Guida dell’Alaska: cosa vedere da Anchorage al McKinley fino ai fiordi

Guida dell’Alaska: cosa vedere da Anchorage al McKinley fino ai fiordi

Esiste ancora un’ultima frontiera, una terra da scoprire e di fronte alla quale inchinarsi? Esiste, certo: ed è l’Alaska, il mitico stato degli Usa dove la natura è regina e dove la vita selvaggia è la norma. Terra di laghi, montagne, foreste e cercatori d’oro. E per tutti questi motivi una guida dell’Alaska assomiglia molto ad un libro d’avventure alla Jack London. D’altra parte è logico: l’ultima frontiera del nostro mondo occidentale è una terra di grandi bellezze naturali, uno spazio immenso dove ci sono ancora parti remote che non compaiono sulle carte. E dove è più facile incontrare un orso che un uomo.
Wilderness e grandezza: queste le parole chiave. L’Alaska è il più grande stato degli Usa (due volte il Texas o, se preferite, due volte la Francia) ed ospita sul suo territorio circa 3.000 fiumi, 100.000 ghiacciai e 17 delle 20 vette più alte d’America. Tutta questa natura è poco abitata dagli uomini. Ma non dagli animali: tra le sue foreste si troviamo gli orsi kodiak (gli orsi bruni più grandi al mondo) ma anche alci, lupi e la famosa aquila di mare testa bianca  che non solo un rapace imponente. Ma anche il simbolo degli Usa dalla fine del 1700.

Guida dell’Alaska: orsi e grandi distese

Un simile paradiso sembra non avere prezzo. Eppure ogni guida dell’Alaska inizia sempre con la stessa storia: lo stato venne acquistato dalla Russia nel 1867 per 7.200.000 di dollari. Sono circa 5 dollari a km quadrato e ancora nessuno aveva scoperto che qui sottoterra c’è un tesoro. E pochi decenni dopo, infatti, scoppiò la famosa febbre dell’oro.

Ma l’Alaska non è terra solo da cercatori di pepite. Anzi: per chi ama lo sport estremo questa è la terra promessa perché qui si trova il monte McKinley, il punto più alto del continente americano con i suoi 6.194 m d’altezza che svettano nel centro del Parco Nazionale di Denali. E, ancora, qui possono impazzire gli appassionati di sport di mare visto che qui si può pagaiare su una canoa sfiorando le gigantesche megattere mentre sui monti Chugach sciatori e snowboardisti si lanciano in discese folli saltando direttamente dagli elicotteri.

Guida dell'Alaska.

Non siete così ammalati di adrenalina? Nessun problema. Potrete provare il brivido di navigare sull’Inside Passage, un percorso costiero di centinaia di chilometri che si estende dall’Alaska alle coste del British Columbia in Canada, ammirando comodamente dal ponte della nave montagne, ghiacciai, fiordi e foreste ma anche arrivando a remoti villaggi dove il tempo sembra fermo all’epoca degli esploratori. O ancora, mettersi sulla riva dei torrenti e provare a sfidare con una canna in mano il salmone reale.

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Piccole città e aurore boreali

In più, vista la sua latitudine, la guida dell’Alaska vi richiama quassù ricordando che è possibile vedere il sole a mezzanotte e le aurore boreali che scaldano il cuore anche quando tutto intorno è gelato. Ma tutto qui è speciale: forse solo le città paiono piccole. Basti pensare che Anchorage, la più grande città dell’Alaska, ospita il 40% della popolazione dello stato e che questa, unita con le altre due “metropoli” di Fairbanks e Juneau contano in tutto di 370.000 abitanti.

Ma anche se certo non ci troviamo in una zona famosa per l’arte l’Alaska saprà stupire chi arriverà sino qui affrontando il lungo viaggio e i prezzi non certo bassi cercando qualcosa oltre a fauna e cascate. Oltre alle bellezze naturali, la storia legata alle culture indigene dell’Alaska spinge molti viaggiatori a visitare Ketchikan, dove si trova la più grande collezione di totem al mondo raccolta nel Ketchikan Totem Bight State Historical Park e in una serie di altri siti culturali. Anchorage,a  sua volta,  ha anche alcune interessanti attrazioni culturali, tra cui l’Alaska Native Heritage Centre, il Museo di storia e arte di Anchorage ma anche alcuni buoni mercati che vendono arte e artigianato locale. E dall’ultima frontiera non si può chiedere di più.

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La guida dell’Alaska: le cose da non perdere

Una terrà come l’Alaska, comunque,  punta buona parte del suo fascino sulla natura incontaminata. E il posto giusto per tuffarsi in questo ambiente è il Parco nazionale di Denali. Il parco è uno dei più grandi degli Stati Uniti e comprende la montagna più alta del Nord America, il cui nome era Denali anche se oggi è noto nel mondo come Mount McKinley. Questa distesa verde attira milioni di visitatori ogni anno e i suoi quasi due milioni e mezzo di ettari di natura ospitano orsi grigi, caribù, alci, lupi e 167 specie di uccelli. L’attrazione principale è il massiccio innevato del Monte McKinley, che si innalza per 6.096 m sopra le cime dell’Alaska Range. Tanto che in una giornata limpida si possono vedere le sue cime gemelle da Anchorage, a 240 km di distanza.

L’Alaska Range divide il parco nei due lati nord e sud, con la maggior parte dei visitatori che accedono al nord dove si trova il centro visitatori principale. Gli alpinisti che cercano le sfide del Monte McKinley devono invece accedere al parco dal lato sud. Altre vette offrono eccellenti opportunità di arrampicata per coloro che non desiderano affrontare la montagna che si è guadagnata la pessima reputazione di una delle salite più difficili del mondo. La regione del parco offre anche una vasta gamma di altre attività, tra cui escursioni di un giorno, campeggio, mountain bike, rafting e arrampicata sul ghiaccio. E ricordate che dall’inizio di giugno o fine settembre è il momento migliore per evitare la folla.

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In barca tra i ghiacci del fiordo

Se invece volete andare alla scoperta di un mondo d’acqua dove puntare verso il fiordo Tracy Arm dove si possono scegliere sia navi da crociera ma anche piccole barche per andare ad ammirare cascate che precipitano dall’alto e iceberg che galleggiano mentre dall’altro troneggiano i ghiacciai Sawyer. Anche qui è facile vedere orsi e alci mentre balene e foche si muovono nell’acqua.

Scorrendo poi la guida dell’Alaska e rimanendo nel capitolo dei ghiacciai ecco un altra tappa imperdibile: è il ghiacciaio Mendenhall, posto a soli 19 km dal centro della città di Juneau. Originariamente conosciuto come Sitaantaagu (“il ghiacciaio dietro la città”) fu ribattezzato in onore di Thomas Corwin Mendenhall, un fisico americano, nel 1891. Il ghiacciaio Mendenhall è largo 3 km e ci sono parecchi modi per visitarlo.

Il più semplice è dal Mendenhall Glacier Visitor Center, che comprende un’area ricreativa e dove è facile incrociare gli orsi neri; i più sportivi invece possono provare un’escursione sul ghiacciaio attraverso il Mendenhall Glacier West Glacier Trail che richiede circa cinque ore di cammino. E’ sempre meglio affidarsi ad una guida ed avere con se dei ramponi mentre i più pigri, e ben forniti di denaro, possono anche concedersi una gita in elicottero sulla distesa gelata.

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Le autostrade nel nulla. O quasi

Ci sono poi dei percorsi che meritano di essere affrontati per immergersi nei panorami di questa terra magica: la più celebre è forse l’Alaska-Canada Highway (Alcan Highway) che corre da Dawson Creek, nella British Columbia canadese, attraverso il territorio dello Yukon fino a Delta Junction vicino a Fairbanks. Fu costruita per scopi militari nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, nel tempo record di soli otto mesi. Ma dalla fine della guerra, il percorso è stato il mezzo più importante di accesso via terra al territorio dello Yukon e al sud dell’Alaska e uno dei preferiti dai viaggiatori che scelgono di spostarsi in autonomia. L’autostrada attraversa Whitehorse, in Canada, prima di attraversare il confine dell’Alaska e terminare a Delta Junction. Non temete:la zona è selvaggia ma ben servita. E ogni 30-50 miglia si trovano motel, negozi e stazioni di servizio.

Emozionante è anche l’esperienza lungo la Dalton Highway che viaggia per per oltre 400 miglia nella regione del Far North dell’Alaska, raggiungendo infine l’avamposto di Prudhoe Bay. Si può prendere sia da Fairbanks sia da Anchorage ma è un percorso estremo, molto accidentato, poco frequentato da chi non sia un lavoratore del settore petrolifero. Tuttavia è una vera e propria esperienza estrema che conduce a vedere l’Arctic National Park e l’Arctic National Wildlife Refuge. All’estremità settentrionale del percorso, l’autostrada Dalton attraversa il Circolo polare artico, dove il solstizio d’estate porta 24 ore di luce diurna e l’inverno significa 24 ore di oscurità. E  questa è una delle zone dove si possono più di frequente vedere le aurore boreali da settembre fino ad aprile. Se non volete guidare sappiate che ci sono anche tour in bus e anche in aereo che partono da Fairbanks e Anchorage.

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Una ferrovia come spina dorsale

Infine la nostra guida dell’Alaska ci porta su due sentieri diversi tra di loro. Ma fondamentali per la storia del territorio. Il primo è l’ Alaska Railroad, nota come la “spina dorsale dell’ultima frontiera“. Questa linea ferroviaria è una parte importante della storia dell’Alaska e un’opzione di trasporto indispensabile ancora oggi. Si estende da Seward a Fairbanks e ha contribuito a trasformare Anchorage dalla distesa di baracche che era in passato nella città che è oggi. Oltre ad aver contribuito alla Seconda Guerra mondiale. Oggi l’Alaska Railroad è di proprietà dello stato e trasporta oltre 500.000 passeggeri ogni anno. E non solo turisti anche se ci soste popolari  tra i visitatori come  la Chugach National Forest e il Denali National Park.

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Infine pensiamo al passato. Quando qui si cercava l’oro. Per farlo andiamo al Klondike Gold Rush National Historical Park dove sono conservati gli edifici restaurati nel quartiere storico di Skagway, quelli dove prese il via la corsa all’oro del 1897-98. I visitatori possono fare un’escursione sul Chilkoot Trail, un sentiero lungo 33 miglia, che inizia al ponte sul fiume Taiya e ricorda le lotte dei cercatori d’oro del passato oppure limitarsi ad una più tranquilla visita ad un museo. Molti da queste parti hanno perso tutto. Voi, dopo aver visto l’Alaska,  avrete un ricordo che non potrete più dimenticare.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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