• La guida del sito archeologico di Delfi

La guida del sito archeologico di Delfi: dove parlava Apollo

La guida del sito archeologico di Delfi: dove parlava Apollo

Qui il dio Apollo parlava e gli uomini lo stavano a sentire. E’ Delfi, sulle pendici del monte Parnaso, al di sopra del Golfo di Corinto, uno dei luoghi di culto più famosi in Grecia perché qui c’era appunto il tempio del dio. E la Pizia, la sua sacerdotessa, misteriosamente, concedeva vaticini. Vuole la tradizione che il luogo di fondazione del santuario fosse stato stabilito da Zeus in persona per mezzo di due aquile che qui si posarono. Un segno definitivo: qui stava l’ombelico del mondo. E non era una canzone ma il simbolo di un luogo davvero speciale. Ora il sito archeologico di Delfi è un patrimonio mondiale dell’Unesco e insieme con l’Acropoli di Atene, Olimpia e l’isola di Delos è uno dei lasciti più importanti del periodo classico della Grecia. Una ricchezza che deriva dalla presenza di importantissimi resti ma anche dalla collocazione tra le montagne a circa a 180 chilometri a nord-ovest di Atene. Il bello è che come la nostra guida del sito archeologico di Delfi ricorda che basta allungare lo sguardo fino all’orizzonte. E si intravede lo splendido mare di Grecia.

La guida del sito archeologico di Delfi

La guida del sito archeologico di Delfi: due passi tra i luoghi della divinità

La Via Sacra è la via principale che attraversa il sito archeologico di Delfi e lungo un percorso di circa duecento metri in salita arriva sino al Tempio di Apollo. Originariamente lungo questo tragitto stavano i monumenti e i tesori eretti in segno di omaggio dalle varie città della Grecia antica. Molti di quei monumenti sono scomparsi con il tempo ma il basamento spesso è rimasto. E alcuni sono ancora in piedi a sorprenderci con la loro bellezza come è il caso del Tesoro degli ateniesi. Questo monumento fu costruito intorno al 510 A.C. (ma venne in effetti rimaneggiato nel 1903) è un tempio in stile dorico costruito con il marmo di Paros. Aveva lo scopo di ospitare le offerte provenienti appunto da Atene e destinate al dio Apollo. Colpisce ancora per la bellezza del fregio che lo orna ma si tratta di una copia. L’originale è conservato e protetto nel bel museo che si trova all’interno del sito.

La guida del sito archeologico di Delfi

Anche del Tempio di Apollo, l’edificio più importante nel sito archeologico di Delfi, ciò che resta sono in pratica solo le fondamenta. Il tempio attuale, o meglio quello che vediamo, fu costruito in stile dorico nel IV secolo a.C., mantenendo come base il fondo del tempio più arcaico che risale al sesto secolo a.C. e parte delle colonne originarie. È qui che, nel cuore del santuario, la Pizia stava seduta e pronunciava i suoi vaticini che si volevano inviati direttamente da Apollo. In realtà interpretarne il senso era molto difficile. Si dice che la sacerdotessa parlasse sotto una sorta di trance. Il risultato erano parole oscure.

Guida del sito archeologico di Delfi: le iscrizioni dell’antichità

Dietro il Santuario di Apollo si trova quello che è passato alla storia come il muro poligonale che aveva il compito di sostenere la piattaforma sui cui sorge il tempio. E’ lungo novanta metri e risale al VI° secolo a.C. e le pietre che lo compongono sono tagliate in forme poligonali insolite. Questo spiega il nome di muro poligonale. Sulle antiche pietre si notano alcune iscrizioni scolpite: ce ne sono di antichissime: la più celebre è attribuita ad un tiranno di Siracusa arrivato sino a qui per ringraziare il dio di avergli fatto vincere una gara equestre ai giochi olimpici.

La guida del sito archeologico di Delfi

Una scalinata  quindi conduce al teatro. Risalente al IV° secolo a.C., con successive alterazioni durante il periodo romano, il teatro poteva accogliere 5.000 spettatori su trentacinque file di banchi in pietra. È stato costruito per ospitare concorsi musicali nei giochi  pitici  che si sono tenuti a Delphi dal 582 a.C. in poi. I giochi si svolgevano ogni quattro anni ed erano ovviamente dedicati ad Apollo. La loro data era fissa: due anni prima di quelli di Olimpia e intervallati con quelli Istimici e quelli di Nemea. A differenza di quelli di Olimpia qui si sfidavano anche poeti e musicisti.

Infine si arriva allo stadio che si trova nella parte più alta del sito archeologico di Delfi, una cinquantina di metri sopra il Teatro. E’  stato costruito nel V° secolo a.C. ma ha guadagnato il suo aspetto attuale sotto l’occupazione dei Romani, nel II° secolo d.C. La sua lunga serie di sedili poteva ospitare 500 spettatori. Come il Teatro, anche questo stadio era stato  costruito per ospitare i giochi pitici. Questo era in particolare il luogo delle gare di atletica.

La guida del sito archeologico di Delfi

Una curiosità si trova in una  gola rocciosa a est della zona sacra. qui ci sono i resti di due fontane monumentali che portavano anche incisioni nelle rocce e spazi per le  offerte votive. Era questo il punto in cui la sacerdotessa di Apollo si  lavava, così come coloro che desideravano consultare l’oracolo e che avevano il dovere di  purificarsi prima di accedere al tempio di Apollo.

Guida del sito archeologico di Delfi: colonne e oggetti in mostra nel museo

Vicino al tempio di Athena del IV° secolo a.C, si trova il Tholos: si tratta di un basamento circolare con i resti di venti colonne doriche all’esterno e dieci colonne corinzie all’interno. Fu costruito intorno al 380 a.C. e sebbene la sua funzione esatta sia sconosciuta è considerato un capolavoro di architettura classica paragonabile a quelli di Atene. Infine imperdibile è la visita al Museo Archeologico di Delfi che presenta un’affascinante collezione di reperti provenienti dal sito, tra fregi, statue, offerte votive e stele. Le esposizioni sono visualizzate in ordine cronologico e disposte in quattordici stanze. C’è anche una caffetteria dove rinfrescare la gola nelle calde giornate estive.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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