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Sciare a Pasqua: l’ultima neve tra La Thuile e Courmayeur

Sciare a Pasqua: l’ultima neve tra La Thuile e Courmayeur

C’è ancora tempo e tempo bello per sciare a Pasqua e lanciarsi nelle ultime sciate della stagione. Neve primaverile, giornate più lunghe, tintarella assicurata. E anche meno gente, zero stress e prezzi più bassi. Ecco le buone ragioni per regalarsi ancora l’emozione di molte curve sulla neve. Se alcuni comprensori hanno già chiuso impianti e piste, anche per via delle temperature elevate in questo scampolo di primavera, sono, al contrario, diverse le località sulle Alpi, soprattutto occidentali e centrali, dove non farsi scappare l’opportunità di sciare a Pasqua. In Val D’Aosta si possono scegliere la Valdigne e l’alta vallée con i comprensori di La Thuile e Courmayeur.

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Sciare a Pasqua: La Thuile

Con 150 chilometri di piste ed un collegamento che permette di sconfinare in Francia “sci a piedi”, l’Espace San Bernardo di La Thuile  è uno degli approdi sicuri per chi voglia sciare a Pasqua ed in primavera e fare il pieno di emozioni e sciate di fine stagione. Gli impianti sono aperti fino al 18 aprile con uno skipass scontato a 36 euro e tutte le piste migliori e più rinomate ancora in ottime condizioni, soprattutto al mattino. Si può scegliere il settore di Les Suches e Chaz Dura, il “nido d’aquila” del comprensorio che accompagna fino a quota 2579 metri, al cospetto del monte Bianco e delle Grandes Jorasses, da una parte, e riparati, dall’altra, dal bianco abbraccio del Ruitor con il suo ghiacciaio dove è ancora possibile – anche decollando da Les Suches –  praticare l’heliski su una neve primaverile ormai perfettamente trasformata e quindi più adatta anche a chi voglia avvicinarsi per la prima volta allo sci fuori pista (www.zerovertigo.com da 220 euro a persona).

Sciare-a-Pasqua-verso-il-RutorSciare a Pasqua: neve gourmand

Il collegamento con la Francia e le piste di La Rosiere è ancora garantito e tappa d’obbligo è la conca del Piccolo San Bernardo che regala neve non lavorata e piste amatissime da chi preferisce discese un pizzico più wild. Sono questi i tracciati più richiesti per chi ama sciare a Pasqua. Guardano a Nord e a quel valico da cui sarebbe passato Annibale nel 218 a.C. con i suoi elefanti anche se poi alla storia si preferisce una più prosaica sosta al Roxi bar, piccolo ristoro boutique nel cuore del valico, da cui pure si può partire in heliski per una discesa sui pendii del Miravidì, quota 3068.

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Per i più golosi, invece, un buon indirizzo per rifocillarsi è la maison Carrel (www.maisoncarrel.com), dei discendenti del mitico conquistatore del versante italiano del Cervino. Qui oggi, fra legni e pietre antiche, si gustano i piatti della tradizione della valle, riletti in chiave moderna e gourmand. Per le ultime sciate di Pasqua il comprensorio di La Thuile garantisce tutte le sue promozioni: sul ticket da 3 giorni è sempre valida l’offerta di poter sciare in un’altra località della Val D’Aosta oppure di dedicare un giorno alla risalita in quota con l’avveniristica funivia Skyway che da Pontal di Courmayeur, poco sotto il traforo del monte Bianco, conduce ai 3466 metri di Punta Helbronner. Per fare il pieno di panorama, monti e magari anche di altri celebri itinerari free ride come la discesa della vallee Blanche o del Toula. Sconti garantiti anche per rilassarsi alle terme di Pre Saint Didier.

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E se il pomeriggio, dopo le ultime sciate di Pasqua, la tintarella non convince, la si può “perfezionare”, concedendosi una passeggiata verso le frazioni che dal borgo di La Thuile, quota 1441, si allungano verso il colle San Carlo. A Buic, uno dei punti più soleggiati della conca, non è difficile incontrare, soprattutto con la bella stagione, alcuni artigiani del legno intenti, en plein air, a rifinire le loro opere. Noce, cirmolo e fantasia. Lavora così Edoardo Berger: una vita a fare il maestro di sci ed ora il tempo della pensione per ricreare la storia della sua famiglia e della valle a colpi di scalpello, narrando l’epopea dei minatori e dei cristalliers, i cercatori di cristalli, della valle. Come lui, scolpisce legni anche antichissimi “Giulietto”. Qui tutto lo chiamano così, perché a Giulio Jacquemod bastano poche parole per aprire il suo mondo al visitatore. Lui scolpisce anche il cioccolato, ha firmato alcuni trofei che La Thuile ha dedicato alla Coppa del Mondo che dopo 26 anni è tornata a fare tappa in valle lo scorso anno e così farà a dicembre 2018. Poco oltre, a Petosan, la neve sta lasciando posto ai pascoli e allora è bello camminare leggeri naso all’insù, a contemplare il massiccio del monte Bianco in un’immagine da cartolina e di poesia.

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Sciare a Pasqua: formaggio e nocciole

Rientrati in paese si può indugiare fra le varie cappelle del borgo che raccontano tante storie di devozione antica, come la parrocchiale di San Nicola, attestata fin dal 1093, oppure dedicarsi allo shopping, fra i biscotti a forma di tegole – La Thuile vuol proprio dire tegola – , il celebre formaggio “blue d’Aosta”, e il cioccolato, perché questo borgo, oltre ad essere una garanzia per chi ami sciare a Pasqua ed in tarda primavera, ha anche un altro record: è la “città del cioccolato”, da quando la famiglia di Stefano Collomb ha brevettato, in 350 grammi di puro gusto, la “tometta”, una torta tonda e ricca di gusto, nata un po’ per caso, da un impasto di nocciole del Piemonte Igp, cioccolato al latte e crema gianduia (www.chocolat-collomb.it).

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Dal cibo per il corpo a quello per la mente, a La Thuile, le ultime sciate di Pasqua devono lasciare il tempo per visitare una chicca del borgo: la maison Berton, un museo che dal 2015 racconta la passione per la Val D’Aosta dei fratelli Berton attraverso 200 pezzi di artigianato, arredi, architettura, stampe e oggetti sacri.

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Sciare a Pasqua: bellezza sulla neve

A bellezza si aggiunge bellezza perché, in aprile, ricominciano le selezioni di Donnaventura proprio a La Thuile dove in estate si svolgerà il training camp che precede la partenza per il prossimo viaggio del programma Tv, ancora top secret. Le signore viaggiatrici avranno modo di farsi fiato, ossa e carattere sugli stessi sentieri di turisti e trekker. Una ragione in più per scoprire La Thuile, bella fra le belle.

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Sciare a Pasqua: ecco Courmayeur

Meno di mezz’ora fra la Thuile e Courmaeyeur ed ecco il monte Bianco ed il suo massiccio si avvicinano allo sguardo. Uno zoom dei sensi per dare ancora più del tu al monte Bianco, accarezzando nel dettaglio i picchi bruniti del suo leggendario granito e le sue rotondità, bianche ed abbacinanti, come una fata Morgana seducente. No, qui è tutto vero: nessun trucco. A Pasqua le funivie di Plan Checrouit e val Veny accompagnano ancora a zonzo sugli oltre 50 km di piste in prima fila per godersi lo spettacolo del massiccio più alto d’Europa. Più in alto si va, meglio è: ecco allora il tracciato dello Youla con la sua cabinovia d’antan che permette di sfiorare i 3mila metri del monte Berio Blanc e offre diverse possibilità: o una pista da fare tutta d’un fiato immersi nel silenzio di un vallone alpino dove osano solo gipeti e free rider, oppure una serie di fuori pista da affrontare, meglio se accompagnati da maestri o guide alpine e che riconducono ai più placidi pendii di Plan de la Gabba. Poi il muro della Internazionale e di Rocce Bianche, le gobbe della Bertolini, la verticalità del Gigante o della Direttissima. Un pugno di piste da mito, per le quali una sciata a Courmayeur a Pasqua “val sempre la messa”, pardon la….fiera. Si, perché Pasquetta a Courmayeur è sinonimo di Foire de la Paquerette (www.lovevda.it) una mostra mercato di artigianato dal sapore antico che rinnova il suo incanto ogni anno. Courmayeur non è solo sci e mostre: qui ai 1800 metri di Planpincieux c’è uno dei segreti più conosciuti delle Alpi.

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La val Ferret è l’ultima valle italiana ad occidente, ma anche una delle più belle: 10 km di sci da fondo che per le ultime sciate di Pasqua regalano una promenade a i piedi delle Grandes Jorasses sui cui contrafforti è bello immaginarsi rifugi e bivacchi leggendari, appesi alle rocce con le loro forme antichissime come il Boccalatte o avveniristiche come il Gervasutti. Una sosta corroborante a La Vachey nei diversi punti ristoro e poi si può decidere, con ciaspole e scarponcini, di provare a salire al rifugio Bonatti: la neve è meno che d’inverno, le tracce non mancano e la salita sarà ripagata da un’altra meraviglia: stesso paesaggio da cartolina, ancora un po’ più vicino al cielo.

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Sciare a Pasqua a Courmayeur vuol  dire, innanzitutto, una cosa. Gli appassionati lo sanno: Vallee Blanche e Mer de Glacé (www.guidecoumayeur.com 115 euro senza risalita Skyway e treno a Chamonix)  sono la risposta. Il ghiacciaio che scende verso Chamonix è in ottime condizioni proprio nei mesi di aprile e maggio. Con la funivia Skyway, si aprono le porte di questo paradiso di ghiacci, granito, seracchi e crepacci, anche, ma solo da fotografare! Le discese sono giornaliere in gruppo o individuali. Obbligatorio godersi la giornata rientrando poi nel pomeriggio in bus da Chamonix attraverso il traforo.

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Giornalista professionista scrive di cronaca, sport invernali e società per Il Giornale, Sci, Stile e Quattroruote. Dopo Tuttoturismo, Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Repubblica Viaggi e Corriere.it, oggi viaggia fra la Brianza, Parma e le alpi e scrive anche per il web col portale Il Turista. Ha seguito dieci anni la Coppa del Mondo di sci alpino per Infront Italy e Sky Sport, poi lo scialpinismo per Ismf, la Federsci internazionale. Fra i suoi punti d’orgoglio dieci nipoti, due ascese al Monte Bianco e la prima maratona di Milano, chiusa fieramente all’ultimo posto.

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