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	<title>Los Angeles Archivi - Travelfar</title>
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	<title>Los Angeles Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Guida di Chicago, cosa vedere nella città del vento e del blues</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2017 09:37:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chicago viene spesso trascurata per colpa delle invadenti New York o San Francisco: ed è un vero peccato. Si. perché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chicago viene spesso trascurata per colpa delle invadenti <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/week-end-a-new-york/"><strong>New York</strong> </a></span>o <strong>San Francisco</strong>: ed è un vero peccato. Si. perché alla “<strong>Windy City</strong>”, la città del vento come viene chiamata (e basta capitare da queste parti in una tersa giornata di inverno per sperimentarne il gelido motivo), non viene attribuito il ruolo che merita come centro di cultura, arte e architettura del <strong>mondo a stelle e strisce</strong>. Non ci credete? Eppure basta poco per capirlo: è sufficiente alzare gli occhi alle torri che sovrastano la città – e non esiste simbolo migliore per il luogo che ha battezzato il <strong>primo grattacielo</strong>&#8211; o, se preferite, porgere orecchio agli onnipresenti accordi <strong>blues </strong>e<strong> jazz</strong>. Non a caso ogni <strong>guida di Chicago</strong> vi dirà che questi generi fondamentali nella storia della musica hanno avuto qui la loro incubatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">E persino il genio di <strong>Louis Daniel Armstrong</strong>, nato negli stati del sud, emigrò ben presto nella capitale dell’Illinois per crescere come musicista. Diventando il maestro della tromba e del jazz.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-palazzi.jpg" rel="lightbox[4063]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4070" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-palazzi-1024x684.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-palazzi-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-palazzi-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-palazzi.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Guida di Chicago: il lago davanti e lo sport nel cuore</h2>
<p style="text-align: justify;">Situata sul bellissimo e enorme <strong>lago Michigan</strong> (per capire le dimensioni: è largo anche 190 km. Il mare Adriatico si estende in media per 150 km) offre anche molti altri motivi di interesse a partire da una buona qualità della vita– ci sono <strong>parecchi ristoranti</strong> che meritano una sosta e locali vivaci oltre a splendidi negozi lungo il <strong>Magnificent Mile  </strong>– ma anche e forse soprattutto una enorme offerta di <strong>sport</strong>. Qui la gente impazzisce per le varie discipline (dal football coi <strong>Bears</strong> al basket con i <strong>Bulls </strong>dai<strong> Blackhawks</strong> dell’hockey al baseball rappresentato dai <strong>Cubs </strong>e dai<strong> Red Socks</strong>) e quando la squadra locale dei <strong>Cubs</strong> ha vinto le <strong>World Series</strong> dopo 108 anni l’intera Chicago è come impazzita. Quando tre milioni di persone scendono in piazza per fare festa significa che un fuoricampo fa davvero battere il cuore a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-tifosi-dei-Cubs.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4069" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-tifosi-dei-Cubs-1024x701.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="701" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-tifosi-dei-Cubs-1024x701.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-tifosi-dei-Cubs-300x205.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-tifosi-dei-Cubs.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">La capitale del Midwest</h3>
<p style="text-align: justify;">La scena musicale poi, l’abbiamo detto, offre assoli  buoni per ogni palato (con ovviamente molto spazio al <strong>blues</strong>) ma ci sono anche <strong>festival</strong> di fama, una <strong>orchestra sinfonica</strong> di classe mondiale, una <strong>decina di università</strong> e alcuni <strong>musei</strong> formidabili – uno per tutti <strong>l’Art Institute</strong> con la sua vasta collezione di impressionisti francesi &#8211; senza dimenticare il <strong>Millennium Park</strong>, che ha aperto nel 2004, ed è considerato uno dei giardini più grandi al mondo, celebre per le sue molte sculture e opere d’interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Una guida di Chicago non può dimenticare poi che qui sono stati girati alcuni film entrati nel mito (uno per tutti: <strong>The Blues Brothers</strong>) e allora capirete che la città del vento è davvero<strong> una capitale</strong>: da qui alla costa orientale degli <strong>Usa</strong> ci sono circa 1000 miglia e oltre 2000 per quella ovest. In mezzo Chicago ospita 2,7 milioni di persone nel suo cuore e quasi 10 milioni nella regione e questo la rende la più grande metropoli di questa fetta di paese. Anche per questo probabilmente Chicago è <strong>la più americana</strong> delle città americane e come tale vive le sue tante contraddizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è così ormai da molto tempo: non a caso da qui, proprio dal centro della città, parte la mitica <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-sulla-route-66/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Route 66</strong></a></span>, la strada che attraversa l&#8217;America fino in <strong>California</strong>. La strada dei motel, del Boss e della <strong>Grande Depressione</strong>. La strada a<strong> stelle e strisce </strong>per eccellenza<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-museo.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4076" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-museo-1024x684.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-museo-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-museo-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-museo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Il centro e i palazzi da record</h4>
<p style="text-align: justify;">Il centro della città è conosciuto come <strong>The Loop </strong>ed è la parte dove la <strong>metropolitana</strong> sferragliante corre sospesa sui viadotti di metallo ossidato: The Loop è anche il cuore degli <strong>affari</strong> di Chicago, sede degli uffici più importanti, della<strong> Borsa</strong>,  del Municipio e della contea di Cook oltre ad essere un bosco di alberi di cemento di cento piani.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio qui, nel<strong> 1884</strong>, è stato costruito <strong>il primo grattacielo</strong> in acciaio e muratura, <strong>l’Home Insurance Building</strong>: aveva dieci piani all’inizio che divennero quindici in un secondo tempo. Oggi sembra patetico come il gioco di un bambino: ma nacque da questo che oggi appare come un minuscolo palazzotto la gara verso l’alto delle città del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-Millemium-Park.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4077" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-Millemium-Park-1024x684.jpg" alt="guida-di-Chicago--Millemium-Park" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-Millemium-Park-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-Millemium-Park-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-di-Chicago-Millemium-Park.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Le torri delle archistar</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma la nostra guida di Chicago vi suggerisce quindi di guardare ben più in alto: poco distante si innalza l’ex <strong>Sears Tower</strong> che ora si chiama <strong>Willis Tower</strong> ed è uno uno degli edifici più <strong>alti del mondo</strong> (tolse il primato alle <strong>Twin Tower</strong> di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/week-end-a-new-york/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>New York</strong></a></span>) anche se dal 1973 al 1998 non esisteva nulla che lo potesse superare. E’ alto <strong>527 metri</strong> e al centotresimo si trova la panoramica &#8220;<strong>Skydeck</strong>&#8220;: la vista è emozionante anche perché ci si sente sospesi nel vuoto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non solo giganti: in città grandi architetti come Louis Sullivan, Mies van der Rohe e <strong>Frank Lloyd Wright</strong> e la sua <strong>Prairie School of Architecture</strong> hanno tutti lasciato il segno creando uno stile caratteristico che spinge a camminare con il naso per aria. Ma non solo: perché Chicago non è solo interessante solo per la sua dote di mattoni e palazzi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-insegne-e-sapori-stranieri.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4075" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-insegne-e-sapori-stranieri-1024x636.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="636" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-insegne-e-sapori-stranieri-1024x636.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-insegne-e-sapori-stranieri-300x186.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-insegne-e-sapori-stranieri.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Chicago è infatti un hub cosmopolita che nel tempo ha attirato immigrati da tutto il mondo tanto che si dice che Chicago sia <strong>la città più irlandese</strong> al mondo (al di fuori dell’isola di smeraldo, s’intende). La dimostrazione arriva il giorno di <strong>San Patrizio</strong> quando si svolge il “<strong>River Dyeing</strong>”: l’acqua del <strong>fiume Chicago</strong> che attraversa la città viene colorata letteralmente di <strong>verde</strong>. Ma qui si trovano anche grandi comunità d vietnamiti, latini e ovviamente italiani che hanno con il tempo cambiato la sua fisionomia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo dimostra una frase pronunciata nel diciannovesimo secolo da <strong>Mark Twain</strong> che scrisse: &#8220;E’ impossibile per il visitatore occasionale cercare di tenere il passo con Chicago. Lei cresce e si sviluppa più velocemente delle profezie che la riguardano”. Oltre un secolo dopo, le sue parole suonano ancora molto vere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-strade-e-gente.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4072" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-strade-e-gente-1024x846.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="846" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-strade-e-gente-1024x846.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-strade-e-gente-300x248.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-strade-e-gente.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>I film e i personaggi</h4>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>guida di Chicago</strong> però non può cantarne solo le lodi dimenticando  le sue  zone d’ombra. Che ci sono; e non sono poche. Tralasciando l’epopea della <strong>mafia</strong> degli anni ’30 (e ricordiamo che <strong>Al Capone</strong> veniva proprio da qui come racconta un altro film epico su Chicago: <strong>Gli intoccabili</strong>) si deve tenere a mente che qui esistono zone di fortissimo disagio e degrado e esistono ancora le cicatrici di una storia meno gloriosa: quella della segregazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella città che ha spinto al top i simboli della integrazione della <strong>gente di colore</strong> (citiamo, ad esempio <strong>Barack Obama</strong>, <strong>Oprah Winfrey </strong>e<strong> Kanye West</strong>) la ghettizzazione infuria in certe aree. Alcuni quartieri di <strong>West e South Side</strong> hanno guadagnato alla città un triste soprannome inventato dai funamboli dell’hip-hop:  <strong>Chiraq</strong>. Il significato? Semplice: è la contrazione di &#8220;<strong>Chicago&#8221; </strong>e<strong> &#8220;Iraq</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché qui in alcuni anni si sono  contati più morti per strada, uccisi dalle pallottole,  che in Iraq. Ma chi voglia partire per un viaggio non si spaventi: è un destino amaro di solo alcuni quartieri. <strong>Wicker Park</strong>, ad esempio, è invece il sogno dei giovani e belli e ricchi che abitano splendide case di mattoni rossi e passeggiano con i loro labrador al guinzaglio per raggiungere locali di tendenza. Poco lontano <strong>Logan Square</strong>, <strong>Humboldt Park</strong> e<strong> Ukrainian Village</strong> sono la zona degli artisti che hanno colonizzato i palazzi suddivisi in <strong>loft</strong> da condividere. Una volta qui erano tutti immigrati latini: ora si incontrano gli <strong>hipster</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-barche-sul-lago.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4071" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-barche-sul-lago-1024x684.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="684" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-barche-sul-lago-1024x684.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-barche-sul-lago-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-barche-sul-lago.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Guida di Chicago: le informazioni utili</h4>
<p style="text-align: justify;">La guida di Chicago vi ricorda che i <strong>periodi migliori </strong> per visitare la città sono la primavera e l&#8217;autunno anche se in entrambe  le stagioni<strong> le piogge </strong>e i temporali sono frequenti. D&#8217;estate può fare <strong>molto caldo</strong> con temperature che arrivano anche oltre trenta gradi ed un alto tasso di umidità che rende il clima fastidioso. Gli inverni invece sono molto freddi con <strong>abbondanti nevicate</strong> e spesso <strong>raffiche di vento</strong> gelato. Le  temperature possono scendere sotto lo zero per  molti giorni consecutivi: portatevi dei capi molto caldi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-la-metro-sopeaelevata.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4074" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-la-metro-sopeaelevata-1024x575.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="575" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-la-metro-sopeaelevata-1024x575.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-la-metro-sopeaelevata-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-la-metro-sopeaelevata.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare in città si atterra all&#8217;aeroporto di <strong> Chicago O&#8217;Hare</strong>  chiamato comunemente  solo the <strong>International Airport,</strong> a circa 30 km a nord-ovest della città e collegato, la corsa dura <strong>45 minuti circa</strong>,  con l&#8217;efficiente servizio di trasporti pubblici locali. Per il<strong> taxi</strong> calcolate circa 50 dollari di spesa e non meno di 40 minuti a seconda del traffico. C&#8217;è anche un aeroporto più vicino che si chiama <strong>Chicago Midway International</strong> Airport ma qui i voli sono molto meno frequenti e spesso si tratta di collegamenti locali. Per spostarsi in città usate la capillare <strong>metro</strong> che nel Loop corre sopraelevata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-un-locale-del-centro.jpg" rel="lightbox[4063]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4073" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-un-locale-del-centro-1024x605.jpg" alt="guida-chicago" width="1024" height="605" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-un-locale-del-centro-1024x605.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-un-locale-del-centro-300x177.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/guida-chicago-un-locale-del-centro.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Chicago? C&#8217;è la pizza</h4>
<p style="text-align: justify;">Per finire parliamo di gola. La <strong>scelta gastronomica</strong> a Chicago è molto ampia ovviamente: per mangiare cibo messicano si sceglie di solito la zona di  <strong>Pilsen</strong> mentre di gran moda è ora scegliere le panetterie e i locali di <strong>Little Ucraina</strong> popolati da una clientela trendy.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi amate la <strong>pizza alta</strong> Chicago è il luogo che fa per voi visto che qui ci si vanta di averla inventate e ci sono diverse catene di locali che si contendono il ruolo di vero artefice della pizza &#8220;<strong>stile Chicago</strong>&#8220;. La città poi ospita alcuni degli indirizzi più famosi d&#8217;America per le bistecche (<strong>Morton&#8217;s</strong> per tutti) e diversi indirizzi di locali stellati: tra questi c&#8217;è <strong>Alinea</strong> che si trova tra i primi dieci nella liste dei  migliori cinquanta ristoranti al mondo.</p>
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		<title>Viaggio sulla Route 66: cosa vedere, le città e il percorso</title>
		<link>https://www.travelfar.it/viaggio-sulla-route-66/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2017 08:30:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si scrive viaggio sulla Route 66. Si legge on the road. Perché questa non è una strada, o meglio non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si scrive viaggio sulla <strong>Route 66</strong>. Si legge <strong>on the road</strong>. Perché questa non è <strong>una strada</strong>, o meglio non solo. Questa nastro d&#8217;asfalto srotolato dall&#8217;alba al tramonto per <strong>2448 miglia</strong> (che tradotto significa circa 4000 km) vibra per gli arpeggi di <strong>Woody Guthrie</strong> e gli assoli del<strong> Boss</strong>, ricorda i sogni calpestati dei furibondi di <strong>Steinbeck</strong>, palpita per il rombo dei chopper di quando <strong>Easy Rider</strong> non era solo un film ma uno stile di vita, si specchia in una serie di istantanee divenute icone, come i motel di<strong> Hopper</strong> e i <strong>Ray Ban</strong> di James Dean, i <strong>dinner</strong> affogati nella polvere e i macchinoni con le ali sul baule, il mito del viaggio e quello della frontiera, natura capricciosa, fischiare sgarbato del vento e tante vite. Spesso vendute a prezzo di saldo.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, ecco perché un la <strong>Route 66</strong> non è solo un percorso ma un&#8217;esperienza su quella che, non a caso, viene chiamata &#8220;<strong>The</strong> <strong>mother road</strong>&#8220;, la madre di tutte le strade. Per gli americani, è ovvio, ma anche per noi che quel pellegrinaggio lo sogniamo da quando eravamo bambini. E vivevamo invece tra la via Emilia e il west.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12010" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio-1024x536.jpg" alt="" width="1024" height="536" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio-1024x536.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio-300x157.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio-768x402.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66.-I-simboli-del-viaggio.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Viaggio sulla Route 66: nasce il mito on the road</h2>
<p style="text-align: justify;">La Route 66 è un sogno nato nel passato, in particolare nel <strong>1926,</strong> quando venne ideato il progetto di creare una <strong>arteria che attraversasse il continente</strong> e che fosse aperta tutto l&#8217;anno. Per farlo è servito creare un corridoio lastricato che tagliasse nel bel  mezzo tutta l&#8217;America rurale partendo da <strong><a href="https://www.travelfar.it/guida-di-chicago/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #008000;">Chicago</span></a></strong> e arrivando sino ad oltre<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-a-los-angeles-in-tre-giorni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> Los Angeles</strong></a></span>, attraversando <strong>otto stati</strong> e <strong>tre fusi orari</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come un&#8217;arteria che trasporta il sangue la &#8220;strada madre&#8221; ha nutrita le piccole comunità sparse nelle enormi distese di campi degli <strong>stati centrali degli Usa</strong>, ha dato lavoro a generazioni di camionisti e ha visto scorrere le carrette delle famiglie costrette a lasciare le proprie case durante la <strong>Grande Depressione</strong>, quelli partiti con pochi stracci e molta speranza e diretti verso un mitizzato Ovest di benessere, tagliando l&#8217;intero paese perché la Route 66 è stato per molti una scorciatoia per la libertà. Ma anche l&#8217;avvio del <strong>tour</strong> nell&#8217;orrore: durante la Seconda guerra su questo asfalto si incolonnarono i camion che portavano i soldati pronti per imbarcarsi per la <a href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-e-vedere-in-normandia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><span style="color: #008000;">Normandia</span></strong></a> e i campi di battaglia. Altra dimostrazione che la storia recente degli Usa è stata scritta lungo questi rettilinei tirati nel nulla.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-il-mito-delle-due-ruote.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4030" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-il-mito-delle-due-ruote-1024x435.jpg" alt="Viaggio sulla Route 66" width="1024" height="435" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-il-mito-delle-due-ruote-1024x435.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-il-mito-delle-due-ruote-300x128.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-il-mito-delle-due-ruote.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>Una strada? No, un mito</h3>
<p style="text-align: justify;">La celebrità e il <strong>mito della Route 66</strong> comunque sono poi cresciuti negli anni &#8217;50, quando i <strong>turisti</strong> hanno iniziato a percorrerla grazie alla diffusione delle auto e questa era la strada diretta per chi puntava verso<span style="color: #008000;"> <strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-a-los-angeles-in-tre-giorni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Los Angeles</a></strong></span>. Con il crescere del traffico si è sviluppato anche tutto quello che stava intorno: e si crearono delle vere e proprie attrazioni turistiche oltre ad una rete capillare di <strong>motel</strong> e luoghi per la sosta.</p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso questa strada è stata l&#8217;incubatore di uno dei marchi globali più celebri al mondo. Proprio qui, sul bordo della “strada madre” a <strong>San Bernardino</strong> è nato un fast food destinato ad una certa notorietà. Il suo nome? <strong>Mc Donald&#8217;s.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-vecchi-diner.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4034" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-vecchi-diner-1024x661.jpg" alt="viaggio sulla Route 66" width="1024" height="661" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-vecchi-diner-1024x661.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-vecchi-diner-300x194.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-vecchi-diner.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Route 66: un&#8217;icona che sopravvive al tempo</h3>
<p style="text-align: justify;">Ma  se è stato un periodo di enorme successo è stato anche breve: è bastato che<strong> nel 1956</strong> la nuova legge federale sulle <strong>autostrade</strong> voluta dal presidente <strong>Dwight Eisenhower</strong> introducesse nuove regole per le strade interstatali, che da allora in poi dovevano garantire nuovi standard di sicurezza e velocità, per dare inizio al declino. Il traffico iniziò a scegliere altre strade, le stazioni di servizio cessarono miseramente per mancanza di clienti, le cittadine cresciute sul benessere portato da chi si metteva in viaggio sulla <strong>Route 66</strong> si scoprirono più povere e senza futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">La fine era iniziata. Nel <strong>1984</strong> addirittura la società che gestisce le autostrade a stelle e strisce l&#8217;ha <strong>cancellata</strong> dalla lista. <strong>La Route 66</strong> è stata dismessa ed ha cessato di esistere. Ovvio: si tratta di una scomparsa per la burocrazia. Lunghi <strong>pezzi di strada</strong> esistono ancora e possono essere percorsi ma spesso non sono collegati tra di loro e serve un navigatore per non perdersi. Quanto ne è rimasto oggi? Si dice l&#8217;80%. Ma per tutti noi un viaggio sulla <strong>Route 66</strong> resta reale e presente. Almeno nel ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-le-vecchie-stazioni-di-servizio.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4031" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-le-vecchie-stazioni-di-servizio-1024x612.jpg" alt="Viaggio sulla Route 66" width="1024" height="612" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-le-vecchie-stazioni-di-servizio-1024x612.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-le-vecchie-stazioni-di-servizio-300x179.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-le-vecchie-stazioni-di-servizio.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Asfalto come un parco nazionale</h4>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi dieci anni, le organizzazioni non-profit e del <strong>National Park Service</strong> degli <strong>Stati Uniti</strong> hanno studiato iniziative e persino distribuito borse di studio per proteggere e preservare ciò che resta di questo <strong>mito americano</strong> che attira persone da tutto il mondo disposte ad affrontare lunghe tappe su strade dissestate pur di poter vantare di avere percorso tratti della 66 originale per un viaggio all&#8217;insegna della nostalgia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il premio? Sfiorare <strong>motel d&#8217;epoca</strong>, distributori di benzina restaurati e piccole città sonnacchiose che però hanno conservato lo spirito di una epoca. E anche questo è il segreto del viaggio di una vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-simbolo-della-strada.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4035" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-simbolo-della-strada-1024x576.jpg" alt="viaggio sulla Route 66" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-simbolo-della-strada-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-simbolo-della-strada-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-simbolo-della-strada.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Otto stati da attraversare</h4>
<p style="text-align: justify;">Un viaggio sulla Route 66 permette di attraversare la bellezza di <strong>otto stati</strong> e quindi offre la possibilità di scoprire distese di <strong>deserto</strong>, <strong>montagne</strong>, zone agricole, le<strong> grandi città</strong> metropolitane e <strong>paesi</strong> di cui nessuno ricorda il nome. Le città sono certamente i posti giusti per le soste ma se si vuole penetrare lo spirito di quello che è stato la Route 66 è nei villaggi che occorrerebbe fermarsi. Lungo le <strong>Main street</strong>, mangiando nelle tavole calde che sembrano uscite da un <strong>telefilm</strong>, si ritrova l&#8217;immagine che per molti di noi è la vera icona della <strong>provincia americana</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo abbiamo detto: la Route 66 è nata per permettere alle persone di andare da un punto all&#8217;altro: ma oggi è <strong>la Route 66</strong> che si è trasformata nella stessa<strong> destinazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-la-fine-della-strada.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-4029 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-la-fine-della-strada-1024x636.jpg" alt="" width="1024" height="636" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-la-fine-della-strada-1024x636.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-la-fine-della-strada-300x186.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-sulla-Route-66-la-fine-della-strada.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">L&#8217;inizio e la fine</h4>
<p style="text-align: justify;">La route 66 va da <strong>Chicago</strong>,<strong> Illinois</strong> a <strong>Santa Monica</strong>, in <strong>California</strong>. A Chicago, la partenza ufficiale, giusto per complicare un po&#8217; le cose si trova su due strade anche se il punto codificato è  su <strong>Jackson Blvd</strong> quasi all&#8217;angolo con <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-chicago/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Michigan Avenue</strong></a></span>. Il cartello ufficiale – quello dove tutti si scattano la foto &#8211; si trova su un alto palo (accanto ad una fermata dell&#8217;autobus per prevenire che qualcuno lo rubi).</p>
<p style="text-align: justify;">Per cui per trovarlo alzate lo sguardo. A <strong>Santa Monica</strong> scovare il punto esatto è un po&#8217; più semplice: si trova precisamente all&#8217;intersezione di <strong>Lincoln Boulevard</strong> con <strong>Olympic Boulevard</strong>. Qui la strada non prosegue perché oltre c&#8217;è il mare. Ma i sogni, e la Route 66 è un sogno, non si fermano certo per un po&#8217; d&#8217;acqua.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-segni-del-passato.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4036" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-segni-del-passato.jpg" alt="viaggio sulla Route 66" width="955" height="729" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-segni-del-passato.jpg 955w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-i-segni-del-passato-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 955px) 100vw, 955px" /></a></p>
<h4>Basta qualche tappa per entrare nel mito</h4>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte delle persone che iniziano un <strong>viaggio sulla Route 66</strong> non percorrono l&#8217;intera lunghezza della strada. E il motivo è evidente: per godersela tutta occorre <strong>molto tempo</strong> e ora che ci sono lunghe deviazioni la percorrenza si allunga e di parecchio. Moltissimi quindi scelgono di percorrere alcuni tratti, saltando sulle veloci autostrade interstatali per risparmiare tempo tra le principali destinazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si dispone di tempo limitato l&#8217;idea migliore è quella di scegliere <strong>una sezione</strong> che si adatta con i propri interessi o che  si leghi con i propri piani (ad esempio, scegliendo quali tra le città principali lungo il tragitto andare a scoprire). Ovviamente la lista è quasi infinita. Ecco alcune idee.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-museo-dei-cowboy-in-Okaloma.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-4037 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-museo-dei-cowboy-in-Okaloma-1024x605.jpg" alt="" width="1024" height="605" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-museo-dei-cowboy-in-Okaloma-1024x605.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-museo-dei-cowboy-in-Okaloma-300x177.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-museo-dei-cowboy-in-Okaloma.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Gli stop imperdibili</h4>
<p style="text-align: justify;">Per chi sia un appassionato del mondo dei<strong> cowboys</strong> e del <strong>selvaggio West</strong> il tratto migliore del viaggio sulla Route 66 è quello che va dall&#8217;<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-arizona/"><strong>Arizona</strong></a></span> all<strong>&#8216;Oklaoma</strong> dove non ci si deve perdere il <strong>Cowboy &amp; Western Heritage National Museum</strong>. Qui sono nati alcuni miti dell&#8217;epopea western e a poca distanza, a Vinita, si svolge un celebre <strong>rodeo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel tratto del<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-del-texas-cosa-vedere-tra-citta-parchi-naturali-rodei-e-montagne/"><strong> Texas</strong> </a></span>si può pensare ad una sosta per una vera bistecca da cowboy al <strong>Big Texan Steak Ranch</strong> di Amarillo, dove dal 1960 si smazzano ciclopiche T boon steak da 72 once (ovvero due chili) prima della visita <strong>all&#8217;American Quarter Horse Association Heritage Center</strong> (tutto sui cavalli e la monta western).</p>
<p style="text-align: justify;">Il centro storico di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-albuquerque-in-new-mexico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Albuquerque</strong></a></span> e quello di <strong>Santa Fe</strong> sono entrambi ottimi posti per comprare abbigliamento in stile cowboy prima di fiondarsi verso a <strong>Oatman</strong>, in <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-arizona/"><strong>Arizona</strong></a></span>, che era una vera e propria città mineraria ai tempi della corsa all&#8217;oro e che ora mantiene in vita il culto di quello stile e di quel tempo. In <strong>California</strong> poi imperdibile la sosta al <strong>Calico Ghost Town</strong>. Avrete tutto quello che sognate: portate un cappello a larga tesa e preparatevi ad un duello.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-deserto-di-Mojave.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-4038" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-deserto-di-Mojave-1024x625.jpg" alt="viaggio sulla Route 66" width="1024" height="625" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-deserto-di-Mojave-1024x625.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-deserto-di-Mojave-300x183.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-il-deserto-di-Mojave.jpg 1179w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Deserti e vecchie auto</h4>
<p style="text-align: justify;">Gli appassionati della <strong>natura selvaggia</strong> dovrebbero invece scegliere per il viaggio un tratto che passa nel <strong>deserto del Mojave</strong> in California, una delle aree meno popolate e spaventose tra quella attraversate dalla Route 66. Questa è stata per molto tempo la parte più pericolosa per la maggior parte dei conducenti perché l&#8217;acqua scarseggiava, le distanze tra i centri abitati assai lunghe distanze e le vecchie auto facilmente si surriscaldavano nel caldo del deserto.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi invece coltivi il mito molto americano del motore a scoppio dovrebbe scegliere come luoghi di sosta quelli immortalati nel celebre film d&#8217;animazione della <strong>Pixar</strong>, &#8220;<strong>Cars&#8221;</strong> che rievoca a cartoni il mito della &#8220;<strong>Mother road</strong>&#8220;. Gli autori del film hanno preso molti degli aspetti più significativi del mondo della Road 66 e delle soste potrebbero essere cadenzate in quelle cittadine che sembrano più avvicinarsi al mondo del motore a stelle e strisce: <strong>Amboy</strong>, CA, <strong>Seligman</strong>, AZ, <strong>Gallup</strong>, NM, o <strong>Baxter Springs</strong>, KS.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-un-posto-di-sosta.jpg" rel="lightbox[4025]"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-4039 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-un-posto-di-sosta-1024x434.jpg" alt="" width="1024" height="434" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-un-posto-di-sosta-1024x434.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-un-posto-di-sosta-300x127.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-sulla-Route-66-un-posto-di-sosta.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Una sosta al motel</h4>
<p style="text-align: justify;">Infine i vecchi motel sono parte integrante dell&#8217;immaginario che si è sviluppato intorno ad un viaggio sulla Route 66: li troverete disseminati lungo tutto il percorso. <strong>Tucumcari</strong> in <strong>New Mexico</strong> una volta era conosciuta per la sua lunga fila di motel affacciati sulla Route 66 mentre alcuni indirizzi celebri dell&#8217;epoca resistono come il <strong>Blue Swallow Motel</strong>, uno dei più famosi sulla strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri invece sono stati recuperati e trasformati in alberghi di ottimo livello come la Posada a Winslow, in<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-arizona/"><strong> Arizona</strong></a></span>, e Fonda a <strong>Santa Fe</strong>. Ma sono solo alcuni: il bello della <strong>Route 66 è</strong> che non si ferma mai. E la sua storia va avanti.</p>
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		<title>Cosa fare a Los Angeles in tre giorni tra spiagge, Vip e studios</title>
		<link>https://www.travelfar.it/cosa-fare-a-los-angeles-in-tre-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 08:45:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un mix unico e frastornante di strade e viadotti e svincoli con le montagne sullo sfondo, belle spiagge e infilate di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un mix unico e frastornante di strade e viadotti e svincoli con le montagne sullo sfondo, belle <strong>spiagge</strong> e infilate di negozi di <strong>lusso sfrenato</strong>, trappole per turisti e luoghi che vi sembrerà di avere già visto. Perché è vero: li avete già visti su chissà quanto giornali e servizi tv. Senza dimenticare la <strong>fabbrica dei sogni </strong>che qui è nata e ha ancora sede. E allora: continuiamo a sognare perché siamo a <strong>Los Angeles</strong>. E  non c&#8217;è nessun altro posto come Los Angeles. Ecco perché per rispondere alla domanda &#8220;cosa  fare a Los Angeles in tre giorni&#8221; occorre una premessa. Los Angeles in realtà sono <strong>molte città</strong> messe insieme e unite  in uno stravagante disordine. E non a caso uno dei soprannomi di LA è &#8220;Tinsel Town&#8221;, ovvero città di stagnola. Come se fosse un gioco. Qui si trovano le  stelle del cinema che abitano <strong>Beverly Hills</strong>, il pittoresco quartiere di<strong> Los Feliz</strong> e quel circo annuale che è la <span style="color: #000000;">premiazione degli <b>Academy Awards</b>.</span> Voi mostrate di essere in confidenza: chiamateli solo <strong>Oscar</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-la-città-al-tramonto.jpg" rel="lightbox[3418]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-3452 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-la-città-al-tramonto-1024x474.jpg" alt="Cosa fare a Los Angeles in tre giorni?" width="1024" height="474" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-la-città-al-tramonto-1024x474.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-la-città-al-tramonto-300x139.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-la-città-al-tramonto.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è che  la maggior parte dei club e dei  ristoranti di alto livello sono assediati da gruppi di paparazzi in attesa dei <strong>vip</strong> così come per le strade si incrociano quelli che cercano volti noti da fotografare con l&#8217;Iphone. Ma non c&#8217;è solo questo: ci sono anche  Malibu e <strong>Venice Beach</strong>  con le loro spiagge ma anche  negozi particolari e boutique interessanti senza dimenticare il pittoresco Malibu Pier  e la magnifica <strong>Villa Getty</strong>, degna di una visita E poi, ancora, le solite cose imperdibili come il <strong>Walk of Fame</strong> e i  Paramount Studios ma anche il gioiello nascosto della <strong>Koreatown</strong> o  <strong>Little Tokyo</strong>, con le sue distese di  Hallo Kitty. Insomma, Los Angeles sembra una. Ma sono tante.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Cosa fare a Los Angeles in tre giorni: un itinerario</h2>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; per questo motivo che si  dispone di <strong>soli tre giorni per visitare</strong> Los Angeles, anche alla luce delle grandi distanze da percorrere, è necessario stabilire delle priorità, fare delle scelte. Che come sempre sono arbitrarie visto che questa città permetterebbe di avere spunti per almeno una settimana. Uno dei punti di partenza potrebbe essere una visita a <strong>El Pueblo</strong> de Los Angeles che  si trova vicino a <strong>Union Square</strong>. Il paese, colorato e vivace, costruito durante la <strong>colonizzazione spagnola</strong> è diventato un luogo turistico abbastanza sfacciato e artefatto ma se amata la cucina messicana qui troverete quello che cercate. Poi potreste proseguire verso il <strong>Griffith Park </strong>che è  spesso indicato come il Central Park di Los Angeles. Qui potrete noleggiare una bicicletta, fare una passeggiata o fare <strong>un picnic</strong> sotto la iconica insegna che identifica <strong>Hollywood</strong>. All&#8217;interno del parco si trova anche  <strong>l&#8217;osservatorio Griffith</strong>, che oltre ad essere un luogo utilizzato in numerosi film è un luogo celebre per lo studio dell&#8217;astronomia. Il parco in più offre i soliti negozi di souvenir e un caffè battezzato &#8220;Alla fine dell&#8217;Universo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-universal-Studios.jpg" rel="lightbox[3418]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-3428 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-universal-Studios-1024x576.jpg" alt="Cosa fare a Los Angeles in tre giorni?" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-universal-Studios-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-universal-Studios-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-universal-Studios.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se avete deciso si  venire in <strong>California</strong> per scoprire  <strong>cosa fare a Los Angeles in tre giorni</strong> dovrete per forza  trascorrere almeno una giornata in uno dei parchi a tema della città. A voi la scelta: si può sperimentare una giornata magica a Disneyland o sperimentare le illusioni in celluloide ricostruiti negli <strong>Universal Studios</strong>. Se siete appassionati di queste cose sappiate che vale la pena di non perdere il &#8220;Muppet Vision 3D&#8221; (a <strong>Disneyland</strong>) o la &#8220;Casa degli orrori&#8221; (che si trova negli <strong>Universal Studios</strong>). Un consiglio: vale la pena di pagare un po&#8217; di più e acquistare il biglietti cosiddetti VIP. Vi aiuteranno ad evitare le lunghe cose che si formano davanti alle attrazioni più gettonate ed avere qualche servizio in più. Nel mondo della fantasia è sempre meglio osare.  Se poi volete passare dalla illusione alla realtà, sia pure vecchia di milioni di anni, non potrete trascurare <strong>La Brea Tar Pits</strong>. Si tratta di uno dei <strong>siti di fossili</strong> più ricchi del mondo: qui infatti, nascosti e protetti da pozzi di catrame sono spuntati  fossili di vita animale e vegetale ai box per (almeno)  decine di migliaia di anni. I fossili stessi  poi sono esposti nel Museo interno al sito, mentre le repliche di alcuni degli animali, tra cui <strong>mammut</strong> e tigri dai denti a sciabola,  sono stati riprodotti e disposti nel parco circostante dove ci sono ancora le pozze di liquami che continuano ad emettere bolle di gas.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa fare a Los Angeles in tre giorni: la fabbrica dei sogni</h4>
<p style="text-align: justify;">La domanda è retorica: cosa fare a Los Angeles in tre giorni senza andare al cinema? Nulla, si potrebbe dire.  Visto che siamo nella mecca della celluloide sarebbe un vero peccato non approfittarne per guardare un film o due. Se vi piace il <strong>glamour di Hollywood</strong> l&#8217;occasione migliore è  quella di cercare di pianificare il viaggio  durante il periodo del TCM <strong>Classic Film Festival</strong> (di soliti si svolge verso la fine di aprile e i primi di maggio).  In quei giorni è possibile vedere i film in tutti i generi dal thriller al<strong> western</strong>, dalle commedie ai <strong>drammi</strong>. I film vengono proiettati nelle sale del <strong>Teatro Cinese di Grauman</strong> e nell&#8217;<strong>Egyptian Theatre</strong> &#8211; un teatro che assomiglia sobriamente ad un tempio egizio. Anche al di fuori del festival non perdetevi una visita a queste due mitiche sale non foss&#8217;altro per ammirare le loro stravaganti architettura e la loro atmosfera unica.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-fare-a-Los-Angeles-in-tre-giorni-santa-monica.jpg" rel="lightbox[3418]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3465" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-fare-a-Los-Angeles-in-tre-giorni-santa-monica-1024x685.jpg" alt="cosa fare a Los Angeles in tre giorni" width="1024" height="685" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-fare-a-Los-Angeles-in-tre-giorni-santa-monica-1024x685.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-fare-a-Los-Angeles-in-tre-giorni-santa-monica-300x201.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-fare-a-Los-Angeles-in-tre-giorni-santa-monica.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa fare a Los Angeles in tre giorni: vita da spiaggia</h4>
<p style="text-align: justify;">Nonostante l&#8217;immensità della città, Los Angeles è  anche una città dove poter fare vita da mare e godersi le sue bellissime spiagge: non a caso qui si vantano di avere 3200 ore di sole all&#8217;anno. Ben 500 di  più di Nizza, sulla Costa Azzurra. Ecco perché  nell&#8217;elenco di cosa <strong>fare a Los Angeles in tre giorni</strong> occorre aggiungere una postilla.  Non dimenticate  il costume da bagno. D&#8217;altra parte le spiagge che si estendono per miglia e miglia lungo <strong>l&#8217;Oceano Pacifico</strong> sono una celebrazione dello stile di vita californiano con quartieri eleganti che si specchiano sulle onde e tranquille piste ciclabili che  collegano i diversi insediamenti. Il più proverbiale è il quartiere di   <strong>Malibu</strong> con le case dei ricchi e famosi, le ampie spiagge sabbiose intervallato da scogliere che rendono questa zona la più panoramica di Los Angeles. L&#8217;immagine che regna qui è quella classica immortalato dalle strofe dei  <strong>The Beach Boys</strong> e dagli idoli di  <strong>Baywatch</strong>. Anche <strong>Santa Monica</strong> è noto per la sua atmosfera di  spiaggia vagamente  alternativa dove hanno trovato rifugio alcuni mostri sacri di  Hollywood. Il panorama è dominato dalle file di palme che proteggono le case che un tempo furono di  <strong>Clark Gable</strong>, Joan Crawford e <strong>Greta Garbo</strong> mentre oggi abitate da <strong>Meryl Streep</strong>, Rod Stewart e Michelle Pfeiffer. Un punto di riferimento per il quartiere è il molo di Santa Monica dove resistono tracce del passato come la giostra con i cavalli di legno del 1920 mentre intorno si contendono i clienti una miriade di ristoranti di pesce.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Third Street Promenade</strong> è una zona  pedonale dove passeggiare tra <strong>artisti di strada</strong>, venditori ambulanti, evangelisti in cerca di adepti e negozi originali. Oltre ovviamente a  ristoranti e bar. <strong>Venice Beach  </strong>è meglio conosciuta per la sua  celebre<strong> Ocean Front Walk</strong>, che è la quintessenza della esperienza di <strong>vita a</strong> <strong>Los Angeles</strong> con l&#8217;esercito di  giocolieri, artisti di strada e amanti del <strong>jogging</strong>. Non solo: qui si viene per ammirare gli splendidi corpi scolpiti di uomini e donne che si allenano sulle bici e sui pattini lungo la passeggiata sulla spiaggia mentre a <strong>Muscle Beach</strong> è il regno del <strong>sollevamento pesi</strong> all&#8217;aperto. Guardate con rispetto i giganti che sudano al sole sollevando enormi bilancieri  prima di scegliere dove sedervi o provare a vostra volta a noleggiare bici  o pattini.  Dopo il tramonto però la zona diventa il ritrovo di bande di strada e spacciatori di droga; ecco perché è meglio fare attenzione a quello che potrete incontrare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Muscle-beach-a-Venice.jpg" rel="lightbox[3418]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-3462 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Muscle-beach-a-Venice-1024x576.jpg" alt="Cosa fare a Los Angeles in tre giorni" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Muscle-beach-a-Venice-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Muscle-beach-a-Venice-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Muscle-beach-a-Venice.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nella lista di cosa fare a Los Angeles in tre giorni c&#8217;è però anche lo spazio per la gola: una sosta la merita  l&#8217;<strong>Original Farmers Market</strong>, un mercato che si trova all&#8217;incrocio tra la <strong>3rd Avenue</strong> e<strong> Fairfax Avenue</strong>. Si può gustare la classica cucina americana e piatti provenienti da diversi paesi del mondo &#8211; anche se alcuni piatti possono essere un po&#8217; sconcertanti. Appena fuori dal mercato si trova è un centro commerciale all&#8217;aperto che ospita molti <strong> negozi di marchi  celebri </strong>nel mondo. In fondo una  visita a Los Angeles è anche una occasione per fare shopping e vedere cosa sia elegante e ricercato da queste parti. Poi placata la febbre degli acquisti concedetevi il tuffo nella cosa più kitsch del mondo: una <strong>visita guidata alle ville</strong> delle vostre star preferite. Le visite vengono organizzate caricando i turisti sul retro scoperto di un <strong>minivan</strong>: la vostra guida vi mostrerà le case più grandi, quelle più lussuose e quelle più costose della città citando gli attori che vi abitano o vi hanno abitato. Ovviamente un tour del genere presuppone un senso dell&#8217;umorismo abbastanza simile a quello degli abitanti della California e permette di fare soste nei luoghi culto come <strong>Rodeo Drive</strong> a <strong>Beverly Hills</strong>, <strong>Bel-Air</strong> e persino davanti alla famosa scritta Hollywood.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-3430 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Los-Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Beverly-Hills-e-Hollywood-1024x478.jpg" alt="Cosa fare a Los Angeles in tre giorni?" width="1024" height="478" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Los-Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Beverly-Hills-e-Hollywood-1024x478.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Los-Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Beverly-Hills-e-Hollywood-300x140.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Los-Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Beverly-Hills-e-Hollywood.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quindi durante il viaggio alla scoperta di cosa fare a Los Angeles in tre giorni concedetevi un salto in alto. E fate il <strong>volo dell&#8217;Angelo</strong>. Da non perdere tra le cose più stravaganti ci sono i cigolii e lo  sferragliare, appunto del Volo dell&#8217;Angelo, la<strong> funicolare</strong> più corta del mondo. Salire a bordo di questo pezzo di storia vi costerà solo $ 0,50 dollari e potrete vivere la buffa esperienza di salire quasi in verticale per circa 90 metri su un ripido pendio in una pittoresca macchina nera e arancione. No, il bello non è salire ma approfittare delle vetrate per godere del <strong>panorama dei grattacieli </strong>davanti a voi.  Quindi dedicatevi a tornare bambini. E gli <strong>Universal Studios di Hollywood</strong>,  il più grande studio cinematografico del mondo, è il posto giusto. L&#8217;attrazione principale è lo Studio Tour, un viaggio in tram  che attraversa l&#8217;enorme complesso svelando il dietro le quinte e alcuni famosi set, tra cui una <strong>città del West</strong>, la piazza della città della città di &#8220;Ritorno dal futuro&#8221;, <strong>Jurassic Park</strong>. Lungo il percorso poi i visitatori potranno vivere diversi disastri riprodotti come fossero veri: tra cui un terremoto, una valanga, l&#8217;attacco di uno squalo e un faccia a faccia con <strong>King Kong</strong>. Oltre alla visita c&#8217;è un classico parco a tema che offre attrazioni con la macchina del tempo di &#8220;<strong>Ritorno al Futuro</strong>&#8221; o l&#8217;avvincente Jurassic Park,  un viaggio in una giungla piena di dinosauri che termina con volo di oltre 25 metri  in verticale nell&#8217;acqua. Insomma, il brivido è assicurato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Chinatown.jpg" rel="lightbox[3418]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3450" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Chinatown-1024x611.jpg" alt="Cosa fare a Los Angeles in 3 giorni" width="1024" height="611" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Chinatown-1024x611.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Chinatown-300x179.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-a-Los-Angeles-in-3-giorni-Chinatown.jpg 1189w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Infine per terminare il catalogo, per forza di cose parziale, di cosa fare a <strong>Los Angeles</strong> in tre giorni non resta che fare visita alla <strong>più antica Chinatown</strong> negli Stati Uniti che si trova proprio accanto alla stazione ferroviaria <strong>Union Station</strong> (nota per la sua architettura Art Deco). Costruito nel 1938, Chinatown è un luogo affascinante da esplorare vagando tra i negozi, gli edifici di foggia bizzarra e alcune interessanti gallerie. Alla fine viene fame e ovviamente il cibo è cinese. Ma <strong>siamo a Los Angeles</strong>, ovvero in una città dai mille volti. E quindi anche questo  va assaporato. E siamo solo all&#8217;inizio del viaggio.</p>
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		<title>Parchi americani della California:  cosa vedere dallo Yosemite alla Death Valley.</title>
		<link>https://www.travelfar.it/parchi-americani-della-california/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2016 10:21:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Partenza: Idee in valigia]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari: Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[California]]></category>
		<category><![CDATA[Death Valley]]></category>
		<category><![CDATA[Half Dome]]></category>
		<category><![CDATA[Los Angeles]]></category>
		<category><![CDATA[Parchi Americani]]></category>
		<category><![CDATA[Point Reyes National Seashore]]></category>
		<category><![CDATA[San Francisco]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Yosemite]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Otto parchi nazionali e più o meno trecento parchi statali, aree tutelate e zone protette. La California è uno stato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Otto parchi nazionali e più o meno trecento parchi statali, aree tutelate e zone protette. La California è uno stato ricchissimo di natura. E anche se solitamente si pensa a questo stato pensando ai saliscendi di<strong> San Francisco</strong> o ai lustrini di <strong>Hollywood</strong> questa fetta degli <strong>Stati Uniti</strong> raccoglie alcuni degli spazi di natura più incredibili del pianete. Ecco allora una guida ai <strong>parchi americani della California </strong>per scoprire dallo<strong> Yosemite alla Death Valley</strong>. Preparatevi a restare a bocca aperta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-i-colori-della-valle-della-morte.jpg" rel="lightbox[2155]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2159" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-i-colori-della-valle-della-morte-1024x642.jpg" alt="Parchi americani della California, dallo Yosemite alla Death Valley." width="1024" height="642" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-i-colori-della-valle-della-morte-1024x642.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-i-colori-della-valle-della-morte-300x188.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-i-colori-della-valle-della-morte.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Parchi americani della California: alla scoperta del deserto</h2>
<p style="text-align: justify;">Il nome non fa ben sperare: e verrebbe voglia di dire che è un posto da evitare assolutamente. Non è così: voi non lasciatevi spaventare da queste inquietanti allusioni ad una brutta fine del viaggio e mettetevi in auto. Con qualche avvertenza però: la maggior parte dell&#8217;anno questo vasta e aspra distesa di <strong>deserto californiano</strong> è insopportabilmente calda ma la visita in inverno o all&#8217;inizio della primavera (anche se anche in pieno inverno, le temperature di mezzogiorno possono raggiungere i 30 gradi) permette di godere della <strong>Death Valley</strong> senza troppa sofferenza e offre sorprese davvero inattese.</p>
<p style="text-align: justify;">La gran parte dei visitatori infatti si aspetta una distesa brulla e senza colori ed invece restano colpiti dalle tante sfumature della natura intorno. D’altra parte anche questa zona è sempre stata abitata e per migliaia di anni, la gente della tribù <strong>Timbisha</strong> hanno tranquillamente vissuto in queste lande cercando migliori condizioni di vita grazie a opportune migrazioni tra il fondovalle e le zone di montagne più alte e fertili a seconda della stagione. Il nome <strong>Death Valley</strong> è stato attribuito soltanto nel 1849 da una banda di <strong>cercatori d’oro</strong> che si sono perduti mentre cercavano di raggiungere uno dei mitici giacimenti dell’epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">L’oro non si sa se l’abbiano trovato ma qualcuno c’ha lasciato le penne e questo spiega il nome. La leggenda non sembra scoraggiare gli atleti della massacrante <strong>Badwater Ultramarathon</strong>, una gara che si sviluppa per 135 miglia attraverso la valle. Quando? Beh, non certo nel periodo migliore per visitare i parchi americani della California. Ovvero a metà di luglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-bad-water-bassin.jpg" rel="lightbox[2155]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2167" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-bad-water-bassin-1024x682.jpg" alt="Parchi americani della California, dallo Yosemite alla Death Valley" width="1024" height="682" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-bad-water-bassin-1024x682.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-bad-water-bassin-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-bad-water-bassin.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il parco offre al visitatore nove campeggi e numerosi alberghi con aria condizionata, tra cui la storica <strong>Furnace Creek Inn</strong> (doppie a partire da $ 365) e la località Panamint Springs (doppie a partire da $ 79, quadruple $ 94).</p>
<p style="text-align: justify;">Il consiglio: uno dei posti migliori per vivere <strong>Death Valley</strong> in tutto il suo splendore multicolore è <strong>Zabriskie Point</strong>, all&#8217;alba o al tramonto. Questo punto di osservazione è facilmente accessibile solo a pochi passi da un ampio parcheggio</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-yosemite.jpg" rel="lightbox[2155]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2160" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-yosemite-1024x682.jpg" alt="Parchi americani della California, dallo Yosemite alla Death Valley." width="1024" height="682" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-yosemite-1024x682.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-yosemite-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-yosemite.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Parchi americani della California: gioielli di natura</h3>
<p style="text-align: justify;">Una guida ai parchi americani della <strong>California </strong>non può che mettere tra le cose imperdibili questo parco. Perché qui c’è tutto. Ci sono le montagne scolpite dallo scalpello dei ghiacciai, una ricca fauna selvatica facile da ammirare e una serie di attività ricreative e sportive per ogni gusto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ci aggiungete che lo <strong>Yosemite</strong>, si trova solamente a 200 miglia a est di <strong>San Francisco</strong> capirete facilmente per questo è uno dei gioielli della corona fatta di natura del sistema dei parchi nazionali degli <strong>Stati Uniti</strong>. Una terra di meraviglia fatta di granito incisa profondamente da imponenti ghiacciai circa tre milioni di anni fa, quando il gelo copriva tutte le più alte vette della<strong> Sierra Nevada</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-winter.jpg" rel="lightbox[2155]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2162" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-winter-1024x630.jpg" alt="Parchi americani della California, dallo Yosemite alla Death Valley." width="1024" height="630" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-winter-1024x630.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-winter-300x185.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-winter.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Parchi americani della California: trekking e animali da ammirare</h3>
<p style="text-align: justify;">Oggi, la valle dello <strong>Yosemite</strong> è presa d’assalto da chi è appassionato di escursioni e trekking ma anche da chi ama la <strong>pesca</strong>, il <strong>rafting</strong> e si emoziona ad ammirare gli animali nel proprio habitat. Ma non solo: questa è una delle mecche dell’arrampicata grazie alla presenza di pareti uniche per i <strong>climber.</strong> Ovviamente questo passatempo non è adatto a chi soffre di vertigini. Tutto questo fa si che Yosemite sia meraviglioso nella bella stagione estiva ma anche, spesso, affollato.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto cambia durante l’inverno quando la neve trasforma il parco in un tranquillo paradiso bianco e silenzioso. Molte strade e i sentieri del parco sono chiusi o inaccessibili da metà novembre fino a primavera, ma la valle di <strong>Yosemite</strong> rimane aperta tutto l&#8217;anno per chi la voglia scoprire lentamente magari concedendosi piacevoli passeggiate con le racchette da neve, con gli sci di fondo e per gli appassionati dello sci alpinismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Yosemite</strong> è grande e molto bello: per questo per poterlo apprezzare occorrerebbe mettere in conto almeno qualche giorno di sosta. I posti per il pernottamento ci sono e spaziano a seconda delle esigenze: si va dai capeggi più spartani e immersi nella natura al lussuoso Hotel Ahwahnee, con doppie che possono partire da $ 360 a notte.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-the-dome.jpg" rel="lightbox[2155]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2161" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-the-dome-1024x768.jpg" alt="Parchi americani della California, dallo Yosemite alla Death Valley." width="1024" height="768" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-the-dome-1024x768.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-the-dome-300x225.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley.-the-dome.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Panorami spettacolari e cime altissime</h4>
<p style="text-align: justify;">Una guida ai <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/parchi-americani/" target="_blank" rel="noopener"><strong>parchi americani</strong> </a></span>della<strong> California, dallo Yosemite alla Death Valle</strong>y deve tenere conto di una cosa: è vero che le distanze spesso sono assai grandi e che l’auto è d’obbligo. Ma per ammirare al meglio certe pareti torreggianti di granito del parco Yosemite un parabrezza è davvero un punto di vista troppo ridotto. Meglio ammirarle a piedi. Anche in questo caso ci sono opzioni per tutti: per arrivare allo splendido <strong>Glacier Point</strong> basta una camminata di meno di un miglio mentre con un miglio e mezzo di passi si arriva a <strong>Tuolumne Meadow.</strong> Fidatevi: sono piccole fatiche che valgono la pena.</p>
<p style="text-align: justify;">I panorami sono spettacolari. Molto più faticoso, e lungo, è raggiungere la vetta della <strong>Yosemite Falls</strong>. Se poi siete allenati e amate davvero la montagna potrete tentare la salita fino alla vetta di <strong>Half Dome</strong>. Si tratta di un’immensa cima granitica, alta quasi 2700 metri che attrae i più preparati. Si perchè per arrivare in vetta occorre camminare circa dodici ore per coprire le 17 miglia dell’escursione (nonché i 1463 metri di dislivello).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-il-mare.jpg" rel="lightbox[2155]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2164" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-il-mare-1024x640.jpg" alt="Parchi americani della California, dallo Yosemite alla Death Valley" width="1024" height="640" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-il-mare-1024x640.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-il-mare-300x188.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-il-mare.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Parchi americani della California: Point Reyes</h4>
<p style="text-align: justify;">La <strong>California</strong>, lo abbiamo detto, è conosciuta per le sue belle spiagge magari affacciate su palestre a cielo aperto e piste per pattinatori. Ma non c’è solo quello. Se qualcuno infatti rinuncia volentieri allo spettacolo di bellezze statuarie in bikini per un tuffo nella natura deve puntare direttamente verso il <strong>Point Reyes National Seashore</strong>, 37 miglia a nord di San Francisco.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo parco, istituito nel 1962 per salvare l&#8217;area dalle brutali invadenze dello sviluppo residenziale, occupa il terreno di una <strong>penisola</strong> e rappresenta una delle poche spiagge veramente selvagge della California. Il parco si estende su 180 miglia quadrate ed è quasi tagliato fuori dalla terraferma da Tomales Bay, una lingua di acqua che si trova nella zona di spaccatura creata dalla minacciosa <strong>faglia di San Andreas</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Promontori e scogliere offrono un santuario per la fauna selvatica, tra cui rapaci e uccelli marini che qui nidificano in anfratti a picco sul mare. Un grande branco di <strong>alci di Tule</strong> &#8211; una sottospecie che un tempo era libera di scorrazzare in tutta la California prima che l’uomo e l’asfalto le cacciassero via – si aggira libero negli altopiani settentrionali della penisola.</p>
<h4>Le balene che viaggiano da nord a sud</h4>
<p style="text-align: justify;">Point Reyes è amata dai visitatori tutto l&#8217;anno ma soprattutto è presa d’assalto da fine dicembre a metà marzo quando ben 20.000 <strong>balene grigie</strong> migrano oltre la penisola dalle loro zone di alimentazione dell&#8217;Alaska per raggiungere le loro zone di riproduzione al largo della <strong>Bassa California</strong>, nella migrazione più lunga effettuata da qualsiasi mammifero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-faro.jpg" rel="lightbox[2155]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2165" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-faro-1024x512.jpg" alt="Parchi americani della California, dallo Yosemite alla Death Valley" width="1024" height="512" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-faro-1024x512.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-faro-300x150.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-americani-della-California-dallo-Yosemite-alla-Death-Valley-faro.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Sentieri e villaggi di indiani</h4>
<p style="text-align: justify;">Point Reyes è a solo un&#8217;ora a nord di <strong>San Francisco</strong> (stiamo parlando di tempi teorici: qui il traffico per scollinare il ponte <strong>Golden Gate</strong> rende tutto più difficile), e le sistemazioni sono abbastanza spartane. E i camper non possono entrare. Ci sono in compenso una moltitudine di sentieri escursionistici: e davvero non occorre essere atleti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono quelli più brevi, di meno di due km, come la celebre pista chiamata Terremoto, che si snoda a cavallo del punto dove sottoterra attende la faglia di San Andreas o il sentiero Kule Loklo, che conduce in un villaggio costiero degli indiani Miwok restaurato. Siete pronti a tutto e avete molto tempo? Allora ricordate che da qui parte il percorso più lungo degli interi <strong>Stati Uniti</strong>. Si tratta del <strong>Discovery Trail</strong>, che appunto inizia a <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="http://www.nps.gov/pore/index.htm" target="_blank" rel="noopener"><strong>Point Reyes</strong> </a></span>e attraversa l’intero continente fino all’oceano Atlantico. Volete sapere quanto è lungo? Semplice: 6.800 miglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra <strong>i parchi americani della California, dallo Yosemite alla Death Valley</strong> questo non è certo quello che offre più lussi. L&#8217;unico alloggio coperta nel parco si trova allo Reyes Youth Hostel, che offre letti in un dormitorio (a partire da 25 dollari a notte) e camere private (da 82 dollari a notte e possono ospitare fino a cinque persone) per i viaggiatori di tutte le età. Ricordate però di prenotare o resterete senza un letto.</p>
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		<title>King Canyon e Sequoia: i parchi americani della Sierra Nevada</title>
		<link>https://www.travelfar.it/king-canyon-e-sequoia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Galli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 17:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Partenza: Idee in valigia]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari: Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[California]]></category>
		<category><![CDATA[Cavalli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiamano King Canyon e Sequoia, sono parchi americani forse meno celebri dei loro fratelli Yosemite e Grand Canyon. Ma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si chiamano <strong>King Canyon e Sequoia</strong>, sono parchi americani forse meno celebri dei loro fratelli <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/parchi-americani-della-california/"><strong>Yosemite</strong></a></span> e <strong>Grand Canyon</strong>. Ma non per questo non meritano la visita. Anzi, per chi ama la natura sono imperdibili. E sono anche comodi: si trovano tra le vette della <strong>Sierra Nevada</strong>, California, a circa 300 km rispettivamente da <strong><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-a-los-angeles-in-tre-giorni/">Los Angeles</a></span> e San Francisco</strong>. In quattro ore li si può raggiungere da queste metropoli. E poi ci si troverà immersi in grattacieli. Non di vetro e cemento però: ma di legno.</p>
<h2><strong>King Canyon e Sequoia: seguendo  l&#8217;autostrada 99</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Per raggiungerle il <strong>King Canyon e Sequoia</strong> la via più comoda è l’autostrada 99 che taglia la parte centrale della California. Un tempo questa era un territorio molto secco, quasi desertico, protetto su due lati dalle <strong>montagne della costa e da quella della Sierra</strong>. Poi l’uomo c’ha messo le mani. Ora, grazie alle reti di irrigazione è una delle zone più agricole e produttive degli interi<strong> Stati Uniti</strong>. Non a caso potrete ovunque fare una sosta ed entrare in un negozietto per fare spesa: la frutta è freschissima e raccolta a poca distanza dalla strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicevamo che questi due parchi americani sono meno conosciuti degli altre celebri aree verdi degli Usa: e non è un male. Potrete visitarli senza essere schiacciati dalla folla. Qui ci si gode ancora la natura. Ricordate però che questo vi obbliga ad usare la vostra auto. Non ci sono infatti mezzi pubblici che li attraversano.<br />
L&#8217;ingresso al <strong>Kings Canyon</strong> si trova a circa 80 km a est di <span style="color: #000000;"><strong>Fresno</strong> </span>mentre l&#8217;entrata al Sequoia si trova a 55 km a est di Visalia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-Usa-alberi-al-Sequoia-park.jpg" rel="lightbox[905]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-907 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-Usa-alberi-al-Sequoia-park-1024x680.jpg" alt="Parchi americani, alberi giganti al Sequoia Park" width="1024" height="680" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-Usa-alberi-al-Sequoia-park-1024x680.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-Usa-alberi-al-Sequoia-park-300x199.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Parchi-Usa-alberi-al-Sequoia-park.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Parchi americani: <strong>King Canyon e Sequoia</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ingresso a sud al parco Sequoia si trova a poca distanza dalla cittadina di Three Rivers, a circa 50 km da <strong>Visalia sulla Highway 198</strong>. Qui su possono trovare una mezza dozzina di alberghi e i tipici servizi della provincia americana: come <strong>drugstore e fast food</strong>. Un dettaglio: ricordatevi di fare il pieno. Nel parco non ci sono distributori. E rischiate di rimanere appiedati.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui ci sono anche le stanze per il pernottamento più vicine alla zona del parco: all’interno si trovano solo capanne parecchio spartane. Dopo essere entrati nel parco si sale: il dislivello è di circa 2000 metri da salire in una quarantina di chilometri di strada spesso non asfaltata. Ma il premio arriva quando si raggiungono le prime vette della Sierra. Si attraversano <strong>folti boschi di sequoie</strong> e si arriva alla zona attrezzata del parco dove ci sono i servizi igienici, un campeggio, un emporio e un bar. Se vorrete dormire nelle capanne prenotate in anticipo: spesso sono piene.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi andate ad esplorare le foreste di questi<strong> alberi </strong>che sono i<strong> più alti al mondo</strong>: arrivano infatti all’altezza di cento metri. Anche se qui essere un gigante è abbastanza comune. Sono enormi anche i pini che crescono tra le sequoie che molto spesso hanno un <strong>diametro che arriva anche a sei metri</strong>. Ma non solo alla base: anche a 100 metri di altezza il tronco resta ciclopico. Ma non solo enormi: anche longevi. Alcune <strong>sequoie hanno molti secoli</strong>, persino un millennio, se sono sopravvissute all’uomo e agli incendi. Certi tronchi sono scavati all’interno e penetrare sotto queste volte di legno è suggestivo. Lo si fa da sempre: i primi coloni per non fare fatica si costruivano le case e le stalle nel tronco degli alberi cavi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non dimenticate poi di visitare il <span style="color: #000000;"><strong>generale Sherman</strong></span>: è l’albero più grande al mondo e si trova qui. È alto ottantre metri, quindi non è il più alto, ma è il più il più grosso in termini di volume tra gli organismi viventi per volume. Il suo peso complessivo è valutato di circa in circa 1.910 tonnellate e si ritiene abbia tra 2.300 e 2.700 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-Usa-panorama-del-Kings-canyon.jpg" rel="lightbox[905]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-908 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-Usa-panorama-del-Kings-canyon-1024x754.jpg" alt="parchi americani, panorama del Kings canyon" width="1024" height="754" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-Usa-panorama-del-Kings-canyon-1024x754.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-Usa-panorama-del-Kings-canyon-300x221.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-Usa-panorama-del-Kings-canyon.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;"><strong>King Canyon e Sequoia: panorami unici e pochi esseri umani</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Kings Canyon</strong> si trova a nord del Sequoia National Park e lo si può raggiungere direttamente percorendo la strada 198. L’ingresso principale si trova a 80 km a est sulla <strong>Highway 180</strong>. Lungo la strada ci sono alcuni paesi con qualche posto per dormire: non aspettatevi però un cinque stelle. Comunque troverete benzina e cibo per uno spuntino. E un emporio per fare scorta.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta varcato l’ingresso la strada inizia a salire fino a raggiungere la quota di circa 2000 metri. Non pensate di poter correre: la strada è tutta curve ed è parecchio dissestata. Quasi in cima anche qui troverete un <strong>campeggio</strong> nascosto in un bosco. Il panorama è davvero spettacolare. Questo è il punto di partenza: ci sono sentieri per passeggiate e <strong>gite in bici</strong>. Per i più pigri, come spesso accade nei parchi americani,  si può salire su cavalli estremamente pazienti che si affittano in <strong>alcuni maneggi</strong>. E poi non resta che scendere per circa 1000 metri nel canyon lungo sentieri polverosi fino ad arrivare al corso del <strong>fiume Kings river</strong> che muggisce tra le rocce.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scenario dal fondo è indimenticabile: sopra la parete di granito che sale a picco verso il cielo, cascate e scorci unici. Il percorso volendo può essere anche lungo una quindicina di km fino al villaggio di <span style="color: #000000;"><strong>Cedar Grove</strong> </span>dove si trova un campeggio, una tavola calda e un emporio. Quindi si sceglie un sentiero che sale tra le montagne. La folla qui non esiste: difficilmente incontrerete altri esseri umani. Insomma, se cercate la mondanità il posto non fa per voi. Ma per chi cerca silenzio e natura questi parchi americani sono un vero paradiso.<span style="color: #008000;"><strong> </strong></span></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-Usa-la-sequoia-Generale-Sherman.jpg" rel="lightbox[905]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-909" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-Usa-la-sequoia-Generale-Sherman-1024x670.jpg" alt="parchi americani, la sequoia Generale Sherman" width="1024" height="670" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-Usa-la-sequoia-Generale-Sherman-1024x670.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-Usa-la-sequoia-Generale-Sherman-300x196.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/parchi-Usa-la-sequoia-Generale-Sherman.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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