• Cosa vedere a Ronda

Cosa vedere a Ronda in Andalusia: dal ponte alla plaza de toros

Cosa vedere a Ronda in Andalusia: dal ponte alla plaza de toros

 

Arroccata, in apparenza quasi in bilico, su un altopiano che precipita poi in un burrone a strapiombo, Ronda incarna perfettamente lo stile e l’animo drammatico e sempre un po’ teatrale dell’Andalusia. L’ambiente in cui si trova, d’altra parte, è davvero spettacolare e le tradizioni e la cultura che qui resistono sono altrettanto speciali. Non ci credete? Quali altre città, non son in Spagna ma nel mondo, possono vantarsi di essere patria di toreri e banditi e di essere protagoniste delle pagine più celebri di un mito come Hemingway che qui ha ambientato alcune scene del suo romanzo “Per chi suona la campana”. Insomma, la domanda circa cosa vedere a Ronda avrà risposte diverse a seconda dello stile e delle inclinazioni di ognuno. Anche se tutti resteranno senza parole di fronte al ponte che ne è il simbolo.

Cosa vedere a Ronda

Cosa vedere a Ronda: cuore andaluso

Stiamo parlando del Puente Nuevo, che nuovo però non è per nulla, e che si trova a cavallo della gola del Tajo, un abisso di 130 metri di profondità che sprofonda nelle viscere della roccia. Un’altra celebre attrazione è la Plaza de Toros, la seconda arena più antica della Spagna, che è ancora utilizzata per corride ritenute dagli aficionados di alto livello. I turisti resteranno incantati anche dalle pittoresche vecchie strade e dagli edifici imbiancati di La Ciudad, la vecchia città moresca. E per esplorare ulteriormente il patrimonio suggestivo e inatteso di Ronda non dimenticate di visitare il Museo dei Banditi e gli antichi bagni arabi lungo l’Arroyo de las Culebras.

Cosa vedere a Ronda: il Puente Nuevo

Il Puente Nuevo, lo abbiamo detto, è il monumento più emblematico di Ronda. Costruito nel 1788, il ponte è un’opera straordinaria di ingegneria per l’epoca e un capolavoro di muratura. E’ infatti lungo 70 metri e attraversa la gola del fiume Tajo nel punto più stretto ma che si sporge per l’altezza di 98 metri sul fondo del burrone. Il ponte collega La Ciudad, la storica vecchia città moresca di Ronda, con El Mercadillo (ovvero il quartiere del mercato), la parte moderna della città. Inutile dirlo al ponte, i panorami sulla gola sono stupendi. Per completarlo ci vollero circa quarant’anni e il sacrificio di una cinquantina di muratori. Per soli 2,50 euro è possibile visitare il museo che si trova in una piccola stanza con pareti in pietra nel mezzo del ponte. Questo spazio è stato utilizzato come prigione per tutto il 19° secolo e durante la guerra civile spagnola.

Per avere una completa vista sul ponte occorre andare in basso scendendo verso il fondo de El Tajo e su entrambi i lati ci sono percorsi panoramici da fare a piedi fino al fondo del canyon. Sul lato della città vecchia, un piccolo sentiero porta sotto la collina e sotto il ponte stesso, attraverso alcune sezioni leggermente a strapiombo mentre dal lato della città nuova il sentiero è un po’ più comodo e conduce anche ad uno dei “vecchi” ponti precedenti a quello “nuovo”. Entrambe queste passeggiate forniscono un’abbondanza di punti da cui contemplare la bellezza selvaggia di Ronda e scattare foto a raffica.

I ricordi dell’epoca moresca a Ronda

La Ciudad si trova ai lati della strada centrale, Calle Armiñan, a sud del Puente Nuevo. Il momento migliore per esplorare questo antico barrio moresco (Ronda è stata sotto il dominio musulmano dal 712 al 1485) è di sera o di notte quando i pullman dei turisti sono ripartiti e la cittadina torna tranquilla. Anche l’altro lato della città, che si sviluppò dopo che gli arabi furono espulsi verso la fine del XV secolo, ha un suo fascino degno dei famosi villaggi bianchi dell’Andalusia. Peccato che nel cuore della centrale Plaza España abbia aperto un McDonald’s.

Cosa vedere a Ronda

Cosa vedere a Ronda: la storica plaza de toros

La nostra lista di cosa vedere a Ronda ci porta poi alla Plaza de Toros, la seconda più antica della Spagna dopo quella di Siviglia. Questo in più è considerato uno dei templi di questa antica tradizione (se non amate e anzi disprezzate la tauromachia poco cambia: per molti in questa parte della Spagna resta un importante appuntamento).

Questo perché Ronda è stata la patria della dinastia dei Romero, i matador (Francisco, Juan e Pedro), che di fatto, nei secoli XVIII e XIX, codificarono le regole dell’attuale corrida. Questa arena si trova nella zona de El Mercadillo, ed è stato immortalata da Hemingway nel suo romanzo “Morte nel pomeriggio”. Costruita nel 1785, la Plaza de Toros è un’arena monumentale con due livelli di gallerie ad arcate per ospitare gli spettatori. Le gallerie coperte sono dotate di archi e di palchi molto eleganti. Chi arriva a Ronda può assistere alla corrida durante la fiera la Feira di Pedro Romero mentre durante tutto l’anno la plaza e il suo museo taurino sono comunque visitabili.

Cosa vedere a Ronda

Cosa vedere a Ronda: il retaggio moresco

Lo abbiamo detto all’inizio: Ronda è stata per secoli parte del regno dei Mori e di conseguenza le tracce sono evidenti: tra queste spiccano i Baños Árabes, ovvero i bagni moreschi che risalgono ai secoli 13° -15° e sono considerati i bagni di questo tipo meglio conservati in Spagna. I Baños Arabes si trovano vicino al Puente Viejo nel Barrio de San Miguel, appena fuori La Cuidad.

I bagni sono stati costruiti lungo l’Arroyo de las Culebras, una fonte di acqua sorgiva, che ha una ruota idraulica perfettamente conservata. Simile alle antiche terme romane, il complesso dispone di bagni caldi, freddi e caldi (l’impianto di riscaldamento era interamente idraulico). Tuttavia, l’architettura svela lo stile moresco con una sala centrale e altre due sezioni separate dai caratteristici archi. Il soffitto a volta a botte presenta bellissimi lucernari a forma di stella. I bagni non sono più in uso, ma il sito è  ovviamente aperto per le visite.

Cosa vedere a Ronda

Il nostro viaggio alla scoperta delle bellezze della città prosegue ora con la Casa del Rey Moro che nonostante il nome non fu mai la dimora di un re. La villa fu costruita nel XVIII secolo sul sito di un pozzo di epoca precedente e l’edificio non è visitabile ma chi arriva può passeggiare negli splendidi giardini su tre livelli: i giardini sono stati progettati nel 1912 dal giardiniere paesaggista francese Jean Claude Forestier e dispongono anche di fontane zampillanti e ruscelli tanto che in alcuni scorci ricordano i giardini dell’Alhambra di Granada. Fiori colorati e stagni pieni di ninfee aggiungono bellezza.

E c’è anche un passaggio segreto

Dal giardino terrazzato, i visitatori possono ammirare ampie vedute dello straordinario paesaggio naturale di Ronda per poi sprofondare nelle viscere della terra: da qui parte infatti un passaggio segreto che permetteva di approvvigionare la città, in alto, anche in caso di assedio, arrivando al fiume sul fondo del burrone. Per farlo c’è un percorso ripido di trecento gradini che scende per 120 metri. Agli schiavi era richiesto di correre su e giù per le scale trasportando l’acqua in segreto. Quando il passaggio fu scoperto dalle truppe di Isabella e Ferdinando nel 1485 durante la Riconquista, l’approvvigionamento d’acqua per la città fu interrotto. E Ronda si dovette arrendere. Poi per secoli il passaggio cadde in rovina e venne ripristinato solo nel 1911.

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Cosa vedere a Ronda: le Feira

L’abbiamo già citata: se siete in Andalusia in questo periodo non dovreste perderla. E’ la Feira de Pedro Romero uno dei momenti migliori per immergersi nella storia e nella tradizione della città. Per alcuni giorni, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, la città è immersa in una festa autentica, celebrata in onore del torero di Ronda che le dà il nome,  e che è stata nominata Festa di Interesse Turistico Nazionale.

Il momento clou è il sabato quando si svolge la corrida Goyesca nell’arena di Ronda dove i toreri sono vestiti in abiti storici. La prima corrida Goyesca fu celebrata nel 1954 in occasione del bicentenario della nascita del torero Pedro Romero. Nel corso della sua storia, ha avuto ospiti speciali, come il regista Orson Welles e ovviamente Ernest Hemingway. La feira prevede una lunga serie di eventi tra parate di donne in costume, sfilate di carri, momenti musicali dedicati al flamenco, corride appunto e spettacoli folcloristici, concerti e spettacoli teatrali.

Un parco con una splendida vista

Per concludere il nostro percorso intorno a cosa vedere a Ronda non resta che visitare l’Alameda de José Antonio, un parco con viste panoramiche che si raggiunge dopo la plaza de toros lungo la Calle Virgen de la Paz fino all’Alameda de José Antonio. Questo bellissimo parco del XVIII secolo ha un ampia passeggiata, ideale per rilassarsi. Alcune zone del parco occupano sporgenze sull’altopiano roccioso di Ronda e dai balconi (non temete, protetti dalle ringhiere) si godono splendidi panorami che si estendono oltre la gola del fiume El Tajo e sulle pianure fino alle montagne.

Cosa vedere a Ronda

Infine non resta che tornare verso la città vecchia moresca. È un luogo che affascina con le strette strade e le case bianche e che unisce lo stile tipico della Spagna con l’atmosfera di una medina nordafricana. Questa è l’area in cui i turisti troveranno la maggior parte delle attrazioni culturali della città. Sulla Plaza de la Duquesa de Parcent, si trova la chiesa di Santa María la Mayor, una chiesa nata dalla trasformazione di una un’antica moschea come peraltro successo anche a Cordoba. La chiesa ha conservato quattro delle cupole moresche ma poi spicca l’interno  gotico. Dove tuttavia resiste il mihrab, ovvero la nicchia che indica la direzione della Mecca.

Cosa vedere a Ronda: quando c’erano i banditi

A ovest della chiesa di Santa María la Mayor, ai margini dell’altopiano, si trova il Palacio de Mondragón che sposa lo stile moresco con quello rinascimentale e che ospitò a lungo i re cattolici.

Nelle vicinanze si trova anche la Casa Juan Bosco, un palazzo immerso in splendidi giardini mentre sulla Calle Armiñán, ecco il Museo del Bandolero, ovvero il Museo dei Banditi. E’ strano ma è così: questa era terra di predoni e malviventi e il museo illustra la storia dei banditi del XIX secolo che vivevano nelle montagne intorno a Ronda. Adesso, al loro posto, ci sono  i turisti.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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