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Cosa vedere a Ras Al-Khaimah: guida dell’emirato tra mare e montagne

Cosa vedere a Ras Al-Khaimah: guida dell’emirato tra mare e montagne

Dubai è il parco giochi di buona parte del Medioriente. E l’emirato di Ras Al-Khaimah è la via di fuga dal parco giochi per molti abitanti di Dubai. Si, perché la lista delle cose da vedere a Ras Al-Khaimah naturalmente propone centri commerciali, qualche grattacielo, hotel multistelle. Ma ognuna di queste attrazioni è poca cosa rispetto a quello che offrono Dubai o Abu Dhabi.

Ed ecco allora perché qui non arrivano coloro che cercano il lusso estremo o la meraviglia di un mall o di un grattacielo da record ma piuttosto spiagge, le montagne da esplorare  e brividi. In mezzo alla natura.

vedere a Ras Al-Khaimah

Le cose da vedere a Ras Al-Khaimah: prima di tutto la natura

Questo emirato, uno dei sette che compongono il paese, resta infatti uno dei luoghi più autentici da visitare, una destinazione ricca di storia, tradizioni e paesaggi decisamente unici che permettono di vedere l’altro volto degli EAU. Questo spiega perché, pur essendo più isolata e meno ricca di riserve energetiche, e quindi di sfacciate ricchezze, stia crescendo come destinazione turistica tra coloro che arrivano da lontano. Ma anche dagli abitanti del Medioriente.

Molti visitatori, soprattutto tra coloro che vivono in questa parte di mondo,  tuttavia sbagliano e non approfondiscono la lista delle cose da vedere a Ras Al-Khaimah: e puntano direttamente verso la spiaggia. Il lungo litorale dell’emirato è costellato di resort di lusso con, ovviamente, attrezzate spiagge private. E chi cerchi solamente relax, sole e sabbia non avrà altro da chiedere. Le spiagge sono curatissime, con lunghe file di ombrelloni e lettini, bar e ristoranti a portata di mano e una ampia scelta di attrezzature come kayak, paddleboard e moto d’acqua.

Oltre le spiagge c’è di più

Ma per quanto accoglienti non vale forse la pena di venire fino a qui per fare il bagno: e merita invece molto di più andare a scoprire l’entroterra e le sue montagne. In particolare la destinazione più celebre sono i monti Hajar e tra queste cime la meta più amata è il Jebel Jais. Questa vetta, che si trova a circa 55 km a nord-est della città di Ras Al-Khaimah, con i suoi 1934 m è la montagna più alta degli Emirati Arabi Uniti  e, anche se il picco più elevato si trova nel territorio dell’Oman, è comunque facilmente raggiungibile, almeno nelle vicinanze, con una comoda strada, che offre diversi punti panoramici lungo il percorso.

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In cima poi il premio finale: ampie piazzuole nel punto chiamato Viewing Deck Park  permettono di lanciare lo sguardo a volo d’aquila su tutto l’emirato, fino al golfo. Il tramonto, con la luce che fa brillare di una sfumatura arancione le rocce, è il momento preferito dai fotografi. Se questo luogo sta in cima alla lista delle destinazioni da vedere a Ras Al-Khaimah lo si trova anche tra le imperdibili per le cose da fare: si, perché da quassù ci si può lanciare nel vuoto. Ma senza rischi.

Volare tra le cime

Parte da qui infatti la Jebel Jais Zipline, un cavo d’acciaio  sospeso tra due punti con quote differenti  che permette di avere la sensazione di volare. Senza le ali ma con l’imbragatura. In questo caso il cavo è lungo quasi 3 km e permette di sfrecciare ad oltre 120 km all’ora sui monti della penisola arabica.

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Il punto di partenza da solo provoca una botta di adrenalina: si tratta di una piattaforma agganciata a 1680 metri di altezza da cui si parte per il volo di quasi 3 km che si conclude su una seconda piattaforma sospesa. Vi pare una esperienza da batticuore? Non è ancora finita: dalla seconda “stazione” si parte per una seconda zipline di circa 1 km, fino al punto di arrivo finale.

Se invece siete camminatori e appassionati di sport la parte inferiore di questo gruppo montuoso garantisce molti spunti e occasioni di mettersi alla prova: qui infatti si esercitano escursionisti e scalatori che hanno a disposizione sentieri di varia complessità ma anche una via ferrata.

Ricordate però alcune cose: sulla ferrata si deve salire con la guida, i sentieri si possono percorrere in completa autonomia ma queste esperienze vanno fatto nei mesi più freschi: d‘estate il calore renderebbe tutto questo proibitivo.

Un po’ di storia. E di antiche fortezze

Ch invece preferisca sfogliare la guida delle cose da vedere a Ras Al-Khaimah piuttosto che tuffarsi in esperienze adrenaliniche può scegliere di salire verso questi monti soffermandosi piuttosto al forte di Dhayah che si trova su una collina a circa 20 km a nord della città. E che è stato per lungo tempo lo snodo difensivo per l’emirato. Costruito nel XVI secolo, questo forte in mattoni di fango era usato per difendere la regione dagli attacchi nemici, in particolare dagli attacchi britannici .

Qui le forze militari locali potevano trovare rifugio e organizzare una difesa da una posizione privilegiata e lo dimostra il fatto che si vede da quassù l’intera valle fino alla costa.

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Intorno al forte di Dhayah si notano ancora i resti delle fortificazioni e delle antiche torri di avvistamento, la maggior parte delle quali furono distrutte durante la battaglia del 1891 contro gli inglesi. Se siete appassionati di storia ricordate che ai piedi dei monti Hajar si trovano diversi importanti siti archeologici vecchi di migliaia di anni. In particolare nel piccolo villaggio di Shimal si possono vedere centinaia di tombe risalenti all’era preislamica.

Un bagno nel cuore dell’oasi

Siete stanchi dopo tanto salire e scendere e guardarvi intorno? Esiste una curiosa opzione per rilassarsi: fare un bagno caldo. Il posto giusto è Khatt Springs, un’area di piscine calde termali ricche di minerali, a circa 25 chilometri a sud-est di Ras Al-Khaimah. Intorno c’è una oasi circondata da montagne aride ma al centro dell’oasi ci sono, curiosamente, delle vasche – separate per sessi, ricordate – dove ci si può immergere per rilassarsi. E si dice che le proprietà dell’acqua siano particolarmente terapeutiche.

Dopo il bagno si possono vedere anche delle antiche torri restaurate e andare a scoprire una necropoli e fortificazioni in mattoni di fango del XIX secolo. Per fare comunque un salto nel passato non si deve perdere il museo Nazionale di Ras Al Khaimah che si trova nel forte al centro della città, lo stesso dove fino agli anni ’60 abitava la famiglia regnante.

Oggi invece è un museo che ospita una collezione di armi, manufatti, manoscritti e carte che raccontano la storia dell’emirato e della sua civiltà. Oltre alla sezione etnografica, che offre una panoramica di come viveva la popolazione fino a pochi anni fa, c’è un’interessante sezione archeologica , dove si possono vedere i reperti dei primi insediamenti umani della zona che risalgono a molte migliaia di anni fa.

Il paese costruito nel corallo

Prima di tornare al resort sul mare dove concedersi un bagno o partire per una serata nel deserto, magari cenando in un campo tendato, dedicate un po’ di tempo a visitare il villaggio abbandonato di Jazirat al-Hamra. Si tratta di un paese fondato nel XVI secolo a circa 20 km dalla città e formato da decine di abitazioni tradizionali fatte da blocchi di corallo, un tempo abitato da pescatori di perle.

Con la fine dell’industria delle perle e l’inizio del boom del petrolio, gli abitanti del villaggio l’abbandonarono ma grazie al clima secco del deserto, gran parte dell’architettura formata di corallo è ben conservata. E quindi andando in giro si può avere un’idea reale di come fosse la vita tradizionale di un villaggio degli Emirati. Prima della ricchezza sfacciata e prima che Dubai diventasse un enorme parco giochi fatto di lusso e grattacieli.

Come arrivare a Ras Al Khaimah

Arrivare a Ras Al Khaimah non è difficile: ci sono collegamenti con i bus da Dubai che percorrono poi l’autostrada E 11 fino alla stazione locale dei taxi che si trova davanti al Cove Rotana Resort. Da qui è poi facile raggiungere la varie destinazioni. Il modo migliore comunque per visitare Ras Al Khaimah è noleggiare un’auto potendosi quindi spostare liberamente. Da Dubai l’autostrada E11 e la più veloce autostrada E311 portano direttamente a RAK. Per il viaggio prevedete poco più di una ora.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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