e perdetevi nel dondolio delle barche. Intorno a voi poi decine di gallerie d’arte e il profumo del vento. Concedetevi un kir normand, l’aperitivo locale a base di sidro e ribes. E penserete di non voler più partire. Honfleur è stato anche il luogo di nascita del pittore impressionista Eugène Boudin e del compositore d’avanguardia Erik Satie: entrambi sono ricordati qui con un museo.

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Abbiamo detto che vogliamo scoprire cosa fare e vedere in Normandia. E una delle cose che sicuramente sono nell’elenco è:  mangiare. Si perché la reputazione che questa regione ha in Francia, e nel mondo, per gli ottimi formaggi, la panna e il  sidro si basa in gran parte sui  prodotti che nascono tra i prati verdi e gli ondulati frutteti del  Pays d’Auge. Questa zona, allungata a sud dalla città di Lisieux -famosa per la sua cattedrale –  incarna la Francia rurale nella sua forma più  idilliaca quella, per capirci, dove placide mucche da latte ruminano placidamente  in infinite distese di prato attraversate da sinuose stradine che sarebbe bello percorrere in bicicletta.  Qua e la poi si incrociano i casolari delle fattorie, con le classiche facciate a graticcio, protette dai nostri sguardi da filari di alberi da frutta, in particolare dai meli con cui viene prodotto un altro dei vanti locali: il calvados, l’acquavite di sidro di mele. Il nome più celebre, tra quelli  di questi borghi da scoprire viaggiando lentamente, è di sicuro quello di Camembert, patria del famosissimo formaggio nato, si dice, all’epoca della Rivoluzione, ma anche i villaggi di Crèvecoeur-en-Auge e Beuvron-en-Auge possono vantare splendide case padronali, scorci romantici e tavole ospitali. Dove fare incetta di piatti normanni.

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Cosa fare e vedere in Normandia: alla scoperta di Rouen

Ma è tempo di andare ancora oltre: e arrivare alla  più grande città della Normandia, Rouen, fondata  da una antica tribù celtica ancora prima dell’arrivo dei Romani e talmente ricca di bellezze da essere stata definita “città museo”. Un blasone mantenuto nonostante anche qui le bombe delle fortezze volanti abbiano fatto terra bruciata; tuttavia una parte della città si salvò e l’altra è stata ricostruita e ancora oggi  un vero  piacere aggirarsi per l’intricato  nucleo medievale di Rouen fatto di case a graticcio, strade lastricate  e chiese gotiche. E in certi momenti, soprattutto dopo che il buio ha avvolto Rouen sembra di essere tornati ai tempi del martirio di Giovanna d’Arco salita  al rogo nel 1431 in Place du Vieux Marché. Non è leggenda: ancora si vede la pietra dove venne alzata la pira. Ma lasciamo stare  questi ricordi di dolore e violenza e godiamoci questa città, storia a parte, offre a chi la visita anche negozi eleganti e ristoranti gourmet, musei importanti e un contesto urbano raffinato. Anche se poi, alla fine, sempre si finisce per ammirare la cattedrale di Notre Dame:  quella dove si trova la tomba di Riccardo Cuor di Leone, quella che per qualche anno è stato l’edificio più alto al mondo, quella che è di fatto il modello di tutte le cattedrali gotiche del paese ma, soprattutto, fu dipinta decine di volte da Claude Monet. Nelle notti d’estati  fermatevi a guardarla: è difficile capire se sia il quadro ad imitare l’edificio o viceversa, tante sono le sfumature di luce.  Ed è chiaro che nella lunga lista di cosa fare e vedere in Normandia ormai le opere dei suoi figli più celebri hanno sempre più un posto d’onore.

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Proseguendo lungo la costa si passano borghi tranquilli e città importanti come Le Havre, che ora sono un Patrimonio dell’Unesco ma negli anni brutti della guerra furono rase al suolo. Nei giorni dello sbarco la città subì 132 bombardamenti e il bilancio fu drammatico: 5.000 morti, 80.000 senza tetto, 12.000 immobili distrutti. In pratica non rimase nulla e fu necessario ricostruirla completamente. L’incarico venne affidato all’architetto Auguste Perret, definito un «poeta del cemento», che riuscì a dare un nuovo volto a quel cumulo di rovine. Reinventò una città unica dall’architettura epurata, applicando i principi del classicismo strutturale, unendo l’utilizzo del cemento armato a uno stile classico. Il risultato è che Le Havre è l’unica città la cui architettura moderna è inserita nel Patrimonio Mondale dell’UNESCO per il suo centro città. A riprova che la nostra guida di cosa fare e vedere in Normandia sa offrire anche quello che non ti aspetti. E’ invece attesa e prevedibile la malìa di un altro piccolo gioiello incastonato nelle scogliere che tanto piacquero agli Impressionisti. Si tratta della piacevolmente sonnolenta Étretat, un paese che forse poco è cambiato dal tempo della calata dei pittori con la marsina che arrivavano da Parigi per raccontare le impressioni della natura. Davanti al piccolo lungomare c’è la lunga spiaggia di ciottoli, a fianco le svettanti scogliere gemelle. Intorno,  sentieri che zigzagano tra verdi prati in salita dove sdraiarsi a respirare il vento e ammirare la tavolozza del mare. Poi, proprio in cima alla falesia a nord, una piccola cappella e dall’altra parte un arco scavato nella roccia dalle onde. Qui arte e natura vanno sottobraccio da un secolo.

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Cosa fare e vedere in Normandia: l’abbazia di Mont St-Michel

Ha invece una storia assai più lunga la straordinaria abbazia di Mont Saint-Michel che da oltre mille anni si innalza su una piccola a poca distanza tra il punto di contatto della Bretagna e della Normandia. I francesi chiamano la chiesa gotica al suo apice, sormontato a sua volta da una statua dorata di San Michele, come “La Merveille” e non è un caso visto che ancora oggi la sua vista unica  colpisce ogni viaggiatore che arriva e la vede stagliarsi contro l’orizzonte. La base dell’isola è stata a lungo una trappola per turisti, ma si può sfuggire alla folla salendo le lunghe scalinate di pietra verso il cielo, o anche godendosi lunghe  escursioni sulle spiagge che emergono con la bassa marea.
Per consentire la circolazione delle maree tutto intorno all’isolotto la  strada rialzata che la collegava alla terraferma è stata ora sostituito da un ponte futuristico. Tutti i visitatori ora devono parcheggiare in enormi spazi sulla terraferma e poi raggiungere l’abbazia sia a piedi sia con mezzi pubblici.

Infine chiudiamo questo nostro veloce viaggio attraverso cosa fare e vedere in Normandia arrivando a  Giverny, il  villaggio dove Claude Monet trascorse 43 anni della sua vita, fino alla morte nel 1926, e che ormai è quasi interamente dedicato a onorare la sua memoria. La casa dell’artista è diventata un museo che si visita: peccato solo che nessuno dei suoi dipinti appesi alle pareti siano originali. Ma l’atmosfera è ugualmente affascinante. Non solo l’interno, però: anzi i giardini sono forse ancora più belli, in particolare il lago delle ninfee che ha tante volte dipinto. Intorno ci sono gallerie e un museo e una atmosfera che profuma d’arte.  Voi non abbiate fretta e sedetevi a riempirvi gli occhi di colori. La tavolozza della Normandia non annoia mai.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

One Response to “Cosa fare e vedere in Normandia: dagli Impressionisti alle spiagge”

  • Daniele

    Written on 15 Gennaio 2017

    Il racconto e’ emozionante e la descrizione dei luoghi meravigliosi della Normandia fanno apprezzare ancora di più un incantevole pezzo di Francia.
    Le spiagge del D-Day sono toccanti; la nostra libertà odierna e’ passata anche anche da lì.
    La foto di Mont St-Michel al tramonto lascia a bocca aperta.
    Complimenti!

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