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Vienna città della musica: i geni da Mozart a Beethoven

Vienna città della musica: i geni da Mozart a Beethoven

Per molti secoli, Vienna fu la scintillante capitale di un grande impero. E le tracce si notano ancora. Ma non solo nei palazzi: l’appoggio dato alle arti dalla dinastia degli Asburgo e dai tanti aristocratici che gravitavano intorno alla corte imperiale ha dato vita ad un ambiente eccellente per musicisti e artisti. Che qui hanno trovato le condizioni ideali per comporre ed eseguire le loro opere. Non sorprende quindi che molti grandi compositori siano stati attratti dalla città e che qui siano nati tanti capolavori immortali firmati da geni che appartengono ora all’umanità intera come Gluck, Beethoven, Brahms, Mozart, Haydn, Bruckner e Mahler. E forse ne dimentichiamo alcuni.  Insomma da sempre Vienna città della musica ha saputo accogliere e stimolare i geni creando una tradizione musicale arrivata sino al XX secolo.

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Un viaggio nella capitale austriaca quindi offre grandi possibilità di assistere a spettacoli unici: dopo avere ammirato i grandi musei, essersi concessi una fetta di Sacher in una pasticceria si possono vivere concerti di altissimo livello. Senza però dimenticare una visita nelle case dei compositori. Perché è a loro che Vienna città della musica deve il suo blasone.

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Vienna città della musica: la casa di Beethoven

Beethoven, il famoso compositore tedesco, si è trasferito a Vienna nel 1792. Poco dopo essere arrivato in città, iniziò a essere celebrato come pianista e, soprattutto, compositore di talento. Visse in questo edificio, che apparteneva al suo mecenate, Johann Baptist Freiherr von Pasqualati per periodi alterni, per circa otto anni, e mentre si trovava in questa casa compose la Quarta, la Quinta e la Settima sinfonia. Non c’è molto da vedere ma il luogo dove il maestro trovò l’ispirazione è di certo suggestivo per chi ama profondamente la sua musica. Per di più si trova al numero 8 di Mölker Bastei e quindi piuttosto vicino al centro storico della città, in un luogo che facilmente rientra negli itinerari che toccano le altre attrazioni di Vienna città della musica. Ma c’è dell’altro: a Heiligenstadt, al numero 6 di Probusgasse, nel 19° distretto, si trova un museo dedicato sempre a Beethoven ricavato nell’appartamento dove abitò mentre frequentava le vicine sorgenti termali con cui sperava di guarire la sua incombente sordità. Il museo offre un moderno e affascinante percorso espositivo di 14 stanze e raccoglie materiale sul musicista che qui scrisse la Terza detta Eroica.

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Vienna città della musica: la casa di Mozart

A Vienna i luoghi legati alla produzione di Mozart sono moltissimi ma delle molte case abitate da Amadeus, almeno una dozzina, ne è arrivata solo una: si trova al 5 di Domgasse, a pochi passi dalla Cattedrale di Santo Stefano, e qui il compositore visse dal 1784 al 1787. La casa, al piano alto del palazzo, era abbastanza ampia e confortevole visto che si tratta del periodo in cui il suo successo è già riconosciuto. La casa era formata da quattro stanze grandi più spazi di servizio e qui vennero composte le Nozze di Figaro. In questo appartamento, Mozart suonò anche concerti con Haydn e ora l’intero edificio può essere visitato per entrare nella vita del musicista e di chi gli stava intorno in un contesto protetto e mantenuto come era all’epoca del barocco a Vienna.

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Vienna città della musica: il mito di Schubert

Un altro genio assoluto legato a Vienna città della musica è sicuramente Franz Schubert, nato il 31 gennaio 1797 nella casa al numero 54 di Nußdorfer Straße dove oggi è stato ricavato un museo. Questa è la casa dove abitò i primi quattro anni e mezzo della sua vita (poi si trasferì poco lontano) e porta il curioso nomignolo di Zum Roten Krebsen, ovvero al gamberetto rosa. La visita permette di vedere l’abitazione tutt’altro che lussuosa e sono esposti documenti, oggetti personali e manoscritti del musicista morto tra l’altro giovanissimo, a soli 31 anni, e che compose tuttavia nove sinfonie, opere e quasi 600 altri brani diversi.
L’ingresso conduce in un bel bel cortile di ghiaia circondato da balconi in legno, che riporta immediatamente alla Vienna del XVIII secolo. La casa si trova oltre una piccola scala in pietra, i pavimenti sono in legno grezzo e i soffitti sono bassi; all’interno si trovano indicazioni di base in inglese sulla sua vita (il resto è in tedesco) e diversi ritratti, ognuno coi i classici occhiali tondi. Ci sono anche alcune postazioni dove ascoltare la sua musica. Altrettanto toccante è tuttavia l’altra casa, quella dove morì, vicino a Naschmarkt. Franz Schubert visse qui per diverse settimane come ospite del fratello in un appartamento periferico composto da due stanze e uno studio al secondo piano di una casa Biedermeier.

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Ma se lo slogan “Vienna città della musica” è così celebre lo si deve anche ad un altro grande e popolarissimo musicista: Johann Strauss Jr. Considerato il re del valzer nella sua vita, tra il 1825 e il 1899, compose oltre 400 tra valzer, polche e quadriglie  ma una delle sue opere più famose è certamente “Sul bel Danubio blu” che compose nel 1867 nella casa di Praterstraße 54, una strada suburbana viennese elegante e alla moda, che è ora diventata un museo dedicato alla sua opera e alla sua storia. La mostra raccoglie i suoi strumenti, i mobili e i dipinti e l’insieme illustra l’opera di Strauss come compositore, musicista e direttore d’orchestra. Ma c’è anche un lato più umano che abbozza lo Strauss privato, un uomo sposato tre volte, appassionato di biliardo, collezionista di cartoline e caricaturista dilettante. Ovviamente si trovano riferimenti agli altri celebri membri della sua dinastia ovvero il padre, Johann Strauss il Vecchio e i talentuosi fratelli Josef e Eduard.

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Vienna città della musica: il fortepiano di Haydn

L’austriaco Franz Joseph Haydn è definito “Il padre della sinfonia” e la sua arte ha notevolmente influenzato la musica del suo tempo con un impatto che arriva fino ad oggi. Per conoscerne meglio la vita occorre andare al 19 di Haydngasse, una zona periferica vicino alla più movimentata, Mariahilfer Strasse, dove si stabilì nel 1793. Qui abitò per una dozzina d’anni e in queste stanze compose le sue più celebri opere lavorando nelle stanze del primo piano da cui guardava il giardinetto di piante aromatiche che è stato di recente restaurato. Non solo: qui ha composto e suonato, occasionalmente con Wolfgang Amadeus Mozart e in questa stessa casa diede lezioni al giovane Beethoven. Tra gli oggetti esposti ci sono copie  di componimenti che Haydn stesso aveva incorniciato e appeso nella sua camera da letto oltre ad oggetti d’onore, cioè medaglie, attestati e regali che Haydn ha ricevuto dai ricchi e potenti e che esponeva con grande fierezza. Oltre al fortepiano di Haydn, c’è anche il suo clavicordo, successivamente acquisito da Johannes Brahms che è stato uno dei suoi grandi ammiratori.

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Infine l’ultima tappa nel nostro vagare inseguendo l’idea di Vienna città della musica si trova nel museo interattivo Haus der Musik (“Casa della musica”). Si tratta di un grande spazio di sei piani, in Seilerstätte 30, tutti dedicati al mondo della musica e del suono. E non a caso: qui ha abitato il fondatore e primo maestro di cappella dell’Orchestra Filarmonica di Vienna: Otto Nicolai.
Da non perdere le sale dedicate ai grandi compositori che hanno vissuto, almeno parte della loro vita a Vienna – Mozart, Beethoven, Haydn, Strauss, Schubert e Mahler. In ogni stanza si possono ascoltare estratti dalle loro opere e vedere i loro manoscritti. Ci sono molti strumenti high-tech che permettono a chiunque di provare a suonare e persino a comporre grazie all’aiuto di computer.  Il centro è aperto ogni giorno sino alle 22. Perché Vienna ama la musica ad ogni ora.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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