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Guida di Loch Ness, cosa vedere sul lago scozzese del mostro

Guida di Loch Ness, cosa vedere sul lago scozzese del mostro

Ci sono pochi laghi così famosi al mondo. E probabilmente nessuno è celebre per un motivo così bizzarro. Quando pensi infatti a Loch Ness, il lago scozzese che tutti conoscono, il pensiero corre al mostro più famoso della Gran Bretagna – e forse d’Europa: Nessie. Poco conta che il mostro non venga avvistato da decenni. Questa è Scozia, terra di miti e leggende, e nessun posto è più adatto per tenere in vita il racconto fantastico del mostro che nuota e poi scompare. Lasciandosi dietro decine di fantasiose narrazioni. Ecco perché la guida di Loch Ness deve per per forza partire da qui. Anche se poi questo lago e le sue rive hanno molte altre ragioni per essere visitate.

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Guida di Loch Ness: oltre il mostro c’è di più

Questo perché anche senza racconti di figure mitologiche, Loch Ness è straordinariamente bello, con la sua natura verdeggiante e le romantiche rovine del castello di Urquhart, che fanno la guardia sulle sue rive. Loch Ness si estende lungo il Great Glen, una faglia in cui le placche tettoniche si sono scontrate nel lontano passato creando, da una parte le montagne che si alzano intorno e dall’altra una depressione di oltre 220 metri che è, appunto, il lago che è il secondo più profondo della Scozia. Ed è, nelle sue acque scure, come dice ogni guida di Loch Ness, che si celerebbe Nessie. Loch Ness e tutto ciò che sta intorno è abbastanza vicino sia a Glasgow sia ad Edimburgo e quindi questa destinazione è comodamente raggiungibile con una gita in giornata da entrambe le città.

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Guida di Loch Ness: vi presento Nessie

Si dice che San Colombano, il monaco irlandese del V° secolo, fondatore tra l’altro del monastero di Bobbio nel piacentino, fu la prima persona ad incontrare e domare con le preghiere il mostro che nel frattempo aveva ucciso un poveretto preso sulle rive. Per un po’ di Nessie non si sente parlare fino a quando, nel XVI secolo, Hector Boece menzionò nella “Storia della Scozia” un “essere terribile” improvvisamente sbucato dall’acqua per inghiottire in un colpo solo tre uomini. Il successivo avvistamento, nel 1933, risale a quando una coppia seduta sulla sponda nord vide una creatura strana e contorta attraversare la strada di fronte a loro. E ovviamente ne restarono sconvolti.

Seguirono un certo numero di istantanee e resoconti di testimoni che furono all’origine di un flusso crescente di visitatori attirati dal mostro. La maggior parte delle descrizioni dei sedicenti testimoni dice che assomiglia a un grande rettile marino con un collo lungo, una piccola testa, pinne e diverse gobbe. Insomma, non è bellissimo da vedere.

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Il Nessiteras Rhombopteryx

La foto più famosa del Nessiteras Rhombopteryx – questo è il nome scientifico di un essere mitico: e già questo fa sorridere – fu scattata dal medico londinese Robert Wilson. Il 19 aprile 1934, Wilson riferì di aver visto qualcosa sull’acqua e senza perdere tempo scattò: il lungo collo del mostro era appena uscito dall’acqua ghiacciata. Più tardi risultò che Wilson apparteneva a un gruppo di buontemponi che avevano deciso di giocare uno scherzo al mondo intero. Poco prima della sua morte, nel 1993, Christian Spurling, uno dei “cospiratori”, ammise il proprio ruolo nella beffa e spiego ogni dettaglio . Secondo quanto riferito dal Sunday Times, Spurling, che all’epoca era un falegname dilettante, aveva costruito un manichino di dinosauro piazzandolo su una struttura galleggiante. Il piano aveva funzionato perfettamente. E Nessie era diventato una celebrità.

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Guida di Loch Ness: la visita al castello di Urquhart

Come abbiamo detto nella nostra breve guida di Loch Ness non di solo mostro vive questo luogo magico. Uno delle cose da non perdere sono le imponenti rovine del castello di Urquhart – a pochi minuti da Drumnadrochit – che si ergono su una lingua di terra che si protende verso Loch Ness. Situato sullo sfondo del lago e della montagna, il castello – una volta una delle più grandi fortificazioni della Scozia – oltre ad essere una immagine splendida è al centro di molti antichi miti.

La prima struttura che risale al XII secolo era un tipico esempio di fortificazione piuttosto semplice e rudimentale ma nel XIV secolo i muri di pietra sostituirono la struttura originale in legno. Nel 1509, Giacomo IV lo donò a John Grant di Freuchie, che ne commissionò l’ampliamento ma, alla fine del XVII secolo, il castello fu danneggiato pesantemente da un incendio. Oggi i visitatori possono godersi una bibita nella caffetteria ricavata a fianco, fare visita ad un negozio di souvenir ma soprattutto riempirsi gli occhi con gli splendidi panorami sul lago.

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La guida di Loch Ness: sosta al villaggio di Drumnadrochit

In fondo alla baia di Urquhart, sulla riva settentrionale di Loch Ness, il villaggio di Drumnadrochit è un ottimo punto di partenza per esplorare il lago più famoso della Scozia, per scoprire i miti e le leggende che qui sono una infinità e organizzare la gita al vicino castello di Urquhart. Il villaggio è ben organizzato e offre pensioni, B&B, caffetterie e pub ma anche la sede del Museo di Loch Ness, che racconta l’affascinante storia del residente più famoso del lago, Nessie. È anche un ottimo posto per fare una crociera in barca – se poi riuscirete a vedere il mostro meglio per voi – per concedersi passeggiate, sedute di pesca o semplicemente godersi le diverse prospettive e i colori del lago. Il villaggio è anche un luogo popolare per coloro che amano andare a cavallo: da qui partono belle passeggiate in sella.

Guida di Loch Ness: il centro dedicato al lago e al mostro

Il museo che si trova nel paese propone supporti audiovisive e display statici per raccontare la storia della regione e, soprattutto il rapporto con il suo famoso mostro. A cui qui, capirete presto, tutti sono molti affezionati. Puoi seguire la storia della ricerca del mostro e vedere i disegni, le foto più o meno verosimili, le pagine dei giornali dedicati a Nessie e anche foto subacquee.

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La sezione più interessante è quella dedicata all’operazione Deepscan del 1987 quando si utilizzarono sonar con cui sono state scannerizzate le torbide acque di Loch Ness. Le immagini sembrano confermare l’esistenza di qualcosa laggiù, e lo studio certamente non ha escluso l’esistenza dell’amato mostro. Secondo altri si tratta solo di branchi di pesci. Ma il bello è che in un museo dedicato a Nessie nessuno dirà mai che il mostro non esiste. C’è un altro spazio dedicato al personaggio con le squame nel vicino parco a tema: guarda caso si chiama Nessieland.

Infine per concludere la nostra guida di Loch Ness portiamoci a Fort Augustus, all’estremità sud del lago. Questo è uno dei luoghi prediletti dai visitatori che accorrono per vedere i resti della fortezza costruita nel 1715 come quartier generale del generale inglese Wade. Dopo una serie di passaggi di mano buona parte della roccaforte fu demolita nel 1876. Ma ora qui si trova una abbazia benedettina da dove si parte per andare a vedere la vicina cascata di Foyer. La cascata ci ricorda che questa è una terra d’acqua: qui vicino scorre il canale di Caledonia costruito nel 1800 per evitare di percorrere il  pericoloso mare tra la costa e le Orcadi e che unisce una serie di loch. Sono  i laghi, uniti da 29 chiuse dove oggi i turisti si divertono navigando e pagaiando.

Guida di Loch Ness: Spean Bridge e la riserva naturale.

Un po ‘più a sud di Loch Ness lungo la strada per il villaggio di Spean si trova un ponte che offre splendidi panorami sulla movimentata natura di questa parte di Scozia. Il ponte Spean costituisce la base per le passeggiate nella riserva naturale di Glen Roy, con le sue “Parallel Roads”, ovvero le terrazze lungo il pendio scolpite nell’Era Glaciale. Qui si trova anche  il Commando Memorial, un monumento dedicato ai soldati britannici che si allenavano nel vicino castello di Achnacarry. E questa è storia. E non leggenda.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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