• La prigione di Alcatraz

La prigione di Alcatraz: da Al Capone alla mitica fuga del ’67

La prigione di Alcatraz: da Al Capone alla mitica fuga del ’67

Alcatraz non è un penitenziario. E’ un mito. Un mito di pietra e vento, dolore e mare agitato passato alla storia come “la roccia”, il luogo dove l’America rinchiudeva i suoi figli più odiati, banditi sanguinari e nemici pubblici assortiti, gente Al Capone, Alvin Karpis e Machine-Gun Kelly. Questa per 29 anni è stata la discarica dei balordi, il luogo gelido dove gettare i criminali più noti del paese. Per tutti questi motivi, le nebbie pesanti, il vento cattivo, le onde grigie, il lamento delle sirene e le celle anguste resero la prigione di Alcatraz il più solitario e spaventoso dei carceri.

La prigione di Alcatraz

La prigione di Alcatraz: nel cuore della baia di San Francisco

L’isola dove si trova la prigione di Alcatraz si trova nella baia di San Francisco, a poco più di due chilometri dalla riva. Qui, sui nove ettari di estensione – più o meno 13 campi da calcio – oltre alla prigione  federale ci fu anche il sito del primo faro (1854) e del  primo forte costruito (1859) sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Non solo: per ben due volte fu occupato da gruppi di nativi americani per protestare contro il governo e qui nacque il movimento di Potere rosso. Ma quello che rese celebre l’isola, chiamata con il nome spagnolo delle sule che qui nidificavano, è ovviamente il penitenziario.  La prigione di Alcatraz, prima di diventare federale fu, come detto, un forte militare e poi in seguito una prigione per i disertori della Guerra Civile. Il reclusorio militare fu istituito nel 1868 e nel 1934 trasformata in penitenziario consegnato alla gestione del  Federal Bureau of Prisons. La prigione ospitava criminali  considerati ad alto rischio e gli internati erano notoriamente i criminali più violenti e pericolosi del paese. Tra i detenuti famosi ci sono stati Al Capone, il pluriomicida Robert Franklin Stroud (noto anche come l’ornitologo di  Alcatraz per i suoi studi sui canarini) e Arthur R. “Doc” Barker, omicida e capo di una banda di rapinatori che tentò anche la fuga.  Il detenuto che rimase a Alcatraz più lungo fu Alvin Karpis: persino Charles Manson dice di essersi ispirato a lui.  La prigione era considerata il luogo da cui era impossibile fuggire e chiuse nel 1963. Al momento della dismissione, decisa per le enormi spese di manutenzione e gestione,  ospitava 250 reclusi e 60 guardie che vivevano sull’isola con le famiglie.  Oggi è diventato un monumento di importanza nazionale e ogni anno riceve circa un milione di visitatori che esplorano la struttura ma ammirano anche la ricca vita animale che ha colonizzato l’isola. Per arrivare si possono prendere i traghetti dal Pier 33 o il traghetto Hornblower Hybrid da Alcatraz Warf e il viaggio dura solo una decina di minuti. Un consiglio però: è una visita molto popolare e può essere una buona idea prenotare i biglietti in anticipo.

La prigione di Alcatraz

La prigione di Alcatraz: la visita dei turisti

La tua visita alla prigione di Alcatraz parte al momento dello sbarco quando un ranger del Parco Nazionale da il benvenuto e fornisce qualche informazione per orientarsi. Si è quindi liberi di muoversi sull’isola per esplorarla e scoprire il carcere e quello che sta intorno. Un buon modo per cominciare a scoprire la struttura è fermarsi a quella che è stata trasformata un una sala dove si proietta un video che ricostruisce la storia e le caratteristiche del carcere. Quindi fatevi consegnare le audioguide che vi serviranno per l’esplorazione di Alcatraz: c’è anche un audio in italiano che in trentacinque minuti vi permetterà di visitare l’intero blocco principale delle celle: durante il tour, ascolterai storie di ex detenuti e ricordi di guardie carcerarie e vedrai molti degli spazi a partire dalle celle per arrivare alla la sala della mensa, la biblioteca, le rovine della casa del custode, il cortile delle attività ricreative e la torre dell’acqua. C ‘è anche un museo che raccoglie oggetti realizzati da famosi detenuti, documenti, fotografie storiche e una presentazione multimediale.
Una volta all’esterno poi vale la pena di percorrere il sentiero dell’agavi. Questo percorso parte vicino al molo dei traghetti sul lato est dell’isola di Alcatraz e continua fino alla punta meridionale. Il sentiero dell’agave attraversa una zona dove nidificano moltissimi uccelli, ed è un territorio protetto, e offre favolose viste su San Francisco e sul Golden Gate Bridge.

La prigione di Alcatraz

La prigione di Alcatraz: Al Capone e la grande fuga

Lo abbiamo detto: tra i detenuti famosi della prigione di Alcatraz c’è stato Al Capone, il famoso gangster di Chicago, finito qui nel 1934 dopo che in altri carceri era riuscito a corrompere e manovrare le guardie al punto che la sua cella altrove aveva la tappezzeria e aveva a disposizione una radio con cui intratteneva i compagni e i secondini. Qui invece scoprì la durezza del carcere grazie al direttore James Johnston tanto che finì nella infermeria per le sue gravi condizioni di salute che lo portarono poi alla scarcerazione e alla morte.
Il carcere di Alcatraz funzionò per soli 29 anni e in questo periodo ci furono 14 tentativi scoperti di evasione che coinvolsero 26 detenuti, Ufficialmente, tutti i tentativi di fuga fallirono e la maggior parte dei detenuti venne uccisa o rapidamente catturata. Tuttavia, i reclusi fuggiti nei tentativi del dicembre 1937 e del giugno 1962, sebbene dati per morti, non furono mai ritrovati. E sulla loro fuga sono nate vere e proprie leggende. Nel 1937 furono Theodore Cole e Ralph Roe che scapparono in una giornata molto nebbiosa saltando in acqua. Non furono mai più ritrovati ma le terribili condizioni meteorologiche hanno fatto supporre che siano affogati nella baia e portati via dalla corrente. Tuttavia, l’FBI continuò a mantenerli ai primi posti dei ricercati in tutto il paese.

Frank Morris, John Anglin e Clarence Anglin portarono a termine invece con successo una delle fughe più geniali mai architettate l’11 giugno 1962. I tre scavarono una presa d’aria e coprirono il rumore suonando la fisarmonica per poi arrivare oltre il muro e creare una zattera con una cinquantina di impermeabili di gomma. Nei letti lasciarono delle teste fatte di cartapesta. Parti della zattera furono trovate alla deriva e il rapporto ufficiale sulla fuga disse che i prigionieri affogarono nelle fredde acque della baia mentre cercavano di raggiungere la terraferma. Tuttavia, ci sono stati molti avvistamenti dei tre uomini nel corso degli anni e per anni amici e familiari ricevettero misteriose cartoline e messaggi dall’estero. Le autorità non hanno mai smesso di indagare.

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Le info pratiche per visitare la prigione di Alcatraz

I traghetti partono circa ogni mezz’ora in modo continuativo per tutto il giorno e la sosta si può protrarre a proprio piacimento. Ricordate però che il tempo a San Francisco e, soprattutto ad Alcatraz, può cambiare improvvisamente. Può essere freddo e nebbioso la mattina e soleggiato nel pomeriggio. Preparatevi e vestitevi a strati con qualcosa di impermeabile e ricordate che la nebbia è frequente da giugno a settembre.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora i salumi italiani, il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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