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	<title>Latomie Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Latomie Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Cosa e dove mangiare a Siracusa in Sicilia: ristoranti e sapori da scoprire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 08:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori: a tavola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Siracusa, prima che sia ora del pranzo, entrate nel Duomo. Credete, non sarà tempo sprecato. Quindi perdetevi tra le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/mangiare-a-siracusa/">Cosa e dove mangiare a Siracusa in Sicilia: ristoranti e sapori da scoprire</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A Siracusa, prima che sia ora del pranzo, entrate nel <strong>Duomo</strong>. Credete, non sarà tempo sprecato. Quindi perdetevi tra le ritmate geometrie delle colonne greche &#8211; hanno 2500 anni ma li portano bene -, ammirate l’altare sfacciatamente <strong>barocco</strong>, alzate lo sguardo al soffitto che profuma di<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-in-spagna/"><strong> Spagna</strong></a></span> di una corrida e magari gettate pure l’occhio al candido<strong> fonte ellenistico</strong>. Allora, e solo allora, entrate infine in una trattoria e scorrete il menu: dove, pare incredibile, ritroverete gli stessi sentori moreschi e le identiche <strong>suggestioni catalane</strong>, accenni di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-della-provenza/"><strong>Provenza</strong> </a></span>e profumi di un suk che ricorda <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-tunisi/"><strong>Tunisi</strong></a></span>. La stessa meravigliosa confusione che aleggia nel <span style="color: #000000;"><strong>Duomo</strong></span>.  Perché a scegliere <strong>cosa mangiare a <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-siracusa/">Siracusa </a></span></strong>in Sicilia permette di fare un viaggio in un perfetto estratto dell&#8217;isola. Tra <strong>arte e sapori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Ortigia-Duomo.jpg" rel="lightbox[971]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-974" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Ortigia-Duomo-1024x1024.jpg" alt="Siracusa - Piazza del Duomo" width="1024" height="1024" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Ortigia-Duomo-1024x1024.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Ortigia-Duomo-150x150.jpg 150w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Ortigia-Duomo-300x300.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Ortigia-Duomo-180x180.jpg 180w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Ortigia-Duomo-600x600.jpg 600w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Ortigia-Duomo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Mangiare a Siracusa: nobiltà e miseria</h2>
<p style="text-align: justify;">“Cosa ci volete fare, la nostra cucina è fatta così: a strati” ammiccano i buongustai nel cuore d’Ortigia. A sua volta <strong>cuore di Siracusa</strong>. &#8211; Tra questi strati e sedimentazioni si trovano le tracce dei popoli passati di qui ma anche i lasciti della <strong>cucina baronale</strong> e di quella della povera gente. Impronte di<strong> nobili</strong> e di <strong>zolfatari</strong>”. Due mondi confinanti ma lontani in una terra che ha sempre avuto tutto. Ma dove molti, per secoli, hanno dovuto fare i conti con il nulla. “Per i nobili lavoravano i cuochi francesi, i “<strong>monsù</strong>” &#8211; la versione dialettale di monsieur &#8211; che inventavano intingoli e preparavano menu ricchi, articolati, pieni di ricerca. Il popolo invece doveva accontentarsi di ciò che trovava nell’orto, nel mare. E tenere a bada la fame”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato, col tempo, è stata la prova che a volte, in terre benedette, il risultato finale è migliore della somma degli <strong>ingredienti.</strong> E in questo caso, spesso, si tratta di ingredienti d’importazione. Arrivati quando la globalizzazione premeva sull’acceleratore della civiltà. Mentre l’emigrazione regalava cultura. Qui, a <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-siracusa/"><strong>Ortigia</strong></a></span>, scorbutico isolotto predestinato a un destino di grandezza, <strong>otto secoli</strong> prima di Cristo arrivarono infatti i <strong>marinai corinzi</strong> in cerca di nuove terre fortunate e da quello sbarco &#8211; in un golfo così pare impossibile non gettare l’ancora &#8211; nacque una città e una nazione. E una storia che, così come accade per il Duomo, è giusto sfogliare. Per poi apprezzare meglio i menu.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Il-cibo-invade-le-strade.jpg" rel="lightbox[971]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12166" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Il-cibo-invade-le-strade-1024x538.jpg" alt="" width="1024" height="538" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Il-cibo-invade-le-strade-1024x538.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Il-cibo-invade-le-strade-300x157.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Il-cibo-invade-le-strade-768x403.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Il-cibo-invade-le-strade.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">Mangiare la storia</h3>
<p style="text-align: justify;">Siracusa allora, grande <span style="color: #000000;"><strong>potenza della Magna Grecia</strong></span>, si sviluppò sino a guerreggiare con chi stava dall’altra parte del mare, diede una casa agli scienziati e un tetto agli artisti. Di qui passarono i tiranni, come il mitico <strong>Gelone</strong>, marinai di <span style="color: #008000;"><strong>Atene</strong></span> e di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-cartagine/"><strong>Cartagine</strong></a></span>, i <strong>Romani</strong> e San Paolo sulla via di Roma. E poi ancora i <strong>bizantini</strong> e gli arabi, i normanni, gli <strong>Angioini</strong> e gli Aragonesi, i <strong>Savoia</strong> e i <strong>Borbone</strong> e infine, ma qui è storia dell’altro ieri, il regno d’Italia.<br />
Sembra solo un elenco: ma in fondo è anche una lista della spesa. Chè ciascuna di queste genti ha lasciato una traccia di se nelle <strong>strade e nei vicoli</strong>. Ma pure, forse soprattutto, nei <strong>piatti.</strong></p>
<h4>I profumi del lungomare</h4>
<p style="text-align: justify;">Oddio: non che la storia non si respiri anche nelle vie. E non serve neppure chiedersi <strong>dove mangiare a Siracusa  </strong>ma basta perdersi tra i vicoli della città vecchia per fare un salto nel tempo. E talvolta anche nello spazio. Cos’è il <strong>lungomare Ortigia</strong>, quello che si affaccia direttamente sul <strong>Mediterraneo</strong>, se non un appetizer dell’<a href="https://www.travelfar.it/cose-da-fare-e-vedere-a-lavana/"><span style="color: #008000;"><strong>Avana</strong></span></a> e del suo <strong>Malecon</strong>? Provate a percorrerlo nelle giornate di maestrale, quelle che per i marinai sono una maledizione che incatena in porto e per i romantici un batticuore di schiuma e vento: da un lato le vecchie case di calcare bianco, dall’altro l’azzuffarsi delle onde. Dice chi ci abita che, talvolta, in quel punto l’acqua si colora di viola.</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure buttatevi nel reticolo dei vicoli della <strong>Giudecca</strong>, l’antico Ghetto, o tra i palazzi storti del vicolo del <strong>Labirinto</strong>. Il nome dice tutto. E il profumo del vento non sa decidersi tra <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/le-cose-da-vedere-a-tunisi-dalla-medina-alle-spiagge/">Tunisi</a></strong> </span> e <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-a-siviglia/"><strong>Siviglia</strong>.</a></span></p>
<h4><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Un-tavolo-nel-cuore-di-Ortigia.jpg" rel="lightbox[971]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12167" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Un-tavolo-nel-cuore-di-Ortigia-1024x512.jpg" alt="" width="1024" height="512" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Un-tavolo-nel-cuore-di-Ortigia-1024x512.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Un-tavolo-nel-cuore-di-Ortigia-300x150.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Un-tavolo-nel-cuore-di-Ortigia-768x384.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/mangiare-a-Siracusa.-Un-tavolo-nel-cuore-di-Ortigia.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></h4>
<h4>Il pesce nel Dna</h4>
<p style="text-align: justify;">“Quello che è certo è che atmosfera di<strong> Mediterraneo</strong>. Anche se poi mangiamo il pesce crudo ben prima che ce lo venissero a raccontare i giapponesi”, spiegano i pescatori scaricando le loro cassette di squame. “Da sempre, sulla barca, abbiamo mangiato il pesce appena catturato, magari marinandolo appena col limone. Ora è di moda e sembra una scoperta che viene da lontano. Ma qui a <strong>Siracusa,</strong> mangiare il pesce fresco è nel Dna”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una conferma, se ce ne fosse bisogno, la si trova in <strong>piazza Pancalli</strong>, dietro il <span style="color: #000000;"><strong>tempio di Apollo</strong></span>, monumento del VI secolo sopravvissuto alle angherie dei tanti che a rotazione lo hanno profanato provando a trasformarlo in chiesa, moschea, deposito, caserma. Senza riuscire a rubargli un grammo della sua olimpica anima greca. Li, dietro le smisurate colonne, rimbomba ogni mattina il richiamo cantilenante del <span style="color: #000000;"><strong>mercato</strong></span> coi suoi  <strong>pescivendoli</strong> e fruttaioli, venditori di olive e formaggiai. E’ confusione di suoni ma anche di odori.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra trionfi di melanzane e <strong>pomodori di Pachino</strong>, <strong>pistacchi di Bronte</strong> e olive Iblee e Moresche, <strong>caciocavalli ragusani</strong> e salami di <strong>maiale dei Nebrodi</strong>, le donne contrattano la spesa per il pranzo. Il cartellino del prezzo è esposto. Ma quasi nessuno rinuncia a chiedere: “A quanto me lo mette?”.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Mercato-del-pesce.jpg" rel="lightbox[971]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-976 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Mercato-del-pesce-1024x676.jpg" alt="Siracusa, mangiare la Magna Grecia. - Mercato del pesce" width="1024" height="676" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Mercato-del-pesce-1024x676.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Mercato-del-pesce-300x198.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-Mercato-del-pesce.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Il tesoro del</a> mercato</h4>
<p style="text-align: justify;">“Una volta qui il settanta per cento della gente viveva di <strong>pesca</strong>, ora sono rimasti in pochi ad uscire con le barche -spiegano al mercato. &#8211;  Il mare è sempre più sfruttato e maltrattato. Alla fine le reti salpano semivuote e il pesce non si trova”.<br />
Sarà vero: ma una passeggiata tra i banchi di questo, come di altri <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/mercati-di-palermo/">mercati siciliani</a></strong></span>, sembra regalare, almeno a chi viene da lontano, la sensazione di una scelta sterminata e golosa di <strong>pesce azzurro</strong> e minutaglia da zuppa, <strong>cozze saporite</strong> e tenaci patelle, <strong>gamberi </strong>fiammeggianti e<strong> polpi</strong> più che freschi: ancora vivi. Mentre il rostro puntato verso l’alto di un <strong>pesce spada</strong> evoca antiche battaglie da canzone dialettale.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non possiamo non ammetterlo: il pesce è il simbolo della nostra cucina &#8211; è il racconto. &#8211; Ecco perché se dovessimo descrivere la città a tavola più che di un piatto dovremmo parlare di un carattere. Ovviamente marinaro”. Come dire: <strong>mangiare a <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-siracusa/">Siracusa</a></span></strong>  è un modo per conoscere l&#8217;anima della città.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-il-forte-dal-mare.jpg" rel="lightbox[971]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-979 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-il-forte-dal-mare-1024x575.jpg" alt="" width="1024" height="575" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-il-forte-dal-mare-1024x575.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-il-forte-dal-mare-300x168.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-il-forte-dal-mare.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">La Sicilia e l&#8217;idea di mare</h4>
<p style="text-align: justify;">Un carattere forte, semplice. Fieramente popolare. “Pensiamo agli spaghetti alla siracusana, quelli veri: <strong>acciughe</strong>, aglio, prezzemolo e<strong> mollica sbriciolata</strong> dorata in padella. O ancora il sugo alla <strong>matalotta</strong> : la parola viene dal francese <strong>matelote</strong> e indica un piatto a base di pesce. Ma la differenza è che qui si è sempre usato il pesce povero, quello sbagliato, magari rotto nel districarlo dalle reti. Quello che restava ai pescatori dopo la vendita al mercato e che finiva nella<strong> zuppa con i pomodorini</strong>, con i capperi sotto sale e il prezzemolo“.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora era tirare la cinghia, ora è un piacere da sbocconcellare piano, apprezzandone ogni sfumatura. Concedendosi poi il lusso di un lento passeggiare tra borghi stretti, e mai diritti, fino all’austero e misterioso rigore del <span style="color: #000000;"><strong>castello Maniace</strong></span>, voluta da <strong>Federico II</strong> a difendere la punta di quella che fu una isola e ora è solo il centro di una città. Che pur se si bagna in mare resta sempre saldamente ancorata alla sua terra. La terra scavata e traforata come una trina di calcare delle <strong>latomie</strong>, le cave millenarie da dove viene la pietra che regala la luce bianca alla città, ma anche la terra dove si declinano le mille sfumature di <strong>verde degli ulivi</strong> che invadono la campagna. Quella da cui ogni giorno sgorga una ricchezza che rende grande la tavola. E, straordinaria geografia del gusto, il nome di ogni paese è un ingrediente da ricordare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-teatro-greco.jpg" rel="lightbox[971]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-980 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-teatro-greco-1024x682.jpg" alt="Cosa e dove mangiare a Siracusa in Sicilia - teatro greco" width="1024" height="682" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-teatro-greco-1024x682.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-teatro-greco-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-teatro-greco.jpg 1400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Mangiare a Siracusa. Prima di <span style="color: #000000;">vivere il teatro</span></h4>
<p style="text-align: justify;">Ecco, forse è proprio la memoria l’ingrediente segreto di questa città e di questa terra. Che si è conquistata il vanto di essere <strong>patrimonio dell’Umanità</strong> e che, con caparbietà da innamorata, dal 1913 continua ogni anno a mettere in scena la lotta senza pace di <strong>Antigone</strong> o la <strong>furia di Medea</strong>. Così, quando tra maggio e giugno, nella bolla di suono e di sole del monumentale <span style="color: #000000;"><strong>teatro greco</strong></span>, uno dei più grandi al mondo, echeggiano i versi di <strong>Sofocle</strong> nessuno avrebbe da ridire nell’intravvedere, al largo, le vele squadrate delle triremi  arrivate dal <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-del-pireo/"><strong>Pireo</strong></a></span> che si affrettano verso la riva.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ un gioco, certo, ma un gioco che ti innamora, che regala emozioni a cui è bello abbandonarsi. Come imperdibile è sedere a mirare il tramonto <strong>sul lungomare Alfeo</strong>, a due passi dalla <span style="color: #000000;"><strong>fonte Aretusa</strong></span>, mitica sorgente d’acqua dolce che si mescola al salmastro e che già dal nome &#8211; da queste parti è d’obbligo &#8211; evoca amori di ninfe e sgarberie di dèi mentre, nelle ore lunghe delle notti d’estate, quel lungomare diventa il palcoscenico della movida della città. Quella che guarda avanti e pulsa di musica e voglia di vita dei giovani che si ritrovano per guardare e farsi guardare. Gli stessi giovani che oggi, forse, non si rendono neppure conto del nuovo corso di questa città che per troppo tempo, legata al passato, non ha saputo coniugare i verbi al futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-fonte-Aretusa.jpg" rel="lightbox[971]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-977 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-fonte-Aretusa-1024x358.jpg" alt="" width="1024" height="358" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-fonte-Aretusa-1024x358.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-fonte-Aretusa-300x105.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Siracusa-fonte-Aretusa.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa e dove mangiare a Siracusa in Sicilia: la bellezza del Duomo</h4>
<p style="text-align: justify;">“Basta tornare a dieci anni fa quando <strong>l’Ortigia</strong> pareva spenta, abbandonata, per capire la differenza”, ricorda un cliente seduto al sole del caffè <span style="color: #000000;"><strong>“</strong><strong>La piazza</strong><strong>“,</strong> </span>proprio di fronte al <strong>Duomo</strong>. “Ora, molti palazzi sono stati restaurati, molte vie bonificate”. E che qualcosa si muove lo si capisce facilmente notando, sulle mura ricamate delle case antiche i cartelli delle agenzie che, magari in grafia plurilingue, propongono vendite e ristrutturazioni, mentre ogni angolo di vicolo è un incontro con un <strong>bed &amp; breakfast</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è forse proprio da qui, da questa rinnovata voglia di rifarsi il trucco, che riparte Siracusa, <strong>“città di marinai e di contadini </strong>costruita su un isolotto”, come scrisse <strong>Elio Vittorini</strong>, uno dei suoi più celebri figli. In lontananza si vedono le luci delle raffinerie del polo petrolchimico che, per decenni, hanno regalato sviluppo economico in cambio di inquinamento e bruttezza ma è facile distogliere lo sguardo. A quel punto, quando l’ora blu invade l’orizzonte, arriva anche il momento di cominciare a pensare ad un aperitivo che accompagni al rituale della cena. Qui, per fortuna, si mangia tardi e c’è anche il tempo di buttare per l’ultima volta l’occhio alle <strong>colonne del Duomo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Decidere cosa e dove mangiare a <strong><span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-siracusa/">Siracusa</a></span> in Sicilia</strong> significa cercare, in un sapore che viene da lontano, il piacere di farsi prendere e portare via. Anche nel tempo.</p>
<h4>I ristoranti da provare a Siracusa</h4>
<p><strong>Ristorante Dioniso</strong><br />
Se volete un tuffo nei sapori della città e di questa parte di Sicilia il ristorante Dioniso, vicino a Porta Marina, è il posto giusto. Si respira una aria sincera e appassionata mentre il menu offre i classici elementi della gastronomia locale. Servizio attento, bella carta dei vini.<br />
<em>Via Claudio Maria Arezzo, 29</em><br />
<em>0931 24679</em></p>
<p><strong>Don Camillo</strong><br />
Don Camillo è nato nel 1985 e da allora è diventato un punto di riferimento in città per chi ama mangiare bene. L&#8217;ambiente è molto suggestivo e le pareti sono coperte di bottiglie scelte tra le 800 etichette in carta. Se volete un piatto da non dimenticare provate gli spaghetti delle sirene con gamberi e ricci.<br />
<em>Via della Maestranza, 98</em><br />
<em>0931 67133</em></p>
<p><strong>Trattoria La Foglia</strong><br />
L&#8217;ambiente è una casa mediterranea nel cuore dell&#8217;Ortigia, la cucina è quella della tradizione, il pesce quello pescato.  E poi erbe e spezie e  un approccio accogliente che prevede anche  proposte vegetariane tra libri di cucina vintage e ricordi di Siracusa come era.<br />
<em>Via Capodica 29</em><br />
<em>0931 66233</em></p>
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