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Cosa vedere a Ercolano: guida agli scavi e al parco archeologico

Cosa vedere a Ercolano: guida agli scavi e al parco archeologico

E’ la sorellina minore. Ma non per questo è meno affascinante. Stiamo parlando di Ercolano, la magica città romana arrivata sino a noi dopo che il tempo si è fermato nel 79 d.C. per colpa del Vesuvio che l’ha coperta con una colata di flussi piroclastici alti 16 metri. Proprio come accadde a Pompei, la sorella più celebre, ma qui, se possibile, il lascito è ancora più emozionante. Primo perché la città, essendo più piccola, si può visitare anche più facilmente. Secondo perché le cose da vedere a Ercolano sono di più: quella mortale colata di fango e lava ha permesso persino la conservazione di case di due piani dentro le quali la vita è stata bloccata di colpo.

Facendoci arrivare persino suppellettili, arredi e materiale organico che ci permettono oggi di sapere molto sulla vita dei suoi abitanti.

Cosa vedere a Ercolano: il mito e la storia

Gli stessi abitanti che si vantavano che la loro città era stata fondata da Ercole – da cui il nome- anche se ovviamente il mitico eroe non c’entra. Probabilmente, si tratta di una città etrusca conquistata un secolo prima di Cristo dai romani. Qui c’era il mare, clima mite e una natura splendida: e ben presto divenne la destinazione di vacanza per i vip. Peccato che dietro tanta bellezza si nascondesse anche una geologia pericolosa visto che nel 62 d.C. un terremoto la danneggiò. E poi 17 anni dopo il Vesuvio fece il resto.
Ercolano restò quindi per secoli dimenticata e coperta dalla terra fino a quando nel 1709 durante gli scavi di un pozzo spuntarono magicamente statue e pezzi di edifici antichi. Inutile dire che si comprese che la sotto c’era un tesoro e Carlo III di Borbone – già duca di Parma e poi re di Napoli – diede ordine di scavare. Si lavorò fino alle fine del 1700 e poi altri secoli di abbandono fino al 1927. Quando riprese la ricerca con metodi moderni che continuano tutt’ora.

Lo abbiamo detto prima: rispetto alla sorella più celebre, Pompei, Ercolano ha dimensioni più ridotte e per questo è possibile visitarla anche in una mezza giornata senza uscire distrutti da questa passeggiata nel tempo. E nel ricordo.

La casa più grande: con la spa

Il punto da cui partire per andare a scoprire le cose da vedere a Ercolano è la cosiddetta Casa dell’Albergo, la più grande di Ercolano e che si trova sul ciglio della collina con vista su quella che all’epoca della eruzione era la spiaggia della città. E’ una delle prime case scavate ad Ercolano e questo giustifica il fatto che è abbastanza danneggiata (i millenni sotto terra l’hanno protetta, pochi decenni fuori l’hanno segnata) ma è comunque enorme.

Occupa quasi 2500 metri quadrati, ovvero un intero isolato. Il nome deriva dal fatto che avendo una zona termale interna si pensò che fosse un albergo con quella che, oggi , chiameremmo una Spa per i clienti. Le dimensioni delle colonne ancora presenti fanno capire la ricchezza della struttura che conserva decorazioni e mosaici oltre ad un cortile con piante da frutta.

Di fronte, sull’altro lato della strada, si trovano la Casa di Aristide, una sontuosa villa di campagna, e la Casa di Argo dove colpisce il peristilio, ovvero un porticato che si sviluppa su tre lati mentre il quarto ospita delle stanze dove si pranzava e si passava il tempo stesi sul triclinio.

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Una altra casa da vedere assolutamente è la cosiddetta Casa dei Cervi, una abitazione lussuosa che poteva contare sulla vista mare. Ma questo panorama splendido non è servito al suo padrone, uno schiavo liberato da poco tempo, per salvarsi. Il nome deriva dal fatto che nel giardino sono stati ritrovati tavoli di marmo e statue di cervi oltre a quadri che sono conservati al Museo archeologico di Napoli. Un dettaglio: la casa era su due piani e i padroni abitavano a piano terra mentre la servitù stava al piano superiore.

Colonne, cortili e una grande vista

Di fronte alla Casa dei Cervi, spicca la Casa del rilievo di Telefo: il nome deriva da un rilievo in marmo che racconta la storia di Telefo, uno dei figli di Ercole. E’ certamente una delle case più eleganti di Ercolano ed era posta in una posizione panoramica con tre livelli sovrapposti impreziositi da statue. Nel suo ampio atrio si trova una vasca in marmo e un colonnato che conduce al parco, che digrada verso il porto turistico.

Durante la visita alla scoperta di cosa vedere a Ercolano non perdetevi la sede degli Augustali: si tratta di un edificio quadrato che ospitava i liberti che onoravano, al tempo della eruzione l‘imperatore Augusto. Anche se in un primo tempo era dedicato a Ercole, protettore della città. Si ammirano ancora le colonne, gli archi e splendidi affreschi . Mentre, dettaglio crudele, il corpo del custode è rimasto accovacciato dove stava dormendo al momento della eruzione.

All’angolo tra il Decumano e il Cardo si trova la Casa Sannitica, una delle più antiche dimore patrizie della città tanto che si calcola che al momento della eruzione esistesse da circa tre secoli. L’atrio ha una galleria con colonne ioniche, e in tutta la casa sono presenti ricchi stucchi e decorazioni ad affresco con motivi fantastici. Al centro alzate lo sguardo e ammirate i capitelli di tufo scolpiti con cura e arrivati integri sino a noi.

Cosa vedere a Ercolano: alla scoperta delle terme

I romani, si sa, amavano molto le terme e quelle di Ercolano le possiamo ammirare ancora oggi grazie ad alcuni scavi degli anni ‘30. Si trovano sul decumano inferiore e come d’uso avevano zone separate per uomini e donne con uno spogliatoio con le nicchie dove lasciare gli abiti per poi passare alle diverse aree termali. A seconda delle zone poi si notano i mosaici sui pavimenti ed il più bello è nel tepidarium dove spicca una scena con delfini e animali del mare.

Concludiamo questa per forza di cose sommaria guida alle cose da vedere a Ercolano con l’esplorazione dei fornici, ovvero a quegli ambienti che servivano come ripari per le barche e depositi. Ercolano, infatti, all’epoca della eruzione del Vesuvio si trovava proprio sul mare mentre ora la riva si è spostata di circa mezzo chilometro. Durante gli scavi del 1980 vennero trovati circa 300 scheletri di abitanti morti mentre cercavano di fuggire.

Che volessero  salvarsi è dimostrato che con loro sono stati trovati i beni preziosi che portavano con sè tra cui gioielli e monete. La via di fuga era verso il mare ed infatti è qui si trova anche una barca dell’epoca. Però non è servita: il calore e le onde del maremoto non hanno lasciato loro scampo. E oggi, ancora, sconvolge vedere gli scheletri perfettamente conservati delle persone che provavano a proteggersi il volto dalla onda rovente che scendeva dal vulcano.

Come arrivare a Ercolano

Per arrivare a Ercolano da Napoli con i treni della Circumvesuviana si possono prendere due treni che partono dalla stazione di Piazza Garibaldi. Si può scegliere la linea che da Napoli va a Sorrento o quella per Torre Annunziata-Poggiomarino. In tutti i casi si scende alla fermata Ercolano Scavi.
Usando invece i treni delle Ferrovie Italiane sempre da Piazza Garibaldi si deve prendere il treno Napoli- Salerno e scendere a Portici- Ercolano, Da li tre linee di bus – la 5, 176 e 177 – portano agli scavi.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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