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	<title>Toscana Archivi - Travelfar</title>
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	<description>Il magazine di chi viaggia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 27 Apr 2021 10:16:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Toscana Archivi - Travelfar</title>
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		<title>Guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba: cosa vedere, i paesi, Napoleone e la storia</title>
		<link>https://www.travelfar.it/guida-dellisola-delba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 10:11:34 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Strano destino: l&#8217;<strong>Imperatore</strong> qui c&#8217;è stato pochi mesi, palesemente controvoglia. E sempre sognando di andarsene. Eppure, ve lo conferma ogni <strong>guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba</strong>, non c&#8217;è angolo che non porti un suo ricordo, una sua traccia. Ecco perché in questi giorni in cui ricorrono i due secoli da quel fatale <strong>5 maggio</strong> in cui Napoleone “<strong>Ei fu</strong>”, è bello tornare  proprio qui. Nell&#8217;<strong>isola del ferro</strong> e di <strong>Bonaparte</strong>. Dove unire storia e voglia di andare.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Un desiderio che ci spinge verso la <strong>terza isola d&#8217;Italia,</strong> la stessa che, guardando la mappa, pare uno <strong>strano pesce</strong> con la testa rivolta alla <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-della-corsica-del-nord/"><strong>Corsica</strong></a></span> e la coda girata verso <strong>la Toscana</strong>. Con una curiosità in più: una fila di montagne corre lungo la spina dorsale dell&#8217;isola, e il suo punto più alto &#8211; il<strong> Monte Capanne</strong> &#8211; è esattamente dove sarebbe l&#8217;occhio del pesce.</div>
<div align="justify">Per arrivare sulla nostra<strong> isola a forma di pesce</strong> basta un&#8217;ora di traghetto da <strong>Piombino</strong> e durante il viaggio, appena si arriva in vista alla sua coda di roccia, ecco apparire una successione di <strong>baie sinuose e spiagge tranquille</strong>, sovrastate da pendii coperti di bosco. Per buona parte dell&#8217;anno appaiono deserte come rifugi sul mare. Sotto i quali luccicano i<strong> metalli.</strong></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Lisola-dallalto.jpg" rel="lightbox[12170]"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12177 size-full" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Lisola-dallalto.jpg" alt="guida dell'isola d'Elba" width="1019" height="575" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Lisola-dallalto.jpg 1019w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Lisola-dallalto-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Lisola-dallalto-768x433.jpg 768w" sizes="(max-width: 1019px) 100vw, 1019px" /></a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">
<h2>Guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba: un pesce di metallo</h2>
<p>Si, perché già dall&#8217;antichità, <strong>l&#8217;isola d&#8217;Elba</strong> era conosciuta come un&#8217;<strong>isola di minerali.</strong> Ancora oggi le colline sono cosparse di <strong>cristalli lucenti</strong> che occhieggiano dalle pendici del <strong>monte Capanne</strong> dopo i mesi piovosi, come crochi in primavera. E all&#8217;estremità orientale dell&#8217;isola, nel comune di<strong> Capoliveri,</strong> si trova il <strong>monte Calamita</strong>. Il nome dice tutto: è, in pratica, una montagna con un <strong>enorme cuore di ferro</strong>. Al punto che, le leggende dicono, che sia in grado di<strong> deviare le navi</strong> e fare impazzire le bussole. Ovviamente non è vero.</p>
<p>Ma molte delle armi con cui le <strong>legioni romane</strong> conquistarono un impero furono forgiate col metallo scavato qui. Una storia di <strong>fatica e lavoro</strong> che proseguì dai tempi degli <strong>Etruschi</strong> sino agli anni &#8217;50 quando si cominciarono ad abbandonare gli scavi per <strong>puntare sul turismo</strong>. L&#8217;ultima miniera, la <strong>galleria del Ginevro</strong>, chiuse nel 1981. E il ferro rimase nella terra, nei ricordi e nel nome del suo porto più importante: <strong>Portoferraio</strong>.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12178" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio-1024x546.jpg" alt="Guida dell'isola d'Elba" width="1024" height="546" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio-1024x546.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio-300x160.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio-768x409.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-veduta-di-Portoferraio.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Qui vivono 12mila dei <strong>32mila abitanti dell&#8217;isola</strong> ed è il punto di partenza di ogni <strong>vacanza all&#8217;Elba</strong>. Oltre che un luogo che intriga. La città si allarga dal porto verso l&#8217;<strong>anfiteatro naturale</strong> che la circonda e rivela, nel gomitolo del suo<strong> centro storico</strong>, la sua lunga storia. E lo smisurato <strong>bagaglio di leggende</strong>. Qui si cammina in salita in <strong>strade a scalini,</strong> ci si ferma in piazzette che si spalancano all&#8217;improvviso tra<strong> case colorate</strong> come i loro balconi fioriti e si respira<strong> l&#8217;aria di mare</strong>. La stessa che ricorda che, per il mito, qui sono sbarcati gli <strong>Argonauti</strong> ma anche, in realtà i pirati contro i quali <strong>Cosimo I de Medici</strong> innalzò mura e torri di guardia.</p>
<h3>L&#8217;imperatore Napoleone: esule e sovrano</h3>
<p>Ma il passeggero più importante che attraccò qui, lo sappiamo, è colui di cui in queste ore ricorre l&#8217;anniversario: <strong>Napoleone Bonaparte</strong>. L&#8217;imperatore arrivò il <strong>3 maggio del 1814</strong> con il titolo di “<strong>sovrano dell&#8217;isola</strong>”. E suona strano visto che si trattava di un esilio conseguenza di una batosta come quella della <strong>battaglia di Lipsia.</strong> Lui però, mantenne l&#8217;aplomb imperiale e ricevette con distacco il benvenuto ossequioso delle autorità che lo videro scendere dalla nave. Non rimase a lungo: <strong>solo 9 mesi.</strong></p>
<p>Ma sfogliando le pagine della guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba si capisce che lasciarono il segno. La sua presenza, di fatto, diede vita alla<strong> vocazione turistica dell&#8217;isola</strong> del ferro (un imperatore è davvero un <strong>ospite vip</strong>) e, in più, lui fece sforzi importanti per migliorare le strutture di quello che dopo i fasti imperiali di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-nei-dintorni-di-parigi-una-guida-da-saint-denis-a-versailles/"><strong>Versailles</strong></a></span> dovette sembrargli un triste scoglio. Anche se non poteva immaginare che poco dopo lo avrebbe atteso il vero esilio sull&#8217;isola di <strong>Sant&#8217;Elena.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-12179 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone-1024x475.jpg" alt="Guida dell'isola d'Elba" width="1024" height="475" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone-1024x475.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone-300x139.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone-768x356.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Una-delle-case-abitate-da-Napoleone.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Scelse come abitazione la <strong>villa dei Mulini</strong>, strategicamente appollaiata <strong>sopra Portoferraio</strong>, da dove poteva controllare cosa accadesse in mare. E, secondo i maligni, sedersi su una panchina del giardino per guardare malinconicamente verso nord, verso la <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-francia/"><strong>Francia</strong></a></span> perduta. La casa fu poi ristrutturata su <strong>disegno di Bonaparte</strong> che scelse anche gli arredi che però si sono persi. Anche se i mobili di oggi sono antichi e fanno capire l&#8217;atmosfera. Da vedere poi è anche la <strong>villa San Martino</strong> dove visse saltuariamente e dove si trovano ancora molte <strong>stampe dell&#8217;epoca</strong> e vignette prese da giornali inglesi. Inutile dirlo: la <strong>stampa dell&#8217;epoca nemica</strong> non perdeva occasione per sbeffeggiarlo.</p>
<h4>Capoliveri e il monte di ferro</h4>
<p>Noi, invece rendiamogli omaggio, ma andiamo a vedere gli altri paesi di quest&#8217;isola. Che pur piccola sa proporre molti volti diversi. Uno dei più suggestivi è quello del <strong>paese di Capoliveri</strong>, sulle pendici del <strong>Monte Calamita</strong> e forse fondato dagli <strong>etruschi</strong> e poi colonizzato da marinai arrivati dalla <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-in-grecia/"><strong>Grecia</strong></a></span>, <strong>Fenici, Romani.</strong> Qui si viene per vedere i <strong>negozietti,</strong> mangiare nei tanti <strong>locali</strong> ma anche solo fare una passeggiata. E ne vale la pena.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12180" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri-1024x459.jpg" alt="" width="1024" height="459" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri-1024x459.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri-300x135.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri-768x345.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Capoliveri.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Le due luminose<strong> piazze centrali</strong> sono piene di caffè ma per avere un po&#8217; d&#8217;ombra e tranquillità basta infilarsi nella rete di strade fuori dalla <strong>via Roma.</strong> Qui non ci sono auto &#8211; è troppo stretta e ripida &#8211; solo <strong>vicoli silenziosi</strong> e gradini che portano su o giù attraverso <strong>archi di pietra</strong>, poi improvvise piazze illuminate dal sole con vista sull&#8217;incombente montagna magnetica o sul <strong>mare blu</strong> che pare di vetro. Volendo ci si può anche concedere una visita alla <strong>miniera del Ginevro,</strong> la galleria di magnetite più <strong>grande d’Europa</strong>. Ora le luci sono fioche ma si può scendere fino a <strong>-24 metri sotto il livello del mare</strong> con il casco giallo e la guida per scoprire cosa voleva dire estrarre ricchezza dalle montagne.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-12182 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro-1024x429.jpg" alt="guida dell'isola d'Elba" width="1024" height="429" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro-1024x429.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro-300x126.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro-768x322.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-miniera-del-Ginevro.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma siamo sul mare: e prima di dedicarci alla scoperta delle spiagge proseguiamo questo piccolo viaggio tra le altre pagine della guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba. Prossima tappa <strong>Porto Azzurro</strong>, prima porto di pescatori, poi avamposto militare imposto da <strong>Filippo III</strong> di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-in-spagna/"><strong>Spagna</strong></a></span> che fece costruire il <strong>forte Langone</strong>. Era davvero inespugnabile se esiste ancora ed è usato come <strong>carcere.</strong> Noi, placidamente, partiamo da <strong>piazza Matteotti</strong>, il cuore del paese da dove camminare verso la <strong>passeggiata Carmignani,</strong> ovvero il lungomare. Prima di arrivare alla <strong>spiaggia di Barbarossa</strong> scegliete uno dei tanti locali dove premiarvi con <strong>pesce fresco e vino bianco locale</strong>.</p>
<h4>Guida dell&#8217;Elba: Marina di Campo e la dolce vita</h4>
<p>Il viaggio prosegue, l&#8217;isola è piccola ma grande e di<strong> cose da vedere</strong> all&#8217;Elba ce ne sono tante. Spostiamoci quindi verso ovest e arriviamo a <strong>Marina di Campo</strong> dove meno forte è il legame con le miniere. E più evidente la <strong>vocazione del turismo</strong>. Quello che fu un <strong>paese di pescatori</strong> è diventato un po&#8217; <strong>il centro del turismo balneare</strong> grazie ad una delle<strong> spiagge più celebri</strong> e alla nascita di strutture di ogni tipo. Qui vengono le famiglie ma anche i giovani che vogliono locali dove <strong>tirare tardi.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-12183" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia-1024x405.jpg" alt="" width="1024" height="405" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia-1024x405.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia-300x119.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia-768x304.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Marina_di_Campo-e-la-sua-spiaggia.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Ma tutti, prima o poi, si sfiorano <strong>sul lungomare</strong> tra bancarelle, locali e <strong>profumo di salsedine.</strong> E per i più avventurosi non dimenticate che da qui <strong>parte la barca</strong> che porta all&#8217;<strong>isola di Pianosa.</strong> E&#8217; stato un <strong>carcere duro,</strong> chiuso al mondo, e questo ha mantenuto un <strong>ambiente incontaminato</strong>: oggi, con precise regole e <strong>visite guidate</strong>, si scoprono resti romani e nella macchia mediterranea u<strong>ccelli e animali che esistono solo qui.</strong> Sotto il mare, poi, i fondali sono da urlo.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-12184 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare-1024x519.jpg" alt="guida dell'isola d'Elba" width="1024" height="519" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare-1024x519.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare-300x152.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare-768x390.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-Le-case-sul-mare.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Marciana, il borgo tranquillo</h4>
<p>Ma la guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba lo ripete,<strong> il mare </strong>qui ovunque sa far battere il cuore. Per cui girando intorno e buttando l&#8217;occhio ognuno potrà trovare le <strong>spiagge più belle.</strong> O quelle più adatte a lui. Noi, per concludere questo per forza parziale viaggio tra le cose da vedere all&#8217;Elba attraversiamo la schiena del pesce e arriviamo a <strong>Marciana Marina.</strong> E&#8217; il <strong>comune più piccolo,</strong> un borgo che ha mantenuto buona parte del suo aspetto anche se ora, è ovvio, è ben lontano da quando era <strong>la &#8220;piccola <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-marsiglia/">Marsiglia</a></span>&#8220;</strong> da cui partivano le navi cariche di<strong> botti di vino dell&#8217;Elba</strong> da portare sulla terraferma. Sul lungomare ci sono <strong>locali dove rilassarsi</strong>, le sue piazzette sono dei salotti dove guardare e farsi guardare e le piccole frazioni, come <strong>Poggio</strong>, appoggiate al monte sono <strong>oasi di verde e tranquillità</strong>.</p>
<p>Il <strong>periplo</strong> e la <strong>guida dell&#8217;isola d&#8217;Elba</strong> sono quasi conclusi: abbiamo sbirciato quasi ogni &#8220;angolo del pesce&#8221;. Una sosta prima di tornare a <strong>Portoferraio</strong> però facciamola a <strong>Procchio</strong>. Qui ci sono alcune <strong>belle spiagge</strong>, un po&#8217; di sistemazioni e ci si trova quasi al <strong>centro dell&#8217;isola</strong>. Da qui è facile partire per andare <strong>verso est e verso ovest,</strong> per esplorare l&#8217;interno o spiaggiarsi sul mare. <strong>Napoleone</strong>, lo abbiamo detto, scalpitava per salpare e tornare a guerreggiare. Noi, da una curva della strada che vede il mare pensiamo che si sta molto bene qui. E che sulla schiena del <strong>pesce chiamato Elba</strong> vorremmo andare molto avanti e molto a lungo nel blu.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare.jpg" rel="lightbox[12170]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-12185 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare-1024x278.jpg" alt="guida dell'isola d'Elba" width="1024" height="278" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare-1024x278.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare-300x82.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare-768x209.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellisola-dElba.-La-natura-e-il-mare.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Come arrivare: il traghetto da Piombino e non solo</h4>
<p>Per <strong>arrivare all&#8217;isola d&#8217;Elba</strong> occorre prendere il <strong>traghetto da Piombino</strong> che arriva a Portoferraio con una<strong> tragitto di circa un&#8217;ora,</strong> un&#8217;ora e un quarto. Ci sono diverse compagnie di navigazione e in estate c&#8217;è anche una tratta che collega <strong>Portoferraio a Bastia</strong> in <strong>Corsica</strong>. In passato erano stati anche garantiti dei <strong>voli con paesi europei e scali italiani</strong> con il piccolo <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.elbaisland-airport.it/"><strong>aeroporto locale.</strong></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Cosa vedere a Castellina in Chianti: il borgo, la storia, i dintorni</title>
		<link>https://www.travelfar.it/vedere-a-castellina-in-chianti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 15:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si viene per il vino, per la bellezza delle sue colline. Si viene per la storia che trasuda dalle pietre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p>Si viene per il vino, per la bellezza delle sue colline. Si viene per la storia che trasuda dalle pietre delle sue case. Oppure  per il patrimonio artistico. Quale che sia il motivo le cose da fare e vedere a <strong>Castellina in Chianti</strong> sono tante. E si cominciano a cogliere ben prima di essere arrivati. Infatti, già il viaggio verso questa cittadina di meno di <strong>3000 abitanti</strong> in <strong>provincia di Siena</strong> regala da subito mille suggestioni lungo i saliscendi delle<strong> colline del Chianti</strong> tra cui sembra quasi accoccolata. E da dove ha attraversato i secoli dovendosi difendere e proteggere.</p>
<h2>Le cose da sapere e da vedere a Castellina in Chianti</h2>
<p>Nell&#8217;XI secolo <strong>Matilde di Toscana</strong> cedette il comune di <strong>Salingolpe</strong> &#8211; come si chiamava un tempo Castellina &#8211; alla famiglia dei <strong>Conti Guidi.</strong> Per la sua posizione strategica tra <strong>Siena</strong> e <strong>Firenze</strong>, Castellina fu allora trasformata in una <strong>roccaforte</strong> e nel corso degli anni, mentre infuriavano le battaglie tra nord e sud, la <strong>città fu distrutta</strong>, ricostruita e fortificata più volte. E in una di questi rifacimenti pose la sua firma<strong> Giuliano da Sangallo</strong>, uno dei più grandi architetti ingegnere del <strong>Rinascimento,</strong> che disegnò la fortificazione dando l&#8217;assetto che ancora oggi si nota con le mura a forma di esagono e un camminamento che oggi è quasi sotterraneo e  che ancora colpisce: si chiama la <strong>via delle Volte.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte.jpg" rel="lightbox[11692]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11696" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte-1024x566.jpg" alt="" width="1024" height="566" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte-1024x566.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte-300x166.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte-768x424.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-La-via-delle-Volte.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Fermatevi a buttare lo sguardo dalle feritoie che sbirciano sul <strong>panorama del Chianti</strong> mentre l&#8217;altro lato del passaggio è segnato da porte di cantine e di passaggi che paiono sempre segreti. Da qui si può proseguire lungo la parallela  <strong>via Ferruccio</strong>, la vera strada principale del paese di oggi, dove si trovano <strong>negozi, laboratori e locali</strong> dove fermarsi mentre si ammirano i palazzi dei potenti dell&#8217;epoca come il <strong>palazzo Banciardi</strong> e il<strong> palazzo Squarcialupi</strong>.</p>
<h3>I segni della guerra. E i reperti del passato</h3>
<p>Quindi passiamo senz&#8217;altro alla <strong>chiesa di San Salvatore</strong> che, purtroppo, durante la guerra, è stata devastata ma poi ricostruita e che ospita alcune <strong>opere rinascimentali importanti</strong> prima di<strong> salire alla Rocca</strong> e alla sua torre del XIV secolo, da cui si può godere di una splendida vista sulla città e sulla campagna ma non solo. All&#8217;interno, infatti, è ospitato il <strong>Museo archeologico del Chianti</strong> dove sono ospitati gli oggetti ritrovati nella zona circostante e che testimoniano la lunga storia di questo pezzo di <strong>Toscana.</strong> Abitata sin dalla più antica epoca. Nel museo, ci sono infatti <strong>resti dell&#8217;età del Bronzo, etruschi</strong> e ciò che resta del <strong>medioevo di Castellina</strong>. E il bello è che per entrare meglio in questa atmosfera sono disponibili dei video e delle postazioni interattive che avvolgono da subito il visitatore.</p>
<p>A questo punto una tappa per<strong> un calice di Chianti</strong> è doveroso prima di riprendere a scoprire cosa vedere a Castellina in Chianti e nei dintorni. La prima meta è <strong>Montecalvario</strong> che si trova a breve distanza, <strong>raggiungibile con una breve passeggiata.</strong> Qui nel 16° secolo fu trovata <strong>una tomba etrusca</strong> che purtroppo però nel corso dei secoli fu saccheggiata portando via gli oggetti di maggior valore ma resta comunque la struttura formata da quattro sale. Si dice che il <strong>carro etrusco che si trova nel museo</strong> provenga proprio da qui.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno.jpg" rel="lightbox[11692]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11697" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-1024x465.jpg" alt="" width="1024" height="465" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-1024x465.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-300x136.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno-768x349.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti.-Le-colline-intorno.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Fonterutoli e la sua leggenda</h4>
<p>Uscendo poi da Castellina e seguendo la <strong>statale 222</strong> si arriva al borgo di <strong>Fonterutoli</strong> che storicamente era il confine<strong> tra Siena e Firenze</strong>. Per giustificare questo limite ovviamente c&#8217;è una <strong>leggenda che risale al 1200</strong>. Vuole il racconto che per trovare il punto dove fissare il confine le due città decisero di far partire, al canto del gallo, dal loro centro due cavalieri: dove si fossero incontrati li sarebbe stato il limite. Ma i <strong>fiorentini bararono</strong> lasciando un gallo nero senza cibo in modo che questi cominciasse a cantare prima dell&#8217;alba. In questo modo il fiorentino partì  per primo e percorse più strada arrivando a incontrare <strong>il senese proprio qui a Fonterutoli</strong>. Da allora il <strong>gallo nero</strong> divenne il simbolo della <strong>lega militare del Chianti</strong> e poi anche del vino <strong>Chianti classico.</strong></p>
<p>Storie a parte il borgo merita di essere visitato: quello che fu un castello è ora una villa e il borgo è stato restaurato dalla famiglia dei <strong>marchesi Mazzei</strong> che la possiedono da <strong>24 generazioni</strong> ed è ora una delle cantine più celebri della zona. Anche perché proprio un antenato della stirpe, <strong>Ser Lapo</strong>, firmò un <strong>documento nel 1398</strong> dove per la prima volta si parla di Chianti come vino. Voi visitate il luogo, fermatevi a mangiare se volete e poi visitate la<strong> necropoli etrusca di Poggino</strong> che si trova tra i boschi intorno. Quindi uscite oltre le case e guardate all&#8217;orizzonte. In fondo, se è sereno, si vede il <strong>campanile di Siena</strong>. E le colline del Chianti sono un abbraccio.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli.jpg" rel="lightbox[11692]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11698" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-1024x561.jpg" alt="vedere a Castellina in Chianti" width="1024" height="561" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-1024x561.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-300x164.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli-768x420.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Castellina-in-Chianti-Il-borgo-di-Fonterutoli.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Come arrivare a Castellina in Chianti</h4>
<p>L&#8217;auto è sicuramente il modo più comodo e veloce. Arrivando da Nord e quindi da <strong>Firenze</strong> percorrere la <strong>superstrada Firenze- Siena</strong> uscendo a <strong>San Donato</strong>. Quindi seguire la provinciale 101.<br />
Da Sud, quindi da <strong>Siena</strong> sempre seguire la superstrada Firenze- Siena uscendo però a<strong> Badesse</strong> e poi immettersi sulla 222.</p>
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		<title>Cosa vedere a Lucca: dalle mura alla cattedrale nella città di Puccini</title>
		<link>https://www.travelfar.it/vedere-a-lucca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2020 10:53:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fate conto Firenze ma senza quel po&#8217; di spocchia che la città dei Medici da sempre si porta dietro. O, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p>Fate conto<strong> Firenze</strong> ma senza quel po&#8217; di spocchia che la <strong>città dei Medici</strong> da sempre si porta dietro. O, se preferite, pensate ad un <strong>concentrato di Toscana</strong>. Ma senza la folla dei turisti e con molta più piacevole tranquillità. Di cosa stiamo parlando? Ma di <strong>Lucca, bella di Toscana</strong> senza smancerie, vezzosa ma non snob. E sia chiaro: questo non è il nostro parere ma quello che, più o meno, ha scritto il <strong>New York Times</strong> che, di recente, ha collocato questa città nella lista di quelle da vedere assolutamente. Non in Italia: ma nel mondo.<br />
Questa incoronazione è ben giustificata: se vi chiedete<strong> cosa vedere a Lucca</strong> vi troverete dinnanzi una<strong> città antica ed elegante</strong>, ancora circondata dalle sue mura, piena di piazze e slarghi che riportano al <strong>Medioevo e al Rinascimento</strong>. E con una saporita impronta toscana che non guasta mai.<a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Lucca.-La-città-dallalto.jpg" rel="lightbox[11673]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11678" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Lucca.-La-città-dallalto-1024x534.jpg" alt="vedere-a-Lucca" width="1024" height="534" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Lucca.-La-città-dallalto-1024x534.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Lucca.-La-città-dallalto-300x156.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Lucca.-La-città-dallalto-768x401.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-Lucca.-La-città-dallalto.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Cosa vedere a Lucca: un giro sulle mura</h2>
<p>Ecco, detto questo, partiamo per questa <strong>passeggiata nel cuore di Lucc</strong>a. E per farlo guardiamola da fuori. Il via, infatti, non potrà che essere dalle<strong> sue mura</strong>, lunghe <strong>oltre 4 chilometri,</strong> alte 12 metri, larghe 30, <strong>undici bastioni e sei porte,</strong> una cinta ciclopica tra le<strong> meglio conservate d&#8217;Europa</strong>. Questi bastioni furono costruiti da<strong> ingegneri fiamminghi tra il 1504 e il 1645</strong> per proteggere la città. Anche se per fortuna non dovettero mai resistere ad un assedio e intorno al <strong>1815 Maria Luisa di Borbone</strong>, infanta di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-in-spagna/"><strong>Spagna</strong></a></span> e duchessa di Lucca, le fece trasformare in una <strong>passeggiata pedonale</strong> e in un grande parco mentre gli spazi esterni divennero grandi prati.</p>
<p>Sulle mura i lucchesi vengono a correre, camminare e godersi il verde ma non dimentichiamo che da quassù si gode una <strong>vista unica e speciale sulla città</strong>: e la veduta dell&#8217;abside della <strong>cattedrale e di San Frediano</strong> con un solo colpo d&#8217;occhio è possibile solo da qui. Quindi proseguiamo oltre le porte e andiamo in piazza <strong>San Martino</strong> ad ammirare il Duomo. Che, stranamente non è al centro della città ma vicino alle mura sul luogo dove esisteva una precedente chiesa che si dice fondata da San Frediano. Leggende? Probabile. Ma una una cosa è certa: questa è la <strong>basilica più antica di Toscana</strong>.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Vedere-a-Lucca.-San-Michele-in-Foro.jpg" rel="lightbox[11673]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11679" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Vedere-a-Lucca.-San-Michele-in-Foro-1024x716.jpg" alt="" width="1024" height="716" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Vedere-a-Lucca.-San-Michele-in-Foro-1024x716.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Vedere-a-Lucca.-San-Michele-in-Foro-300x210.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Vedere-a-Lucca.-San-Michele-in-Foro-768x537.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Vedere-a-Lucca.-San-Michele-in-Foro.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>La cattedrale di San Martino</h3>
<p>Non solo antica: ma anche molto bella. La facciata infatti colpisce coi<strong> suoi marmi e le mille decorazioni</strong> mentre l&#8217;interno lascia stupefatti per la tensione verso l&#8217;alto che la caratterizza e per i capolavori che ospita come <strong>l’Ultima Cena del Tintoretto</strong> e il monumento funebre ad <strong>Ilaria del Carretto di Jacopo della Quercia.</strong> E poi, da non dimenticare, il<strong> dipinto del Ghirlandaio</strong> che rappresenta la Madonna in trono col bambino e il famoso <strong>Volto Santo</strong>, un crocifisso di legno oggetto di grande devozione. Ed ecco perché nella guida delle cose da vedere a Lucca non può mancare.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-I-tetti-e-le-torri.jpg" rel="lightbox[11673]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11681" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-I-tetti-e-le-torri-1024x489.jpg" alt="" width="1024" height="489" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-I-tetti-e-le-torri-1024x489.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-I-tetti-e-le-torri-300x143.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-I-tetti-e-le-torri-768x367.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-I-tetti-e-le-torri.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4>Le cento chiese</h4>
<p>Ma ora è tempo di proseguire: Lucca è nota anche come<strong> la città delle cento chiese</strong> e anche senza volerle vedere tutte &#8211; anche perché molte sono piccole cappelle o sono scomparse &#8211; ce ne sono un paio assolutamente da non perdere.</p>
<p>La prima è la <strong>chiesa di San Michele</strong> che sorge nel luogo dell&#8217;<strong>antico foro romano:</strong> costruita dal XII al XIV secolo si fa notare per sua facciata di marmo scolpito e intarsiato che svetta sul tetto e per la <strong>statua di san Michele Arcangelo</strong> che sta uccidendo il drago. L&#8217;altra, è <strong>San Frediano</strong> ed è diversa da quasi tutte le altre perché ha la <strong>facciata coperta da un grande mosaico.</strong> E questo vezzo si trova in Toscana solo qui e a<strong> San Miniato al Monte a Firenze.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-la-torre-Guinigi.jpg" rel="lightbox[11673]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11682" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-la-torre-Guinigi-1024x391.jpg" alt="vedere-a-Lucca" width="1024" height="391" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-la-torre-Guinigi-1024x391.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-la-torre-Guinigi-300x114.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-la-torre-Guinigi-768x293.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-la-torre-Guinigi.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Abbiamo detto città delle chiese. Ma Lucca, in passato, è stata anche una <strong>città ricca di torr</strong>i. Secondo le tradizioni furono 250 i grattacieli che salivano in cielo all&#8217;epoca dei mercanti mentre oggi sono rimaste solo due. Ma meritano di essere scoperte: la più famosa è la<strong> torre Guinigi</strong> costruita da questa ricca e potente famiglia nel XV secoli. <strong>È alta 45 metri</strong> e sul punto più alto crescono degli<strong> alberi di leccio</strong>. E questo spiega perché è uno dei luoghi più fotografati della città.</p>
<p>L&#8217;altra torre è la<strong> torre delle Ore</strong> e prende il nome dall&#8217;orologio a carica manuale che ticchetta la in alto dal 1754. Chi ha più allenamento può salire in cima a godere il panorama. Ma ricordate che ci sono <strong>207 gradini in legno da affrontare.</strong><br />
A questo punto verrebbe naturale fermarsi e concedersi una sosta in uno dei caffè affacciati su <strong>via Fillungo</strong>, la strada principale che attraversa tutto il centro storico. Magari per concedersi un assaggio del classico<strong> buccellato,</strong> il dolce più amato dai lucchesi.</p>
<h4>Cosa vedere a Lucca: la casa di Puccini</h4>
<p>Chiese, torri, mura: ma l&#8217;elenco di cosa vedere a Lucca parla anche di musica. E di un genio. Lucca è la città dove nacque <strong>Giacomo Puccini</strong> e ovviamente a lui è dedicato oggi un museo. Per la precisione si trova al secondo piano di una palazzina nel centro della città dove<strong> l&#8217;autore di Tosca</strong> vide la luce il <strong>22 dicembre 1858</strong>. In questo appartamento il compositore ha trascorso molti anni, fino a quando ormai più che ventenne si trasferì a Milano per frequentare il conservatorio.</p>
<p>Per questo Puccini fu sempre molto legato a questa casa tanto che non ha mai voluto venderla pur abitando altrove. Il <strong>museo oggi raccoglie una ricca collezione di oggetti del musicista</strong>, tra cui il pianoforte su cui compose <strong>Turandot</strong>, partiture e ancora lettere, foto e pezzi unici come le bozze dei <strong>libretti di Tosca e della Fanciulla del West p</strong>ieni degli appunti originali.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-La-piazza-dellanfiteatro.jpg" rel="lightbox[11673]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11680" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-La-piazza-dellanfiteatro-1024x396.jpg" alt="" width="1024" height="396" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-La-piazza-dellanfiteatro-1024x396.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-La-piazza-dellanfiteatro-300x116.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-La-piazza-dellanfiteatro-768x297.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/vedere-a-Lucca.-La-piazza-dellanfiteatro.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Una ultima sosta per assaggiare i sapori del luogo? Ci sta. Ma prima c&#8217;è una altra cosa da vedere. Ed è la<strong> piazza dell&#8217;Anfiteatro</strong>, sorta proprio sulle fondamenta dell&#8217;<strong>anfiteatro romano</strong> del I secolo d.C. come dimostra la forma circolare. In origine si innalzava da terra per molti metri con <strong>archi e tribune</strong> e poteva ospitare <strong>diecimila spettatori</strong> ma poi con i secoli divenne di fatto una <strong>cava di pietra da saccheggiare</strong> per costruire nuove case. Su ciò che restava furono appoggiate le<strong> fondamenta di altre abitazioni</strong> che crebbero fino a dare vita a questa piazza bellissima e colorata che ha assunto la forma attuale nel 1830 quando una parte degli edifici che stavano al centro vennero abbattuti.</p>
<p>Ora è il posto perfetto per sedersi ad un tavolino e ammirare le proporzioni di questo spazio che <strong>è il cuore di Lucca</strong>. Un cuore che batte al ritmo della bellezza.</p>
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		<title>Guida dell&#8217;Argentario: cosa vedere tra mare, laguna e Porto Ercole</title>
		<link>https://www.travelfar.it/guida-dellargentario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2019 13:30:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p> Potrebbe essere l&#8217;isola che non c&#8217;è più. Si, perché il promontorio dell&#8217;Argentario un tempo era un&#8217;isola. Poi, parliamo di qualche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p> Potrebbe essere l&#8217;isola che non c&#8217;è più. Si, perché il <strong>promontorio dell&#8217;Argentario</strong> un tempo era un&#8217;isola. Poi, parliamo di qualche migliaio di anni fa, il mare, le correnti e la sorte hanno deciso diversamente e hanno spinto la sabbia formando i <strong>tomboli</strong>, quelle lingue di terra e sabbia che ora lo congiungono alla costa insieme alla diga voluta dal <strong>granduca Leopoldo</strong> per legare <strong>Orbetello</strong> a questa ex isola toscana, nella <strong>Maremma grossetana,</strong> Che tra l&#8217;altro, ogni <strong>guida dell&#8217;Argentario</strong> ve lo racconterà,  ha una storia tanto antica quanto quei tomboli che l&#8217;hanno collegata con la terraferma.</p>
<p>Da queste parti infatti pescavano <strong>i greci</strong> quando ancora <strong>Roma</strong> doveva scoprirsi capitale del mondo di allora ma poi partecipò a lotte e scaramucce passando dai <strong>fiorentini</strong> ai <strong>senesi</strong> agli <strong>spagnoli</strong> che decisero di renderla una fortezza. Lo si capisce ancora oggi vedendo quello che resta delle torri e dei forti usati per scrutare il mare.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Spiagge-cale-e-mare-blu.jpg" rel="lightbox[11449]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11456" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Spiagge-cale-e-mare-blu-1024x530.jpg" alt="" width="1024" height="530" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Spiagge-cale-e-mare-blu-1024x530.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Spiagge-cale-e-mare-blu-300x155.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Spiagge-cale-e-mare-blu-768x398.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Spiagge-cale-e-mare-blu.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h2>Guida dell&#8217;Argentario: mare davanti e dietro</h2>
<p>Guardare il mare ma, stravaganza, qui <strong>l&#8217;acqua è su due lati</strong>. Alle spalle infatti delle due strisce di sabbia si è formata una<strong> laguna</strong> che è anche una zona protetta che si può visitare in barca. Ma considerate che nel punto più profondo ci sono <strong>appena due metri d&#8217;acqua</strong> e che queste acque sono ricche di pesci pregiati come orate, muggini e spigole e che nidificano grandi stormi di uccelli. Non durante l&#8217;estate: ma <strong>tra autunno e primavera</strong> l&#8217;azzurro si tinge di rosa per la presenza di <strong>fenicotteri.</strong> Ma noi andiamo oltre e andiamo a scoprire i paesi del promontorio. Il punto di partenza sarà quasi certamente <strong>Porto Ercole</strong>, un borgo marinaro abitato sin dai tempi degli etruschi e oggi inserito nell&#8217;elenco dei <strong>borghi più belli d&#8217;Italia.</strong></p>
<p>Sul mare spiccano le <strong>barche dei pescatori</strong> mentre passando per la <strong>Porta Pisana</strong> si entra nel cuore del paese con piccole strade e antichi palazzi tra cui il <strong>Palazzo dei Governanti,</strong> un tempo residenza dei potenti signori arrivati dalla <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-vedere-in-spagna/"><strong>Spagna</strong></a></span>, in <strong>piazza Santa Barbara</strong> dove si gode una bella vista sul porto. Ma se volete davvero far andare lo sguardo occorre salire ancora verso la <strong>Rocca Aldobrandesca</strong>, nata a partire dal Medioevo che domina tutto il promontorio dell’Argentario, o verso i <strong>forti Filippo, Stella e Santa Caterina</strong>, poco lontano dal paese, con le loro mura maestose e i cannoni ancora puntati verso il mare.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-santo-stefano.jpg" rel="lightbox[11449]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11458" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-santo-stefano-1024x536.jpg" alt="" width="1024" height="536" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-santo-stefano-1024x536.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-santo-stefano-300x157.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-santo-stefano-768x402.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-santo-stefano.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il capoluogo: Porto Santo Stefano</h3>
<p>Ma la nostra guida dell&#8217;Argentario prosegue e ci conduce a <strong>Porto Santo Stefano</strong>, il capoluogo di questa comune sparso sul promontorio a una dozzina di km da<strong> Porto Ercole</strong> e a una decina di <strong>Orbetello</strong>. Il suo ruolo di capoluogo deriva dal ruolo avuto nel passato e la sua storia è ricca di lasciti: qui si stabilirono i Romani e col tempo i Senesi prima degli spagnoli e dei francesi prima di entrare nel <strong>Granducato di Toscana</strong> e nel <strong>Regno d&#8217;Italia</strong>. Un simile retaggio farebbe pensare a una grande ricchezza di palazzi e monumenti ma non è così.  Visto che, purtroppo, i <strong>bombardamenti  del 1944 </strong> lo hanno praticamente raso al suolo. Ed è rinato dalle rovine.</p>
<h4>Il lungomare di Giugiaro</h4>
<p>Ma non pensate di rimanere delusi: al contrario già arrivando con l&#8217;auto il colpo d&#8217;occhio dall&#8217;alto riempie lo sguardo e il resto lo si scopre passeggiando lungo il <strong>porto del Valle</strong>, da dove partono i traghetti per <strong>Giannutri </strong>e il<strong> Giglio,</strong> e ancora di più sul <strong>lungomare dei Navigatori.</strong> I lungomare, quasi sempre, sono ricchi di fascino ma in questo caso c&#8217;è di più: questo spazio nasce da un progetto del  grande <strong>Giorgietto Giugiaro</strong> e ora è il posto giusto per scegliere uno dei tanti ristoranti dove  assaggiare il mare o godersi un aperitivo al tramonto.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-Ercole-la-fortezza.jpg" rel="lightbox[11449]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11457" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-Ercole-la-fortezza-1024x567.jpg" alt="Guida dell'Argentario" width="1024" height="567" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-Ercole-la-fortezza-1024x567.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-Ercole-la-fortezza-300x166.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-Ercole-la-fortezza-768x425.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Porto-Ercole-la-fortezza.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>L&#8217;alternativa è invece quella di proseguire fino in fondo al lungomare, dove si apre la<strong> piazza dei Rioni</strong> e scegliere qui il locale giusto per la vostra serata. In entrambi i casi l&#8217;atmosfera sarà speciale e il <strong>mare a due passi.</strong> Tanto che viene voglia di fare un tuffo. Un salto in mare che, ogni guida dell&#8217;Argentario ve lo ricorderà, sognerete dopo esservi arrampicati in salita fino alla <strong>Fortezza Spagnola</strong> che risale alla metà del 1500 e racconta ancora oggi quanto l&#8217;Argentario fosse una specie di <strong> arcigno spazio militare</strong>. Ed è cosi strano pensarlo nell&#8217;atmosfera vacanziera che si vive oggi.</p>
<h4>Una fortezza alta sul mare</h4>
<p>La fortezza si trova su <strong>un colle</strong> dove si apre una <strong>struttura quadrata su due livelli</strong> che ospitavano magazzini, spazi per i soldati e soprattutto <strong>le postazioni dei cannoni</strong> che dovevano difendere dagli attacchi dal mare. Oggi tutto è diverso e all&#8217;interno ci sono due mostre che raccontano<strong> la storia dei costruttori di navi</strong> dell&#8217;Argentario e svelano i<strong> reperti archeologici trovati dai sub</strong> sotto questo mare.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Orbetello-dallalto.jpg" rel="lightbox[11449]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11459" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Orbetello-dallalto-1024x542.jpg" alt="" width="1024" height="542" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Orbetello-dallalto-1024x542.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Orbetello-dallalto-300x159.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Orbetello-dallalto-768x407.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Orbetello-dallalto.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Mare, fortezze, storia; la guida dell&#8217;Argentario non è finita. E noi riprendiamo il viaggio verso <strong>Orbetello</strong> che racchiude tutti questi ingredienti. La cittadina si trova infatti <strong>in mezzo alla laguna</strong>, che divide in due parti,  ovviamente di Ponente e di Levante, ed è caratterizzata da <strong>mura che risalgono alla notte</strong> dei tempi ma sono state rinforzate dai soliti spagnoli. In più qui il balletto dei dominatori e dei suoi signori sembra ancora più ricco del solito visto che dal papato venne donato come lascito ad una abbazia e poi a nobili come gli <strong>Aldobrandeschi e gli Orsini.</strong> Per poi passare di mano tra <strong>senesi, spagnoli, regno di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/guida-di-napoli/">Napoli</a></span>, Toscana e alla fine, finalmente, regno di Italia</strong>.</p>
<h4>Il mulino e i palazzi degli Spagnoli</h4>
<p>Tutto questo ha infuso nel paese, che ovviamente fu abitato da pescatori, <strong>uno stile speciale</strong> che è compendiato nella <strong>cattedrale di Santa Maria Assunta</strong>: sorge  sui resti di un tempio romano e poi, tra 1200 e 1300 ampliato e ricostruito più volte per compiacere il signore di turno mentre il segno del potere politico si ritrova nel <strong>palazzo del Governatore,</strong> residenza del governatore spagnolo in <strong>piazza Garibaldi</strong> da dove si passa il <strong>piazza Plebiscito</strong> e quindi in corso Italia, la strada del passeggio e dove si va per vedere e farsi vedere. A proposito di vedere: da non perdere, e impossibile da non vedere, c&#8217;è il <strong>Mulino Spagnolo</strong> , il simbolo di Orbetello.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Il-mulino-di-Orbetello.jpg" rel="lightbox[11449]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11460" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Il-mulino-di-Orbetello-1024x546.jpg" alt="Guida dell'Argentario" width="1024" height="546" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Il-mulino-di-Orbetello-1024x546.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Il-mulino-di-Orbetello-300x160.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Il-mulino-di-Orbetello-768x409.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-Il-mulino-di-Orbetello.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Si trova in mezzo all&#8217;acqua della laguna, poco lontano dalla costa, dove inizia <strong>la diga che lo collega all&#8217;Argentario</strong>, ed è il solo rimasto tra i nove che venivano usati ai tempi degli spagnoli.  Per ammirare questo grazioso mulino dovete raggiungere l’estremità occidentale di Orbetello dove inizia la diga che porta fino all’Argentario.</p>
<h4>Una sosta in spiaggia</h4>
<p>Ma, dopo tanto esplorare, viene il tempo di rilassarsi e il posto più ovvio è <strong>la spiaggia</strong>: la guida dell&#8217;Argentario vi dirà che le spiagge sono tante e belle e ce ne sono per tutti i gusti. Ma volendo segnalare le più celebri non si può non parlare della spiaggia de <strong>La Feniglia</strong>, forse la <strong>più celebre e fotografata</strong>. É lunga oltre <strong>sei chilometri</strong> e si trova spalmata sul tombolo, cioè la lingua di sabbia che collega la costa con l&#8217;ex isola. Alle spalle si trova <strong>la pineta</strong>, davanti la sabbia chiara e il mare basso e tranquillo. Qui la natura sembra non conoscere l&#8217;invadenza degli uomini.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-La-spiaggia-di-Feniglia.jpg" rel="lightbox[11449]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-11461" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-La-spiaggia-di-Feniglia-1024x463.jpg" alt="" width="1024" height="463" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-La-spiaggia-di-Feniglia-1024x463.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-La-spiaggia-di-Feniglia-300x136.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-La-spiaggia-di-Feniglia-768x347.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Guida-dellArgentario.-La-spiaggia-di-Feniglia.jpg 1041w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Se volete poi sabbia candida avvolta nel verde potete scegliere <strong>Spiaggia Lunga</strong> che si trova nella costa sud dell&#8217;Argentario. Per arrivare percorrete la <strong>strada di Porto Ercole</strong> e poi, dopo qualche chilometro, lasciate l&#8217;auto e camminate per <strong>una ventina di minuti su un sentiero abbastanza ripido</strong>. Ma il panorama ripaga della fatica.</p>
<p>Infine chiudiamo questa piccola lista delle spiagge citando la <strong>Spiaggia dell&#8217;Acqua dolce</strong> che si raggiunge con una comoda passeggiata di un centinaio di metri dalla strada sul lato est dell&#8217;Argentario. La spiaggia è molto bella, con <strong>mare azzurro e sabbia e sassi bianchi</strong> ma è anche piccola per cui spesso è affollata. Ma d&#8217;altra parte come ci si può stupire se la gente sceglie un posto così bello?</p>
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		<title>Cosa vedere a Barga in Garfagnana: il paese del jazz amato da Pascoli</title>
		<link>https://www.travelfar.it/vedere-a-barga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2019 13:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari: Italia - Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ nella lista dei borghi più belli d’Italia, è stata premiata come «Città Slow» e da tempo qui sventola la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelfar.it/vedere-a-barga/">Cosa vedere a Barga in Garfagnana: il paese del jazz amato da Pascoli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.travelfar.it">Travelfar</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ nella lista dei <strong>borghi più belli d’Italia</strong>, è stata premiata come «<strong>Città Slow</strong>» e da tempo qui sventola la <strong>Bandiera Arancione</strong> che il Touring Club attribuisce alle località che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità. Il suo nome? Barga. E a parte quanto detto fino ad ora molti la ricorderanno perché il suo nome è legato a quello di <strong>Giovanni Pascoli</strong>. Bene, ma dove si trova? E’ molto facile da raggiungere ed è perfetta per una gita perché è giusto ad una sessantina di km da <strong>Viareggio</strong>, nella <strong>valle del Serchio,</strong> in <strong>Garfagnana</strong>. E per i molti che frequentano la<strong> Versilia</strong> si tratta quindi della meta giusta per una scampagnata perché le cose da vedere a Barga sono molte. Non lontane dalle spiagge.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-Borgo-a-Mozzano-il-ponte-del-diavolo.jpg" rel="lightbox[9879]"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9911" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-Borgo-a-Mozzano-il-ponte-del-diavolo.jpg" alt="cosa vedere a barga " width="1023" height="529" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-Borgo-a-Mozzano-il-ponte-del-diavolo.jpg 1023w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-Borgo-a-Mozzano-il-ponte-del-diavolo-300x155.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-Borgo-a-Mozzano-il-ponte-del-diavolo-768x397.jpg 768w" sizes="(max-width: 1023px) 100vw, 1023px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;"> Le cose da vedere a Barga. Partendo da un ponte</h2>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare basta seguire la strada che da <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-lucca/"><strong>Lucca</strong></a></span> sale nella <strong>Garfagnana</strong> e già durante il viaggio sono parecchi i punti che meritano una sosta. E tra questi non perdetevi per nessuna ragione il suggestivo <strong>Ponte del Diavolo</strong>: è lungo 90 metri, ha una forma unica al mondo, è stato voluto da <strong>Matilde di Canossa</strong> alla fine dell’anno 1000 e, ovviamente, ha una leggenda. Di cui il diavolo è protagonista.<br />
Ma poi si deve proseguire e finalmente arrivare a Barga che da subito fa capire che alla sua fondazione, e parliamo di epoca longobarda, qualcuno ha voluto renderla sicura. E infatti l’ha costruita sfruttando uno <strong>sperone roccioso su cui domina dall’alto il castello</strong> mentre tutto intorno la proteggono le mura.</p>
<figure id="attachment_9910" aria-describedby="caption-attachment-9910" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-una-piazza-del-centro.jpg" rel="lightbox[9879]"><img decoding="async" class="size-large wp-image-9910" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-una-piazza-del-centro-1024x603.jpg" alt="cosa vedere a barga " width="1024" height="603" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-una-piazza-del-centro-1024x603.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-una-piazza-del-centro-300x177.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-una-piazza-del-centro-768x452.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-una-piazza-del-centro.jpg 1048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9910" class="wp-caption-text">author Daniel Enchev</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Per entrare ci sono tre porte: <strong>Reale, Macchiaia e di Borgo</strong>. Le Apuane, come cornice, la avvolgono da più lontano. E la natura intorno è certamente una delle cose da vedere a Barga. Una volta dentro le mura poi la storia è ancora più evidente: passeggiando tra i vicoli e le piccole piazze conservate nel corso dei secoli, si potrà scoprire il<strong> reticolo di piccole strade</strong> che salgono verso il cuore della cittadina che sta proprio in cima: si tratta dell’<strong>arringo</strong>, una zona di prato che si allarga tra il <strong>duomo e il palazzo pretorio</strong>. Un prato in cima? Certo, perché era il punto di ritrovo per gli abitanti che dovevano prendere decisioni importanti. Adesso, più banalmente, è il punto giusto per godersi <strong>la vista sulle case e sulla valle intorno.</strong></p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-barga-e-i-boschi-intorno.jpg" rel="lightbox[9879]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-9912" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-barga-e-i-boschi-intorno-1024x421.jpg" alt="cosa vedere a barga " width="1024" height="421" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-barga-e-i-boschi-intorno-1024x421.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-barga-e-i-boschi-intorno-300x123.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-barga-e-i-boschi-intorno-768x316.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-barga-e-i-boschi-intorno.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h3>Le strade in salita verso il Duomo</h3>
<p style="text-align: justify;">Per arrivare qui, lo abbiamo detto, occorre salire nel<strong> cuore medievale della cittadina</strong> che ha caparbiamente resistito ai i secoli, alle  guerre e alle follie degli uomini. Per arrampicarsi (si fa per dire, non è certo una scalata) ci sono diverse strade possibili: <strong>via di Mezzo</strong> (che si può dire la tagli per il lungo), <strong>via di Borgo</strong> e la <strong>via del Pretorio,</strong> che insieme a <strong>via della Speranza</strong> segue l’andamento delle vecchie mura del castello. Le strade più curiose stanno in mezzo: sono <strong>i vicoli e le gradinate</strong>, che da queste parti, chissà perché, si chiamano «<strong>carrai</strong>», che si incrociano bizzarramente tra le vecchie case. Spesso sono all’ombra dei palazzi e quasi sempre, di colpo, si spalancano poi dando vita  <strong>belle piazzette lastricate</strong> circondate da chiese ed edifici storici. La cosa migliore è non avere fretta: e girare con il naso per aria.</p>
<h4 style="text-align: justify;">I palazzi, le strade e le cose da vedere a Barga. Con le piazzette</h4>
<p style="text-align: justify;">La lista degli edifici importanti  e delle cose da vedere a Barga sarebbe lunga: <strong>palazzo dei Pancrazi</strong> con la colonna dei Medici, la <strong>loggia dei Mercanti</strong> o la loggia del Podesta. Ma limitiamoci a ricordare <strong>il Duomo,</strong> che domina dall’alto e ha una lunga storia visto che avrebbe avuto origine prima dell’anno Mille. Ma in Toscana queste cose sono la norma. Meno normale, invece, scoprire passeggiando per la cittadina che qui si parla quasi tanto l’inglese quanto il dialetto.</p>
<p><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-il-barga-jazz.jpg" rel="lightbox[9879]"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-9913 size-large" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-il-barga-jazz-1024x575.jpg" alt="" width="1024" height="575" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-il-barga-jazz-1024x575.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-il-barga-jazz-300x169.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-il-barga-jazz-768x431.jpg 768w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/cosa-vedere-a-barga-il-barga-jazz.jpg 1045w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Strano? Non troppo. Questa è stata a lungo terra di emigrazione verso i <strong>paesi anglosassoni</strong> e di conseguenza ci sono molti barghigiani che vivono ora tra <strong>Londra</strong> ed <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/cosa-fare-e-vedere-a-edimburgo/"><strong>Edimburgo</strong></a></span> ma che restano legati al loro luogo d’origine. E la riprova che da settant’anni qui si pubblica il «<strong>Giornale di Barga</strong>» che, ovviamente,  oltre che in zona, viene letto in mezzo mondo. Un segno tangibile di un legame stretto tra la sua gente che si è trasferita altrove.</p>
<h4>Il paese si riempie di vita e di musica</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma la nostra gita ci vuole fare divertire: e quindi se potete salite a Barga nel periodo della <strong>Festa delle Piazzette</strong>. Va in scena,  tutte le sere, no-stop, intorno alla metà di luglio e prevede che tutte le piazzette del centro, appunto, si riempiano di <strong>stand gastronomici, musica, divertimento, eventi artistici</strong>. Resi più particolari dalla cornice della vecchia Barga. L’altro evento da non perdere è il <strong>Barga Jazz Festival,</strong> una manifestazione musicale jazzistica che si tiene dal 1986 e che riempie di musica le strade e gli spazi della cittadina. E pensare che <strong>Giovanni Pascoli</strong> quando arrivò qui scrisse «Cercavo un anno fa un luogo appartato e solitario. Vidi che c&#8217;era bello e sostai».</p>
<p style="text-align: justify;">Forse anche il poeta, adesso, tirerebbe tardi a ritmo di jazz godendosi in una piazzetta un bicchiere di <strong>vino rosso dei colli di <span style="color: #008000;"><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/vedere-a-lucca/">Lucca</a></span></strong><span style="color: #008000;">.</span></p>
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		<title>In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 11:15:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Sapori: a tavola]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno l&#8216;autunno porta molte cose: l&#8217;aria che si fa frizzante, la tavolozza della natura che cambia i colori, il desiderio di stare davanti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ogni anno l<strong>&#8216;autunno</strong> porta molte cose: l&#8217;aria che si fa frizzante, la tavolozza della natura che cambia i colori, il desiderio di stare davanti ad un fuoco a parlare. Emozioni certo, ma anche appuntamenti molto più concreti. Perché questa, è ovvio, è la stagione della <strong>vendemmia</strong>, dei <strong>vigneti</strong> carichi, della pigiatura. Del profumo di vino. Un aroma che da qualche anno ha conquistato sempre più appassionati. Ma non parliamo di sommelier e degustatori: no, pensiamo ai <strong>turisti del vino</strong>, la grande schiera di appassionati che scelgono di fare un viaggio scegliendo come mete cantine e <strong>aziende vinicole</strong>, wine resort e tenute. Cambia il nome ma la morale è sempre la stessa: si dorme con vista sui vigneti, spesso si sbircia nelle cantine e quasi sempre si può assaggiare e magari portarsi a casa qualche bottiglia. Per ricordare quelle notti e quelle atmosfere stappando nelle proprie case. Ecco allora perché è tempo di andare in <strong>vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine.<a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-panorama-della-Franciacorta.jpg" rel="lightbox[3458]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3475" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-panorama-della-Franciacorta-1024x491.jpg" alt="In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine" width="1024" height="491" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-panorama-della-Franciacorta-1024x491.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-panorama-della-Franciacorta-300x144.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-panorama-della-Franciacorta.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine: una nuova moda</h2>
<p style="text-align: justify;">Questo fenomeno, come detto, appare in forte crescita e se le prime a partire sono state le grandi aziende, spesso quelle il cui blasone ha contribuito a lanciare il nettare di<strong> Bacco</strong> tricolore nel mondo, ora ci sono anche medie e piccole realtà che attirano turisti. Con una ricetta pressoché imbattibile: atmosfera calda e accogliente, antiche sale che profumano di storia, <strong>splendidi pano</strong>rami e assaggi golosi. Una proposta che paga: secondo il sito winenews.it questo tipo di turismo già muove un <strong>giro d’affari</strong> da 5 miliardi di euro, attirando visitatori soprattutto dall’estero (gli stranieri sfiorano il 90%, in particolare dalla Germania, gli Usa e l&#8217;Estremo oriente). Ma il bello è che questi che sembrano grandi numeri sono, in realtà, una nicchia: gli addetti ai lavori dicono che il <strong>turismo del vino</strong> muove solo il 20% delle sue potenzialità. Quindi immaginate quanto ci sia ancora da fare.<br />
Ma quali sono le zone più battute? Al primo posto c&#8217;è sicuramente la <strong>Toscana</strong> &#8211; i marchi <strong>Brunello </strong>e<strong> Chianti</strong> sono tra i più noti al mondo &#8211; seguiti da Piemonte, Veneto e Friuli mentre al sud le regioni più dinamiche sono la <strong>Sicilia </strong>e la<strong> Puglia</strong>. Ecco allora una serie di indirizzi per andare in vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine, per  fermarsi a dormire e degustare. E godersi tutti i profumi dell&#8217;autunno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-aziende-vinicole-nella-natura.jpg" rel="lightbox[3458]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3476" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-aziende-vinicole-nella-natura-1024x587.jpg" alt="In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine" width="1024" height="587" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-aziende-vinicole-nella-natura-1024x587.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-aziende-vinicole-nella-natura-300x172.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-aziende-vinicole-nella-natura.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>Lombardi</strong>a uno degli indirizzi più noti, e più prestigiosi d&#8217;Italia, è quello dell&#8217;<strong>Albereta</strong> Relais &amp; Chateaux, il resort di 57 camere e suite immerso nelle colline della <span style="color: #008000;"><strong><a style="color: #008000;" href="https://www.travelfar.it/viaggio-in-franciacorta-la-terra-del-vino/" target="_blank">Franciacorta</a></strong></span> e della stessa proprietà delle vicine cantine Bellavista e Contadi Castaldi (e per gli appassionati non occorre dire altro). Il resort si trova circondato da vigne e giardini e la vista spazia sino ad abbracciare il vicino<strong> Monte Orfano</strong>, l’arco delle <strong>Alpi</strong> e il lago di <strong>Iseo</strong>. A disposizione poi una Spa, un ristorante gastronomico, un bistrot e molte coccole che si pagano. Le stanze qui partono da 260 euro a notte.<br />
E&#8217; invece più spostato verso l<strong>&#8216;Oltrepò</strong> il wine resort Prime Alture a <strong>Casteggio</strong> in provincia di Pavia. Si tratta di una tenuta posta sul 45° parallelo, specializzata in <strong>Pinot Nero</strong> e Merlot che offre 6 suite battezzate con il nome dei vitigni, oltre a degustazioni di vini ed alimenti del territorio.<br />
Spostandoci verso est si arriva alle <strong>Strade del vino del Trentino Alto Adige </strong>&#8211;  una delle destinazioni classiche per coloro che amano andare in vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine &#8211;  dove vale la pena di sostare a <strong>Castel Corba</strong>, su un&#8217;altura che sovrasta il comune di <strong>Appiano</strong>. L&#8217;edificio venne costruito agli inizi del XIII° secolo e ora ospita 48 camere dove si può vivere il sogno di dormire in una torre o tra i merli del <strong>castello</strong> dedicando il giorno alle visite ai <strong>vigneti</strong> sottostanti accompagnati da un enologo mentre le botti riposano in un bunker antiaereo scavato nella roccia. I prezzi partono a 110 euro per notte.<br />
Non vi basta il castello e volete di più? Allora osate un&#8217;isola, per la precisione Mazzorbo, non lontano da <strong>Torcello </strong>e<strong> Burano</strong>, dove si coltiva ancora la Dorona, una antica vite autoctona, in una vigna murata. Si sta a pochi minuti di minuti di vaporetto da <strong>piazza San Marco</strong> ma l&#8217;atmosfera è quella antica quasi dei tempi dei dogi. Si mangia in una osteria sul bordo della laguna e si dorme nelle stanze della tenuta padronale Venissa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-emozioni-autunnali.jpg" rel="lightbox[3458]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3477" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-emozioni-autunnali-1024x709.jpg" alt="In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine" width="1024" height="709" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-emozioni-autunnali-1024x709.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-emozioni-autunnali-300x208.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-emozioni-autunnali.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se invece volete rocce e pietre intorno a voi proseguite il cammino e puntate verso il <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> e i suoi colli dove si inerpicano i campanili dei borghi spettinati dalla bora. Qui si produce Pinot grigio e Chardonnay e si può scegliere come base la tenuta <strong>Lis Neris</strong>, un nome celebre nel campo della enologia del nord est. Ci sono quattro appartamenti nella casa padronale che si affaccia sulle <strong>Prealpi</strong> e si mangiano prodotti del territorio. Non si sa se sia vero: ma gli esperti dicono che il sapore della <strong>bora</strong> si trovi anche nel retrogusto del vino nel bicchiere.</p>
<h4 style="text-align: justify;">In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine: la Toscana la fa da padrona</h4>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; probabilmente la <strong>Toscana</strong> la regione che offre più indirizzi speciali per chi voglia andare in vacanza nei <strong>wine resort</strong> e nelle più belle cantine. Uno di questi è il Castello Vicchiomaggio, costruito nel 1400 in cima ad una collina che domina la valle di Greve, a soli 18 km da <strong>Firenze</strong>. Nel Medioevo il castello giocò un ruolo fondamentale nei conflitti tra Firenze e<strong> Siena</strong> e qui da sempre si è prodotto <strong>il vino</strong>. Per dormire ci sono camere, suites e appartamenti e c&#8217;è anche un ristorante ricavato nei saloni rinascimentali del castello. Ci si sposta di pochi chilometri ma si resta nel medioevo arrivando alla <strong>Badia a Coltibuono</strong>, un <strong>monastero del 1050</strong> anticamente dedicato all’ospitalità dei viandanti. Nel XV° secolo l&#8217;azienda ebbe un ulteriore sviluppo, sotto il patronato di <strong>Lorenzo de&#8217; Medici</strong>, e nel 1846 la fattoria divenne una delle principali della zona. Ora si dorme in stanze ricavate tra le antiche mura e si passeggia tra sale affrescate, nel chiostro e nel giardino rinascimentale. Infine a <strong>Monteriggioni</strong>, baluardo della <strong>Val D’Elsa</strong> cantato da Dante dove si dorme in un palazzo del &#8216;700 chiamato Castel Pietraio. Si beve <strong>Chianti</strong> ovviamente ma si assaggiano anche grappe e olio vicino a querce secolari ammirando la vallata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-Piemonte.jpg" rel="lightbox[3458]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3474" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-Piemonte-1024x683.jpg" alt="In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-Piemonte-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-Piemonte-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-il-Piemonte.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine: la Langa e il Piemonte</h4>
<p style="text-align: justify;">Bere un bicchiere di barolo leggendo qualcosa nella sala che fu la biblioteca del presidente <strong>Luigi Einaudi</strong>. Non è una fantasia strampalata ma la realtà per chi scelga le otto stanze e le due suites dei <strong>Poderi Einaudi</strong> e il loro relais per una vacanza nelle<strong> Langhe</strong>, intorno a <strong>Dogliani</strong>. La tenuta è ora gestita dei discendenti del presidente che fu costretto a venderla per pagarsi gli studi tornando poi a comprare quelle zolle, dove si coltiva <strong>Barolo, Barbera, Dolcetto</strong>, appena ne ebbe le possibilità. I mobili sono quelli originali della casa e godono di una vista eccezionale sul digradare delle dolci colline della<strong> Langa</strong>. Per chi voglia coccolarsi si può anche mangiare grazie ad un personal chef. Sempre nel cuore delle Langhe, a <strong>La Morra</strong>, si trova il Palas Cerequio Barolo Cru Resort una dimora immersa tra le vigne. Tutte le nove suite del Palas, ognuna con il nome di un cru di <strong>Barolo</strong>, sono dotate di un’area wellness ma quello che rappresenta qui il vino lo si capisce visitando il vicino <strong>Caveau del Barolo</strong> dove sono custodite oltre 6000 bottiglie dal 1958 a oggi, protette da un ambiente a temperatura e umidità controllate.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-natura-e-vigneti1.jpg" rel="lightbox[3458]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-3478" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-natura-e-vigneti1-1024x690.jpg" alt="In vacanza nei wine resort e nelle più belle cantine" width="1024" height="690" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-natura-e-vigneti1-1024x690.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-natura-e-vigneti1-300x202.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/In-vacanza-nei-wine-resort-e-nelle-più-belle-cantine-natura-e-vigneti1.jpg 1140w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi</title>
		<link>https://www.travelfar.it/visitare-orvieto-dal-duomo-alla-terra-degli-etruschi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Pelagatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 07:51:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Città: Italia - Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Partenza: Idee in valigia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Orvieto sta in alto, affacciata spavalda sulla rupe. O almeno così appare a chi distrattamente scivola sull’autostrada, a chi si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Orvieto sta in alto, affacciata spavalda sulla <strong>rupe.</strong> O almeno così appare a chi distrattamente scivola sull’autostrada, a chi si fa trasportare dal rombo sfacciato dei treni proiettile che rigano la piana. Ma voi non fatevi infinocchiare: la realtà è un’altra, il vero cuore della città è molto più in basso di quello che sembra, molto sotto il <strong>Duomo di Orvieto</strong>. E sta inciso nella roccia, protetto nel tufo, nascosto da una pietra che da sempre ha forgiato le case e regalato sicurezza. E che, materna, in passato ha conservato il cibo. “E’ così. Orvieto non sarebbe quella che è senza le sue caverne, le cantine e i cunicoli che la attraversano in profondità”, racconta la gente del posto-. In quegli antri, e quasi ogni casa ne ha uno, sono stati conservati buona parte dei segreti e dei sapori della nostra città”. Milleduecento <strong>grotte</strong> e speloche – e parliamo di quelle censite – che nei secoli sono state <strong>cantine</strong> per il vino, magazzini per <strong>salumi</strong> e <strong>formaggi,</strong> pozzi e cisterne per l&#8217;acqua, frantoi per l&#8217;olio, forni. Detto questo si capisce perché è dal basso che si deve partire. Facendo, oltre che un tuffo nello spazio, pure un salto nel tempo per riuscire a <strong>visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2012" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo-1024x682.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="682" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo-1024x682.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-Duomo.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi: tra Umbria Toscana</h4>
<p style="text-align: justify;">“In questo modo si scavalcano anche i millenni e si riporta alla luce un diamante grezzo che va mostrato al mondo – aggiungono gli orvietani.  Seguendoli, e facendosi tramortire dai loro racconti, viene naturale lasciarsi alle spalle <strong>piazze</strong>, <strong>vicoli</strong> e palazzi  e persino il Duomo di Orvieto per migrare tra cisterne antiche e butti medievali, ambienti rinascimentali e claustrofobici cunicoli scavati a mano dai padri orvietani: ovvero gli etruschi. Quelli che ben sapevano che il vino mai avrebbe trovato luogo migliore per sublimarsi. E se è così da oltre due millenni vuol dire che è un destino che non si può cambiare come si scopre quando si arriva qui per <strong>visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi</strong>. Ecco che quindi, dopo avere ammirato la rupe e essersi inchinati di fronte alla verticale magnificenza del Duomo di Orvieto, è doveroso abbassare lo sguardo, cercare nuove prospettive. Perché, dopo un po’ lo capisci, è questo che devi fare se vuoi provare a capirla. Città fiera di essere diversa da come te la aspetti. Lo mise nero su bianco, nel 1300, persino Fazio degli Uberti che sentenziò che “Urbiveto è strana”. E se lo fate presente ancora oggi tra le pietre chiare ed eleganti di <strong>piazza Repubblica</strong> o di <strong>corso Cavour</strong> nessuno mostrerà d’adontarsi. “Certo che nessuno si offende: semplicemente perché è vero – sbottano in piazza del Popolo.- Siamo in<strong> Umbria</strong> ma siamo più che altro toscani e laziali. Lo racconta la storia, lo conferma l’accento. Anche quello che mangiamo è diverso”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2013" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca-1024x512.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="512" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca-1024x512.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca-300x150.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-veduta-dalla-rocca.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una dichiarazione che stupisce. Tanto che forse è meglio fermarsi per raccogliere le idee: Orvieto si protende verso il cielo ma il cuore è sottoterra. E’ in <strong>Umbria</strong> ma con irrequietezza insegue il profumo delle regioni vicine e sogna una vaga idea di <strong>Tuscia;</strong> è stata un potentissimo libero Comune ma poi per secoli ha vissuto sotto il dominio del papato. E soprattutto è celebrata per essere una delle patrie dell’olio. Anche se massaie e cuochi da sempre scelgono il lardo. Dopo avere riflettuto su tutto questo forse allora si comincia a pensare che quello che dicono alcuni sia vero: <strong>Orvieto è etrusca</strong>. E gli etruschi sono il popolo dei misteri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2010" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro-1024x680.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="680" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro-1024x680.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro-300x199.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-vicolo-del-centro.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Così anche noi facciamo prendere dal fascino misterioso di questa città e perdiamoci nelle sue strade, nel suo intrico fascinoso di angoli di pietre e mattoni, che stranamente in un luogo così ricco e splendente,  hanno vissuto un <strong>Medioevo</strong> fuori tempo massimo. Qui, nonostante la bellezza pervada ogni cosa,  a lungo la vita grama fu  condanna diffusa. E quelle che ora sono vie dello struscio, colonizzate dalle griffe e assediate dal gramelot di mille turisti, sono state a lungo vicoli stretti e malsani tanto che quando nel 1930 venne costruita la enorme caserma Piave &#8211; che ora incombe abbandonata mestamente dall’alto della rupe &#8211; in parecchie vie mancavano fognature e reti di illuminazione. La caserma, strano destino, portò vita nelle strade di quello che  fu prima <strong>Libero Comune</strong> e poi si spense lentamente diventando rifugio per  scaltri tombaroli e tronfi chiacchieroni che scolavano con impegno panatelle di vino bianco sognando di trovare la <strong>tomba etrusca</strong> intatta. Quella con il tesoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2011" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio-1024x683.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="683" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio-1024x683.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio-300x200.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-il-pozzo-di-San-patrizio.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi: il pozzo di San Patrizio</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma questo è ieri, anzi molto prima. Prima che un progetto ambizioso partito dagli anni ‘70 consolidasse il tufo della rocca reso friabile come biscotto dall’eterno lavorìo delle acque, che gioielli unici come il palazzo del <strong>Capitano del Popolo</strong> o la <strong>torre del Moro</strong> venissero strappati al degrado del tempo e che alla funicolare ad acqua, meraviglia dell’800, fosse donata una nuova modernità. Riavvicinando la pianura alla cima della roccia e regalando di nuovo a milioni di turisti un modo facile e veloce per salire sulla rupe. Dove, a bocca aperta per lo stupore, tornare a sprofondare nella vertigine rinascimentale del <strong>pozzo di San Patrizio</strong>. Fu costruito per approvvigionare d’acqua la città: ma ad un occhio ben disposto sembra la gradinata di pietra che porta dritto al mondo degli inferi. “Il pozzo progettato dal Sangallo è una meraviglia dell’ ingegno ma ancora una volta dimostra che qui il sopra e il sotto sono collegati insieme”, spiegano le guide. – Senza capire questo legame, tra la pianura e la rupe, tra il tufo e la terra, ogni visita ad <strong>Orvieto</strong> resta incompleta”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground.jpg" rel="lightbox[1572]"><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2009" src="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground-1024x685.jpg" alt="Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi" width="1024" height="685" srcset="https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground-1024x685.jpg 1024w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground-300x201.jpg 300w, https://www.travelfar.it/wp-content/uploads/Visitare-Orvieto-dal-Duomo-alla-terra-degli-Etruschi-Orvieto-Underground.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E allora che tufo sia e che la terra spalanchi le sue porte: facciamo come centinaia di altri e immergiamoci sotto la città seguendo quella che da qualche anno è diventata una delle attrazioni più di successo. Si chiama <strong>Orvieto Underground</strong> e prende il via in piazza del Duomo. E proprio per questo permette letteralmente di <strong>Visitare Orvieto, dal duomo alla terra degli Etruschi</strong>.  Curioso contrappasso: da una parte la tensione massima verso l&#8217;alto, dall&#8217;altra, a pochi passi, un baratro che si spalanca.  Una via verso il basso che attraverso visite guidate permette di assaggiare almeno un po&#8217; del fascino   in un <strong>labirinto di oltre mille grotte</strong> scavate nel corso dei millenni dagli orvietani, un lascito buio che è anche un catalogo straordinario di informazioni storiche ed archeologiche, solo di recente messo a disposizione di tutti e studiato dai ricercatori.  Ed è una città nella città, forse ciò che resta della antica Velzna etrusca; di certo sono cunicoli, scale,  sale sfalsate e passaggi che non ti aspetti fino al <strong>cuore di Orvieto</strong>. Che con pudore svela la sua più antica memoria.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Visitare Orvieto, dal Duomo alla terra degli Etruschi: pietre e vigneti</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma poi, ancora smarriti, si ritornano a rivedere le stelle, a percorrere di nuovo le strade al sole e i vicoli dove rimbombano i nostri passi. E altre stelle, meno spaziali brillano davanti a noi: le tessere della <strong>facciata del Duomo</strong>. Dall’alto degli spalti della trecentesca <strong>fortezza dell&#8217;Albornoz</strong> lo sguardo sembra spaziare senza sosta in quell’arazzo di pianura abbozzato nelle mille sfumature di verde, dal chiaro allo scuro, dall’ulivo al vigneto. Persino il bagliore supersonico dei treni giù in basso pare farsi piccino: e l’intero panorama finisce per assomigliare al plastico ferroviario di un gigante giocherellone. Quando il rombo del treno svanisce in distanza sembra di sentire che dal cuore di tufo della città filtra un sospiro. All’unisono l’alto e il basso, la roccia e la terra, il passato e il presente, parlano. Basta soltanto starli ad ascoltare.</p>
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