Il Centro Pompidou di Parigi: la storia, cosa vedere, le mostre, i capolavori

Il Centro Pompidou di Parigi: la storia, cosa vedere, le mostre, i capolavori

Parigi ha il Louvre e la Torre Eiffel, i vicoli del quartiere Latino e la grandiosità degli  Champs-Élysées. Insomma, ha tutto. Che bisogno c’era del Centro Pompidou, uno spazio che da subito ha diviso? Tra furiose polemiche ed enorme successo?
La storia di quello che si chiama Centro nazionale d’arte e di cultura Georges Pompidou, anche se per molti è solo il Beaubourg è interessante quasi quanto le opere e le mostre che ospita. Il centro è nato per volontà del presidente Georges Pompidou, accoglie oggi forse la più grande collezione d’arte moderna d’Europa. In grado di rivaleggiare con il MoMA di New York.

Centro Pompidou: Parigi contro New York

E non solo: oltre che un museo è anche una biblioteca, uno spazio per spettacoli e un cinema, il tutto inserito in un complesso polivalente. Tutto nacque dalla intuizione che Parigi negli anni ’70 aveva perso il proprio ruolo di capitale delle arti che era stata scippata dalla Grande Mela. Per questo il presidente Pompidou che voleva allargare la fruizione dell’arte oltre la ristretta cerchia delle elite pensò ad un centro nato per essere all’avanguardia per le arti moderne. “Perchè – disse – per il resto abbiamo già il Louvre”.

 

Venne quindi proposto il bando a cui parteciparono 0ltre 680 progetti e quello vincente fu quello degli architetti Renzo Piano, Gianfranco Franchini e Richard Rogers. Durante la realizzazione il presidente mori e il Beaubourg fu inaugurato il 31 gennaio 1977 dal nuovo presidente della Repubblica di Francia, Valéry Giscard d’Estaing, alla presenza della vedova di Pompidou e di numerosi capi di Stato esteri.

Ma non fu una inaugurazione tranquilla: la forma innovativa fece storcere il naso a tanti e in molti iniziarono a gettare discredito su un monumento che per qualcuno era più simile ad una raffineria che ad un museo. E qualcuno lo chiamò la Madonna del tubo. Ma le critiche molto tempo prima erano toccate anche alla Torre Eiffel.

Un nuovo tipo di museo

Ma la scommessa degli architetti era stata proprio questa: esporre quello che di solito non si vede. Il grande parallelepipedo infatti mette all’esterno quello che normalmente è protetto da mura e mai assediato da scale mobili, tubi, ascensori e montanti di cavi.

Il tutto reso più evidente dai colori: i tubi gialli, per esempio, sono quelli della corrente elettrica, gli ascensori sono rossi e le scale mobili verdi. E quindi chi si chiede cosa vedere all’interno del Centro Pompidou prima è costretto a vedere cosa gli sta intorno.

Ora, dopo la ristrutturazione della fine degli anni ’90 – è stato riaperto il 1 gennaio 2000 – il centro Pompidou è uno dei musei più visitati al mondo e ospita una collezione sterminata di circa 120mila opere che spaziano dalle arti classiche al design alla fotografia alle opere multimediali. Ovviamente una simile massa di opere non può essere sempre visibile per cui si organizzano mostre a rotazione con decine di mostre monografiche o tematiche ed esposizione temporanee basate anche su prestiti.

Opere d’arte e una biblioteca

All’interno del Centro Pompidou si trova anche la Bibliothèque publique d’information, che i parigini chiamano con confidenza BPI, che occupa in parte parte dei livelli dell’edificio – tutto il secondo e il terzo – con spazi per oltre 2000 visitatori per volta. Qui si trovano oltre 350mila libri e migliaia di documenti che possono essere consultati sul posto senza prestito. Ricordate: è quasi sempre aperta. Tranne il martedì.

La parte museale, ovvero il Musée national d’art moderne, invece occupa i piani quarto e quinto mentre al sesto si trovano aree dedicate alle mostre temporanee. Anche i sotterranei nascondono sorprese: qui si trova l’area dedicata alla performance art e agli audiovisivi.
Per orientarsi in linea di massima si può dire che al piano quarto si trovano le opere datate prima del 1960 mentre al quinto ci sono quelle datate tra il 1905 e il 1960.

I capolavori dell’arte

In questa zona la mostra si sviluppa con un viaggio nella storia dell’arte moderna, passando per il primitivismo, il fauvismo, il cubismo, il dadaismo e il surrealismo fino alla pittura americana e all’espressionismo astratto. Qui ci sono innumerevoli capolavori di tutti i più grandi da Braque, Duchamp, Mondrian, Malevich, Kandinsky, Dalí, Giacometti, Ernst, Miró, Calder, Magritte, Rothko e Pollock.

Ma imperdibili sono anche l’Arlecchino di Picasso o le foto di Man Ray, come le Violon d’Ingres, l’Orinatoio di Marcel Duchamp o l’autoritratto “La cornice” di Frida Kahlo. E il catalogo è quasi infinito.

L’atelier di Brancusi

Il risultato è che la lista delle cose da vedere al Centro Pompidou si allunga a dismisura anche perché a fianco si trova anche l’Atelier Brancusi, una replica dell’atelier dove lavorò Constantin Brancusi a Montparnasse all’inizio del XX secolo. Il grande scultore ha lasciato allo stato francese una eredità di oltre 130 sculture e migliaia di lastre che si possono vedere qui in questo museo che riproduce lo studio dell’artista.

Ma un simile contenitore, in perenne evoluzione, non è mai concluso: ecco perché è già stato annunciato che, a partire dal 2024 il centro verrà chiuso per lavori che dovrebbero durare tre anni per un investimento di circa 200 milioni di euro.

All’interno del centro per i visitatori sono disponibili oltre ad un book shop anche un bar e un ristorante aperto tutto il giorno da cui, oltre a mangiare si può godere una splendida vista sulla città.

Dove si trova il Centro Pompidou

Il centro si trova proprio sul confine tra il quartiere del Marais e la zona de Les Halles. Questo spazio, noto come Beaubourg, l’altro nome con cui è conosciuto il centro, era in passato un grande parcheggio decisamente male frequentato. Ed era così fino dai tempi del piano regolatore di Haussman mentre ora è uno dei luoghi più frequentati della città e più facili da raggiungere con le vicine fermate della metro Rambuteau, Hôtel de Ville, Châtelet–Les Halles.

Oslo di inverno: cosa fare e vedere tra musei, saune, sport e monumenti

Trackback from your site.

Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici e rimani sempre aggiornato!