• I bazar di Istanbul

I bazar di Istanbul: dal Gran bazaar a quello delle spezie

I bazar di Istanbul: dal Gran bazaar a quello delle spezie

Si dice Istanbul e si pensa alla meraviglia dei suoi monumenti, da Santa Sofia alla Moschea Blu. Ma ci sono molte altre cose da fare e vedere nella città del Bosforo. E per gli appassionati questa metropoli è il luogo perfetto per dedicarsi allo shopping. Vi sembra strano? Non lo è per nulla. I bazar di Istanbul infatti sono enormi e ricchi di un fascino straordinario che arriva dal passato. E nessun centro commerciale moderno potrà competere. Pensiamo, ad esempio, al Gran Bazaar, un luogo dove prima o poi passano tutti i turisti a Istanbul. Questo enorme mercato coperto è infatti il primo centro commerciale al mondo: occupa un intero quartiere, è circondato da spesse mura nella zona compresa tra la moschea Nureosmanıye e la moschea Beyazıt. E ogni giorno nelle sue strade transita, compra e mercanteggia un numero di persone che supera quella degli abitanti di una grande città italiana.

I bazar di Istanbul

I bazar di Istanbul: 4000 negozi in un colpo solo

Il primo tra i bazar di Istanbul è certamente il Gran Bazaar, che è chiamato anche, senza troppa fantasia, Buyuk Carsi ovvero “grande mercato”. Ed è proprio grande: basti pensare che qui si può comprare praticamente ogni cosa e che il bazar ospita circa 4.000 negozi, ristoranti, caffè e negozi di servizi distribuiti su 61 strade coperte. Il mercato si trova nel distretto di Fatih e fu fondato intorno al 1455 in seguito alla conquista ottomana della città. Ci sono ventidue porte che superano le spesse mura e conducono alle varie strade dove  si allineano le infinite file di negozi. Le porte hanno nomi evocativi come la Porta dei gioiellieri o la Porta dei venditori di libri usati. I visitatori si divertono a visitare il bazar, perché è qui che la gente del posto fa la spesa: così oltre al gusto dello shopping c’è la certezza di sprofondare nella vita quotidiana della città e la riprova la danno i numeri: qui ogni giorno passano oltre duecentocinquantamila persone. Ma oltre che grande è anche bello: passeggiando per le strade coperte vale la pena di alzare gli occhi e ammirare la storica architettura, le fontane, i chioschi in marmo che risalgono al 17° secolo e le pareti decorate con piastrelle.

I bazar di Istanbul

La scelta fondamentale per scoprire il Gran Bazaar è se partire seguendo un itinerario prefissato o andare a zonzo senza meta facendosi portare dalla folla che vive i bazar di Istanbul. La seconda è sicuramente la più affascinante: ricordate però alcune regole base. La prima è di essere giustamente cauti: i borseggiatori, come è ovvio, lavorano senza sosta. La seconda è che il mercato è diviso in zone dove si trovano le botteghe che propongono sempre lo stesso genere di prodotti (c’è la via dei gioiellieri e quella dei venditori di perle e quella dei fez, per esempio). La terza è la più importante: voi siete turisti e i venditori sono professionisti del commercio: vinceranno sempre loro. E questo tenetelo bene a mente per evitare fregature o brutte sorprese.

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Una idea di itinerario, comunque, potrebbe partire da Sandal Bedesteni per poi proseguire verso Kuyumcular Caddesi che si trova verso destra: da qui si apre la celebre Kalpakcilarbasi Caddesi che è la via dei gioiellieri: e qui è un trionfo di oro e riflessi dorati anche perché l’oro, da queste parti, è davvero giallo. Più che nelle nostre boutique. Per cambiare ambiente potete puntare sulla via dei pellettieri per arrivare al centro del Baazar dove si trova Cevahir Bedesteni. Se volete mangiare qualcosa ricordate che nel bazar si trovano alcuni semplici locali come rosticcerie dove fare una sosta. Vi serviranno energie: per ogni acquisto si tratta (come peraltro succede nei grandi souk del mondo arabo, a Marrakech o in Giordania) e il tira e molla sul prezzo può durare a lungo. Non arrabbiatevi mai e cercate di divertirvi: anche questo fa parte dell’esperienza. Il Gran Bazaar è chiuso la domenica e durante le feste religiose.

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I bazar di Istanbul: le spezie egiziane

Misir Carsisi chiamato anche Mercato egiziano è uno dei più grandi bazar di Istanbul ed è secondo per fama solo al Gran Bazaar. Secondo la tradizione questo era il mercato delle spezie e si trova nel quartiere di Eminonu, nel distretto di Fatih, all’estremità meridionale del ponte di Galata, vicino al porto. Il bazar sorse collegato al progetto della Nuova Moschea e i profitti dei negozi originariamente servivano proprio al mantenimento della moschea. Curiosa è l’origine del nome: secondo la tesi più avvalorata si dice che sia detto egiziano perché per costruirlo si sono usati i soldi delle tasse che l’Egitto pagava all’impero ottomano negli anni compresi tra il 1660 e il 1664. Lo abbiamo detto: una volta  tra i bazar di Istanbul questo era dedicato solo alle spezie ma oggi, per il cambiamento dei costumi e per il turismo, sempre più commercianti hanno iniziato a proporre dolci, generi alimentari, vestiti e molti altri oggetti. In totale il bazar delle spezie è formato da 85 negozi ma tutto intorno ci sono piccole strade a loro volta piene di botteghe di vario genere. Per una sosta piacevole puntate verso il lato occidentale del mercato dove ci sono bancarelle adatte per uno spuntino e un affascinante caffè tradizionale.

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I bazar di Istanbul: i libri antichi

La nostra passeggiata tra i bazar di Istanbul prosegue con il Bazar dei libri ovvero Sahaflar Carsisi, un luogo che prosegue una tradizione iniziata ai tempi di Bisanzio e che merita di essere scoperta. I commercianti di questo bazar un tempo erano dervisci e avevano un proprio codice di comportamenti e rituali molto particolare. Ovviamente ora tutto è cambiato ma il luogo resta affascinante: il mercato si trova in un cortile ombreggiato e si trovano sia libri turchi che in altre lingue e sia antichi che contemporanei. Il bazar dei libri si trova a ovest del Gran Bazaar alla fine di Kalpakcilarbasi Caddesi, oltre una porta e una scala. Guardatevi in giro: tra molta paccottiglia si trovano ancora oggetti interessanti e qualche bel esemplare di miniature ottomane.

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Infine per finire il nostro viaggio tra i bazar di Istanbul arriviamo all’Arasta bazaar che si chiama anche Sipahi Carsisi. È centralissimo, vicino alla Moschea Blu, a fianco di piazza Sultanahmet ed è un antico caravanserraglio da cui partivano le carovane e le truppe a cavallo. Dopo un lungo abbandono è diventato un mercato all’inizio del ‘900 e si trovano tappeti e maioliche e diversi prodotti di artigianato oltre alle solite merci usate come souvenir. Nella sua estremità nordorientale dove si arriva a Mimar Mehmet Ağa Caddesi ci sono diversi caffè all’aperto e un ristorante aperto fino a tarda sera: lo riconoscerete perché spara musica turca ad alto volume in tutta la zona.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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