I quartieri di Buenos Aires: cosa fare tra Palermo, La Boca e Recoleta

I quartieri di Buenos Aires: cosa fare tra Palermo, La Boca e Recoleta

Palazzi coloniali e scorci di Parigi, viali come a Madrid e chiese come in Italia. E ancora un vago sentore d’Europa e tanto Sudamerica. Il tutto in una città immensa che ricorda una di quelle coperte a patchwork di mille colori così tipicamente latine. Buenos Aires è tutto questo e molto di più, un mosaico di malinconia e voglia di vivere, tango e modernità. E la visita dei quartieri di Buenos Aires diventa allora un viaggio tra quello che era in passato la capitale dell’Argentina e quello che vorrebbe essere.
Tra la crisi economica e i grattacieli che si alzano sempre di più, Buenos Aires, lo abbiamo detto, è una città enorme, la terza più grande dell’America Latina e se si pensa alla sua area metropolitana allargata arriva ad avere oltre 14 milioni di abitanti. Per visitarla allora non resta che dividerla in spicchi e andarli a scoprire uno dopo l’altro. Anche perché i quartieri di Buenos Aires – sono ben 48 – sono come tante città. Ognuno con una propria anima.

Gentileza Ente de Turismo de la Ciudad de Buenos Aires:

I quartieri di Buenos Aires: La Boca

Il primo luogo dove arrivano i turisti è sicuramente il quartiere de La Boca che prende il nome dal fatto di essere sorto alla foce (la bocca, appunto) del Riachuelo, nel Río de la Plata. Per questa ragione era un porto e attrasse da subito i nuovi arrivati in cerca di un posto di lavoro. E tra loro i più numerosi furono gli emigranti partiti da Genova. Sorsero allora case semplici fatte di legno e lamiera che vennero dipinte con  i mille colori che si trovavano sulle banchine del porto. Tutto è cambiato ma i colori sono rimasti anche se ora al posto dei camalli ci sono i turisti e dai balconi si sporgono state di Maradona, Eva Peròn e Carlos Gardel. E i selfie si sprecano.

Ma non pensate solo ad un luogo turistico: da una parte ci sono le strade dei bar e dei ballerini di tango, i negozi di artigianato un po’ falso e tanti locali accoglienti. Ma poco lontano ci sono ancora strade strette e non troppo ben frequentate. Il risultato è che di giorno è un parco gioco e di sera un luogo da evitare.

Meglio arrivare di mattina e non avventurarsi troppo in giro. Ma voi godetevi gli scorci del Caminito, la via più famosa, fermandoci a mangiare “milanesas”, la versione locale della cotoletta, o matambre, i classici involtini argentini. Poi godetevi la folla, il tango e i colori. Prima di rendere omaggio all’altro grande mito nazionale: il calcio.

La Bombonera, lo stadio di Maradona

Qui nel quartiere de La Boca si trova “Lo stadio”, ovvero la Bombonera dove gioca una delle squadre leggendarie, non solo in Argentina, ma nel calcio mondiale: il Boca Juniors. Qui si è svelato al mondo il mito di Diego Armando Maradona. Che non a caso è una specie di nume tutelare per la gente del posto. Lo stadio si può visitare con dei tour organizzati ma se amate il footbal provate a vedere una partita qui. Non lo dimenticherete.

Se invece amate l’arte dedicate un momento alla Fundación PROA, un centro d’arte privato creato in Argentina nel 1996, che sviluppa programmi di educazione e di scambio con istituzioni culturali, concentrandosi sulla diffusione dei grandi movimenti artistici del XX secolo.

Palermo: parchi e palazzi

Il nostro viaggio tra i quartieri di Buenos Aires prosegue a Palermo che da subito svela la sua anima più signorile ed elegante, con viali alberati, bei parchi e piacevoli zone residenziali.
E’ anche il più grande tra i quartieri di Buenos Aires e al suo interno ha diverse anime: c’è la zona di Chico dove abitano i vip locali; la parte più vecchia, con architetture più tradizionali ora sempre più colonizzate da locali e negozi di tendenza e anche una parte chiamata Hollywood che prende il nome dal fatto che qui si trovano la gran parte degli studi radiotelevisivi. Ora, sempre più, sta diventando famosa per la sua vita notturna e comprende alcuni dei migliori ristoranti e bar della città.

La gran parte dei turisti però si affolla nella zona chiamata Soho dove si trova la celebre piazza Serrano in cui nel fine settimana si trovano anche dei mercatini mentre le case intorno ospitano caffè sempre affollati con una aria decisamente francese. Questa zona, nella parte zona nord-est di Buenos Aires, vicino a Recoleta, è decisamente vivace anche dopo il tramonto quando la folla invade piazze e strade lastricate cercando cibo, musica e allegria.

La tomba di Evita e il caffè di Fangio

Lo abbiamo già nominato: ora è la volta di Recoleta, una delle zone più ricche della città. E il motivo è decisamente curioso: la zona era appena soprelevata e risultò la meno a rischio durante una epidemia dei secoli scorsi. I ricchi lo seppero e vennero qui: e da allora poco è cambiato. Ancora oggi si passeggia tra palazzi eleganti con bei giardini e spesso si sosta in piazze luminose ma qui si viene anche per visitare il Museo nazionale di Belle Arti, la Basilica di Nostra signora del Pilar, con le sue candide mura e il ricco altare barocco, ma anche, forse soprattutto, un cimitero.

Si, perché il cimitero della Recoleta ospita la tomba di Evita Peròn e questo è uno dei luoghi più visitati dalla città. Poi tuffatevi nelle Avenida Alvear e Avenida Santa Fe dove si trovano alcune delle boutique di lusso più sfolgoranti di Buenos Aires e concedetevi un caffè da La Biela: è un bar aperto dal 1850, era il luogo preferito dal grande campione Manuel Fangio e dallo scrittore Jorge Luis Borges al punto che è stato dichiarato luogo di “Interesse culturale” per la città. E il caffè è molto buono.

San Telmo, le strade del tango

Non si può parlare dei quartieri di Buenos Aires senza soffermarsi su San Telmo, uno dei luoghi più ricchi di storia e fascino della capitale. E uno dei luoghi d’elezione del tango. Il quartiere è nato nel XVII secolo ed è quindi uno dei più antichi. Con una storia particolare alle spalle. Dopo un periodo di sviluppo conobbe, infatti, un progressivo declino mentre le sue case venivano invase da emigranti arrivati dall’Europa, tra cui molti giunti dall’Italia.

Per capire quanto tutto qui sia frutto di una mescolanza fermatevi in plaza Dorrego, il cuore del quartiere, dove la domenica la folla si ammassa tra le bancarelle di un mercatino. Mentre ogni giorno si vedono coppie ballare il tango. Poi, lasciata la piazza alberata, lasciate andare i vostri passi e riempitevi gli occhi passeggiando in Calle Defensa arrivando sino al mercato di San Telmo, storico mercato attivo dalla fine dell’800.

Intorno negozi di ogni tipo, shop di abiti vintage e bei palazzi resi più fascinosi dal tempo. Se amate l’arte fermatevi al Museo di Arte Moderna (MAMBA) di Buenos Aires o al Museo del Cinema mentre, dopo il tramonto, fate come la gente del posto che sciama da una birreria all’altra concedendovi una tradizionale grigliata di carne.

I palazzi della politica e la plaza de Majo

Volendo si può poi proseguire andando alla scoperta di quella zona del centro che in teoria non compare nella lista dei quartieri di Buenos Aires ma che tutti visitano: ovvero quello che qui si chiama Microcentro. Si tratta di una ampia zona di una sessantina di isolati dove si concentra il potere politico, con uffici di tutti i tipi al punto che durante il giorno qui lavorano diversi milioni di persone. Mentre alla sera è quasi deserto.

Qui si trovano la celebre Plaza de Mayo che a sua volta è circondata da palazzi simbolo del paese. Ecco allora la Casa Rosada, monumento e sede del governo argentino, il Cabildo de Buenos Aires, antica sede del vicerè e la Cattedrale Metropolitana.

La dove c’era il porto

Che Buenos Aires abbia molti volti lo abbiamo detto più volte. E un salto nel quartiere di Puerto Madero lo ricorda. Si tratta di una zona affacciata sul Rio de la Plata e si differenzia in molti aspetti dagli altri quartieri visto che in realtà si tratta di un porto. Per molto tempo dimenticato.

Alla fine dell’800 si decise di dotare la città di un porto fluviale che nacque però già vecchio. Dopo pochi anni le nuove grandi navi non potevano più attraccare e la zona cominciò a declinare fino agli anni ’90 del ‘900 quando Puerto Madero subì una profonda ristrutturazione.

I vecchi magazzini e gli uffici doganali in mattoni rossi sono diventati ristoranti e bar destinati soprattutto alla classe medio-alta della città mentre sorgevano nuovi palazzi per uffici e appartamenti che hanno attratto giovani professionisti di successo e pensionati facoltosi. Oggi, Puerto Madero appare come un moderno quartiere di una capitale europea o di una grande città americana. Durante il giorno, è un buon posto per fare un una passeggiata lungo le rive del fiume mentre la sera si viene per un aperitivo. Poi, per la notte, si passa altrove, in cerca di parillada o tango. E per rifugiarsi nell’abbraccio caldo e sensuale di Buenos Aires.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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