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	<title>Birra Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
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	<title>Birra Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Viaggio nelle Fiandre: da Bruges a Ghent. Dalle birre ai pittori</title>
		<link>https://www.travelfar.it/viaggio-nelle-fiandre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2016 09:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Partenza: Idee in valigia]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari: Italia - Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Certe cose le trovi solo qui. I beghinaggi, ad esempio. Erano, più o meno, come conventi femminili dove donne sole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/viaggio-nelle-fiandre/">Viaggio nelle Fiandre: da Bruges a Ghent. Dalle birre ai pittori</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Certe cose le trovi solo qui. I <strong>beghinaggi,</strong> ad esempio. Erano, più o meno, come conventi femminili dove donne sole si rifugiavano per sfuggire alle sgarbate invadenze del mondo. Detto così può sembrare poca cosa: ma se l’Unesco li ha premiati come <strong>Patrimonio dell’Umanità</strong> un motivo ci deve essere. E mezz’ora nel silenzio di queste bomboniere di case a graticcio ti guarisce da qualunque spleen. I canali poi: certo, quelli li abbiamo anche noi in Italia. Ma sono diversi ed è facile capirlo durante un viaggio nelle <strong>Fiandre</strong>. I nostri si specchiano nel sole, paiono strade d’acqua che promettono un sempre prossimo e possibile viaggio. Qui a <strong>Ghent,</strong> invece, sono color di acciaio brunito. E sembrano immoti come se dai tempi dei mercanti di lana stessero aspettando. Quasi che fossero più materia di storia che di geografia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-il-beghinaggio-di-Bruges.jpg" rel="lightbox[3646]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3653" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-il-beghinaggio-di-Bruges-1024x517.jpg" alt="Viaggio nelle Fiandre" width="1024" height="517" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-il-beghinaggio-di-Bruges-1024x517.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-il-beghinaggio-di-Bruges-300x151.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-il-beghinaggio-di-Bruges.jpg 1905w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Viaggio nelle Fiandre tra arte e storia</h2>
<p style="text-align: justify;">Gli artisti poi: il<strong> Rinascimento</strong>, lo sappiamo, è nostro. Ma senza van <strong>Eyck</strong> o <strong>Rubens</strong> la storia dell’arte sarebbe più povera. E della sindrome di Stendhal non ci si ammala solo a<strong> Firenze</strong>. Insomma, le Fiandre possono guardarci negli occhi senza timidezze. Ma su questa regione, grande più o meno un decimo dell&#8217;Italia, aleggia per molti ancora una domanda: «Perché andarci?Perchè partire per un<strong> viaggio nelle Fiandre</strong>?» Il quesito è uno, semplice. Le risposte molte. E complesse. Ad esempio, per cominciare a comprendere che il Medioevo non è per forza sinonimo di periodo oscuro. Basta sedersi in un bar nel <strong>Markt di Bruges</strong> per capire che qui, in questa piazza dove le case delle ghilde sono leziose come i pizzi delle beghine, per secoli si sono fatti più affari che nella strepitante Borsa di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/week-end-a-new-york/" target="_blank"><strong>New York</strong></a></span>. La differenza è che a Wall Street suona una stridula campanella. Qui rimbomba ancora il tuono del bronzo che precipita dagli 83 metri del campanile <strong>Belfort</strong>. A <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-a-bruges/" target="_blank">Bruges</a></strong></span>, già nel 1300, astuti mercanti genovesi e veneziani impararono dai fiamminghi le malizie dell’export. E, grazie ai loro accordi, l’Europa si scoprì anzitempo un mercato unico. Le multinazionali, si può dire, sono nate in queste sale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-il-centro-di-Ghent.jpg" rel="lightbox[3646]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3655" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-il-centro-di-Ghent-1024x606.jpg" alt="Viaggio nelle Fiandre" width="1024" height="606" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-il-centro-di-Ghent-1024x606.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-il-centro-di-Ghent-300x178.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-il-centro-di-Ghent.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Città ricche allora. Dove la storia, unita al denaro, ha figliato bellezza. La riprova è nei palazzi, nelle piazze. Si può dire nelle pietre. A <strong>Bruges</strong>, di sicuro. Ma anche a <strong>Mechelem, a <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-a-lovanio/" target="_blank">Lovanio</a></span>, </strong>a <strong>Ghent</strong> o nel centro di <strong><a href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-e-vedere-a-anversa/" target="_blank"><span style="color: #008000;">Anversa</span></a></strong>. Centri storici di case medievali e facciate a scaloni vezzosamente sghembe. Spesso, all&#8217;improvviso dietro un angolo, spunta un canale o una casa avviluppata nell’edera. I cigni, inconsapevoli, fanno la loro parte per rendere il tutto più struggente. E se persino uno specchio d’acqua che fu porto mercantile si pavoneggia del soprannome di <strong>lago dell’Amore</strong> è facile capire che è inutile provare a resistere. E tanto vale cedere alla malìa del luogo.<br />
Ma sia chiaro: le case sono del 1400. La vita che le abita è proiettata al domani. E la sera fare tardi bevendo <strong>trapiste</strong>, la birra più buona al mondo prodotta ancora oggi dai monaci, è sport nazionale. Quasi quanto discutere dove si mangiano le patate fritte migliori. Ecco perché occorre sapere due cose: per un viaggio nelle Fiandre è meglio lasciar perdere l’auto. E prepararsi a cedere a parecchie sorprese. Le quattro ruote non servono perché il treno è assai più comodo per spostarsi tra una città e l’altra e anche la capitale <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/tre-giorni-a-bruxelles/" target="_blank"><strong>Bruxelles</strong></a></span> è vicina: e i <strong>vicoli medievali</strong> dei centri hanno un cattivo rapporto con le ipertrofie dei moderni suv. Mentre le sorprese sono quelle che aspettano gironzolando senza meta negli stessi vicoli. Dove la sosta nell’abside di una chiesa vale spesso tanto quella nel sala sul retro di un caffè avvolto nei legni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-la-cattedrale-di-Ghent.jpg" rel="lightbox[3646]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3654" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-la-cattedrale-di-Ghent-1024x683.jpg" alt="Viaggio nelle Fiandre" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-la-cattedrale-di-Ghent-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-la-cattedrale-di-Ghent-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/viaggio-nelle-Fiandre-la-cattedrale-di-Ghent.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E’ ovvio, certi capolavori sono imperdibili: di fronte al polittico di <strong>van Eyck</strong> nella cattedrale di <strong>San Bavone</strong> si precipita ancor oggi nello smarrimento dell’uomo gotico. O al museo <strong>Plantin Moretus</strong> di <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-e-vedere-a-anversa/" target="_blank">Anversa</a></strong></span>: alle stampe impresse qui anche i nostri più grandi artisti hanno detto grazie. Ma poi altrettanto sorprendenti sono esperienze in apparenza più quotidiane: come camminare lungo i canali di Ghent dopo il tramonto. Sotto quei giochi di luci sull’acqua parrebbe normale vestire velluti e spronare un destriero. O la visita, sul <strong>Grote Markt di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/ypres-in-belgio/" target="_blank">Ypres</a></span></strong>, al museo «In Flanders Fields» ospitato in quelli che furono il mercato delle stoffe e il Municipio. La <strong>Prima Guerra mondiale</strong> qui distrusse tutto: la conta dei morti di un secolo prima scorre senza sosta su uno schermo. I caduti sono tanti che il tempo del giorno quasi non basta. Ma il monito di quei lutti sembra lontano dall’esserci entrato in testa.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse però il vero segreto che si può scoprire durante un viaggio nelle <strong>Fiandre</strong> è  che è possibile e bello mescolare tutto questo: musei e palazzi, birre e <strong>abbazie, canali e città</strong>. E poi lasciarsi confondere, cercando di ascoltare il canto sottile che filtra da quelle pietre. Come scrisse <strong>Jacques Brel</strong>, fiero figlio di questo piatto paese, solo qui «le cattedrali sono montagne, i diavoli in pietra agguantano le nuvole e il cielo è così basso che un canale si è impiccato. E anche il vento, sul grano, si sente cantare».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-nelle-Fiandre-piazza-di-Bruges.jpg" rel="lightbox[3646]"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3656" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-nelle-Fiandre-piazza-di-Bruges.jpg" alt="Viaggio nelle Fiandre" width="984" height="552" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-nelle-Fiandre-piazza-di-Bruges.jpg 984w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Viaggio-nelle-Fiandre-piazza-di-Bruges-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 984px) 100vw, 984px" /></a></p>
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		<title>Ecco la guida ai migliori pub di Londra: da Soho a Covent Garden</title>
		<link>https://www.travelfar.it/pub-di-londra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2016 08:45:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono poche esperienze più tipicamente inglesi di quella che si vive entrando in un pub per bersi una pinta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci sono poche esperienze più tipicamente inglesi di quella che si vive entrando in un<strong> pub</strong> per <strong>bersi una pinta di birra</strong>. Ma detto questo occorre ricordare che si fa presto a dire pub: ma che ci sono differenze profondissime tra i locali, da quelli <strong>storici</strong> a quelli nati di recente, da quelli che si rifanno alla tradizione a quelli che puntano a cavalcare la moda delle<strong> birrerie artigianali</strong>. E così ci sono quelli in stile vittoriano e quelli dove non ti stupiresti di incontrare <strong>Shakespeare</strong>. In fondo sono ancora migliaia nonostante i cambiamenti della società inglese e le bombe della Seconda guerra mondiale e le recenti ristrutturazioni di interi quartieri. Per questo scegliere dove godersi una pinta in santa pace può essere difficile e a questo serve questa <strong>guida dei migliori pub di Londra</strong>. Non può e non vuole essere esaustiva ma giusto uno spunto. Ognuno poi scegliere il proprio pub del cuore. E buona bevuta a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-The-Dog-and-Duck.jpg" rel="lightbox[3330]"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3333" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-The-Dog-and-Duck.jpg" alt="migliori pub di Londra" width="1000" height="643" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-The-Dog-and-Duck.jpg 1000w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-The-Dog-and-Duck-300x193.jpg 300w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Una bionda a Soho. Come Madonna</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>The Dog and Duck</strong><br />
Un conosciuto e frequentato locale dove bere a <strong>Soho</strong> che offre, oltre le pinte, una tradizione di appassionati frequentatori legati alla grande letteratura. Non ci credete? Qui <strong>George Orwell</strong> era solito venire a bere e ispirarsi. Ma non solo lui perché molti altri famosi personaggi storici hanno apprezzato l&#8217;ospitalità di <strong>The Dog and Duck</strong> tra cui John Constable e <strong>Dante Gabriel Rossetti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pare che anche <strong>Madonna</strong> sia stata vista sorseggiare qui dentro.  Anche se non è l&#8217;unico caso tra i pub di Londra. Il pub è stato originariamente costruito nel 1734 sul sito della casa del <strong>duca di Monmouth</strong> mentre l&#8217;attuale edificio è de 1897: è considerato uno dei locali con gli interni più raffinati di Londra (almeno per quel periodo storico) ed è caratterizzato dalle pareti coperte da migliaia di piastrelle e enormi specchiere.<br />
<em>18 Bateman Street</em></p>
<h3 style="text-align: justify;">I migliori pub di Londra frequentati da artisti e scrittori</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>The Lamb and Flag</strong><br />
The Lamb and Flag è un pub storico, nella vivace<strong> Covent Garden</strong> di Londra, e secondo il racconto del fiero gestore era il locale preferito da Charles Dickens. Quello che è certo è che mantiene il suo fascino tradizionale e serve birra <strong>Fuller’s</strong> e ha anche un buon menù per il cibo. Non male per un locale nascosto in un vicolo &#8211; che un tempo era noto come il luogo del combattimento a mani nude.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ci si può aspettare da un locale come questo – qualcuno sostiene che serva birra dal 1623 – ha interni molto tradizionali con un sacco di ottone e <strong>boiserie</strong> di legno scuro, <strong>infissi d&#8217;epoca</strong> e vecchie foto, ritagli e caricature sulle pareti. La sua <strong>selezione di birre</strong> è apprezzata dalla clientela e infatti il pub può diventare molto affollata nelle ore di punta, in particolare al piano di sotto. Ecco perché molti clienti scelgono di bere fuori se il tempo è clemente.<br />
<em>33 Rose Street</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-The-Old-Mitre.jpg" rel="lightbox[3330]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3334" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-The-Old-Mitre-1024x683.jpg" alt="migliori pub di Londra" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-The-Old-Mitre-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-The-Old-Mitre-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-The-Old-Mitre.jpg 1110w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>I pub di Londra dove brindare nella storia</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ye Olde Mitre</strong><br />
Basta oltrepassare la porta per sentire il<strong> peso della storia</strong> in questa public house (e il bello è che succede ancora prima di avere iniziato a bere). Il locale è stato costruito nel 1546 e ampliato nel 1782. <strong>Enrico VIII</strong> si è sposato giusto nella porta accanto e sua figlia, la regina Elisabetta, si dice che abbia ballato intorno all&#8217;albero di ciliegio vicino alla porta di ingresso con Sir Christopher Hatton.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggende? Forse ma anche per queste storie si scelgono i pub tra una visita e l&#8217;altra ai<span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/musei-di-londra/"><strong> musei di Londra</strong></a></span>. Si tratta di un pub “marchiato” Fuller, quindi c&#8217;è sempre <strong>London Pride</strong> alla spina, ma vengono proposte anche birre artigianali provenienti da tutto il mondo. Tra le cose da mangiare non mancano mai tortini di carne e piatti di bacon con uova ma in ogni caso chiedete consiglio al cordiali personale che vi suggerirà anche proposte meno banali.<br />
<em>Ely Place</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>The Grenadier</strong><br />
Costruito nel 1720, <strong>il Grenadier</strong> è stato originariamente utilizzato come mensa per gli ufficiali del reggimento di <strong>fanteria delle Guardie</strong>. E’ diventato un <strong>pub nel 1818</strong> e si dice che persino il Duca di Wellington fosse solito fermarsi per rinfrescarsi la gola. Alcuni dicono anche però che tra le pinte e gli arredi storici si aggiri ancora<strong> il fantasma</strong> di un soldato assassinato dopo essere stato scoperti a barare durante una partita a carte.</p>
<p style="text-align: justify;">Vecchie storie narrate tra una sbronza e l&#8217;altra come accade nei pub di Londra ma una cosa sicura è che persino la popstar per eccellenza, <strong>Madonna</strong>, abbia scelto di organizzare tra queste vecchie mura una festa dopo un concerto. E’ sempre affollato e offre una buona selezione di <strong>classiche birre alla spina</strong> oltre alla solita carta di piatti da pub.<br />
<em>18 Wilton Row</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-i-locali-della-birra.jpg" rel="lightbox[3330]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3336" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-i-locali-della-birra-1024x683.jpg" alt="migliori pub di Londra" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-i-locali-della-birra-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-i-locali-della-birra-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-i-locali-della-birra.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>I padri Pellegrini e la vista sul Tamigi</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>The Mayflower</strong><br />
I londinesi si sono scolati birre tra queste mura fin dal XVI secolo e, anche se la <strong>vista sul Tamigi</strong> dalla splendida <strong>terrazza sul fiume</strong> o dalle vetrate del secondo pianto, probabilmente da allora è cambiata non di poco, il locale sembra avere mantenuto lo stesso stile e la stessa identica atmosfera con le sue eleganti vetrate, le panche di legno e le luci delle candele.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nome deriva secondo la tradizione dal fatto che proprio di fronte si trovava il punto preciso dell’ormeggio usato dai <strong>Padri Pellegrini</strong> partiti per quelli che sarebbero poi diventati gli Stati Uniti. Le<strong> birre disponibili</strong> ruotano spesso e si trovano prodotti di tutto il mondo (a volte anche italiani) ma ci sono sempre la <strong>bitter Mayflower</strong> e la luppolata Darkstar. Nel menu cibo da pub con influenze assortite che si allontanano dal classico menu dei pub di Londra.<br />
<em>117 Rotherhithe road</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-French-House.jpg" rel="lightbox[3330]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3337" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-French-House-1024x835.jpg" alt="migliori pub di Londra" width="1024" height="835" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-French-House-1024x835.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-French-House-300x245.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-French-House.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Niente musica e cellulari, please</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>French House</strong><br />
Questo pub è una <strong>istituzione a Soho</strong> e ha una storia importante che, come il nome suggerisce, è arrivata anche oltre la Manica. Ironia della sorte, il primo padrone di casa fu un tedesco, Herr Schmidt, espulso dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale. Durante la Seconda guerra mondiale, il pub è stato utilizzato come luogo di incontro per i membri della Resistenza francese, tra cui il <strong>generale de Gaulle</strong> ma non solo visto che tra la sua clientela bohemien erano assidui anche <strong>Dylan Thomas </strong>e<strong> Francis Bacon</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non aspettatevi però libri autografi e un luogo dove scattarsi selfie: questo è un pub decisamente tradizionale dove la regola è rigida: <strong>non si trasmette musica</strong> e non si usano telefoni cellulari. In compenso, a differenza della gran parte degli altri locali sono a disposizione anche bottiglie di vino francese.<br />
<em>49 Dean Street</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-londra-The-Nag’s-Head.jpg" rel="lightbox[3330]"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3340" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-londra-The-Nag’s-Head.jpg" alt="migliori-pub-di-londra-the-nags-head" width="945" height="619" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-londra-The-Nag’s-Head.jpg 945w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-londra-The-Nag’s-Head-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 945px) 100vw, 945px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Nei pub di Londra per fare un salto nel tempo</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>The Nag’s Head</strong><br />
Questo meraviglioso<strong> piccolo pub</strong>, angusto e ingombro di oggetti, si trova a breve distanza dal quartiere dello shopping tra <strong>Harrods</strong> e <strong>Knightsbridge</strong>. Ma sembra piovuto da un mondo completamente diverso. Basta entrare per capirlo scendendo qualche gradino e trovandosi in un ambiente che profuma di passato con un assemblaggio disordinato di ritratti, pezzi da robivecchi,<strong> tazze di peltro</strong>, strani oggetti ammassati e <strong>birra Samuel Adams</strong> alla spina.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è un luogo dove venire per sentire l’atmosfera di una public house come era in passato. Non a caso vige il <strong>divieto di usare il telefono cellulare</strong> e il gestore si vanta del fatto che non esista un sito web. Un modo diverso di fare parte della eletta schiera dei migliori pub di Londra.<br />
<em>53 Kinnerton Street</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-linterno-di-un-locale.jpg" rel="lightbox[3330]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3339" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-linterno-di-un-locale-1024x768.jpg" alt="migliori pub di Londra" width="1024" height="768" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-linterno-di-un-locale-1024x768.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-linterno-di-un-locale-300x225.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-linterno-di-un-locale.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Musica dal vivo e niente acqua</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>The Palm</strong><br />
Se cercate il pub antico, quello della tradizione questo non farà per voi. Il locale da fuori si nota appena ma appena dentro capirete di essere finiti in un universo parallelo. La sala è avvolta da carta da parati oro lucente, i tappeti sono pura<strong> psichedelia</strong>, le tende di velluto rosso. Di antico c’è il registratore di cassa mentre risuona una colonna sonora che mescola funk,<strong> pop e jazz</strong> e nel weekend anche <strong>musica live</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è insomma un luogo di ritrovo hipster ma la tana di molti clienti abituali. Per le birre di solito ci sono due tipi di <strong>real ale</strong> in offerta in qualsiasi momento e una offerta gastronomica alternativa. Provate a chiedere un bicchiere d’acqua: il gestore farà un ghigno e vi dirà che viene direttamente dal canale. Si accettano solo contanti.<br />
<em>Mile End Park, E3 5BH</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-Churchill-Arms.jpg" rel="lightbox[3330]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3338" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-Churchill-Arms-1024x674.jpg" alt="migliori pub di Londra" width="1024" height="674" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-Churchill-Arms-1024x674.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-Churchill-Arms-300x197.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/migliori-pub-di-Londra-Churchill-Arms.jpg 1033w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>V di Victory. Con Wiston</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>The Churchill Arms</strong><br />
The <strong>Churchill Arms</strong> si vanta di essere uno dei locali dove andare a bere più celebri di <strong>Londra</strong>. Costruito nel 1750, questo pub di <strong>Kensington</strong> era un tempo frequentata da nonni di Winston Churchill – tanto da diventare una specie di luogo di celebrazione del leader in tempo di guerra (lo sanno che <strong>Winston</strong> non beveva birra ma champagne?).</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla facciata si trova l’immagine di Churchill che indica il segno di Vittoria con le dita e intorno ci sono un sacco di fiori. La stranezza è che un locale come questo è in parte un classico pub (marchiato <strong>Fuller:</strong> e la birra è eccellente) ma anche un ristorante di <strong>cucina Thai</strong>. All’interno poi strani accostamenti di ritratti di primi ministri e presidenti americani, coppe sportive e oggetti in rame. I<strong> turisti</strong> lo amano ma è frequentato anche da molta <strong>gente del posto</strong> e anche per questo non può mancare nella guida dei pub di Londra.<br />
<em>119 Kensington Church Street</em></p>
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		<title>Cosa vedere a Merano: le terme, le passeggiate, i castelli e la birra</title>
		<link>https://www.travelfar.it/vedere-a-merano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Galli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 14:29:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si dice Merano e molti pensano subito ai mercatini. E alla dolce emozione del Natale tra addobbi e vin brulè. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si dice Merano e molti pensano subito ai <strong>mercatini.</strong> E alla dolce emozione del Natale tra addobbi e vin brulè. Eppure <strong>le cose da vedere a Merano</strong> sono molte di più. E&#8217; probabilmente la stagione migliore per scoprirlo è in primavera,  quando i primi tepori del nuovo sole, danno la sveglia ai fiori. E in questo caso sono oltre duecentomila quelli che stanno spuntando negli splendidi giardini di <strong>castel Trauttmansdorff</strong>, il giardino botanico affacciato su Merano che è in pratica una tavolozza di petali.</p>
<p style="text-align: justify;">O se preferite un campionario completo di quanto sfumature può offrire la natura. Esteso su uno spazio di 12 ettari con oltre 100 metri di dislivello i giardini  offrono straordinari scorci colorati che avrebbero emozionato la principessa a cui sono dedicati: <strong>Sissi</strong>, alias Elisabetta di Baviera, <strong>imperatrice d’Austria</strong>. L&#8217;imperatrice austriaca era di casa a <strong>Merano</strong> e nei giardini si vedono ancora le tracce delle sue passeggiate.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Gli-edifici-Liberty.jpg" rel="lightbox[1800]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10418" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Gli-edifici-Liberty-1024x481.jpg" alt="" width="1024" height="481" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Gli-edifici-Liberty-1024x481.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Gli-edifici-Liberty-300x141.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Gli-edifici-Liberty-768x361.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Gli-edifici-Liberty.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Sissi, l&#8217;imperatrice che amava camminare</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sissi,</strong> infatti nonostante gli abiti in crinoline e il running non fosse proprio attività da regina era una <strong>grande amante dell&#8217;attività fisica</strong>. E anche senza tuta  non si negava lunghe passeggiate. Fece costruire quindi «<strong>ameni sentieri coperti di ghiaino</strong>» nel bosco di roverelle vicino al Castello «per poter passeggiare indisturbata dal trambusto del mondo».</p>
<p style="text-align: justify;">E su alcuni di questi storici sentieri che si snodano intorno al castello passeggiano ancor oggi gli ospiti di <strong>Trauttmansdorff</strong> godendosi il panorama sulla città unica, nel contesto delle Alpi, per il clima mite e la vegetazione. Assai poco da montagna. Ma quasi da paradiso sul mare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-Trauttmansdorff_.jpg" rel="lightbox[1800]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1826" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-Trauttmansdorff_-1024x704.jpg" alt="Cosa fare e vedere a Merano" width="1024" height="704" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-Trauttmansdorff_-1024x704.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-Trauttmansdorff_-300x206.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-Trauttmansdorff_.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>Le cose da vedere a Merano. E quelle da bere</h3>
<p style="text-align: justify;">Una stranezza che non è la sola: perchè sembra strano dirlo ma spaziando tra le cose da fare e sembra davvero che qui si sia riusciti a pescare la carta migliore, a trovare la strada giusta per non sbagliare un colpo: sia che si parli di mele, vino, birra e acqua. Tutto infatti è da primi della classe. Dalle <strong>mele Golden</strong> delicious che trapuntano le colline, ai vitigni di <strong>Schiava</strong>, <strong>Pinot nero</strong> e Merlot che assicurano brindisi Doc, passando per quello che dal 1857 è l’ «oro» di Foresta, la <strong>birra Forst</strong> prodotta fra le curve che si inerpicano verso la <strong>Val Venosta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
«Oltre 300 dipendenti, 700 mila ettolitri prodotti all’anno, sette tipi di birra oltre alla controllata Menabrea valgono il 5% del mercato italiano. Eppure qui è come lavorare in una famiglia allargata», spiegano dal birrificio che con tenacia continua ad essere tramandata e gestita tutta in rosa. Un pomeriggio a spasso <strong>fra i tini e gli aromi delle sale di cottura della azienda di Foresta</strong> è uno dei modi migliori per scoprire che si fa presto a dire birra. Ma che qui si rispetta una tradizione che viene da lontano.</p>
<p style="text-align: justify;">Le linee di produzione sono state cambiate da poco: le bottiglie corrono svelte sui nastri con un tintinnio che sembra concertato ad arte. Quelle con qualche difetto si scartano subito. Tutto è proiettato al futuro, ma qui le cose si fanno ancora con calma e come protocollo comanda.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-birra-Forst.jpg" rel="lightbox[1800]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1827 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-birra-Forst-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-birra-Forst-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-birra-Forst-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-birra-Forst.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Cosa vedere a Merano: le coccole delle terme</h4>
<p style="text-align: justify;">Sarà merito dell’aria buona? Oppure di ottima acqua? Il cocktail aria &#8211; acqua è lo stesso che si ritrova alle celebri <strong>Terme</strong> appena oltre il fiume in centro a Merano dove si fa tesoro dell’acqua al radon che scende dal <strong>Monte San Vigilio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui, nelle piscine disegnate da <strong>Matteo Thun</strong>, si sono appena festeggiati i dieci anni di meraviglie e si pensa ad un ampliamento del parco esterno, fra vasche calde e idrogetti, perché le coccole termali sono il primo desiderio di chi d&#8217;inverno viene per sciare e nelle altre stagioni si dedica invece alle passeggiate. Passeggiate sui sentieri e passeggiate in centro, tra le case.</p>
<p style="text-align: justify;">Già, che poi bastano pochi passi ed ecco <strong>il duomo, dedicato a San Nicolò</strong>. Lui si spartisce fedeli, preghiere e candele con l’altra chiesa, la robusta <strong>Santo Spirito</strong>, che svetta oltre il <strong>fiume Passirio</strong>, ma è qui che si respira il <strong>gusto tutto tedesco e mitteleuropeo</strong> di affreschi che adornano anche l’esterno della chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-la-via-dei-portici.jpg" rel="lightbox[1800]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1831 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-la-via-dei-portici-1024x683.jpg" alt="vedere a Merano" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-la-via-dei-portici-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-la-via-dei-portici-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-la-via-dei-portici.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>A spasso sulla <strong>passeggiata Tappeiner</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Da qui, per aggiungere altri spunti alla lista di cose da fare e vedere a Merano  si può partire per una delle molte passeggiate, amate, ovvio, anche da Sissi che conducono lungo il fiume e su alle colline: c’è quella d’inverno che si percorre tutta col sole in faccia mentre d’estate si cambia riva del fiume per restare al fresco dell’ombra.</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure ci sono i quattro chilometri della <strong>passeggiata Tappeiner</strong>, voluta da Franz, medico della <strong>val Venosta</strong>, a beneficio degli abitanti dell’intera <strong>conca di Merano</strong>. Sarebbe bello che le medicine fossero sempre così piacevoli da sorbire. I quarantacinque minuti di cammino, <strong>palme e fichi d’india compresi,</strong> conducono al borgo di <strong>Quarazze,</strong> ma si possono allungare anche ad oltre un’ora se si vuole raggiungere <strong>Lagundo</strong> a piedi (nessuna paura: ci sono pure bus o taxi per tornare al punto d’arrivo. E qui, non dimenticate, siamo in <strong>Alto Adige</strong>: tutto è molto ben segnalato), senza perdere la visita dello stupendo <strong>Castel Tirolo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-castello.jpg" rel="lightbox[1800]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1830 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-castello-1024x745.jpg" alt="" width="1024" height="745" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-castello-1024x745.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-castello-300x218.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Cosa-fare-e-vedere-a-Merano-castello.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Shopping e buon cibo a Merano</h4>
<p style="text-align: justify;">Siete di quelli che tra le cose da fare e vedere a Merano non potete non prevedere una bella seduta di shopping? Nessun problema. Rientrati in città ecco lo struscio mondano lungo <strong>Laubengasse</strong>, la <strong>via dei Portici</strong>, dove svettano le <strong>migliori boutique e caffè</strong> con tavolini sempre all’aperto anche d’inverno, mentre per chi compiace più che la moda la gola, ecco il gustoso l’indirizzo da non perdere: ovvero  il mercato dei sapori &#8220;Pur&#8221;  che ha aperto di recente nei locali del <strong>Kurhaus</strong>, in corso della Libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi poi non sia ancora stanco per finire la giornata non c&#8217;è nulla di meglio di una passeggiata tra i manieri dei paesini di <strong>Tesimo</strong> e <strong>Prissiano</strong>, definiti non a caso «paesi dei castelli». Un tempo, diverse famiglie nobili sceglievano queste località alla ricerca di un po&#8217; di fresco d&#8217;estate e traccia dell&#8217;eleganza di allora è ancora visibile oggi in alcuni edifici storici. Il complesso a due torri di <strong>Castel Leonburg</strong> è oggi in mano privata e quindi non accessibile al pubblico ma la maggior parte dei sette castelli di Tesimo-Prissiano è almeno in parte visitabile: <strong>Castel Katzenzungen</strong> ospita ad esempio mostre e riunioni, a <strong>Castel Fahlburg</strong> è oggi possibile sedere ai tavolini di un caffè e la storica residenza <strong>Sant&#8217;Erasmo</strong> (Wehrburg) comprende persino un albergo.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Castel-katzenzungen.jpg" rel="lightbox[1800]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-10419" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Castel-katzenzungen-1024x479.jpg" alt="" width="1024" height="479" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Castel-katzenzungen-1024x479.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Castel-katzenzungen-300x140.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Castel-katzenzungen-768x359.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Merano.-Castel-katzenzungen.jpg 1042w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Dopo i castelli i sapori della valle</h4>
<p style="text-align: justify;">Dopo la passeggiata l&#8217;appetito cresce: ecco allora l&#8217;indirizzo giusto. Si tratta del ristorante <a href="https://www.sissi.andreafenoglio.com/IT/"><span style="color: #008000;"><strong>Sissi</strong> </span></a>(quale altro nome?), al margine della zona pedonale ma a due passi dal <strong>Passirio</strong>. Il locale è sobrio ed elegante senza smancerie, la cucina curata (e stellata) e il cuoco creativo senza scadimenti nel luogo comune.  Dopo un buon pranzo si è tutti più buoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora a quel punto si può decidere cosa fare per proseguire la visita e scoprire cosa altro <strong>vedere a Merano</strong>. Una buona idea per digerire è ritornare a percorrere senza fretta alcuna una delle passeggiate che abbracciano il centro. Vista dall&#8217;alto la città sembrerà di conoscerla da sempre e  tra la malìa di castelli e fiori sentirsi un membro della corte  è un gioco da ragazzi. Se per caso durante una passeggiata incontrate <strong>Sissi</strong> ricordate di non darle del tu. Passeggia come noi. Ma è sempre un&#8217;imperatrice.</p>
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		<title>Guida di Monaco di Baviera, la città dell&#8217;Oktoberfest</title>
		<link>https://www.travelfar.it/guida-di-monaco-di-baviera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 11:00:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[In Partenza: Idee in valigia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si dice Monaco e si pensa all&#8217;Oktoberfest, il divertente e chiassoso trionfo della birra. Ma la capitale bavarese in realtà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si dice Monaco e si pensa all&#8217;<strong>Oktoberfest</strong>, il divertente e chiassoso trionfo della birra. Ma la capitale bavarese in realtà ha molto di più da offrire. Si, perché Monaco, la terza città più grande della Germania, dopo <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/le-cose-da-fare-e-vedere-a-berlino/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Berlino</strong></a></span> e <a href="https://www.travelfar.it/visitare-amburgo-dal-porto-ai-musei/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #008000;"><strong>Amburgo</strong></span></a>, è una città moderna, accogliente e ricca di tradizioni, affascinante e allo stesso tempo rilassata, vivace ma a volte sognatrice: spumeggiante insomma come una «bionda». Ma non c&#8217;è solo la <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-monaco-di-baviera/" target="_blank" rel="noopener">birra</a></strong></span>. Ecco perché una<strong> guida di Monaco di Baviera</strong> non si esaurisce in un brindisi e in un boccale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Monaco-di-Baviera-il-carillon-Glockenspiel.jpg" rel="lightbox[1652]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1665" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Monaco-di-Baviera-il-carillon-Glockenspiel-1024x576.jpg" alt="Guida-di-Monaco-di-Baviera" width="1024" height="576" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Monaco-di-Baviera-il-carillon-Glockenspiel-1024x576.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Monaco-di-Baviera-il-carillon-Glockenspiel-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Monaco-di-Baviera-il-carillon-Glockenspiel.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Di certo si può affermare, ad esempio, che una delle piazze più belle della Germania è <strong>Marienplatz,</strong> il cuore di Monaco con il Nuovo e il Vecchio municipio. E il suo famoso carillon è una delle attrazioni emblematiche della città bavarese: la torre del Nuovo Municipio ospita il<strong> Glockenspiel</strong>, un bel carillon centenario che a mezzogiorno dopo i rintocchi delle campane offre l&#8217;inusuale spettacolo delle sue 32 figure a grandezza naturale che raccontano con il loro meccanico balletto le<strong> storie della Baviera</strong>. Alla fine arriva anche un chicchirichì: è un gallo d&#8217;oro. E per un attimo sembra di trovarsi sprofondati in una favola dei<strong> <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/la-strada-tedesca-delle-fiabe/">fratelli Grimm</a></span></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Glockenspiel-viktualienmarkt.jpg" rel="lightbox[1652]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1666" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Glockenspiel-viktualienmarkt-1024x688.jpg" alt="Guida-di-Monaco-di-Baviera" width="1024" height="688" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Glockenspiel-viktualienmarkt-1024x688.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Glockenspiel-viktualienmarkt-300x201.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Glockenspiel-viktualienmarkt.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Guida di Monaco di Baviera: mercati e musei</h4>
<p style="text-align: justify;">Dalla piazza, poi, con una breve passeggiata si arriva al <strong>Viktualienmarkt</strong>, il sempre vivace mercato locale all&#8217;aperto. E&#8217; attivo dal 1807 e nasce come mercato degli agricoltori che portavano in città le loro merci. Oggi ovviamente è tutto molto diverso ma resta un posto splendido per fare spesa di generi alimentari. E una <strong>guida di Monaco di Baviera</strong> non può che inserirla tra le cose da vedere. Sei giorni su sette<span style="color: #000000;"> <strong>Viktualienmarkt</strong></span> è infatti una festa per i sensi con 140 stand che propongono ghirlande disalsicce,montagne diverdure,epiramidi di frutta. Ma siamo a Monaco: e quindi <a href="https://www.travelfar.it/birrerie-di-monaco/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #008000;"><strong>la birra</strong> </span></a>resta fondamentale. Ecco allora, a fianco dei banchi di frutta, il «beergarden» con panche e spazi per la degustazione sotto una fila di castagni centenari.</p>
<p style="text-align: justify;">Un boccale, un morso ad un brezel, il caratteristico pane locale. Dopo la pausa si può riprendere il cammino e a scorrere la nostra guida di Monaco di Baviera. E una sosta, per forza la meritano i musei: in particolare la <strong>Alte Pinakothek</strong> e la <strong>Neue Pinakothek</strong>. La prima rappresenta l&#8217;eredità della politica artistica e culturale portata avanti per secoli dai Wittelsbach, la famiglia reale della Baviera. Tra le circa 700 opere esposte nelle sale del museo, comprese tra il XIV e il XVIII secolo, si trovano capolavori di <strong>Rubens, Leonardo, Tiziano</strong>, Raffaello e tanti pittori fiamminghi. La <strong>Neue Pinakothek</strong> invece, che si trova esattamente di fronte alla <strong>Alte Pinakothek</strong>, racchiude nei suoi saloni dipinti e sculture di artisti che hanno lavorato in Europa tra la fine del XVIII e l&#8217;inizio del XX secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziata a metà dell&#8217;Ottocento per desiderio di <strong>Re Ludwig I</strong>, la collezione arriva a comprendere 418 opere già nel 1868, anno della morte del sovrano. Ora ci sono ventidue sale un catalogo sterminato di opere che vanno dal Romanticismo tedesco all&#8217;Impressionismo. Con doverosi omaggi allo Jugendstil. Ma forse il museo più interessante e curioso è il <strong>Deutsches Museum</strong>, fondato nel 1903, una meta irrinunciabile nella nostra guida di Monaco di Baviera: è infatti il museo dedicato alla scienza e alla tecnica più grande del mondo nonché uno dei più visitati della Germania con un milione di visitatori all&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Glockenspiel-Deutsches-Museum.jpg" rel="lightbox[1652]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1667" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Glockenspiel-Deutsches-Museum-1024x512.jpg" alt="Guida-di-Monaco-di-Baviera" width="1024" height="512" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Glockenspiel-Deutsches-Museum-1024x512.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Glockenspiel-Deutsches-Museum-300x150.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Glockenspiel-Deutsches-Museum.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le esposizioni permanenti occupano un&#8217;area di 47.000 m² e ospitano oggetti unici: dal primo telefono al<strong> primo motore diesel</strong> fino alla prima apparecchiatura con cui venne scopertala <strong>fissione nucleare</strong>. In più il museo propone centinaia di modelli, esperimenti e dimostrazioni che possono essere messi in funzione anche dallo stesso visitatore</p>
<h4 style="text-align: justify;">Guida di Monaco di Baviera, il suo grande parco con le onde</h4>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Monaco-di-Baviera-Englishgarden.jpg" rel="lightbox[1652]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-1668" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Monaco-di-Baviera-Englishgarden-1024x512.jpg" alt="Guida-di-Monaco-di-Baviera" width="1024" height="512" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Monaco-di-Baviera-Englishgarden-1024x512.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Monaco-di-Baviera-Englishgarden-300x150.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-di-Monaco-di-Baviera-Englishgarden.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Poi via di nuovo, passeggiando senza meta nel centro storico, sostando magari nella piazza più italiana di Monaco: la Odeonsplatz. Italiana perché questa grande piazza è dominata dalla seicentesca <strong>Theatinekirche</strong>, la chiesa di corte costruita per i padri Teatini e primo esempio di <strong>barocco italiano in Baviera</strong>, e la Feldherrnhalle, la copia ottocentesca della Loggia dei Lanzi di Firenze. Insomma, il posto giusto per bere un caffè. Quindi a passo spedito puntate <strong>sull&#8217;Englischer Garten</strong> &#8211; il Giardino Inglese &#8211; il polmone verde della città, un&#8217;enorme distesa naturale che dal centro si estende fino in periferia. Con un&#8217;ampiezza di 373 ettari è uno dei parchi cittadini più grandi del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli abitanti di Monaco lo adorano. E si vede. D&#8217;estate tutti prendono il sole. Anche nudi: perché la zona vicino al piccolo ruscello è proprio dedicata <strong>ai nudisti</strong>. Si fa anche il bagno, l&#8217;acqua è pulita ma, a meno che non andiate in piena estate, è abbastanza fredda. Non vi basta? Allora fate il surf: qui è normale vedere surfisti cavalcare le onde che si formano sulla piccola cascata sulla <strong>Prinzregentenstraße</strong>. E sentirsi alle Hawaii nel cuore di una città tedesca è davvero un lusso straordinario. Infine, torniamo all&#8217;inizio: alla birra.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un ultimo boccale fermatevi al biergarten vicino alla <strong>Chinesischer Turm</strong> (ovvero la torre cinese). Ha settemila posti e mentre si beve si ascoltano le marcette eseguite da una orchestrina. Una guida di Monaco di Baviera a questo punto deve per forza avvisarvi: fate attenzione. I boccali hanno una sola dimensione. Sono da un litro. Avere molta sete può fare girare la testa.</p>
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