Cosa fare in Islanda: cosa vedere durante un viaggio tra geyser e cascate

Cosa fare in Islanda: cosa vedere durante un viaggio tra geyser e cascate

Ghiacciai a poca distanza dal mare, ardenti sorgenti termali, spettacolari geyser, vulcani attivi, distese  di lava, cascate mozzafiato e montagne innevate: se volete la natura nella sua forma più pura e selvaggia in Islanda ne avrete fino a stancarvi. Perché questa è la terra del fuoco e del ghiaccio. E alla domanda su cosa fare in Islanda la risposta è:  rimanere a bocca aperta di fronte alla forza delle forze che l’uomo non sa e non può controllare.

Ma andiamo con ordine: l’Islanda, la seconda isola più grande d’Europa, si trova vicino al Circolo Polare Artico a nord-ovest della Scozia e a sud della Groenlandia e sono proprio, principalmente, i  suoi fenomeni naturali unici e meravigliosi che attirano i visitatori. Un peccato perché anche la componente umana che ha colonizzato queste terre dure e ostile ha molto da insegnare:  il popolo islandese infatti,  discendente dagli antichi vichinghi, è quello che ha dato vita a quello che è il Parlamento più antico  nel mondo (che sia attivo ancora oggi: l’Alþing, fondato nel 930 d. C.) e il primo a nominare una donna capo dello Stato.

Non solo: questa isola brulla ha nel lontano passato creare un patrimonio di saghe letterarie che risalgono ai tempi della colonizzazione vichinga. E per viaggiare nel tempo non c’è modo migliore.

Cosa fare in Islanda: il Cerchio d’oro

Abbiamo detto che nella lista di cosa fare in Islanda tutto gira intorno alla natura. Per fortuna per andarla a scoprire, almeno per un sostanzioso assaggio,  non occorre affrontare percorsi troppo lunghi troppo in giro per l’isola visto che le attrazioni  turistiche più popolari del paese sono nel sud dell’isola, vicino alla capitale, Reykjavik,  e vengono raccolte in quell’itinerario che viene chiamato comunemente Golden Circle, ovvero il Cerchio d’oro. Le sue perle? La cascata Gullfoss e le zampillanti sorgenti calde di Geysir.

Qui si rende necessaria una premessa: il nome di Reykjavík, la capitale dell’Islanda, significa “baia fumosa”, ma nel caso di questa città (la capitale più al nord  d’Europa) il fumo non è certo lo smog ma piuttosto il  vapore dalle sorgenti sotterranee che ardono appena sotto la superficie in tutta l’isola. E che scaldano l’acqua dei rubinetti e anche le piscine. E che nel cuore del Golden Circle eruttano con la puntualità di un orologio del tutto naturale.

I soffi di vapore e Bjork

In genere la prima tappa del tour è Kerid, un cratere, frutto di una eruzione, a circa 15 km a est dalla città di Selfoss accanto alla strada che conduce a Geysir. Il cratere è oggi pieno d’acqua per una  profondità di oltre 50 metri e si calcola che si sia formato circa 3000 anni fa. Il colore estremamente verde dell’acqua e i  ripidi pendii circolari che degradano creano una visione inquietante e vagamente infernale che spinge i turisti a fermarsi in silenzio. Un silenzio che però nasconde una sorpresa: a causa della sua forma naturale ad anfiteatro in quel punto si trova un’ottima acustica: e in passato  la celebre cantante islandese Björk (che di cognome fa Guðmundsdóttir) tenne proprio un concerto sul lago.

Si procede poi per Gullfoss, le cascate d’oro, sul fiume Hvítá. Le cascate sono enormi e maestose, alte 32 metri e divise in due parti, e spesso si formano grandi arcobaleni  creati dal sole che si riflette sulla altissima nuvola di vapore creata dalla caduta dell’acqua. In inverno, invece, suggestive formazioni di ghiaccio decorano le cascate. Raccontate in poche parole forse sembrano poca: cosa ma nella lista di cosa fare in Islanda  questa sosta ha un posto rilevante.

Il paradiso del vapore

La tappa successiva è il campo geotermico di Haukadalur. In altri termini  il paradiso del vapore e delle pozze di fango bollente. Il Grande Geyser è il padre di tutti i soffioni e se oggi chiamiamo con questo termine tutti i getti di vapore (Geysir deriva dal termine islandese gjósa che significa “eruttare”) lo si deve a lui. Che però si è ritirato. I turisti scemi ne hanno chiuso la bocca lanciando sassi – ecco una cosa da non fare in Islanda –  e non erutta più. In compenso il vicino Strokkur spara acqua e vapore fino a 30 metri ogni pochi minuti.  Nei pressi di questi luoghi c’è anche un piccolo museo geologico e un ristorante. Si mangia e ci si gode il balletto dei geyser dalle vetrate.

Un parlamento antico e una faglia

Una altra tappa,  patrimonio mondiale dell’UNESCO, è  il parco nazionale di Thingvellir, un luogo  di immensa importanza storica e simbolica per gli islandesi. E’ stato a lungo il luogo dove si radunava l’Althing, il parlamento che come abbiamo detto risale al lontano passato. Fondato nel 930, l’Althing era un’assemblea di uomini liberi che si riunivano a Thingvellir per due settimane ogni estate per risolvere le controversie, definire le leggi stabilite e, anche se pare più strano, organizzare i matrimoni.

Nella stessa zona poi si trova Þingvellir che è un luogo fondamentale per capire cosa succede sotto i nostri piedi.  E nell’elenco di cosa fare in Islanda tra geyser e cascate c’è anche la possibilità di capire meglio il perché la terra trema. Proprio in questo punto passa la  dorsale medio-atlantica (per il resto è sotto il mare), ovvero il luogo dove si separano le due faglie di Europa e America. Ogni spostamento delle zolle profonde scatena i terremoti. La cosa curiosa è che ci si può mettere fisicamente i piedi all’interno: scendendo nella  cavità denominata Almannagjá, il visitatore si trova con un piede in America e uno in Europa.

La cascata nella gola di lava

Fa paura questa idea? Probabile. Allora è meglio risalire e rifarsi gli occhi con la bellezza dei panorami circostanti: quando il tempo è bello questa zona è decisamente splendida, con la forza della cascata Öxarárfoss che precipita in una gola di lava solidificata e  con i gruppi di alberi di betulle che si specchiano nelle acque blu del lago Thingvallavatn. E’ il più grande dell’Islanda, ha acque freddissime e una visibilità sott’acqua di quasi 100 metri. Per i sub è una esperienza unica. Per gli altri  un posto splendido dove fermarsi e dove partecipare ad una gita a cavallo.

A mollo nella Blue Lagoon

Siete stanchi e volete rilassarvi nell’acqua calda? Nessun problema, nella lista di cosa fare in Islanda tra geyser e cascate c’è anche questo: un bagno. Il posto giusto è la Blue Lagoon, una attrazione molto amata a Grindavík, sulla penisola di Reykjanes, a circa 40 km dalla capitale e a 20 km dall’aeroporto internazionale di Keflavik. Si tratta di una spa termale collocata nel bel mezzo di un campo di lava dove si trova la laguna artificiale riempita di acque termali tra i 37 e i 39 gradi che sgorgano dalla vicina centrale geotermica Svartsengi.

Il contenuto dell’acqua calda è ricchissimo di minerali come la silice e zolfo e oltre al piacere del bagno c’è anche un effetto benefico sulla pelle. Ci sono anche saune, cascatelle, zone di massaggio e la possibilità di farsi la maschera con particolari fanghi che si dicono assai benefici.  Per raggiungerla dalla capitale ci sono servizi di bus dedicati. Un dettaglio importante: si tratta di una attrazione molto amata. E spesso è meglio prenotare on line il biglietto.

Cosa fare in Islanda: e quando andare

Una cosa da sapere è che il clima è per noi decisamente ostile: e i mesi in cui si può godere della versione locale del bel tempo sono solo quelli estivi da giugno a agosto. In questi mesi le giornate sono più lunghe ma crescono i prezzi e l’affollamento. In ogni caso occorre portarsi capi pesanti e impermeabili e cambi per affrontare le piogge che sono frequenti. Non è improbabile trovare diverse giornate di fila di brutto tempo anche d’estate. Ma l’Islanda, nonostante questo, vale il viaggio.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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