E’ il cuore del Mediterraneo. Un puntino brullo nel blu che splende. Una specie di scoglio che si abbraccia con uno sguardo mentre l’aereo si abbassa. Il bello che una volta a terra pare incredibile che racchiuda tanta bellezza. E che sappia così conquistare il cuore. L’isola di Lampedusa è tutto questo e molto altro. E già dal luogo dove si trova, dalla sua storia si capisce, più che dalle pagine della guida, quanto sappia essere speciale.

Isola di Lampedusa: l’Africa a portata di mano

Lampedusa infatti è, ovviamente, territorio italiano, insieme a Linosa e alla piccola Lampione con cui forma le isole Pelagie, ma secondo la geologia, che studia le placche continentale, è Africa. E basta vedere una cartina per capire che non è uno scherzo: la Tunisia è a 110 km, Malta 150. La Sicilia a più di 200. E il Mare Nostrum è tutto intorno. Le sorprese poi non sono finite: l’isola di Lampedusa è uno dei pochi luoghi dove nidificano le tartarughe. E ancora una volta si capisce che parliamo del cuore del Mediterraneo. Un cuore, come abbiamo detto, poco verde.

L’isola è infatti coperta per quasi tutta la sua estensione da una steppa, ovvero una pianura secca punteggiata da ciuffi di macchia. Un tempo invece c’erano alberi ma sono stati tagliati nel corso del tempo. Anche se, in realtà, l’isola è sempre stata poco abitata.

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Anticamente qui fecero sosta e base i Fenici, i Greci e i Romani anche se poi perlopiù fu un approdo degli arabi. E dei pirati. Solo nel 1700 fu finalmente occupata stabilmente e iniziò un tentativo, di scarso successo, di renderla una terra d’agricoltura. In ogni caso non possiamo mai dire che sia diventato un luogo affollato visto che oggi ha appena 6000 abitanti.

Piccola e brulla. Ma tanto bella

Ma cosa si può fare e vedere sull’isola di Lampedusa? La prima cosa da capire è che molto piccola, è lunga una decina di km e larga poco più di tre e mezzo, e non ha particolari vette. Ma ha tanto mare.

Il solo paese è il capoluogo che si trova sulla costa sud in una ampia baia che ospita il Porto Nuovo e quello Vecchio. E a poca distanza si trova l’aeroporto, la via d’accesso per arrivare comodamente, senza sobbarcarsi lunghe e faticose navigazioni.

Ma ritornando al Porto Vecchio occorre sapere che questo è forse il vero cuore dell’isola di Lampedusa: qui attraccano le navi che la collegano con la Sicilia ma a due passi si trova anche la bella cala delle Palme. Si viene per il mare e  per i locali della zona. Ma ci sono anche i pescatori che riparano le reti. Poco distante, in una zona ancora più riparata si trova poi il Porto Nuovo dove sono ormeggiate le barche che si noleggiano e quelle che portano a vedere le diverse zone dell’isola dal mare. E appena oltre il molo ecco Cala Guitgia: è molto bella ma spesso altrettanto affollata.

Lo struscio lungo via Roma

Il paese, verso l’interno poi, è attraversato da via Roma, pedonale e modaiola, il luogo del passeggio, della movida, della cena e della colazione. Dopo poco ci si sente a casa e ognuno trova il proprio indirizzo del cuore. Lasciato il paese verrebbe spontaneo lanciarsi subito verso le spiagge sfruttando le uniche due strade che, in pratica, attraversano l’isola da nord a sud e da est a ovest (ricordate: il fondo non è quasi mai liscio come il velluto). Ma prima ci sono certamente alcuni luoghi che meritano di essere visitati.

Il primo, non lontano dal paese, è il Santuario della Madonna di Porto Salvo, un luogo a cui la gente del posto è molto affezionata. Secondo le tradizioni si trova qui dai tempi delle Crociate ed è avvolta in un giardino pieno di fiori. E sull’isola brulla è una cosa che colpisce. Ma la devozione popolare si spiega, piuttosto, con una storia del tempo della guerra quando il santuario venne colpito dalle bombe. La statua della Madonna, però, rimase integra e nessun abitante fu ferito. Ecco allora il motivo dell’affetto che si svela a settembre, ogni anno, quando la statua della Vergine viene portata a spalla per le strade.

La vecchia casa. Come un museo

Poi, da vedere, c’è certamente il Dammuso Grande di Casa Teresa che rappresenta la storia dell’isola di Lampedusa. Ed è, come detto, una storia recente. Questo dammuso, ovvero l’edificio tradizionale dell’isola, risale al 1870 ed è per gli standard del luogo “antico”. E’ stato casa di pastori, ricovero e deposito ma soprattutto è un bell’esempio dello stile costruttivo di qui.  Che sfruttava le pietre per isolare l’abitazione ma anche per raccogliere l’acqua piovana. Che era la vera ricchezza.

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Una ricchezza che col tempo è molto cambiata, ovviamente. Ma la cui ricerca, ancora oggi, spinge tante persone a lasciare le proprie case per provare ad attraversare il mare e arrivare in Europa. Lo sappiamo: molti perdono la vita per arrivare proprio sull’isola di Lampedusa. Ecco perché, simbolicamente, qui è stato innalzato un monumento: si chiama “porta d’Europa” ed è un proprio una porta di ceramica e ferro realizzata dall’artista Mimmo Paladino, inaugurata nel giugno del 2008. E’ il simbolo di un viaggio da sud a nord e un omaggio per coloro che non ce l’hanno fatta. Perché per loro la porta è rimasta chiusa.

Finalmente il mare: la spiaggia dei Conigli e le altre

Ma per noi questa è vacanza e quindi è il momento di andare finalmente a godere il mare. La guida delle spiagge di Lampedusa deve tener conto che le coste nord e quelle sud sono molto diverse: diciamo che a Nord e a Ovest la costa sale ed è molto difficile arrivare all’acqua. Sugli altri lati ci sono le baie e le spiagge. E il mare è una calamita.

La più famosa tra le spiagge dell’isola di Lampedusa è senz’altro la spiaggia dei Conigli. Si trova sulla costa sud ed è citata spesso tra le più belle del Mediterraneo. Qui la natura splende ed è regina: la sabbia è bianca, il mare di un turchese speciale, i fondali ricchi e soprattutto qui depongono le uova le tartarughe Caretta Caretta. Per questo si tratta di una zona controllata, interdetta durante la notte.
Di fronte alla spiaggia ecco l’isola omonima. Ma non immaginate che ci siano dei roditori: il nome deriva da una citazione in arabo in una vecchia carta. Nessun errore invece nel definirla un luogo paradisiaco. Per arrivare si deve camminare una ventina di minuti. Ma ne vale la pena.

Una sforzo che ripaga anche chi desideri raggiugere la vicina Tabaccara. A voler banalizzare è una baia che non si raggiunge a piedi: in realtà per tutti è una piscina di acqua salata. E dove le barche sembrano volare. Si, perché la trasparenza del mare è tale per cui le imbarcazioni sembrano sospese. Con le stesse barche si arriva e il piacere del bagno è davvero straordinario.

Mare blu e rocce colorate

Una altra baia piena di fascino, ma ancora una volta che richiede un piccolo sforzo è quella di Cala Creta. La baia è ampia e il mare turchese – e come potrebbe essere altrimenti – ma si tratta di un tratto roccioso e per entrare in acqua si usano delle specie di gradini. Una volta immersi vale la pena di fare snorkeling per vedere il fondale che cambia colore e consistenza. Per i pigri c’è un servizio di ristorazione; per i romantici è un bel posto dove fermarsi quando cala il sole. Peer tutti, talvolta, si vedono in distanza i delfini fare i salti e giocare.

Se preferite invece la sabbia e non fare fatica fermatevi più vicino al paese e puntate sulla spiaggia della Guitgia. Si trova a meno di un km dal centro e si arriva a piedi o con i mezzi pubblici. La sabbia è bianca e il mare calmo e basso: insomma è perfetta ma attira per questo molte persone. Ci sono il noleggio lettini, un ristorante ed è il punto di ritrovo di famiglie e ragazzi del posto. Qui, per anni, Claudio Baglioni ha organizzato il festival musicale O’ Scià.

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Le calette per lo snorkeling

Se volete una caletta protetta dai venti ecco la vostra scelta a Cala Madonna. Il nome lo da il non lontano santuario ma qui si viene per fare il bagno e fare snorkeling. La spiaggia è piccola ed è circondata da rocce e spesso è affollata. Molto più liberi si sta in acqua e il fondale è sempre pieno di vita. Anche qui si noleggiano sdraio e si può mangiare e bere. Oltre a rosolarsi al sole.

Per finire arriviamo a Cala Pulcino. Si trova a sud dell’isola di Lampedusa e come sempre la battigia, fatta da ciottoli e un po’ di sabbia, è abbracciata dalle rocce e dalla macchia. Si arriva camminando circa una mezz’ora o noleggiando una barchetta. I fondali sono come sempre ricchi, ci sono grotte nei dintorni dove arrivare nuotando. In alto nidificano i falchi e l’atmosfera è struggente. E il vento, spesso, profuma di Mediterraneo. Ma siamo nel suo cuore, no?