Oslo di inverno: cosa fare e vedere tra musei, saune, sport e monumenti

Oslo di inverno: cosa fare e vedere tra musei, saune, sport e monumenti

E’ vero: fa freddo. Il sole sorge presto e tramonta tardi. E la neve non manca praticamente mai. Eppure, nonostante questo, l’idea di andare a vedere Oslo di inverno è tutt’altro che sbagliata. Anzi. Si perché la capitale della Norvegia con il gelo del grande Nord svela probabilmente la sua faccia più vera. Meno piaciona ma non meno affascinante. Che dove la trovate una città che in centro ha i marciapiedi riscaldati o che permette, con qualche fermata di metropolitana, di andare a fare fondo o scendere con la slitta? E persino di andare a fare una breve crociera su una barca che è in realtà una sauna nella quale sudare e godersi il panorama?

Foto_Florian_Frey

Oslo d’inverno: tanto freddo e neve?

Ecco perché allora Oslo d’inverno merita il viaggio. Tanto, con una buona giacca, anche il freddo smette di essere un problema. Partiamo allora proprio da qui, dal clima. L’inverno, in teoria, anche in Norvegia inizia a dicembre e termina alla metà di marzo ma in realtà qui già a novembre inizia a fare freddo e il gelo arriva a quella che per noi è primavera. E freddo significa temperature che possono andare anche a – 15 in alcuni casi. Ma la media tuttavia non è così proibitiva e oscilla tra i -5 e i 4 gradi e mezzo. Con punte di massime che arrivano anche oltre i 10 gradi.
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Photo_Didrick_Stenersen

Da considerare poi il discorso delle ore di luce: il 15 dicembre, per scegliere una data a caso, il sole sorge alle 9 e un quarto e tramonta alle 15 e 10. Insomma, la luce brilla solo per sei ore. Quindi, detto questo, il consiglio è semplice: portate scarpe calde e asciutte e  dimenticate gli occhiali da sole. E Oslo d’inverno sarà pronta ad accogliervi.
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Photo_Didrick_Stenersen

Uno sosta al museo

Per prima cosa ricordiamo che le cose da vedere al chiuso sono molte: Oslo offre diversi musei che vi permetteranno di scaldarvi e scoprire molte cose stando comodamente al caldo. Pensiamo ad esempio, al Munchmuseet, il museo dedicato a Edvard Munch che oltre che il pittore norvegese più celebre è stato uno dei pionieri dell’Espressionismo. E questo museo ospita il lascito testamentario dell’artista con oltre 1100 dipinti, 3000 disegni e circa 18000 litografie mostrate a rotazione.
Oppure il museo Astrup Fearnley, ospitato in un edificio a forma di vela progettato dal genio di Renzo Piano, che raccoglie una collezione di arte moderna e contemporanea tra le più importanti del Nord Europa. E senza dimenticare il teatro dell’Opera di Oslo, affacciato sul porto come un gigante che esce dall’acqua, che offre la possibilità di vedere il panorama della città e del suo fiordo. Oltre ai tanti spettacoli del suo ricco calendario.
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Foto_Thomas_Johannessen

Sci di fondo e passeggiate

Ma i musei, in fondo, si trovano in ogni città. Se siamo venuti a Oslo d’inverno è anche per viverla a fondo e per fare questo è giusto uscire. Magari per andare a fare una passeggiata nel bianco o un po’ di sci di fondo. Basta andare a Frognerseteren e si trovano sentieri dove la gente cammina con il cane e anelli per il fondo. E per arrivare è sufficiente prendere la metropolitana e scendere all’ultima fermata che si chiama appunto Frognerseteren. Se invece amate pattinare potrete farlo sotto lo sguardo di Sonja Henie, una delle più grandi pattinatrici della storia – parliamo di tre ori olimpici e dieci titoli mondiali – raffigurata in una statua che spicca davanti al Frogner Stadion, affollato tutto l’anno ma in particolare in inverno quando tanti vengono qui per scivolare sul ghiaccio.
Oslo di inverno

Foto_Thomas_Johannessen

Per di più lo stadio si trova ai bordi del parco omonimo che racchiude anche il parco della sculture di Vigeland, una delle attrazioni più note della Norvegia con oltre un milione di visitatori all’anno. L’enorme area verde d’estate e bianca d’inverno raccoglie oltre 200 sculture di bronzo, granito e ferro battuto opere dello scultore Gustav Vigeland. Sepoi siete davvero sportivi Oslo d’inverno è quello che fa per voi. Quante capitali vi permettono infatti di sciare senza fare fatica? Qui basta raggiungere il Tryvann Winter Park che si trova a soli 20 minuti dal centro di Oslo e che si raggiunge in metropolitana per avere a disposizione 14 piste e 7 impianti di risalita. Ci sono piste difficili e aree per principianti, un grande snowpark e impianti coperti anche da innevamento artificiale e illuminazione per sciare dopo il tramonto. E gli impianti sono aperti da dicembre a metà aprile.
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Foto_Tord_Baklund

A spasso in centro tra i negozi

Poi sarà la volta di rilassarsi e tornare in centro, passeggiando nelle via principale che si chiama Karl Johans Gate e che ha il marciapiede riscaldato per evitare scivoloni. Qui si trovano negozi, centri commerciali e locali di ogni tipo ed è il posto giusto per fermarsi per bere qualcosa e programmare le prossime tappe tra cui certamente c’è lo Slottet, il palazzo reale di Oslo, costruito nella prima metà del XIX secolo.
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Foto_Terje_Bakke_Pettersen

Si trova alla fine di Karl Johans Gate ed è circondato dallo Slottsparken, un parco pubblico di 22 ettari. Normalmente sono possibili visite guidate anche se molti si limitano ad ammirare il cambio della guardia o a passeggiare nel parco. D’estate è spesso affollato di gente che fa anche picnic ma ora è bello camminare tra le neve e il silenzio.

Dove andare a mangiare

Fare sport, visitare, andare in giro: alla fine viene fame. Ma dove si può andare a mangiare a Oslo d’inverno? Tralasciando i tanti locali che d’estate offrono dehors e spazi al sole e i tanti ristoranti sparsi per le strade si possono scegliere un paio di luoghi dove si ha ampia scelta, comodità e prezzi medi.
Oslo di Inverno

Foto_Susanne_A. Finnes

Uno di questi è certamente il Mathallen, un mercato coperto nel la zona di Akerselva, un ex quartiere industriale rinnovato dove sorge questo spazio che unisce la zona mercato alle caratteristiche di una food court. E ci sono locali con cucine di ogni tipo e per tutti i gusti. Si spazia dagli stand di formaggi a quelli dedicati al pesce passando per la pizza e la cucina etnica. Il mercato è aperto tutti i giorni tranne il lunedi dalle 11 alle 18 e sicuramente placherete la fame.
L’alternativa è al numero 16 di Torggata dove si trova l’Oslo Street Food. Il nome dice tutto: si viene qui per mangiare – ci sono 16 diversi locali con prodotti da tutto il mondo e quattro bar – ma anche per divertirsi. l venerdì e il sabato, infatti, l’Oslo Street Food si trasforma nella discoteca più frequentata della città: i tavoli vengono spostati, le luci abbassate e celebri DJ offrono serate d’atmosfera. E anche in questo caso ci sono stili e musiche differenti per compiacere tutti.

Foto Didrick_Stenersen

La sauna? Anche facendo la crociera

Vi resta ancora un po’ di voglia di fare e provare nuove esperienze? E allora passiamo dal freddo al caldo. Anzi, al bollente. L’idea è quella di vivere una delle più tipiche esperienze norvegesi: quella della sauna. Ma in un contesto speciale. Il posto giusto è il molo di Langkaia, davanti all’Opera da dove salpano le saune galleggianti Kok: si tratta di due barche che ospitano rispettivamente 10 e 14 persone che navigano nel fiordo mentre le persone si scaldano nella sauna guardando il panorama. Il finale? Quello ovvio: con un tuffo nel mare gelido per una bella sferzata di energia.
E per chiudere con le saune ma non solo ecco Salt: si tratta di un progetto definito di “arte nomade” che si che si trova a Langkaia, di fronte all’Opera di Oslo, e che si riconosce per le strutture di legno che ricordano quelle dove si seccano i merluzzi ma che sono progettate da un architetto celebre, Sami Rintala. Qui si svolgono eventi, concerti, ma anche saune di gruppo nella sauna più grande della Norvegia che accoglie 100 persone a 80 gradi. All’esterno anche grandi botti di cherry trasformate in saune da 90 gradi e anche spazi interni dove sedere vicino al caminetto, bere una cioccolata o un cocktail. A Oslo d’inverno fa freddo, viene buio presto e c’è la neve. Ma qui il calore e l’allegria sono assicurate.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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