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Guida di Plose: cosa fare e vedere, dove sciare vicino a Bressanone

Guida di Plose: cosa fare e vedere, dove sciare vicino a Bressanone

Chiara, fresca, dolce neve. Non erano le acque? Si, forse in poesia, ma in val d’Isarco ci sono l’una e l’altra e c’è un luogo che è il regno di una delle acque minerali più pure del Belpaese; al contempo, l’indirizzo giusto per ottime sciate che mettano d’accordo sia gli amanti della wilderness sia quelli della comodità e, da quest’anno, i custodi dell’ambiente, con molte iniziative plastic free. In una parola, Plose, la montagna che svetta su Bressanone: abbastanza vicina da poter coniugare una vacanza d’arte e sport e sufficientemente lontana per sfuggire al rumore della città. La guida di Plose in più rivela che ci si arriva comodamente  in auto o in treno – da Verona in un paio d’ore – e si prosegue solo sci ai piedi, ciaspole o slittino, partendo dalla piccola frazione di Sant’Andrea.

Abbarbicata su passo delle Erbe, è il vero “ombelico” del comprensorio, fra un paio di negozi alla moda e allegri locali per il pre e, soprattutto, il dopo sci che qui usa un poco all’austriaca, fra dj set, musica e scarponi ai piedi.

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Guida di Plose: la pista da slittino dei record

Lei, la Plose, rigorosamente declinata al femminile, è anche uno dei templi dello slittino made in Alto Adige. Dominik Fischnaller, epigono e degno erede della leggenda di Armin Zoeggler è nato laggiù, in città, e da piccolo, prima di passare ai budelli artificiali che l’hanno condotto fino alle Olimpiadi, è cresciuto fra Maranza, poco oltre, nella vicina val Pusteria e i tracciati di quest’altra valle che si dipanano fra le pinete sopra a Bressanone. Anche così nascono record e campioni: non potrebbe essere diverso per chi curva e si diverte sulla celeberrima Rudi Run che con i suoi sinuosi 10 km, dedicati alla renna più celebre della letteratura infantile, è il tracciato più lungo delle Dolomiti.

Inizia stretto, dalla cima della cabinovia principale, con una curva secca verso sinistra. Poi è tutto piacere, no stress per chilometri nel bosco. Per i meno arditi o gli absolute beginners, oltre a noleggiare slittino (e casco!) alla partenza della cabinovia con cui si raggiungono i 2050 metri di quota della partenza, si può anche chiedere una lezione e l’accompagnamento di una guida. Helmut Gamper lo ripete tutte le domeniche alla partenza delle funivia (mentre il venerdì è disponibile per lezioni private): “Il segreto è puntare i piedi, ma non di punta o tallone, e frenare tirando i lacci”. Sembra facile e dopo un po’ di pratica lo diventa.

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Cena e slittata: una emozione in più

Fino al 6 marzo l’emozione di una slittata si può vivere anche di notte, grazie alle Plose Nights, con apertura ogni venerdì dalle 18 alle 23 della cabinovia: il tracciato è unico (la seggiovia a metà strada è chiusa) e consegna direttamente al centro di Sant’Andrea, vista impianto di risalita o fra le lusinghe della baita Trametschuette dove degustare corroboranti piatti locali. Da non perdere gli schlutz krapfen o il tris di canederli in insalata: su un letto di cavolo cappuccio (prima che, cotto, si trasformi in crauto) trionfano, asciutti, i celeberrimi simboli dell’Alto Adige, coniugati in varie fogge con verdure, formaggi o rape: è la perfetta ricompensa del campione dopo aver tanto slittato.guida di Plose

Lo sci al cospetto delle Odle

Una vacanza sulla Plose offre grandi possibilità in un concentrato di bellezza. La posizione è strategica: fra monte Telegrafo e il Fana che accarezza quota 2505, si vede più lontano. Così il primo abbraccio dolomitico è quello delle Odle, ma, oltre i loro picchi aguzzi, che sembra di poter toccar con le dita, ecco, spuntare il Sass de Putia, il Picco della Croce, il Sassolungo e, nei giorni più sereni, anche l’Alpe di Siusi con lo Sciliar. Per lo sci alpino sono 42 i km di divertimento e possibilità fra 18 piste e 7 impianti di risalita: ci sono piste rosse e blu dove dare del tu a curve e serpentine, sempre in sicurezza.

Nel bosco ecco quelle che scendono verso la cabinovia di accesso al comprensorio; nude, ampie e dal look total white quelle disegnate più brade, invece, sulla cima del monte. Per i più esperti ci sono poi un paio di piste che hanno fatto e faranno la storia: le due “nere” del comprensorio sono la Trametsch che scende fino al paese, fra curve secche e muri esigenti, sempre preparati con il proverbiale know how e la cura altoatesina.

Guida di Plose: il ricordo del grande Erwin

Poi c’è la pista che ricorda lui, la più grande gloria locale che Plose e Bressanone abbiano saputo regalare al mondo. La guida di Plose vi dirà che lo  ribattezzarono “Cavallo pazzo” perché era il più scatenato della celebre Valanga Azzurra anni Settanta. Bello, biondo e speciale Erwin Stricker ha disegnato qui le prime curve della sua carriera. Terzo nella leggendaria gara tutta azzurra di Berchtesgaden (Gros, Thoeni, Stricker, Schmalzl, Pietrogiovanna), da sempre amante delle sperimentazioni in gara – dai primi rudimentali caschi, al puntale uncinato, alle ginocchiere per migliorare la sicurezza in pista – il suo spirito di innovatore lo ha portato a lanciarsi con grande entusiasmo anche nella seconda manche della sua vita.

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Quando appese gli sci al chiodo si rivelò un illuminato imprenditore e divulgatore di cultura alpina, arrivando – novello Marco Polo della neve – fino in Cina dove tutt’oggi è amatissimo. A portare avanti la sua eredità sportiva e morale oggi è la famiglia con la moglie Linda. A 10 anni dalla sua scomparsa Plose lo ricorda con un tracciato nero, bello e “pazzo” (mai troppo) nelle sue curve sincere e nei suoi ampi muri tutti da sciare. Quando si è stanchi, non serve attendere molto: sulla Plose le soste gourmand sono garantite: proprio in zona, ecco il rifugio Pfannspitzhuette per grigliate luculliane  che tengono compagnia prima di riprendere la marcia ed il ritmo dello sci.

La guida di Plose e dove passeggiare nel bosco

Plose è un comprensorio boutique nei numeri, perfetto per famiglie e per chi ami variare il “menù” della giornata. Dopo lo sci, oltre lo slittino, ecco le passeggiate, con o senza ciaspole. Il bello di Plose è che ognuno ha i suoi percorsi: se per lo slittino, oltre alla più celebre Rudi Run si possono provare anche le curve più soleggiate della pista Geisler-Ross alm, non lontano ecco una serie di percorsi a piedi da effettuare in discesa, prendendo la cabinovia, oppure in leggera salita, partendo dal paese – zona Plancios e Schlemmer – e arrivando verso la cima.

Il più panoramico è l’anello dei Lorggen. Fratelli di un’epoca lontana, Lorgg era grosso e possente, Norgg più minuto ma altrettanto forzuto. La loro saga si snoda in un anello circolare, mentre un altro itinerario accompagna fra grandi sculture in legno fino a valle, in tempo per una sosta golosa e panoramica sulla grande terrazza di Schlemmer Hutte, dove gustare spaetzle e kaiserschmarren fatti in casa.

La palafitta d’artista

La guida di Plose vi suggerirà che la scelta più trendy per soggiornare è il My Arbor Plose Wellness hotel. La collocazione lascia, letteralmente, col fiato e lo sguardo sospeso perché tutte le sue camere sono a sbalzo su una serie di palafitte pensate con l’ingegno del terzo millennio per regalare a tutti gli ospiti lunghi pomeriggi di sole. La famiglia Huber, con una lunga tradizione nel settore dell’accoglienza e della ristorazione in città, si è inventata questo prodigio di benessere, lusso e stupore per dare nuovo slancio al territorio: gli ospiti hanno a disposizione anche un ampio centro benessere di 2500 metri quadrati, con piscina coperta e riscaldata esterna, quattro saune e un giardino nel bosco.

 

L’albergo è un’esperienza: le camere hanno un balcone esterno, ed una veranda interna con comode sedute per godersi tutto il sole e il bello della vallata anche d’inverno. Difficile rialzarsi, se non per scendere nella grande hall di design, fra antichi abeti secolari che fungono da bancone o sedute, magari per gustare uno dei cocktail del bar o un bicchiere delle oltre 300 etichette della cantina selezionate secondo i consigli del nonno Johann, già pioniere ed esperto viticoltore per l’abbazia di Novacella.

Un salto dalle piste fino al cuore di Bressanone

Per una cenetta senza fiocchi di neve, ma con i fiocchi del gusto si può scendere a valle a Bressanone (www.brixen.org).  E se è il periodo non perdete l’occasione di andare a visitare il mercatino di Natale.

Fra gli indirizzi cult, ha aperto da poco Decantei in via Hartwig. Porta dorata fuori, che sembra quella di un castello d’altri tempi, il nuovo locale si definisce una locanda del terzo millennio ed è nel cuore della città antica, dove viuzze sghembe incorniciano il perimetro della città vescovile.

Qui, sia a mezzogiorno sia la sera, è ampia la scelta di prodotti locali. Raffinatezza nel gusto e nella presentazione si abbinano alla semplicità di una rilettura raffinata della tradizione e delle ricette della nonna.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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