• Gita a Cremona tra Stradivari e torrone mostarda e monumenti

Gita a Cremona tra Stradivari e torrone mostarda e monumenti

Gita a Cremona tra Stradivari e torrone mostarda e monumenti

Tutta colpa di una lettera. Ma una “t” non può bastare per descriverla. “Turàz”, “Turòn” e, il meno raffinato “Tetàss”: Cremona è molto più di un monumento, un dolce o una citazione anatomica. “I luoghi comuni ci han reso famosi – spiega infreddolito un ciclista in Corso Campi – ma di “t” ce ne sono ben altre”. Già, c’è Mina, la Tigre di Cremona: le sue corde vocali, come quelle di un violino, regalano emozioni senza tempo. Poi c’è Tognazzi, l’Ugo appassionato della cucina, che, spenti i riflettori, si dedicava ai suoi ricettari, chiamava il frigorifero “la cappella di famiglia” e ripeteva sempre: “Recitare è un hobby. Io mangio per vivere”. Tutti cremonesi, tutti con la “t” maiuscola per capire che sì, qualcosa di speciale nell’aria di questo scampolo di Bassa lombarda ci deve essere, se gusto e musica, arte e sapore, da sempre, sono il menù di una cittadina di poco più di 70mila abitanti, passata alla storia per le sue eccellenze dolciarie e musicali, dal torrone alla liuteria. Stradivari e Sperlari, Guarneri del Gesù e Vergani, Amati e Dondi, poi Luccini, Lanfranchi e Rivoltini con Ponchielli e Monteverdi: la lista è lunga e gustosa. E non sempre inizia per “t”. Come è facile capire durante una gita a Cremona tra Stradivari e torrone mostarda e  monumenti.

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Gita a Cremona tra Stradivari e torrone mostarda e  monumenti: vicino al Po

Nome celtico per indicare il “crem”, piccola altura non lontano dal Po che oggi scorre più fuori dalla città, colonia romana dal 218 a.C. posta strategicamente sulla via Postumia che univa Genova ed Aquileia, è stata però Milano ad “addolcire” il destino di Cremona con il più musicale dei monosillabi, il “si” del matrimonio fra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza. Era l’ottobre del 1441 e lei, giovanissima, arrivò in rosso alla chiesa di San Sigismondo, bellissimo gioiello rinascimentale, da visitare alla periferia orientale della città. Le nozze portarono in dote a Milano una nuova dinastia e a Cremona protezione e benessere. “E soprattutto il torrone”, spiega chi ama la leggenda, secondo cui fu per stupire gli invitati al banchetto, che si realizzò, per la prima volta, questo dolce disegnato sulle forme del “torrione” campanario della città. La storia suggerisce, invece, che l’idea di un dolce di miele e mandorle poteva essere arrivata in città dal Sud e dagli Arabi, almeno duecento anni prima, anche grazie alla corte itinerante di Federico II. Ma in fondo che importa? Da allora il torrone è di casa qui. “Anche se al Torrazzo non somiglia per niente”, osservano dai tavolini del Bar Portici alcuni turisti. Dal li la mole del campanile, “classe” 1267, si staglia netta: 112 metri e 473 gradini, è fra i più alti edifici al mondo in soli mattoni.

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“Ed è tutt’altro che friabile”, scherzano ancora dallo storico caffe’, riferendosi alla prima, imprescindibile qualità del torrone, che secondo i puristi deve essere solo duro e friabile. “La modernità e pure i dentisti han fatto il resto!”, spiegano semiseri Luciano e Osvaldo del negozio Vergani. Morbido, aromatizzato, ricoperto, declinato in cioccolatini, ammorbidito a mousse da passeggio, più pratico a forma di torta: oggi tutti son bravi a “menare il torrone”, come si dice, indicando le lunghe ore di paziente lavorazione dell’impasto. Le campane del Torrazzo suonano grevi, in minore, come a sottolineare che il tempo passa, le mode cambiano, ma a restare è la bellezza di una delle piazze medievali più fascinose d’Italia, fra il cortile del palazzo Comunale, la loggia dei Militi, un battistero prodigio di semplicità e solennità e la loggia della Bertazzola che unisce il Torrazzo al duomo bianco e rosa. Tutte le vie sembrano condurre qui, sotto al suo rosone che sembra un pizzo antico.

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Gita a Cremona tra Stradivari e torrone mostarda e  monumenti: piazza e vicoli

In effetti sono almeno 12, fra strade e viuzze le possibilità che si irradiano dalla piazza: a sinistra si allunga via Solferino col “distretto” delle pasticcerie, Sperlari e Lanfranchi in primis, le cui vetrine son l’una di fronte all’altra “armate” e allestite. “Qui dietro c’era la fabbrica”, spiegano da Sperlari che rivendica dal 1836 la primogenitura dei segreti dolciari di Cremona. Ma nel mitico “cofanetto” che tutti abbiamo ricevuto almeno una volta per Natale, oltre al torrone c’era anche la mostarda: ora che l’altro marchio storico Dondi è stato assorbito dallo stesso gruppo internazionale dolciario Cloetta, la tradizione “della frutta senapata” può continuare. Il negozio Sperlari è un elenco di “buoni consigli”, da come consumare il torrone a come accompagnare la mostarda dove “la frutta deve restare coperta dallo sciroppo, se no si guasta”, raccomandano. Un passo e accanto si entra nel raffinato mondo di Lanfranchi, dove si conserva l’esclusiva e il segreto morbido del Pan di Cremona, cuore di miele e “armatura” di cioccolato fondente e a scaglie.

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Per lo shopping ci si sgranchisce lungo via Mazzini o via Campi che porta anche al Museo Ala Ponzone per una full immersion di storia, archeologia, liuteria e arte. Questa è anche l’orgogliosa casa di un’altra eccellenza cittadina: l’Arcimboldo con i suoi strani quadri fatti di verdure e nature morte che diventano vive come si scopre con una gita a Cremona tra Stradivari e torrone mostarda e  monumenti.  E pure  opere antiche ma tanto moderne da diventare quasi un mito.

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Gita a Cremona tra Stradivari e torrone mostarda e  monumenti: il museo

Quello che accade ad un altro vanto della città: il violino, quello che si trova nella forma più pura nel  Museo del violino Antonio Stradivari di  piazza Marconi. Un tempo poco lontano di qui partiva la via del sale che conduceva attraverso Ponte Po, al fiume. Qui sgobbavano senza sosta, in una vita balorda e scomoda i molti renaioli, i cavatori di sabbia e ghiaia. Tutta un’altra musica oggi che il quartiere e la piazza, complice un nuovo assetto urbano con sculture ispirate a note e violini, è il nuovo pentagramma cittadino. Ora ci sono l’auditorium  e gli spazi espositivi: qui sono confluiti anche i disegni, le sagome in legno e le forme della bottega degli Stradivari. Uno scrigno di velluto rosso è la sala che contiene i pezzi più preziosi come il celebre “Cremonese” del 1715  e poco oltre altri Stradivari come l’”Heller”, intarsiato nel 1679 fino al riccio e lo “Scotland” che il maestro liutaio realizzò a 90 anni. Valgono come un Van Gogh perché questa è la perfezione: le conoscenze e le abilità dell’epoca sono le stesse cui tendiamo oggi. Infatti qui si disputano, come ogni tre anni, le “olimpiadi” della liuteria, un concorso internazionale che seleziona in tutto il mondo violini, viole, violoncelli e contrabbassi. I pezzi migliori saranno esposti nella sezione dedicata alla liuteria contemporanea.

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Gita a Cremona tra Stradivari e torrone mostarda e  monumenti: la dolcezza

Corda ad arco e a pizzico, gli epigoni di Amati, Guarneri del Gesù e Stradivari, oggi Patrimonio dell’Unesco, sono ancora la fuori: nel mondo e a Cremona raccolti come secoli fa in un’”Isola che c’è “ e che profuma di gesti antichi. Il Consorzio dei liutai, nato nel 1996, ha sede in piazza Stradivari e raccoglie oggi oltre 60 maestri, fra italiani e cremonesi d’adozione. Le loro botteghe punteggiano il centro storico: qui si lavora su ordinazione di commercianti o singoli artisti e per grossa parte il mercato si rivolge all’estero. “Il nostro marchio “Cremona liuteria” – spiegano dal Consorzio – intanto garantisce una lavorazione completamente manuale ed esprime l’originalità e la personalità del maestro liutaio, nel rispetto di tecniche tradizionali codificate ormai da secoli”.

Gita a Cremona tra Stradivari e torrone mostarda e monumenti

Musica per le orecchie ed armonia del palato: l’accordo di un violino, lo scrocchiare del torrone, la colatura ambrata di una mostarda perfetta, ed ancora salumi, formaggi, arte, orgoglio e bravura. Una storia, anzi mille storie,  che sono nate tutte all’ombra di un campanile da record e per un matrimonio d’altri tempi e che una dopo l’altra si svelano in una gita a Cremona tra Stradivari e torrone mostarda e  monumenti.  Tutto in un’unica città della tranquilla provincia? No, non è troppo. Basta raccontare le sue mille anime usando le “t” giuste. E allora si che saranno più di tre.

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Giornalista professionista scrive di cronaca, sport invernali e società per Il Giornale, Sci, Stile e Quattroruote. Dopo Tuttoturismo, Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Repubblica Viaggi e Corriere.it, oggi viaggia fra la Brianza, Parma e le alpi e scrive anche per il web col portale Il Turista. Ha seguito dieci anni la Coppa del Mondo di sci alpino per Infront Italy e Sky Sport, poi lo scialpinismo per Ismf, la Federsci internazionale. Fra i suoi punti d’orgoglio dieci nipoti, due ascese al Monte Bianco e la prima maratona di Milano, chiusa fieramente all’ultimo posto.

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