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Cosa vedere a Iraklia: la guida dell’isola nelle piccole Cicladi

Cosa vedere a Iraklia: la guida dell’isola nelle piccole Cicladi

Le chiamano piccole Cicladi. E un motivo ci sarà. Per capire quale basta scendere dal traghetto a Iraklia e guardarsi intorno in questa specie di scoglio, a poca distanza da Naxos, di soli 18 km quadrati con poco più di 150 abitanti stabili. Un luogo quindi da saltare magari puntando sulla decisamente più stilosa Koufonissi? Per nulla. Perché anche se la lista delle cose da vedere a Iraklia non è certo sterminata qui si viene per molti motivi: atmosfera sincera, un paio di paesi bianchi e tranquilli, spiagge – non tante ma belle – e un senso di tempo che rallenta. E che compiace chi sogna di passare le giornate al sole riposando e facendo un bagno con alla sera la prospettiva di un pasto in una taverna dove sentirsi, dopo pochi giorni, un po’ a a casa.

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Insomma, una guida di Iraklia, una delle isole ancora da scoprire in Grecia,  deve partite da un confronto: l’isola appartiene al gruppo delle piccole Cicladi, come Koufonissi, Donoussa e Schinoussa ma ancora non è stata travolta dal turismo di massa – anche grazie alle dimensioni – ed è riuscita a conservare il suo semplice fascino incontaminato fatto di un paesaggio arido senza fastidiosi affollamenti e con acque turchine dove vivere le spiagge non attrezzate che molti preferiscono raggiungere a piedi. Ed ecco perché viene considerata l’isola di chi ama il trekking e la solitudine. Pur essendo tutto sommato a poca distanza dalle star delle Cicladi.

Cosa vedere a Iraklia: i villaggi

Il paese di Panagia, noto anche come Pano Mera, è il capoluogo di Iraklia e si trova sul lato meridionale dell’isola. E’ un classico esempio dell’architettura tradizionale delle Cicladi con case bianche e finestre blu e vicoli che si diffondono come un labirinto e con cortili fioriti. Il bianco dei muri e le sferzate colorate dei fiori sono splendide. Al centro del villaggio si trova la chiesa della Presentazione della Vergine Maria: è il monumento religioso più importante dell’isola ed è la classica chiesa imbiancata con una bellissima cupola blu. La chiesa fu costruita nel 1919 e qui si celebrano feste molto sentite il 15 agosto e il 21 novembre. La differenza è che al secondo appuntamento non partecipano turisti.

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Agios Georgios è il secondo villaggio dell’isola oltre che il porto di Iraklia situato sulla costa settentrionale dell’isola. Il paese deve il suo nome alla chiesa di Agios Georgios che è anche il patrono dell’isola ed è anche in questo caso un piacevole villaggio in pieno stile delle Cicladi. Case bianche, finestre blu, vicoli e fiori; se non vi basta si può visitare il sito archeologico del Kastro con i resti dell’antico castello veneziano sopra la baia di Livadi. Kastro era una cittadella del periodo ellenistico e qui, si possono ammirare i resti di case, cortili degli spazi usati per la trebbiatura oltre che le rovine di due templi dedicati a Zeus e alla dea  Tiche. Per i Romani sarebbe stata  la dea Fortuna.

Guida di Iraklia: la grande grotta

Tra le cose da vedere a Iraklia c’è sicuramente la grotta di Agios Ioannis, la più grande delle Cicladi, che si trova sulla costa meridionale dell’isola. E’ un grande spazio sotterraneo ricco di stalattiti e stalagmiti che la tradizione vuole sia stata scoperta per caso da un pastore che cercava riparo dalla pioggia. Per la visita servono oltre due ore mentre per arrivare occorre affrontare una salita di circa un’ora dal paese di Panagia. L’appuntamento per tutti, turisti e soprattutto residenti, è il 29 agosto, quando nella grotta si svolge una festa tradizionale alla luce di centinaia di candele.

Cosa vedere a Iraklia: le spiagge

L’isola è piccola, non ci sono decine di spiagge ma Agios Georgios vale la visita: è una spiaggia sabbiosa con acque limpide situata sul lato nord-est dell’isola. La spiaggia si trova vicino al porto ed è ideale per nuotare in acque turchesi. Il vantaggio? E’ molto facile da raggiungere e ci sono intorno taverne e altri servizi.

La spiaggia più famosa è comunque Livadi: il mare è trasparente e si vedono sullo sfondo le isole di Schinoussa e Venetiko. Di solito è tranquilla ma a volte, soprattutto nel pomeriggio, può tirare vento. Ma non temete: il fondo digrada lentamente e ci sono alberi di tamerici per l’ombra. E una taverna per le merende.
Per chi voglia stare tranquillo c’è poi la spiaggia di ciottoli bianchi di Tourkopigado, sulla costa est dell’isola. È una spiaggia isolata ma facilmente raggiungibile dal villaggio di Panagia e la sua forma a ferro di cavallo la rende una specie di piscina naturale.

Concludiamo con la sabbiosa spiaggia di Alimia sulla costa sud-est dell’isola. È una delle spiagge più belle di Iraklia e le sue acque turchesi celano un segreto. Con maschera e pinne si possono vedere i resti di un aereo tedesco della guerra affondato. Si può arrivare a piedi o con un barchetta che porta i turisti. Il risultato non cambia: lo spettacolo è splendido ma portatevi dell’acqua da bere.

Un appuntamento da vivere

Ogni 15 agosto sull’isola si svolge la tradizionale celebrazione in onore della Vergine Maria nel villaggio di Panagia. Dopo il servizio, la tradizione vuole che tutti si ritrovino e per questo la parrocchia offre cibo, dolci e vino ai fedeli e a chi partecipa alla festa che poi, di solito prosegue con musica fino a tardi in una delle taverne dell’isola.

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Cosa vedere a Iraklia e come arrivare

Iraklia non ha un aeroporto e quindi si arriva in traghetto dal Pireo o dalle vicine isole di Naxos e Amorgos o da altre isole delle Cicladi in particolare grazie al piccolo e famoso traghetto  Express Skopelitis. L’aeroporto più vicino a Iraklia si trova sull’isola di Naxos e  Il viaggio da Naxos a Iraklia è di 1 ora e 30 min.

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Giornalista professionista, è responsabile delle pagine di viaggi e turismo del quotidiano Gazzetta di Parma. Da tempo è convinto che l'unica parte spiacevole di ogni viaggio sia preparare la valigia. Ha scritto - e fotografato - per Panorama Travel, Viaggiando, That’s Italia, Corriere.it, I viaggi di Repubblica, Ilturista.info. Adora il mare della Grecia, le birre belghe, i romanzi americani e le moto tedesche.

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