La Lapponia svedese: cosa fare e vedere, il clima, gli hotel e l’aurora

La Lapponia svedese: cosa fare e vedere, il clima, gli hotel e l’aurora

Probabilmente, prima o poi, girando per i negozi Ikea lo scaffale Kallax lo abbiamo visto tutti. E abbiamo pensato che fosse uno strano nome per un mobile. In realtà, prima che uno scaffale è un posto: per la precisione un villaggio nella Lapponia svedese di poche centinaia di anime ma fondamentale perché l’aeroporto di Lulea si trova proprio li vicino. E per chi volesse venire a scoprire la Lapponia svedese e le sue aurore boreali, gli hotel di ghiaccio, le foreste candide e tutta la sua magia probabilmente è forse proprio da qui che dovrà passare.
Un passaggio obbligato per entrare in un mondo che in ogni stagione è particolare. Ma di inverno è magico. Si, perché è proprio in questa stagione che si comprende quanto sia straordinaria questa parte di grande Nord, dove in alcune zone ci sono più cani husky che persone e dove per la gente del posto la neve non è solo neve: ma nei dialetti sami, quelli parlati dal popolo che vive in questa distesa con Norvegia e Finlandia oltre che dalla Svezia, ci sono oltre 200 parole per indicare la neve.

La Lapponia svedese: il senso dei Sami per la neve

A riprova che qui si tratta di una cosa seria. D’altra parte in un paese dove il sole non sorge per mesi e dove il Circolo polare artico passa centinaia di chilometri più a sud (e Stoccolma è a 1200 km) è normale anche se per il turista ci sono tutte le coccole che servono per innamorarsi del bianco e del gelo. Per chi voglia arrivare quassù, ovviamente ci sono viaggi organizzati di ogni genere ma si può tranquillamente gestirsi in autonomia: facendo scalo a Stoccolma si arriva comodamente, con poco più di una ora di volo,  negli aeroporti del Nord. E poi ci si può spostare con le auto a noleggio.
Le gomme sono chiodate ma ricordate che sulle strade gelate è sempre meglio usare tanta prudenza. Per il resto servono solo vestiti comodi e curiosità: qui non si viene per correre freneticamente tra un museo e l’altro ma piuttosto per immergersi nella natura, per farsi portare via dalle aurore boreali e per provare la sensazione di dormire in un hotel di ghiaccio. Non temete; starete caldi comunque.

Il punto di partenza

Il punto di partenza per un viaggio nella Lapponia svedese è per molti la città di Kiruna, la più a nord della Svezia, a quasi 200 km dal Circolo e che da subito fa capire che nulla da queste parti è normale: qui dalla fine dell’1800 si scava il ferro e per questo motivo il terreno tende a cedere. Per questo entro il 2035 l’intera città verrà spostata qualche chilometro più a est, dove le gallerie della più grande miniera sotterranea al mondo, non sono arrivate. Ma per chi vive qui, nel grande Nord, tutto è possibile.

Qui si viene per fare base e poi andare a scoprire i dintorni che sono un catalogo completo di foreste laghi, fiumi e montagne. E c’è anche Kebnekaise, la montagna più alta della Svezia, con i suoi 2.106 metri. Quindi, dopo aver fatto un giro per la città, ammirando la chiesa in legno del 1912, votata come l’edificio più bello della Svezia che mescola Art Nouveau con la forma delle tende delle popolazioni sami e aver assaggiato al mercato il Sami Ghakku, la focaccia locale, si può partire per andare a vedere il cielo che danza: ovvero l’aurora boreale.

Dove vedere l’aurora boreale

L’Aurora Sky Station ad Abisko, a un’ora di macchina da Kiruna, è noto per essere uno dei posti migliori al mondo per ammirare questo caleidoscopio che riempie il cielo. Questo perché si tratta di un luogo con poche luci intorno e mediamente abbastanza sereno e quindi perfetto per trovare la notte giusta. Sapendo che la notte qui dura in media 24 ore al giorno. Se invece volete concedervi un po’ di sport a non molta distanza ecco il comprensorio di Björkliden Fjällby.

Ci si può dedicare allo sci di discesa, con cinque impianti di risalita e piste dalle più facili alle nere, ma anche ovviamente al fondo, che da queste parti è nato e con anelli di lunghezze differenti. Ma per i pigri ci sono anche gite in motoslitta per andare a vedere panorami unici tra monti coperti di neve e laghi gelati. Ma il vero modo per andare ad immergersi nel silenzio della natura sfrutta il mezzo di trasporto dei sami: ovvero i cani.

Di corsa nel bianco con gli husky

Qui è possibile andare a fare gite sulle slitte trainate dagli husky, i meravigliosi cani locali, per sprofondare in viaggi al ritmo della natura magari approfittando per capire come sia possibile vivere in un clima in apparenza così ostile: ci sono escursioni che abbinano il viaggio sulla slitta a lezioni si come si costruisce un igloo, come si pesca sul ghiaccio e anche a vedere l’aurora: avvolti nelle pelli, col silenzio intorno, i rami che luccicano e le luci che corrono in cielo non si dimenticano facilmente.

Incontro con i Sami e la loro cultura

Se poi volete avvicinare la cultura dei popoli nativi basta percorrere una ventina di chilometri per arrivare al Nutti Sámi Siida, gestito da allevatori di renne nel villaggio Sami di Saarivuoma. Qui si possono vedere le renne, viaggiare sulle slitte, mangiare con i sami nelle loro tende e capire come la gente si sia abituata a questo clima estremo. Facendo in fondo una cosa semplice: adattandosi alla natura.

Il contrario dell’esperienza che si può fare facendo base a Kalix, sulla costa della Lapponia svedese (ma dovrete mettere in conto un viaggio di circa tre ore) che permette di salire sul Polar Explorer, un rompighiaccio che viaggia nel mare di Bothnian. Il mare è una lastra compatta, la ciclopica nave spezza lo strato come se fosse una patina sottile e la sensazione di viaggiare nel mare bianco è sconvolgente. Ma lo è ancora di più quando grazie a tute stagne, ci si può buttare nel mare per fare il bagno. Attenzione: la tuta è stagna ma la faccia resta scoperta. E basta uno schizzo sul naso per capire che c’è poco da fare gli spiritosi.

Dormire nel letto di ghiaccio

Ma d’altra parte siamo venuti nella Lapponia svedese per vedere e fare più cose possibili: e dormire nel ghiaccio è certamente una di queste. Ecco allora l’indirizzo più celebre: l’Icehotel. Si trova a Jukkasjärvi, 14 km  da Kiruna, ed è stato, dal 1991, il primo hotel di ghiaccio del mondo costruito con la neve e l’acqua gelata del fiume Torne. Ora ce ne sono molti altri ma qui da dicembre ad aprile arrivano circa 50mila visitatori.

Ci sono stanze standard, suite decorate da artisti ma tutto, pareti, mobili e letti sono di ghiaccio con tanto di sala da pranzo e bar. I bicchieri sono naturalmente un blocco unico scalpellato nel gelo. Diverso, ma non meno affascinante è un altro albergo che si trova più a sud, a circa tre ore che sfrutta un altro prodotto simbolo della zona: il legno.

L’hotel che galleggia

Si tratta dell’Arctic Bath Hotel, una struttura galleggiante sul fiume Lule.  L’hotel, che durante l’inverno resta imprigionato nel ghiaccio, mentre in estate galleggia sull’acqua, ricorda l’ammasso di tronchi di legno che restavano intrappolati nelle rapide del fiume ma è il realtà un luogo di grande lusso con dodici camere, un ristorante e una spa con al centro una piscina naturale di acqua fredda all’aperto a due passi da saune e vasche per alternare i bagni di acqua calda e acqua fredda.

Le otto stagioni della Lapponia

Proposte diverse per una terra che, lo abbiamo detto, a volte spaventa, a volte lascia smarriti. Ma mai indifferenti. Lo dimostra un altro dettaglio: i sami, che da sempre vivono la Lapponia, non hanno quattro stagioni. Ma otto. Questo perché il tempo incide così tanto nelle loro vite da obbligarli a una suddivisione del tempo differente dalla nostra. Qui il pre-inverno arriva in novembre-dicembre. Le giornate si accorciano e tutto inizia a diventare bianco mentre le renne si affrettano a pascolare erba per prepararsi  al gelo.

Ed ecco infine dálvve – il vero inverno che dura da dicembre a marzo. Il freddo invade il mondo, congelandolo e arriva il tempo delle passeggiate con le ciaspole, della pesca nel ghiaccio e il cielo si riempie dei colori della aurora boreale. Tutto sembra silenzioso e immobile. E noi, avvolti nei piumini, capiamo finalmente, che anche al buio e al freddo si può essere felici.

Lapponia Svedese: come arrivare

I principali aeroporti della Lapponia svedese sono Luleå e Kiruna che sono collegati con Stoccolma e Oslo. Ci sono anche aeroporti più piccoli a Skellefteå, Gällivare e Arvidsjaur, con buoni collegamenti da e per l’aeroporto di Stoccolma Arlanda. Per spostarsi poi si possono noleggiare delle auto ricordando che la guida sul ghiaccio richiede attenzione e che le poche ore di luce rendono tutto più complesso.

Il clima e la luce

La Lapponia ha un clima da subartico con inverni freddi e nevosi. Durante l’alta stagione turistica invernale, da dicembre a febbraio, la temperatura media oscilla tra i – 16 ° C e 3 ° C a seconda della località, con minime occasionali che arrivano a – 30 ° C. Per fortuna, l’aria secca e frizzante ha un effetto moderatore sulla percezione delle temperature. A questo va aggiunto che la maggior parte della Lapponia svedese si trova sopra del Circolo Polare Artico, quindi le differenze nelle ore diurne tra l’inverno e l’estate sono estreme. Nei mesi invernali, la luce del giorno è limitata a poche ore di solito tra le 10 e le 14. Tuttavia, la luce che si riflette sulla neve può far sembrare le giornate più luminose.

Come vestirsi nella Lapponia svedese

La chiave per vestirsi per un clima freddo come questo è usare diversi strati. Lo strato di base deve essere morbido, confortevole e traspirante. Se lo chiedi alla gente del posto ti dirà che la lana è il meglio mentre il cotone è una scelta sbagliata. Lo strato intermedio serve ad isolare e una giacca di pile o un maglione di lana spessa sono entrambi buoni isolanti.

La chiave è la flessibilità: aggiungere o rimuovere rapidamente gli strati intermedi, tirare su o giù una cerniera o sbottonare un colletto senza problemi renderà tutto più facile. Infine lo strato esterno che deve essere impermeabile e antivento. I lapponi usano l’espressione “täckisar” che si riferisce a capi imbottiti di piume o materiali isolanti e sintetici. Da non dimenticare due paia di guanti (uno isolante e uno caldo e impermeabile) e un cappello che copra le orecchie e mantenga la testa calda completa il kit. E buon viaggio.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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