Passeggiate in val d’Aosta, storia, pascoli e cime

Passeggiate in val d’Aosta, storia, pascoli e cime

Aveva ragione sant’Anselmo a dispiacersi di dover abbandonare la Val d’Aosta per le sue meditazioni spirituali. Correva l’anno Mille e le piste da sci ancora non c’erano, le terme erano di la da venire, anche se le proprietà delle acque di Pre Saint Didier erano già note in epoca romana. E le passeggiate in val d’Aosta erano riservate e pellegrini e abitanti. Si perché, nelle valli di questa landa già si camminava molto. Per dovere, certamente, e non per il piacere del trekking. Eppure i prati di allora sono gli stessi di oggi dove cresce l’artemisia da cui ricavare il gustoso genepì e le passeggiate in val d’Aosta, in fondo, sono sempre le stesse. Nei vitigni sopra le balze di Augusta Praetoria, l’Aosta dei Romani, già si lavorava a pieno ritmo per regalare quel rosso corposo, ideale compagno di ogni pasto, magari a base di fontina, come si sarebbe chiamato, di li a poco e per sempre, il più famoso formaggio locale. Anselmo non vide a quale destino di prosperità era avviata la sua vallée”, paradiso del trekking e dell’aria buona, ma quel che vide gli bastò per sentirne da subito la nostalgia. Erano le montagne, dal Monte Bianco, al Monte Rosa, dal Cervino, al Grand Combin, dal Gran Paradiso, alla Grivola, passando per il Rutor, l’Emilius, e il Mont Avic a parlare al suo cuore. Quelli cime belle e senza tempo oggi dischiudono al visitatore un Eden tutto “da camminare”. Principianti senza fiato, escursionisti più “in gamba” e alpinisti “wannabe”: la terra, che Anselmo lasciò camminando, diretto al suo destino di santo, vi attende per essere riscoperta. Per passeggiate in val d’Aosta per tutti i gusti.

Le passeggiate in Val d’Aosta per chi va piano

I principianti della passeggiata devono solo ricordarsi, oltre a buone scarpe, di mettere nello zaino la macchina fotografica: per il resto niente paura. Per fare trekking in Val D’Aosta non occorrono né la tempra di Walter Bonatti, né la forza di Rehinold Messner.

  • Da est ad ovest si parte dalla valle di Gressoney (Uscita A5 – Pont Saint Martin) e dal villaggio di Fontainemore, alla scoperta della Riserva naturale del Mont Mars che, lassù, da quota 2600, seguirà i vostri passi, prima attraverso villaggi in pietra che profumano d’antico, poi più su, oltre i boschi di latifoglie, verso limpidi laghi alpini. Le diverse gite nel Parco sono tutte facili e dal dislivello mai oltre i 600 metri, perfette per scaldare i muscoli.
  • Da Aosta, invece, magari dopo averne visitato il foro romano e il centro storico, si imbocca la strada che conduce a Saint Pierre (Uscita A5 Aosta-Saint Pierre), quindi a Saint Nicolas e a Vens. Il panorama della Comba di Vertosan corre fino a Jovencan, incorniciata dal Col de Joux e dal Gran San Bernardo e toglie il fiato. Ma mai per fatica, solo per bellezza. Scorazzare nel vallone (adatto anche alla mountain bike) rifocillarsi fra le baite, come al rifugio Lo Grand Baou è un ottimo allenamento per salire poi più in alto. Le passeggiate in Val d’Aosta continuano  più in alto.
  • Per esempio ad Arpy, sopra a Morgex ( Uscita A5 Morgex, indicazioni per Colle San Carlo), fra i luoghi amati anche da Giorgio Bocca. Da qui si può rifinire l’allenamento passeggiando nella valle punteggiata di casolari in legno e pietra oppure raggiungere, con una passeggiata di poco più di un’ora, il laghetto d’Arpy, quota 2066, balcone privilegiato da cui contemplare i giganti di ghiaccio delle Grandes Jorasses a l’intero massiccio del Bianco magari salendo con la Skyway, la nuova funivia dei record.

Le passeggiate in Val d’Aosta vicino alle nevi  perenni

  • Restando in zona, magari dopo una tappa ai vicini Bagni termali di Pre Saint Didier, si raggiunge il vallone di La Thuile, per una gita che permette di ammirare da vicino il vero ambiente alpino. La meta è il rifugio Deffeyes ai piedi del ghiacciaio del Rutor. Siamo a quota 2494: scarponcini e giacca vento non devono mancare, il sentiero è più impegnativo e richiede tre ore di cammino per raggiungere il rifugio, lungo un percorso costellato di meraviglie come cascate, laghetti e spettacolari ponticelli sul fiume.
  • Raggiungendo infine Courmayeur, (A5 ultima uscita) fra le mille gite che si possono fare ai piedi di sua maestà il Bianco, Val Ferret e Val Veny sono le mete ideali e anche più note. Riuscire a passare, però, dove anche Annibale condusse i suoi elefanti diretto su Roma ha un fascino impareggiabile. Sul fondo della Val Veny, superata la piana di Combal, mentre i più si “accontentano” della breve gita al Lago Miage (45 minuti) o ai 2195 metri del rifugio Elisabetta (1h e 45 minuti, anche in mountain bike), si può proseguire, con un’altra ora e mezza di cammino, fino al Col de la Seigne, al confine con la Francia, al cospetto della mole delle Pyramides calcaires e dei ghiacciaio di La Lex Blanche. La sella, battuta dai venti e profumata dalle erbe alpine, ha una forma ampia e comoda e fa ben comprendere perché il condottiero cartaginese debba aver scelto questo passaggio per i suoi ciondolanti pachidermi.
  • Per passeggiare, invece, lontano dalla pazza folla dell’alta valle, ecco il Parco del Monte Avic, l’ultimo nato, in casa valdostana, 21 anni fa, per proteggere la fauna e la flora di questo piccolo Yellowstone ( Uscita A5 Verrés, poi Champdepraz), sconosciuto anche ai più assidui frequentatori della vallée. Il vostro campo base saranno Champdepraz e la piccola frazione di Veulla. La vostra metà non sarà invece tanto la cima dell’Avic, quota 3006, quanto la bellezza delle sue pendici arricchite da laghetti alpini, sostando al rifugio Barbustel che si raggiunge in 3 ore e mezza da Champdepraz.

Le passeggiate in Val d’Aosta per chi osa

“Osa, osa sempre e sarai simile a Dio” diceva il friulano Giusto Gervasutti che, fra 1930 e 1940, ha scritto la storia dell’alpinismo europeo, proprio partendo da queste valli. Per chi voglia seguire, pur di lontano, le tracce del “Fortissimo”, il primo passo consiste nel provare a concatenare più giorni con lo zaino in spalla e di affidarsi alle guide alpine per muovere i primi passi sul ghiaccio.

  • Ecco come fare, in un mini tour di quattro giorni con partenza e ritorno da Degiòz e passaggio dal rifugio Vittorio Sella, un’oasi di pace in Valsavaranche, al cospetto della Grivola e del suo mondo “inclinato”. Con i suoi 3969 è un Quattromila mancato, cima forse meno nota ai più benché il suo profilo di piramide e la sua mole di sfasciumi ne faccia quasi un Cervino in miniatura. Tutto intorno è già “Gran Paradiso”, il parco nazionale più grande della valle, ma i sentieri “balcone” che vi si rincorrono sono perfetti per chi ha buone gambe e buon fiato.
  • Se vi sentite pronti per calzare i ramponi e saggiare la neve dei ghiacci perenni ci sono escursioni semplici ed al contempo tra le più  indimenticabili tra le passeggiate in Val d’Aosta.  Anche al cospetto del Monte Bianco. A patto di affidarsi alla saggezza di una guida alpina. L’itinerario più semplice ed accessibile non richiede più di 3 ore di cammino, in leggera discesa, e permette di attraversare, in tutta sicurezza, la parte sommitale de La mer de glace, il maestoso ghiaccio che separa Courmayeur da Chamonix. Si parte dall’Aguille du Midi (a quota 3.800, dove si arriva in funivia) e si arriva al Rifugio Torino, 3375 metri, con rientro a Courmayeur sempre in funivia.

  • In bicicletta invece fate rotta decisa su Cogne ( Uscita A5 Chatillon – Sarre) per pedalare fra i giganti del Gran Paradiso e del Monte Emilius: uno degli itinerari più suggestivi prende il via da Molinaz, vicino a Lillaz e si snoda, per 21 km, attraverso le antiche miniere di magnetite del vallone dell’ Urtier, percorrendo strade sterrate e sentieri adatti ad ogni gamba.
  • Chi voglia, infine, provare l’ebbrezza di un volo attraverso i boschi, fra liane, ponti tibetani e scale, non perda l’emozione solo in apparenza “pre confezionata” del parco Avventura di Pre Saint Didier: i 130 metri di carrucola sospesi a 180 metri sull’orrido valgono bene l’adrenalina. E allora vi sembrerà non solo di aver conquistato le montagne, ma sentirete con chiarezza di esserne stati conquistati.

 

 

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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