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Rifugi romantici: chalet per San Valentino dal Trentino alla Valle D’Aosta

Rifugi romantici: chalet per San Valentino dal Trentino alla Valle D’Aosta

Via dalla pazza folla, il mini break più romantico d’inverno è a San Valentino quando la gita si colora d’amore: con il rosso della passione, i colori che stanno meglio sono il bianco della neve, l’azzurro del cielo e la gioia del cuore. Ecco i rifugi romantici, per vivere la montagna come fosse sempre San Valentino.

Rifugi romantici: a Checrouit per emozioni in quota

E’ il villaggio vacanze che non c’era. Sulla neve, al sole, il SuperG Italian Mountain Club è l’indirizzo giusto per un San Valentino di coccole. Siamo a Courmayeur, a Plan Checrouit dove si arriva comodamente con ovovia, dal villaggio di Dolonne, o in funivia che dal centro del paese funziona no stop fino alle 23.40. Eat, sleep, ride, apres ski… repeat: ecco il mantra d’alta quota. Perfetto per una soirée romantica, ma anche per un mini break che curi corpo e spirito, qui prima, durante e dopo lo sci ci sono anche una palestra e un centro wellness a disposizione esclusiva dei clienti che soggiornano in una delle otto camere di charme o, su prenotazione, anche per chi pranzi in loco.

Le camere? Per San Valentino occhio al confronto e a che cosa scegliete. Già, perché ognuna delle stanze, fra suite e “giants room”, si ispira ad un vero “gigante” della modernità. No, non parliamo solo di sci e campioni, ma si può scegliere di dormire nella suite – tutte dotate anche di I-pad -dedicata a David Bowie o in quella che ripercorre il genio di Enzo Ferrari. Per pranzo si può scegliere uno snack gustoso della sandwicheria, oppure crogiolarsi nel grande solarium che guarda il mont Chetif e cresta d’Arp: qui è arrivato chef Andrea Berton a disegnare un nuovo viaggio nel gusto, attraverso una cucina “brave”, che coniughi le sue grandi passioni: musica e montagna.

Rifugi romanticiDj set e spa sulle piste

Dormendo al SuperG al mattino si può essere i primi a scendere in pista, gli ultimi la sera a sfilarsi gli scarponi. Qui, poi, ogni pomeriggio, a chiusura piste, partono un Dj-set e un apres-ski firmato dalle bollicine più prestigiose che impreziosiscono la carta vini del locale. Se poi cercate uno dei rifugi romantici ma avete qualche pargolo al seguito, nessun problema. Il superG pensa a loro con un servizio professionale di mini club dalle 10 alle 16.  Doppia a partire da 170 euro

Grazie alla funivia del paese che d’inverno viaggia no stop e fa le ore piccole, salire, anche fuori orario e dopo lo sci, a Plan Checrouit non è più un’impresa, ma una bella possibilità. Courmayeur guarda in alto e non lo fa solo per gli sportivi. La nuova pista, aperta dal 2019, da Cresta D’Arp a Youla, permette a tutti, e non solo ai freerider, di godere dello splendido panorama con terrazzo del punto più alto del domaine skiable di Courmayeur. Il prossimo anno sarà rinnovata anche la cabinovia, ma intanto la pista è nera ma breve ed ha una alternativa rossa più semplice, con una skiweg per tutti che riporta alla Youla. Bene e dopo?

I sapori della cucina d’alta quota

I locali più vicini, come il SuperG, si raggiungono anche con breve passeggiata: sono lo Chateau Branlant, raffinato chalet dal menù robusto e tipico, fino a La Chaumiere , che propone cucina d’alta quota rivisitata con eleganza e innovazione. In motoslitta si arriva fino a Maison Vieille dove si può decidere anche di fermarsi direttamente dopo lo sci, prima per una merenda gustosa e poi fino a cena.

Romanticismo in rifugio negli ultimi scampoli d’Italia

Non serve scarpinare fino ad un rifugio; non serve salire in alta quota per essere più romantici. Basta andare ad Entreves, piccola poesia di pietra, legno e baite che sembrano uscite da un passato remoto. Vicino ci sono Courmayeur e il traforo del Monte Bianco che porta lontano e l’avveniristica funivia Skyway che conduce in alto. Eppure la magia del Monte Bianco comincia già a valle, a casa della famiglia Garin che di uno chalet d’antan ha ricreato una versione moderna e di lusso con l’Auberge de la Maison. Legno, pietra, arredi d’epoca, cura dei dettagli e un gusto raffinato per la ricerca, rendono, nel panorama di Courmayeur, questo alpine resort una certezza di charme ed eleganza che fonde accoglienza ed intimità.

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Per San Valentino si può soggiornare nell’hotel 4 stelle, anche per godere della “Maison d’Eau” e dei trattamenti esclusivi di questa “spa refuge”, oppure cenare al ristorante Aubergine. Certi che entrambe le esperienze sono di quelle che non si dimenticano. In cucina la genuinità e la tradizione vengono amalgamanti con innovazione e fantasia sia che si tratti di robusta selvaggina, dei prodotti locali o di trota e salmerino che le acque limpide della vicina Dora forniscono con generosità. Qui del resto la storia si custodisce “A la carte”.  Doppia a partire da 208 euro.

La Val Ferret, tra cielo e terra

D’accordo: San Valentino è romanticismo, sulla neve ancora di più. Prima, però, di un meritato riposo e di uno stop goloso in uno dei rifugi romantici, potreste pensare di stupire la vostra lei o il vostro lui con una giornata più active. L’indirizzo giusto è, poco sopra ad Entreves, la Val Ferret, una delle più remote e più belle valli italiane. Sopra a Courmayeur, la vista del monte Bianco da Planpincieux, con la cresta dell’Aiguille Noire è una scala che accompagna lo sguardo verso il cielo e la vetta. Ed allora, ecco l’idea: prima un po’ di sci di fondo, adatto a tutti, soprattutto qui, dove il panorama distrae dalla fatica e  in un paradiso bianco fra i più belli e più alti d’Europa.

La pista si allunga per oltre 10 km, ma dopo solo 1.5 km di binari sottili, superata una prima salitella leggera e costante, che conduce ad un’iconica cappelletta di pietra, ancora poche scivolate ed ecco il bivio per una sosta corroborante. E’ la baita Tronchey dove l’ospitalità e la verve di Giulietta sono fra i piatti forti, insieme ad una scelta di piatti tipici e fatti in casa, dalla polenta e selvaggina ai dolci. Dopo, amarsi, sarà ancora più facile.

A due passi dalla città. Come Rocco Schiavone

Volete fare provare uno dei rifugi romantici alla vostra altra metà del cielo puntando sulla letteratura, magari sui libri gialli, senza però rinunciare alla vostra passione per i monti e lo sci? Seguite, allora,  la traccia incisa dai best seller di Antonio Manzini, con le avventure del ruvido vicequestore Rocco Schiavone, catapultato dall’Urbe fra i picchi valdostani. Uno dei primi romanzi trasposti in film è stato girato, oltre che nel capoluogo di Aosta, anche fra i pendii di Pila. Si chiama “Pista nera”, anche se la conca di Gressan è nota per i suoi 70 km di tracciati vari e perfetti che non annoverano solo percorsi per esperti, ma anche molte piste blu e rosse.

Ora il colore del comprensorio è anche giallo-thriller e le indagini si fanno di sabato o nelle serate più romantiche come quelle di San Valentino. E’ allora che la maggior parte delle baite restano aperte fuori orario per cene in quota. Quale scegliere? La più vicina e gustosa è lo Yeti, a pochi passi dalla stazione di monte della cabinovia che in 18 minuti conduce a Pila comodamente da Aosta. Le Chatelaine è l’altro indirizzo ed è stata davvero il set per le prodezze di Marco Giallini nei panni di Rocco Schiavone.

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L’amore e la gola. Con il gatto delle nevi

L’indirizzo da non perdere, però, magari proprio per la cena di San Valentino è La Societé anonyme de consommations, dove si arriva con il gatto delle nevi di sera, o con gli sci di giorno. In febbraio, oltre a celebrare l’amore, si festeggia con menù tipici della tradizione, fra carpacci, tagliolini al ragout e semifreddo al pane nero, ma anche con una speciale attenzione a corroboranti bolliti, dopo una giornata di freddo e neve. Per coniugare amore e beneficenza, Pila ha in serbo un’unica, emozionante, notte magica: è quella di I Light Pila, che l’8 febbraio porta sulle piste una delle più grandi fiaccolate in rosa, a favore della ricerca e di Komen Italia.

Rifugi romantici in Lombardia. Tra slitta e sport

E’ uno dei segreti meglio custoditi della Valtellina: la val di Rezzalo, sopra a Sondalo, è una meta ancora wild, ma amatissima dai conoisseur della neve dolce. Si passeggia, si ciaspola e non si fanno code. Intorno non ci sono impianti, ma solo il respiro largo della natura. A a dare una mano, però, riducendo la fatica e l’energia di una passeggiata, c’è sempre lo slittino.

Finché la stagione lo consente il rifugio La Baita organizza ogni sera (per gruppi anche in settimana) una slittata notturna, dalla piccola frazione di Fumero. L’avventura si conquista dopo una camminata di circa un’ora: sono 2,5 km per mettere le cose in chiaro, soprattutto nelle notti di San Valentino. Poi si cena con i sapori sinceri e robusti che la cucina valtellinese squaderna con generosità: spesso c’è anche il tempo di giocare a tombola. Terminati i festeggiamenti, ecco le curve in discesa a bordo di uno slittino, per finire in bellezza e al chiaro di una notte magica. Volendo si può anche pernottare al rifugio ed organizzare, in questo caso, la risalita in motoslitta.

Madesimo sotto le stelle

Per chi non voglia camminare, Madesimo anche di notte è sempre una buona idea. Di giorno le sue piste leggendarie, la sera, la comodità di arrivare in ovovia a contemplare le stelle. Soprattutto nella notte più romantica. Il rifugio Larici, immerso nel domaine skiable del comprensorio, di notte riserva un’atmosfera differente: il frusciare del bosco e l’allegria dei commensali incorniciano il silenzio dei 1900 metri. La cabinovia funziona il sabato sera ed in pochi minuti dal paese è subito magia. .

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La musica al Passo del Tonale. Arte e romanticismo

Fra Trentino e Lombardia anche la musica segue il ritmo della neve e c’è una stagione che il mondo ci invidia. E non è solo quella del grande sci che fra Ponte di Legno, Temù, Tonale e Presena vanta uno dei comprensori più vari delle Alpi. No, parliamo di musica, la miglior colonna sonora per una serata romantica come San Valentino, a patto che la colonnina di mercurio non sia un problema per la vostra dolce metà. Si perché quassù al passo Paradiso, non solo il nome è un programma.

Intanto si arriva comodamente in ovovia dal passo del Tonale per scoprire che, a certe quote, son di ghiaccio anche gli accordi, gli assolo e le note, grazie ad Ice Music, la serie di concerti che, ogni giovedì e sabato, infiammano, per ossimoro, il teatro. O meglio l’ice dome scavato nel ghiaccio ad oltre duemila metri, da Tim Linhart, estroso artista e carver di professione che ha intagliato, fra neve e ghiaccio, anche decine di strumenti a corda e percussione. Fino a marzo sono tante le occasioni musicali, ma per il dopo concerto il ghiacciaio non finisce di sorprendere.

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Si può decidere di pernottare a capanna Presena, un indirizzo magico, che si raggiunge in cabinovia, una “fermata” sopra a quella del teatro di ghiaccio, oppure giocarsi il “full monty” ed il tutto per tutto, scegliendo i nuovi igloo, ricavati nella neve, proprio a pochi passi dalla capanna. E se pur gelidi sono sempre rifugi romantici.

Una notte di passione nella Arctic Room

C’è la Arctic Room, arricchita da sculture che richiamano un paesaggio artico con orsi polari, foche e stalattiti. C’è la Forst Room in cui campeggiano botti di legno immerse in un bosco con cervi e caprioli, a simboleggiare il legame tra la famosa birra altoatesina e il territorio montano. C’è la Chalet Room, in cui è stata rievocata una cascina tipica, completa di caminetto. L’indomani il caffé del risveglio potrebbe essere un excalation: si può salire con il terzo troncone della cabinovia ai tremila metri del passo Presena e gustarsi il bello e il buono del rifugio Tremila, uno dei lounge bar più alti delle Alpi, prima di lanciarsi nello sci, dapprima lungo il muro del ghiacciaio e poi giù verso il passo del Tonale.

Se l’appetito vien sciando, ecco alti due indirizzi per completare un San Valentino super nevoso: si può scegliere il ristorante Faita, immerso nelle piste – offre anche camere eco chic – oppure a La Baraka, con le sue grandi vetrate vista passo e la sua cucina gustosa proprio a confine fra Lombardia e Trentino e quindi saporita due volte, grazie ad un sapiente melange di ingredienti.

Rifugi romantici: lo chalet degli Angeli

Folgarida e Daolasa: due nomi che da soli scatenano l’immaginario degli amanti del grande sci, fra piste nere leggendarie e grandi comprensori con anche rifugi romantici. A San Valentino, però, si deve trovare il tempo per rallentare, magari una discesa in meno ed un brindisi ed un sorriso in più. Come fare per festeggiare quasi sci ai piedi?

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A Folgarida l’indirizzo giusto è sopra a Malghet Aut, dove lo Chalet degli angeli si raggiunge con gli impianti ed è perfetto anche per i non sciatori. Oltre a rifocillare con piatti della tradizione locale, offre anche camere chic per essere i primi sugli sci ma non per forza gli ultimi a prendere sonno. Altra cabinovia, altra sorpresa: a Daolasa, sempre nel comprensorio di Folgarida – Marilleva, nel cuore della val di Sole, l’indirizzo giusto e il rifugio Solander  con la nuovissima area spa e wellness che metterà tutti d’accordo, sciatori e contemplativi della neve. E soprattutto gli innamorati.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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