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Il quartiere di Christiania a Copenhagen: cosa fare e vedere oltre Pusher street

Il quartiere di Christiania a Copenhagen: cosa fare e vedere oltre Pusher street

Copenhagen per molti è la Sirenetta, il Tivoli, il museo della Carlsberg e il ricordo dei vichinghi. Ma c’è qualcosa di particolare che, a suo modo, è una delle icone della città. Perché è qui e solo qui che si può trovare. Stiamo parlando del quartiere di Christiania, la “liberà città” della Danimarca che da decenni è diventata una specie di piccolo stato nello stato. Dove una anarchia molto scandinava si è spesso fusa con la cultura dello sballo libero. E le favole di Andersen sono tutta un’altra storia.

quartiere di Christiania

Alla scoperta del quartiere di Christiania: l’utopia degli hippies

Il quartiere di Christiania, che poi sarebbe una freetown, ovvero una libera città, si trova nella zona di Christianshavn e si può raggiungere con la metropolitana, l’autobus o in bicicletta. Le auto non sono ammesse all’interno del quartiere e questa è una delle ferree regole a cui occorre attenersi. Per arrivare quindi si può prendere il bus 9A da Christianshavn St e scendere alla prima fermata (Bodenhoffs Plads). Un altro modo per raggiungere Christianshavn St dal centro della città è prendere l’autobus 350S da Nørreport St.

Ma cosa è il quartiere di Christiania? Si tratta di un’ex base militare abbandonata per molti anni che alla fine degli anni ‘60 venne scelta per ospitare un esperimento. Che pure con i cedimenti, le crisi e i problemi prosegue sino ad oggi. Nel 1971, un gruppo di hippy occupò la zona e decise di vivere in quello spazio dandosi proprie regole e leggi autonome. Si definirono appunto una “città libera” dove le leggi danesi non erano più valide e dove invece la convivenza si basava su un nuovo modello che rifiutava l’uso di veicoli a motore, la violenza, le armi da fuoco e le droghe pesanti. Mentre al contrario marijuana e hashish avevano libertà di circolazione.

quartiere di Christiania

No violenza e auto. Ma la marijuana è ok

Inutile dire che una simile scelta non poteva che creare problemi e, in effetti, il quartiere di Christiania ha vissuto momenti di forte scontro con le autorità danesi. Ma grazie ad una nordica tendenza alla mediazione e alla mancanza di posizioni reciprocamente ostili, nel corso degli anni, il governo e la comunità bohémien che la abita sono riusciti a raggiungere un accordo e una specie di status semi-legale. Tanto che i residenti pagano anche, sia pure in maniera ridotta, le tasse sul terreno che occupano e oggi è una piccola comunità con circa un migliaio di abitanti più o meno stabili. A questi ogni giorno si aggiungono i turisti che arrivano numerosi e che dopo aver visto la Sirenetta arrivano qui, passando sotto l’arco di legno che ne stabilisce la porta d’ingresso.

Un paradiso nel cuore della Danimarca? Non proprio. Il quartiere di Christiania soprattutto di recente ha sperimentato alcuni momenti di tensione dovuti soprattutto al poco controllato mercato di spaccio concentrato in quella che è ben presto stata battezzata Pusher Street. Il punto peggiore si è registrato nel 2016 quando una sparatoria tra spacciatori e polizia è finita in tragedia. E un agente ha rischiato la vita.

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Il cambiamento del quartiere

Da allora qualcosa è cambiato e gli aspetti più sfacciati della via dello spaccio sono stati controllati. Oddio, trovare ancora marijuana o hashish è tutt’altro che difficile ma buona parte degli stand sono stati rimossi. E sia chiaro da parte degli stessi residenti. Il risultato è che però lo spaccio resta, meno sfrontato, e i venditori controllano con maggiore attenzione che si rispetti la regola del “niente fotografie” mentre i residenti storici hanno iniziato una campagna di comunicazione capillare che ha portato per le strade della città alla comparsa di grandi cartelli con la scritta: “Aiuta Christiania – compra il tuo hashish altrove”.

Qui restano quindi valide le regole di sempre: non usare le auto, non usare i cellulari, non fare foto e non correre. Il perché dell’ultimo divieto è il più strano da capire. Ma qualche ora nel quartiere di Christiania è sempre divertente: si possono comprare oggetti curiosi, dai gioielli etnici alle pipe per fumare non solo tabacco e capi di abbigliamento di ogni tipo. E poi ci si può concedere anche una sosta golosa e rilassante.

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Mangiare e bere: dal brunch ai sapori vegani

Dalla colazione al brunch, da chi cerca hamburger ai vegetariani Christiania offre un pasto per tutti i gusti. Per i dolci l’indirizzo giusto è la Sunshine Bakery mentre il Café Nemoland è perfetto per un pranzo a base di hamburger e panini. I vegani sanno di poter trovare quello che cercano da Morgenstedet o da Grønsagen  mentre per unire sapori bio ed etnico c’è il Café Loppen che serve piatti vegetariani ispirati alla cucina tailandese. Månefiskeren, aperto dal martedì alla domenica, è uno spazioso caffè con dipinti bizzarri alle pareti che d’estate apre una grande zona all’aperto sempre affollata.

Infine il quartiere di Christiania attira anche chi ama la musica: nella libera città ci sono diversi locali che organizzano concerti: gli amanti del jazz dovrebbero assolutamente provare Jazzklubben con il suo ricco calendario che alla domenica offre a tutti la possibilità di partecipare alle jam session. Da giovedi alla domenica l’atmosfera si vivacizza al caffè Operaen che ospita dj set, concerti acustici e jam session mentre un indirizzo ormai classico è Woodstock,  alla fine di Pusher Street. E’ il locale più antico: e un drink ascoltando la musica è forse il modo giusto per provare a sentirsi a casa in questo strano luogo. Una libera città dove immaginarsi, un attimo almeno, un po’ diversi da se stessi.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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